Atlas sirena je knjiga u kojoj uživaju sva čula. Gravire, slike, antičke vaze i iluminacije, pesme, fantastične pripovesti, izveštaji sa putovanja bez povratka čine niti od kojih je satkana slika sveta sirena, zagonetnih bića kojima se prepuštamo da nas otmu i odvedu na plovidbu po dalekim epohama i morima. Sirene pripadaju bezvremenom mitu. Videli smo ih u Homerovim i Rilkeovim stihovima, čuli smo njihovu pesmu na stranicama Džojsovog Uliksa i u Vagnerovoj muzici. Ponovo smo ih nalazili u olujnim valovima Mediterana i na pučini dalekih mora. Anjeze Grijeko krmani sigurnom rukom znalca kroz carstvo sirena, osluškujući njihove glasove, ali i glasove onih koji su sirene videli, čuli, voleli, pratili, zarobili ili ih čak i pojeli. Od sirena koje su iskušavale Odiseja na njegovom povratku na rodnu Itaku do onih koje su ometale Henrija Hadsona i njegovu posadu na plovidbi po Severnom ledenom okeanu, od sirena koje plešu po Debisijevim pentagramima do filmskih junakinja koje se pojavljuju nasred Menhetna, bezbroj je priča, umetničkih dela, anegdota sakupljenih na stranicama Atlasa sirena. Anjeze Grijeko se vraća u prošlost da istraži poreklo mita o sirenama i prati njihove beskrajne preobražaje i mnoge tragove koje su ostavile u književnosti, slikarstvu, muzici i nauci kako bi, jednom zasvagda, otkrila tajnu sirena. Glas sirena u grčkom svetu u stanju je da vlada elementima, da smiri ili da podigne vetar i oluju. Onako kako je to uradila Arijel u Šekspirovoj Buri. Nastavimo da sledimo crvenu nit reči koje u antičkom grčkom svetu definišu svojstvo glasa sirena. U Palatinskoj antologiji sirena se, na primer, naziva lale, brbljiva. A „pridev lalos u stvari označava neprestan, monoton zvuk, nalik žuborenju vode ili cvrčanju nekog insekta, ali i besmisleno brbljanje danguba i žena“. Kod Aristotela pojam seiren označava vrstu pčele samice. Zbog stalnog, upornog zujanja. Dok Sokrat u Fedru upoređuje dejstvo glasa sirena sa cvrčanjem cvrčka, ne slučajno u
Un saggio denso di contenuti - corredato da splendide immagini - grazie al quale ho imparato tanto, tuttavia non mi sento di dare una valutazione più alta perché trovo che il tutto sia stato trattato in maniera abbastanza impersonale. Il lettore ha anche bisogno di essere catturato da ciò che sta leggendo, invece, in questo caso latita quel quid di accattivante.
Libro affascinante, con tanti spunti per letture e immagini meravigliose. Lo stile di scrittura dell’autrice non mi ha fatta impazzire e non ho colto la rilevanza di alcune connessioni, ciononostante è stato un bel viaggio.
Posso dire con certezza che ci troviamo davanti a uno dei saggi più belli e ricchi sulla misteriosa figura della sirena. In passato ho letto tanto, da fonti sempre diverse, ma ho sempre trovato gli approfondimenti fatti da autrici e autori piuttosto prevedibili. Agnese Grieco ci porta in un viaggio dall’Italia fino al Giappone, tra mostri marini, grandi capolavori della letteratura europea e mondiale, film e icone di ogni tipo. Incredibile il capitolo dedicato a Napoli, alla sirena Partenope e alle sue sorelle, alle grandi cantanti del Seicento napoletano, tra le quali spicca la figura di Adriana Basile (detta la Sirena di Posillipo). Affascinante la visione erotica e inquietante delle sirene giapponesi, che uniscono il divino e il mostruoso e attraggono gli esseri umani con il loro fascino che sfida le convenzioni. Ho particolarmente apprezzato i riferimenti a opere teatrali e poetiche che hanno rielaborato costantemente queste figure mitologiche, rendendole sempre più umane. Non manca nemmeno un capitolo conclusivo dedicato alla Sirenetta di Andersen, la cui essenza e anima (immortale) vengono analizzate dall’autrice in maniera assolutamente originale. E no, non mancano riferimenti al legame tra il mito di queste creature del mare e la comunità queer. Alcune associazioni di pensiero da parte dell’autrice potrebbero apparire confusionarie, ma è innegabile la sua capacità di tenere lettrici e lettori incollatə alle pagine di questo saggio. Se non sapete nemmeno da dove partire, questo libro, impreziosito da una ricchissima galleria di immagini che tolgono il fiato, fa proprio al caso vostro.
Leggendo questo testo si nota immediatamente l'attenta ricerca effettuata dalla scrittrice. Per quanto il tema sia piuttosto ampio, Agnese Grieco riesce ad esporlo in modo originale, riuscendo ad includere le letterature di tutto il mondoe di diversi periodi storici. Questo libro mi ha dato diversi spunti di riflessione ma anche di future letture, cosa c'è di meglio?
odlična studija u kojoj se prepliću mitologija, književnost, kinematografija, pozorište, slikarstvo, pop-kultura, lingvistika, od antike do savremenog doba, kroz prizmu različitih kultura, rodnu perspektivu, ali tako da ipak preovlađuje poetičan i nimalo suvoparno-akademski jezik koji budi juissance u tekstu, ali i melanholiju i žeđ.
Ho una specie di ossessione per le sirene, ma più in generale per il mare. Non il mare estivo, quello delle spiagge di sabbia bianca e acqua limpida che ti fa venire in mente i Caraibi; il mio mare è quello profondo e buio, pieno di cose che ancora non capiamo e di cose che nemmeno abbiamo idea possano esistere. In un posto così, perché non dovrebbero esistere le sirene? Questo libro è un viaggio tra le sirene che hanno popolato la letteratura, a partire dall'antica Grecia. Per quanto certamente interessante e a tratti anche poetico, non è esattamente ciò che mi aspettavo, perché non crea l'atmosfera immaginifica che le sirene suscitano nella mia mente. Ho poi trovato il linguaggio a tratti anche troppo ricercato e lo stile in alcuni punti pesante; mi rendo conto che l'autrice è una studiosa e che il libro è a tutti gli effetti un saggio, ma proprio per questo motivo avrei preferito che fosse scritto in una forma più accessibile. Detto questo, le sirene hanno conservato per me la loro fascinazione, e questo libro mi ha offerto spunti interessanti e aneddoti di cui non ero a conoscenza.
Le sirene sono sempre state delle figure ricche di fascino e questo atlante raccoglie tutto quanto hanno simboleggiato nel corso della Storia, in particolare le mille letture che ha avuto il loro mito più celebre, ovvero quello di Ulisse.
Il canto delle sirene è un canto, oppure più che un canto è la rivelazione di ciò che vogliamo davvero sapere, ma non siamo pront* ad accettare? Così si spiegherebbe anche il divieto di non ascoltarle e la loro demonizzazione, complice l’aspetto femminile sempre giovane e il loro stretto legame con la natura e i suoi misteri.
Oppure potrebbero anche essere la rappresentazione di chi vive unicamente per la sua arte, cosciente di ciò che fa e non disposta a gettarla via per qualcuno che vuole ingannarle (come Ulisse)... se non vi spaventa uno stile troppo aulico, questo saggio potrebbe rivelarsi molto interessante.