Come facciamo a distinguere un ragionamento corretto da uno scorretto? Esiste un modo di ragionare giusto, che conduca a conclusioni valide? Sì, esiste e si può imparare. È un’arte antica, risale alla Grecia di Pericle, l’ha codificata è l’arte dell’argomentazione. Questo libro ci insegna a riconoscere i falsi argomenti, ossia le lo fa attraverso le storie di uno dei più grandi ragionatori di tutti i tempi, l’amatissimo Sherlock Holmes che guida noi e l’esterrefatto Watson a disvelare gli inganni che si annidano nei ragionamenti. Attraverso dieci veri e propri racconti polizieschi, siamo chiamati a trovare la fallacia che sta in agguato nell'ombra e a vederci chiaro. È dal sonno della ragione che nascono i mostri, ma possedere la spada affilata dell’argomentazione e saperla usare può aiutarci a tenerli lontani, di qualsiasi tipo essi reali, immaginari, politici, etici, comunicativi.
⭐️⭐️⭐️⭐️ un saggio divulgativo sulle fallacie argomentative che si legge con la piacevolezza dei grandi gialli. È proprio questo l'espediente scelto dall'autore per introdurre le trappole nei ragionamenti quotidiani: 10 racconti gialli seguiti da una breve spiegazioni delle fallacie e delle schede riassuntive sulle 10 scelte. Da amante di Sherlock Holmes ho molto apprezzato l'ambientazione, i personaggi, il metodo deduttivo e il contesto in questi testi. Un opera arguta e scorrevole che si legge con piacere e interesse.
Interessante l'idea di sfruttare i personaggi originariamente nati dalla penna di Conan Doyle per creare delle storie che, con leggerezza e semplicità, illustrano le 10 fallace argomentative che Radin ha selezionato per questo libro; le note a fine capitolo aiutano a dare un nome e una struttura formale alla fallacia già introdotta grazie all' espediente narrativo, gli esempi danno uno spunto in più per riconoscerla nel quotidiano. Un libro che aiuta a "mettere in fila" errori spesso comunque noti ma nei quali rischiamo comunque di cadere quotidianamente; questo "fare il punto" è d'aiuto per riconoscerli ed evitare di cadere facilmente nell'errore, più che a difendersi dai colpi sferrati dalla propria controparte in una discussione. Un buon libro, scorrevole (complimenti all' autore, qui all'esordio, per l' equilibrio con cui ha formato i singoli episodi delle storie della coppia Holmes/Watson), che può insegnare o aiutare a focalizzare.
Interessante e piacevole la narrazione utilizzando i personaggi di Sherlock e Watson: lo stile utilizzato richiama veramente quello del grande Doyle. L’approccio alle fallacie a mio avviso è un po’ superficiale e non tratta proprio quelle con le quali facciamo più esperienza quotidianamente. Per questo avrei scelto altre fallacie che potrebbero essere più utili. In linea di massima un libro gradevole, scorrevole e valido.
Esile libro (130 pagine) che si legge in 4/5 ore, espone una decina di fallacie logiche e le fa raccontare a Sherlock Holmes ed al suo assistente. Si tratta di un testo divulgativo con una forte componente narrativa, non di un giallo, né di un saggio di logica Mi è piaciuto lo stile dell'autore che, seppur a volte un po' prolisso, è molto vivido
Una piacevole lettura sul modo giusto di ragionare. Il gioco è narrato da Watson a cui Sherlock Holmes svela gli errori nelle argomentazioni fallaci attraverso la soluzione di alcuni casi. Ben fatto grazie alle abilità investigative del miglior detective.
Mah! Un libro che richiede molta attenzione in special modo per gli spiegoni filosofici sulla lingua e sui modi di esprimere determinati concetti. Simpatici gli episodi con protagonisti Sherlock Holmes e il dr Watson.
Attraverso l'espediente narrativo delle indagini di Sherlock Holmes e dell'amico e aiutante dr. Watson, il saggio espone dieci fallacie logiche permettendone una comprensione semplice ma non superficiale.
Idea carina, ma striminzita. Le fallacie sono tantissime e oltre a quelle di rilevanza ci sono anche quelle di ambiguità, che però non sono sono trattate.
È possibile che per spiegare i concetti desiderati l'autore ci faccia leggere 10/12 pagine del (grandissimo) Conan Doyle per poi aggiungere 2 paginette di suo? Il libro è tutto così