Jump to ratings and reviews
Rate this book

Il cielo d'acciaio

Rate this book
Miroslaw Nowak è un reduce della Grande Guerra. Il primo conflitto mondiale gli ha portato via molte cose oltre alla gamba sinistra, ma non la voglia di vivere. Ormai felicemente sposato, ha un negozio di copricapi a Friedrichshain, anche se le difficoltà dovute alle sue origini ebraiche rendono il futuro incerto. Sarà Yannick Händler, un ragazzino sfregiato, a sfidare le convinzioni sociali e ad affezionarsi ai Nowak, facendo breccia nell’animo dell’uomo e della figlia Käthe. Quattro anni dopo, Johannes Händler sogna a occhi aperti di diventare un aviatore della Luftwaffe e condivide le proprie ambizioni con Wolfgang Ebert, l’amico di sempre. Quella carriera gli è però preclusa, a causa dell’ostilità del padre nei confronti del partito nazionalsocialista, situazione che fa indispettire Hermann Reinke, gerarca nazista interessato a piegare la famiglia di Hannes agli ideali del Terzo Reich. Per questo il ragazzo pagherà a caro prezzo la realizzazione dei suoi sogni.Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale sovvertirà gli equilibri internazionali e le vite di Miroslaw, Johannes ed Hermann si incroceranno come nessuno dei tre immaginava.

Tematiche LGBTQIA+

902 pages, Kindle Edition

Published January 26, 2024

2 people are currently reading
12 people want to read

About the author

Beatrice Simonetti

6 books12 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
19 (76%)
4 stars
6 (24%)
3 stars
0 (0%)
2 stars
0 (0%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 13 of 13 reviews
Profile Image for melancholy_reader [hiatus].
132 reviews49 followers
March 6, 2024
Beatrice Simonetti colpisce ancora, e non e' gentile... TI STENDE.

Se avete letto 'Il Fiume di Nessuno' e' d'obbligo leggere questo meraviglioso sequel, che ha tra i suoi protagonisti i due figli di Benjamin Händler (protagonista del primo libro della saga) -- Hannes e Yannick. E' ambientato durante la seconda guerra mondiale, ed e' un multi POV. Onestamente di solito non e' facile per me riuscire a connettermi con piu' personaggi lungo la lettura, ma la Simonetti mi fa sempre ricredere. Mi ha dato delle prospettive uniche, e cosi' ben descritte nella loro profondita' emotiva e psicologica, che non ho potuto fare altro che immergermi e desiderare di non tornare piu' a galla. 😭

Hannes e' il personaggio che mi ha colpito piu' di tutti. Un giovane inizialmente corrotto da un sistema politico brutale e ostile, si ritrova successivamente a prendere coscienza di quanto ci sia di sbagliato in cio' che lo circonda, e a rivalutare se stesso e i suoi affetti. Quello che e' cominciato come un percorso intriso di odio, paura e risentimento, si trasforma in qualcosa di piu' doloroso e difficile da accettare, ma per cui vale la pena lottare con determinazione: l'amore. L'amore per un padre assente, l'amore per il suo migliore amico, l'amore per la vita. Inoltre, ho trovato molto toccante il modo in cui viene affrontato il tema dell'omosessualita' in un periodo storico che opprime la liberta' in tutte le sue forme.

E' stata una lettura intensa e tormentata, carica della sofferenza che rappresenta la guerra e i suoi macabri scenari. E' stata cosi' vivida che mi ha lasciata vulnerabile, toccandomi il cuore nel peggiore e nel migliore dei modi. Lo adorato, e spero che presto esca anche la storia di Yannick, sono curiosissima. 🥲

Non posso fare altro che consigliarlo! 🫶🏻🔥
Profile Image for micerco_tralepagine_diunlibro.
394 reviews8 followers
January 27, 2024
Il cielo d'acciaio di Beatrice Simonetti.

"Potremo anche togliere i calcinacci dalle strade, ripulirle dai bombardamenti, ma mai da noi stessi."

Trama: questa storia inizia a Berlino, nel 1935, quando già il governo tedesco incominciava la sua corsa nazista in cui solo gli "ariani" erano considerati la razza pura e nobile che aveva diritti, reintroduce il servizio militare obbligatorio, mette al bando le organizzazioni dei testimoni di Geova, introduce nel codice penale tedesco reato qualsiasi contatto di tipo sessuale tra uomini, vengono vietati i matrimoni tra ariani e ebrei. E più si va avanti con gli anni, più le cose peggiorano, come il bando di un certo tipo di musica come il jazz, il gospel, il blues. Molti libri vengono bruciati, proibiti. Le persone con sangue impuro (non solo gli ebrei) vengono prelevate con la forza dalle loro abitazioni e rinchiuse in un lager costrette ai lavori forzati, chi non ce la faceva per qualsiasi ragione, veniva fatta fuori, come molti bambini, spesso nascosti per evitare quella fine.
In questo orrore ci sono finiti anche i personaggi del libro: Miroslaw e Käthe Nowak, , Johannes e Yannick Händler, Wolfgang Ebert, Hermann Reinke e altri. Tra di loro l'ombra di una Germania nazista, implacabile, indifferente al dolore umano che non sia tedesco.
E' una storia di ingiustizie, ma anche di tanto, tanto amore, che è quello alla fine che sopravvivere i legami, le persone.

Considerazioni: è davvero difficile parlare di un libro del genere. All'inizio, quando mi è stata proposta la lettura ho tentennato per le 800 pagine, ma la trama era talmente interessante che non ho voluto dire di no e ho fatto più che bene. La scrittura dell'autrice è scorrevole, per niente pesante. Ogni personaggio è descritto in modo magistrale, così come il resto del libro. Impossibile non affezionarsi ad alcuni di loro, impossibile non odiarne altri.
Certi passi li ho letti con il magone, mi sono astenuta dal piangere solo perché non amo farlo quando sono in compagnia, altrimenti penso che avrei pianto anche le lacrime che non ho pianto l'anno scorso!
E' poi un tema che tocca molto, soprattutto in questo periodo per ciò che sta succedendo e a ben pensarci sembra tutto così assurdo perché oggi, il giorno della memoria, a quanto pare la memoria è molto corta...

Credo sia un libro da leggere e non solo in questo periodo e non solo se vi piace il genere.
E' un libro che fa male e allo stesso tempo fa bene. Non penso ci siano abbastanza parole, parole giuste per descriverlo come vorrei e se ci sono allora sono io che non ne ho perché certi libri di lasciano un buco in fondo al cuore e questo è uno di quelli.

Direi che si merita il posto tra i libri più belli che leggerò quest'anno!
Profile Image for »ImRebecca;.
278 reviews1 follower
September 17, 2024
Valutazione: ⭐️⭐️⭐️⭐️.5/5.

Innanzi tutto, ringrazio l’autrice per avermi concesso la lettura del suo romanzo che volevo leggere da tanto.
In questo libro, scritto così bene, sono riuscita ad assaporare le brutture e i dolori della guerra e di ciò che ne comporta. Poi, la storia pura e delicata di Hannes e Jannick mi ha straziata in ogni pagina. Ho adorato tantissimo che tra queste pagine di guerra sbocciasse l’amore.

Libro consigliatissimo.
Profile Image for Minaro.
208 reviews4 followers
March 25, 2025
"Lo aveva detestato anche allora, in realtà, per aver messo sottosopra le proprie certezze e aver fatto apparire semplice il loro rapporto. Lo aveva reso naturale come riempirsi i polmoni d'aria, mentre ora sentiva quegli stessi organi straziati dall'incapacità di accumulare fiato. Ma questa era stata una delle tante cose belle che gli aveva lasciato: l'idea di poter essere liberi, e autentici, a discapito di ogni cosa, perfino del dolore."


Se dovessi descriverlo con una parola direi senza dubbio CAPOLAVORO. Complice il fatto che AMO i libri con ambientazione storica, in particolare nel periodo della seconda guerra mondiale perché i temi trattati mi stanno particolarmente a cuore ❤️‍🩹 Questo è uno di quei libri che dovrebbero leggere tutti per non dimenticare quanto gli umani sappiano essere crudeli e che, al giorno d'oggi, sembrano aver scordato.

Questa opera in particolare non lascia niente all'immaginazione è crudo e vero, con molti dettagli dell'epoca, come le armi e i mezzi utilizzati, le ambientazioni, le sensazioni che ti lascia addosso anche grazie ai quattro diversi punti di vista che ci fa vivere la storia a 360°. È pieno di dettagli storici accurati, si vede che c'è stato uno studio attento e approfondito dietro questa meravigliosa quanto triste storia che, a volte, sembra scontato ma non è così.

Se non sapessi che i personaggi sono di fantasia, avrei pensato, sicuramente, ad una biografia di queste persone per la stesura del libro, tanto è crudo quanto vero, purtroppo, perché il solo pensiero che tutto questo è avvenuto davvero mette i brividi a dir poco.

Miroslaw, Johannes, Käthe e Hermann sono i quattro protagonisti, di cui scopriamo i sentimenti, i pensieri e le proprie convinzioni. Ma non sono affatto da escludere anche gli altri personaggi che sono tutti importanti a modo loro, come Benjamin, Wolfgang, Gertrud, Yannick, tutte vite cambiate e spezzate dalla guerra.

Magistrale l'intreccio narrativo di tutte queste vite combacianti alla perfezione e coerenza dall'inizio alla fine. Nonché molto incredibili ed emozionanti alcune dinamiche fra gli stessi 🫂❤️‍🩹

Hermann, un tedesco nazista a tutti gli effetti, convinto fino alla fine dei suoi ideali sbagliati con un unico grande rimpianto, anch'esso del tutto sbagliato, che lo porterà a "lavorare" il doppio degli altri per sentirsi parte della patria..



È un personaggio complesso ed è stato molto difficile per me da elaborare ed assorbire, perché la sua storia ha fatto male. Tanto male. Lo conosciamo da bambino quindi capiamo bene cosa lo ha portato, purtroppo, ad essere quello che è da adulto che non giustifica assolutamente quello che ha fatto, però, mi ha portata ad avere emozioni contrastanti nei suoi confronti: dalla tenerezza ad un odio smisurato..

"Contò i secondi della propria resistenza, fino a perdere contatto col mondo circostante."


Cioè.... 💔

È ossessionato dall'arte e dai dipinti meravigliosi di Benjamin che sono in grado di ridare dignità alle persone distorcendo la realtà come meglio crede. Capacità che Hermann stesso avrebbe tanto voluto raggiungere. Questa sua fissa farà, involontariamente, del bene... ❤️‍🩹

Benjamin (protagonista del primo volume della saga) l'ho amato, ovviamente. Ma poi come si fa a non amarlo dopo tutto quello che fa per suo figlio e in generale...? Inutile dire che ho pianto tutto l'acqua che ho in corpo quando Johannes vede quel quadro 🤧❤️‍🩹

Johannes, figlio di Benjamin, è cresciuto con le ideologie del Nazismo con il sogno di entrare nell'aviazione militare e far onore alla propria patria... Ovviamente non andrà esattamente come immaginava... Ho apprezzato tantissimo il coraggio che ha avuto nel seguire i suoi sentimenti quando avrebbe potuto benissimo dimenticare tutto e vivere nell'agio..

Wolfgang, il più caro amico di Johannes, è intelligente e molto dolce... L'ho amato tantissimo ❤️‍🩹 (con lui è uscita fuori pure l'acqua del battesimo) anche perché io ci ho creduto... 🥲🫂

Miroslaw ha combattuto nella Prima Guerra Mondiale al fianco di Benjamin, perdendo una gamba. Ha un negozio di cappelli che fa lui personalmente. Le sue origini ebree, però, prevarranno su tutti i meriti della precedente guerra combattuta con onore per difendere la propria patria. Al dolore di un padre.. Ma il suo senso dell'onore è difficile da piegare ed io non ho potuto far altro che essere super orgogliosa di lui ❤️‍🩹

Käthe, degna figlia di suo padre Miroslaw, ha avuto una forza ed un coraggio pazzesco senza mai arrendersi. In una certa scena mi ha fatto salire la pressione ed urlare ma, ahimè, si apprezza anche per questo 🤣 la sua amicizia con Yannick è stato qualcosa di profondamente emozionante 🫂❤️‍🩹

Tra i vari personaggi non sto neanche a dirvi quanto non ho sopportato il professor Simmel e Alexander... Oddio Alexander... Più odioso e subdolo di molti altri personaggi...

Tutti, nel bene e nel male, mi sono rimasti nel cuore e la storia stessa è indimenticabile nonché necessaria per far comprendere gli orrori della guerra e di quello che avveniva nei campi di sterminio, le torture, i massacri, la cattiveria stessa dei soldati che si DIVERTIVANO ad eseguire certi scempi, perché sì, gli ordini del "baffətto", ma anche i soldati stessi ci hanno messo del loro, giocando, perfino, con la vita di quelle persone, dei bambini, dei neonati, delle donne, degli uomini...

Per non dimenticare ma soprattutto è necessario per EVITARE di commettere gli stessi errori ed orrori..

Capolavoro.

Recensione e citazioni sul blog Minaro Books 💜
Profile Image for Love Is All Around.
2,315 reviews68 followers
January 26, 2024
RECENSIONE A CURA DI BARBARA
Inizia così questo viaggio doloroso, un cammino vibrante di sofferenza e annichilimento emotivo.
L’autrice ci introduce nella sua storia attraverso la citazione di uno scritto che avevo già avuto modo di scoprire e amare, una lettera che sa parlarci con intensità e riesce a trasmetterci tutta la desolazione di una guerra che ha annientato e devastato ogni umana ragione.
Avrei voluto esordire con l’aggettivo “Meraviglioso”, ma non posso, e non perché non lo sia, ma perché mi è impossibile associare un aggettivo positivo a tutta la cupezza di un “orrore” in divenire inqualificabile. Eventi inarrestabili che soverchiano ogni coscienza e dilagano nell’inconcepibile.
L’autrice, Beatrice Simonetti, con attenzione e rispetto, ci trasporta in uno spaccato storico difficile. Ci trascina all’interno di una realtà che ci appare così tangibile da sembrarci di viverla in prima persona.
Continua sul nostro blog!
Profile Image for Lily🌻.
235 reviews11 followers
February 21, 2025
Questo romanzo è davvero un capolavoro! Ricco di particolari storici curati nel minimo dettaglio che dimostrano quanto studio e ricerca ci siano stati dietro!
Lo stile è crudo e realistico, gli orrori della guerra vengono descritti senza risparmiare nulla, pertanto consiglio la lettura a un pubblico consapevole.
Ho fatto molta fatica a superare la prima parte del romanzo, perché l’ho trovata lenta e i tanti personaggi con la loro storia mi hanno un po’ spaesata, non riuscivo ad affezionarmi a nessuno o a provare abbastanza interesse per continuare la lettura.
Dal 40% circa in poi, invece, la storia decolla e non sono riuscita a staccarmi!
Le varie storie dei personaggi principali si intrecciano in modi inaspettati, catturando l’attenzione e suscitando il desiderio di scoprire come andrà a finire.
Consiglio questo romanzo agli appassionati di narrativa storica o a chi voglia leggere qualcosa di diverso scritto davvero bene!
Profile Image for Life After Books Blog.
63 reviews1 follower
January 26, 2024
A una distanza pressoché variabile dal suolo terrestre, il cielo è in grado di offrirci una visione inedita degli scatti fotografici che l'occhio riesce a catturare. Mastodontico e sconfinato, il paesaggio visto dall'alto appare inafferrabile e allo stesso tempo più concreto nella sua immensa manifestazione. La vastità, percepita in forma più tangibile dalla veduta panoramica, rende l'uomo incapace di misurarsi con la sua estensione, di certo non quantificabile quando i piedi, invece, calpestano quella stessa terra che da vicino assume connotazioni del tutto diverse. Si fa più dettagliata, più sincera, non c'è alcuna possibilità di sottrarla ai sensi che avvertono e alla mente che ricorda. Immagini eterne finiscono per incidere a fuoco la memoria di un essere plasmato da esperienze spesso imprevedibili, non volute. Pertanto, il grigiore delle giornate più cupe e la luminosità di quelle più limpide possono caratterizzare pezzi di cieli di ogni dove, che lasciano, ai mezzi aerei che li solcano, il privilegio di toccarli con mano o la sventura di assistere impotenti.
Johannes Händler ha da sempre sognato di abitare quei cieli, di essere partecipe, come aviatore della Luftwaffe, alle lotte di una patria che finisce per dichiarare guerra alle nazioni del mondo. Ma gli ideali di un credo inumano e le azioni di servitori mostruosi, pezzo dopo pezzo, distruggono le vite di innocenti popolazioni, piegano i cittadini timorosi e cancellano la dignità di un uomo che perisce ancor prima di vivere. Benché divisi dalle schiere dei fronti opposti, dai campi per il lavoro forzato e dai territori seppelliti sotto la polvere dei bombardamenti, i legami e la speranza di preservali rimangono le sole possibilità per rinascere, gli unici motivi per aggrapparsi a una vita che toglie e non regala nulla.
È tra le pagine intime di un diario salvato dai roghi del Führer, che Hannes avverte il tocco avvolgente della certezza, quella che solo i racconti di Wolfgang Ebert riesce a rassicurare dalla paura della perdita. Tuttavia, al tempo stesso, tra le righe di una penna che inizia a sbiadire il suo inchiostro, si nasconde una consapevolezza che entrambi hanno sempre mascherato, negando quei sentimenti che rendono pericolosa un'esistenza già minacciata. Non è soltanto il secondo conflitto mondiale la causa. Una mente annebbiata e ottusa è talvolta più subdola di una mina che avvampa su un terreno ormai sterile.
Se in un primo momento Johannes vorrebbe cambiare i sogni di un bambino raggirato dal male, poi inizia a rendersi conto che solo la cabina di aereo può preservare dalle orride azioni di un fanatismo esasperato.
Assieme alle vite di Wolfgang e Hannes, dilaniate con violenza come carne al macello, altre storie si intrecciano alla loro in un coro di voci distinte, che incerte e fragili vagano senza meta alla ricerca della salvezza.

Nonostante la macchina del tempo sia un'invenzione che si limita a popolare i racconti di fantascienza, leggere un libro di Beatrice Simonetti è come creare un congegno vero e attendibile per coloro che decidono di avvolgere gli anni e riscoprirli. Le vicissitudini che intercorrono durante la Seconda Guerra Mondiale non sono di certo sconosciute, è vero, ma le brutture di quelle azioni crudeli vengono spesso generalizzate o ridotte a testi troppo freddi per sensibilizzare le coscienze di persone già dormienti nel loro remoto angolo di mondo. La Storia che si materializza al lettore, che indossa una conoscenza così vasta da risultare perfino estranea perché poco diffusa, domina Il cielo d'acciaio al punto da ergersi a protagonista indiscussa del romanzo in questione. Tra i labirintici schemi che costruiscono l'ossatura del suo tronco, si amalgamano le vicende di personaggi che, in un modo o nell'altro, scavalcano le pareti degli universi fittizi per raggiungere e confluire nel corpo di chi legge per viversi e per far vivere gli altri.
Divisa in quattro parti, sancite con criterio e coerenza, la struttura del testo segue i bisogni di un racconto che necessita momenti indiscutibili per presentarsi e svilupparsi. Tale caratteristica, che rende l'opera oggettivamente maestosa, attribuisce verità a un insieme che non separa, ma unisce in un unico blocco i piani di una voce narrante che tutto sa. Lo stile bilanciato, padrone degli argomenti esternati con minuziosa attenzione, oltre a una scorrevolezza non sempre tipica degli storici di una certa rilevanza, calca un palcoscenico decisamente internazionale. D'altro canto, gli elementi tecnici di una scrittura senza stonature, rafforzano la visione personale che, inevitabile, resta incantata dalla magnificenza del libro. Attenta alle necessità di figure figlie del tempo che vivono, la Simonetti non giudica i coinvolti, non traccia delle linee divisorie, non custodisce segreti per conservare apparenze falsate dalla reticenza. L'autrice si espone e vince, parla con onestà e trafigge l'interiorità di chi termina il romanzo voglioso di dimenticare i contenuti per leggerli di nuovo ed emozionarsi come se fosse la prima volta.
Profile Image for Tè Oolong di Mezzanotte.
71 reviews20 followers
February 12, 2025
[Sul blog TÈ OOLONG DI MEZZANOTTE la recensione completa~]


Non credo sia sempre stato così, ma era da un po’ che, nell’approcciarmi a storie inscritte nel contesto della Seconda Guerra Mondiale, avevo iniziato a notare una sorta di ritrosia, da parte del pubblico, nei confronti della scelta di attribuire una complessità umana alle figure dei nazisti, dei fascisti, anche solo degli ignavi via via delineate nel testo o sullo schermo; la mia impressione, insomma, era che la “banalità del male” evocata da Hannah Arendt stesse venendo tradotta nell’aderenza a una “banalità della narrazione” che, mettendo in scena cattivi da operetta, privi di qualsiasi sfumatura minimamente degna di empatia, mirasse sia a rassicurare il lettore/spettatore di turno circa l’impossibilità del replicarsi degli orrori del passato (se la Malvagità è così riconoscibile e monocromatica, chi mai potrebbe essere tanto miope, oggigiorno, da permetterle di salire al potere?) sia, soprattutto!, a risparmiargli il senso di colpa derivante dal ritrovarsi a comprendere alcune screziature caratteriali dei terribili uomini in divisa nera – o, peggio ancora, a riflettervisi.
È una fortuna, quindi, che l’aggettivo “banale” sia proprio l’ultimo associabile al romanzo Il Cielo d’Acciaio di Beatrice Simonetti… la quale, pur senza sottrarsi alla necessità di rappresentare con amara schiettezza il cuore di pece del Terzo Reich, rendendolo oggetto di una nettissima condanna storica e morale, non ci pensa nemmeno ad allontanare la luce dei riflettori dai profili caratteriali di un gruppo di uomini e donne abituato, almeno in un paio di casi, a spostarsi da un lato all’altro della barricata, in corrispondenza di significative svolte esistenziali.

Ed è impegnativa, certo, sofferta, difesa a prezzo di enormi sacrifici, l’esistenza della famiglia Händler, sia che si parli della sua sopravvivenza in quanto eredità affettiva da tramandarsi di padre in figlio sia che ci si soffermi sulle capacità di adattamento di due individualità fra loro molto diverse, quelle dei fratelli Hannes e Yannick, a un mondo solo in apparenza pronto ad accoglierle a dispetto di ogni idea indipendente e di ogni amore sbagliato.
Il “mondo” in questione, disposto invece ad ammantare di gloria soltanto uomini selezionati per linea di sangue e stile di vita aderente ai dettami del Partito, si estende, ovviamente, sotto il cielo plumbeo della Germania a cavallo fra gli anni ’30 e ’40, si snoda lungo le strade di città tedesche intrise di una violenza a stento (e tutt’altro che costantemente) trattenuta dall’urgenza di aderire a forme severe e rigorose. E sebbene, di esso, noi che seguiamo le vicende degli Händler ci vediamo restituire un’immagine nitida, definita da colori freddi (ravvivati, talvolta, giusto da qualche schizzo di sangue… o, più piacevolmente, dai riflessi dorati di un campo di grano) e impregnata di fumo, nemmeno un paragrafo della pur importante mole dell’opera finisce per perdersi in descrizioni farraginose o in giri a vuoto intorno a concetti esprimibili in poche righe: sono sempre, infatti, i personaggi stessi – le loro riflessioni e le loro reminiscenze, anziché asettiche voci narranti – a permetterci di percepire gli odori, i suoni, i contorni di paesaggi che sembrano fare da eco, mai da mera cornice, alle angosce e alle timide concessioni alla speranza dei vari Hannes, Yannick, Ben, Miroslaw, Käthe e Wolfgang.
Non stupisce, perciò, che, in accordo con tale compenetrazione fra scenografie ed emotività turbate delle figure che vi si muovono attraverso, anche i frammenti del passato via via rievocati (sotto forma di sogni, di pagine accartocciate di un diario, di sensazioni richiamate dalla visione di un quadro) si pongano in una posizione interlocutoria rispetto al presente. Le cicatrici procuratesi in gioventù da Hermann, la mostruosa esperienza della Grande Guerra maturata da Miroslaw, i momenti di tenera complicità assaporati da Hannes e Wolfgang non si configurano come orpelli superflui, utili giusto ad aumentare lo spessore del romanzo o a permettere all’autrice di cimentarsi in qualche esercizio di stile… ma, al contrario, vengono introdotti con il tempismo perfetto a far sì che il lettore acquisisca le informazioni necessarie a comprendere il perché di decisioni, crisi, azioni imminenti da parte di personaggi che incarnano i rispettivi ricordi, da essi sono stati forgiati e a essi rischiano di rimanere incatenati per tutta la vita.

Ma cos’è, dunque, che brutalizza le coscienze di questi uomini? Cosa li spinge, alle soglie della Seconda Guerra Mondiale e anche oltre la sua conclusione, a instaurare un rapporto così tormentato con la memoria, ad aggrapparvisi come se v’intravedessero l’unico rifugio sicuro nei paraggi o a rigettarla come si farebbe col più pericoloso dei veleni?
Nel caso di Hannes (il quale, forte della passione giovanile e della consapevolezza dell’Altro ancora acerba che lo contraddistinguono, indossa spesso i panni di “bussola” sentimentale del racconto), la risposta sta nel crollo delle motivazioni alla base di quella che era la sua grande aspirazione, cioè l’ingresso nella Luftwaffe – aspirazione che, metaforicamente parlando, sa di libertà assoluta, di massima espressione di un Io energico e dal potenziale pressoché illimitato… nonché, agli occhi da figlio ribelle del ragazzo, di affrancamento da un padre il cui rifiuto di sottomettere il proprio talento artistico al regime viene percepito come sinonimo di debolezza, di mancanza di visione, perfino di anaffettività genitoriale. È entro quest’orizzonte che il legame con Wolfgang, l’amico di sempre, va a inscriversi nel ruolo cangiante di macchia da cancellare a ogni costo e, una volta realizzato come le compromettenti parole d’amore messe per iscritto dal compagno non siano l’unica cosa di lui che il Reich intende bruciare, come spinta motrice di un sussulto dell’anima, di una presa di coscienza di quanto l’idealizzante… fraintendimento? del male rischi di deturpare tutto ciò che prezioso lo è per davvero; ironico, forse, ma tremendamente appropriato, che l’ancora di una persona tanto affascinata dalla retorica machista del Nazismo, dal potere in qualche modo garantito dal controllo dei cieli, sia incarnata da un giovane così romantico eppure dai piedi così ben piantati per terra, serenissimo nella certezza di non essere meno uomo solo perché “colpevole” di amarne un altro.
L’ironia, dopotutto, non è appannaggio esclusivo del destino di Hannes. Rimanendo all’interno della cerchia degli Händler, ad esempio, è possibile riscontrarne assai più d’un pizzico nella sinistra, malsana ossessione di cui Ben viene reso bersaglio dal gerarca Hermann Reinke, incapricciatosi dell’arte con cui l’altro si ostina a esimersi dal cantare la gloria del Partito; arte e ostinazione, le sue, che a tratti sembrano permettergli di librarsi perfino più in alto di quanto il figlio riesca a fare a bordo di un caccia, più in alto del punto estremo del cielo che un soggetto come Hermann, appesantito da fantasmi d’ogni genere e da un’identità personale mai compresa – men che meno accettata – veramente, potrà ambire a raggiungere cercando di cavalcare (o imbrigliare) la creatività altrui. È un uomo, Ben, che non può che ispirare invidia, violenza distruttiva, finanche desiderio, in spiriti solo in apparenza solidi come roccia e affilati come lame… ma, in realtà, profondamente irrisolti.
Per “irrisolti”, va da sé, non s’intende “in divenire”, come può essere invece la personalità del più piccolo degli Händler, Yannick, che tramite l’avvicinamento alla famiglia ebrea dei Nowak, tramite la curiosità che lo spinge a importunare gentilmente il reduce di guerra (e cappellaio, se solo le nuove leggi emanate dal governo gli permettessero di esercitare tranquillamente la professione…) Miroslaw e poi la figlia di questi Käthe, si scopre capace di sfuggire alla retorica razzista della madre, di mettere al riparo la propria mente ancora plasmabile dagli effluvi venefici dell’autorità politica. Accende una piccola fiammella di speranza, in un certo senso, la dinamica fra i tre, l’idea che un uomo provato da ben due conflitti mondiali possa dare la propria benedizione a un paio di giovani che la realtà circostante vorrebbe in schieramenti opposti…



… ed è proprio su una nota augurale, non a caso, che cala il sipario.
Cala, va detto, senza inni roboanti e senza cieche manifestazioni di letizia. Questo, da un lato, perché, se anche non bastassero le cicatrici lasciate impresse sulla pelle dalle torture fisiche, ci penserebbero le ustioni inflitte alla psiche a indirizzare la vita dei sopravvissuti verso un’eterna malinconia; e, dall’altro, perché, per quanto l’universo possa decidersi a voltare pagina, alcune parole di morte sono stampate con un inchiostro così denso da traspirare anche nella successiva, proiettando il proprio alone grigiastro su molti dei capitoli a seguire… e coloro che avevano confidato in un completo rinnovamento della società, beh, con l’esistenza di quell’alone dovranno imparare a convivere, a fare i conti in un quotidiano a cui Simonetti accenna con eloquenti, seppur rapide, pennellate.
Tuttavia, qualche bocciolo ha pur sempre resistito all’inferno in terra scatenato dalla follia dell’uomo – e, adesso che a circondarlo non trova più solo erbacce, potrebbe riuscire a fiorire rigoglioso, alla luce del sole. Chissà… magari, proprio chi una coltre di rovi l’ha attraversata, chi al suo interno ha patito la più annichilente claustrofobia, di quei resistenti boccioli d’amore e voglia di ricominciare potrebbe sapere come prendersi cura…



P.S.: spero d'aver reso chiaro come, pur avendo letto quest'opera nel contesto di una collaborazione (per cui ringrazio moltissimo la Delrai Edizioni!), il mio entusiasmo per la stessa sia assolutamente genuino e tutt'altro che influenzato da terzi ♥
Profile Image for Natascia Luchetti.
Author 19 books38 followers
January 25, 2024
Sono pochi i libri che riescono a farti entrare nella Storia, pochissimi quelli che riescono ad accompagnare il lettore in un contesto così completo e dettagliato da fargli sentire la vita dei loro protagonisti. Ancora di meno quelli che, in un contesto storico titanico, riescono a creare personaggi vivi e sfaccettati, con un tessuto di legami realistico e profondo.
Ebbene, il Cielo d'acciaio di Beatrice Simonetti riesce in pieno nell'intento. Sapete quanto sono snob quando si parla del mio genere preferito, perché ultimamente, tolti i classici, sto smontando una marea di romanzi storici, perciò credetemi quando vi dico che questo è il testo come lo voglio io.
Partiamo dalla storia.
Beatrice ci mette sul piatto quattro punti di vista alternati appartenenti a quattro protagonisti diversissimi: Johannes Händler ( per chi ha letto Il Fiume di nessuno, questo cognome vi ricorderà qualcosa ) , Miroslaw Nowak ( E anche qui, voi che seguite le opere di Beatrice Simonetti sapete), Käthe Nowak e Hermann Reinke. Abbiamo rispettivamente un aspirante aviatore militare, un reduce di guerra ebreo che si è reinventato come cappellaio, sua figlia e un gerarca nazista. Capirete che con questo cast Beatrice Simonetti ha pensato di raccontarci la Germania ai tempi del Terzo Reich e della Seconda Guerra Mondiale da tutte le angolazioni. In questo modo ci trasmette la cultura dell'epoca influenzata dalla propaganda e dal fondamentalismo, sia dalla parte degli oppressori che dalla parte degli oppressi. Il tessuto di legami con ottimi, splendidi comprimari crea sottotrame piene di misteri, verità celati e sentimenti taciuti.
La prosa piena ed evocativa ricrea alla perfezione le battaglie con tutta la loro violenza e crudezza, ma senza porvi troppo l'accento, stavolta. Ci strazia il cuore con la sofferenza dei discriminati e dei prigionieri.
L'approfondimento psicologico lascia a bocca aperta: tutti i personaggi hanno delle debolezze, come dei veri esseri umani. I traumi vengono trattati con serietà e delicatezza, sviluppati in modo coerente ( ed è una cosa rara ) così come i sentimenti. I legami si trasformano seguendo una direzione profonda e credibile.
Il Cielo d'acciaio trasuda di cura minuziosa e dell'amore dell'autrice sia per i suoi personaggi (okay, a volte fa loro molto male, ma a fin di storia. Ecco, non l'ho ancora perdonata per la morte di un personaggio a me caro come l'anima, ma ci sto lavorando) che per la cultura tedesca e il periodo storico. La ringrazio per aver dato una visione diversa del popolo germanico che troppo spesso viene deumanizzato e ridotto alla stregua di antagonista abominevole. Beatrice Simonetti ci ricorda che il nazismo è stato un male anche per i tedeschi: ha distrutto migliaia di famiglie, negato la felicità e i sogni a milioni di giovani. Tenetelo sempre a mente, mentre in questo periodo puntate il dito.
Non fatevi spaventare dalle 648 pagine del Cielo d'acciaio, né dai capitoli lunghi, perché scorre veloce come l'olio e offre spunti di riflessione veramente importanti.
Se vi piace la narrativa di guerra che mette sul piatto anche una buona dose di saga famigliare, mistero ed emozioni, non solo dovete leggere il Cielo d'acciaio, ma è d'obbligo che recuperiate anche Il Fiume di nessuno.
Profile Image for Barbara 🌈 Bi_Rainbow.
11 reviews2 followers
April 20, 2024
⭐️Credo che questa sia la recensione più difficile di sempre. Parlare de “Il Cielo d’Acciaio” di Beatrice Simonetti, trovando le parole giuste da dedicare al suo libro e a ciò che ho provato, è molto duro. 
E’ un romanzo che mi ha fatto paura fin dall’inizio, ammetto che sono stata fortemente indecisa se accettare la collaborazione, giunta inaspettata dalla CE @delrai_edizioni; indecisa perchè sapevo mi avrebbe fatto molto male, mi conosco e faccio una fatica immensa a gestire certe emozioni. Ma eccomi qui, in pezzi ovviamente, con le lacrime agli occhi già da ora che non ho oggettivamente scritto nulla a riguardo, ma con una gratitudine immensa nei confronti di Beatrice e della Casa Editrice per questo spaccato di storia. 

✒️Iniziamo con la parte semplice: il numero di pagine è sicuramente importante, e il contenuto è pressoché un macigno. Il romanzo è diviso in quattro parti, di cui la prima è molto lunga e prepara le basi per le restanti. È una parte fondamentale, anche se potrebbe sembrare troppo lenta, in cui l'autrice presenta un coro di personaggi. 
Togliete la percentuale di lettura e la stima del tempo, immergetevi completamente in questo romanzo ricco di avvenimenti e anche tanti colpi di scena. 
 
🌾Ognuno di loro viene presentato al lettore con un distinto bagaglio personale e psicologico; li ho visti tutti, uno per uno. Sono entrata nelle loro case, li ho osservati mentre scorrevano per le strade di Berlino, volavano tra i cieli e si trovavano nei campi di concentramento. Sono riuscita a osservare ogni cosa come se fosse un film, tutto viene riportato in modo crudo, vero e tangibile, tanto quanto brutale è stata la realtà. È una visione che, se non fosse per la natura di ciò che tratta, definirei magnifica.  

⏰Tic tac, tic tac.  
Il tempo qui dentro è come il timer di una bomba, 
sai già che scoppierà,  
sai già quando, 
sai già che farà male, 
ma non si è minimamente preparati al dolore, alla disperazione, alla depravazione di ciò che succede dal dannato 1941 in poi... 

Proprio come un countdown, attenta ai luoghi e alle date, ho viaggiato con Miroslaw, reduce di guerra, che si è battuto per la propria Germania, la stessa che l'ha rinnegato e deportato; la famiglia Handler, con personaggi dall’apparenza dissimile tra loro. Tra essi, Hannes, ingannato da un’ideologia che credeva portatrice di onore e gloria; Wolfgang Ebert, con una mente sagace e dal cuore puro, sebbene gli avessero fatto credere il contrario. Lui esiste.  
Hermann Reinke, un gerarca nazista, uno dei più spietati, che ho davvero odiato nel profondo. 
 
🌀E poi con tanti altri personaggi, in un viaggio crudo e pieno di dolore, dove il cieco impulso irrazionale di sopravvivenza li spinge a livelli inimmaginabili di sopportazione, mentre i carnefici compiono azioni ignobili di una bassezza disumana. Il Cielo d’Acciaio non è un romance M/M, ma è narrativa dove la guerra viene rappresentata nella sua forma più reale e catastrofica, dove i campi di concentramento rappresentano questo periodo storico in cui il genere umano ha dimostrato di essere indegno di chiamarsi tale.  

Blocco undici. 

✨Pensate che abbia voluto mettervi in guardia da questo romanzo? Assolutamente NO! Anzi, credo dovrebbe essere letto da TUTTI, perché tutti possano ricordare cos’era quel tempo, per diventare persone migliori.  
Beatrice Simonetti ha la capacità di aprire il cuore, gli occhi e la mente, con una scrittura che ti coinvolge e trasporta, con la sua conoscenza ti porta oltre la storia, ti fa vivere ogni avvenimento intensamente, ogni dolore diventa anche il tuo, si incastra tra testa e petto e lì rimane.  

💙Ci tengo tantissimo a ringraziare Beatrice per tutte le volte che mi ha ascoltato leggendo i miei deliri via messaggio, per tutte le mie supposizioni e per tutte quelle sbagliate! Il modo in cui hai costruito questa trama è la prova della tua immensa bravura. 
Grazie per avermi arricchito e per avermi dato l’onore di leggere tutto questo. 
Profile Image for Dalian_Mystica.
383 reviews28 followers
July 17, 2024
Avevo adocchiato il primo libro di questa trilogia perché dalla trama credevo fosse a tematiche LGBTQ+. Sono stata subito smentita, ma era finito comunque in whishlist (dov’è tutt’ora) 😆 quando, però, mi è stato detto che lo sarebbe stato il secondo, la mia attenzione è salita di nuovo alle stelle, e quando l’autrice mi ha contattata per la collaborazione ho accettato senza esitazioni con grandissimo entusiasmo (che ci volete fare, è quell’elemento che io favorisco per convincermi a selezionare una lettura) 😍 sono molto felice di aver letto questo libro, perché è stata l’occasione per tornare alla narrativa dopo troppo tempo che l’avevo trascurata!
.
Ma bando alle ciance… La lettura di “il cielo d’acciaio” è stato un viaggio durato due mesi, per due ragioni: 1) volevo che durasse più a lungo possibile, come mi capita con molti mattonazzi ricchi di personaggi che diventano parte del tuo quotidiano; 2) è emotivamente molto pesante, di conseguenza richiedeva pause di elaborazione e il mood giusto per affrontarlo. A un certo punto della storia, però, è stato impossibile procedere lentamente e, infatti, dalla terza parte in poi l’ho divorato fino alla fine!
Le cose importanti da sapere sono tre:
1. Questo libro non è un romance MM ma un meraviglioso romanzo storico con tematiche LGBTQ+; quindi, la ship MM c’è, è stupenda, importante per la storia ma non centrale. Soprattutto, non si ha la garanzia “da romance” sul suo destino! Non viene addolcito niente, non viene risparmiato alcun dolore… non ci sarà nessuno a tenervi la manina rassicurandovi sul lieto fine. Perché la storia e la guerra sono impietose sul destino delle persone!
2. Il romanzo è il secondo libro di una saga familiare. Di base, il mio consiglio è partire sempre dal primo e resta valido anche in questo caso (nonostante sia uno standalone e questa volta sia stata io la prima peccatrice✌🏻)
3. È un libro molto lungo e corale. Quattro voci narranti (tre adorabili e una che vi scatenerà l’istinto omicida. Sì, Hermann, mi riferisco a te!) che vi accompagneranno per 900 pagine e per gli anni bui della Germania nazista, che dall’ascesa di Hitler hanno portato alla seconda guerra mondiale e all’Olocausto. Il libro è accuratissimo e ricco di note che agevolano la lettura. Da ogni pagina trasuda la passione e la conoscenza che l’autrice ha per questo periodo storico. E la si perdona per essere stata così accurata anche nel descrivere l’orrore che si è consumato nei campi di concentramento, perché la colpa è solo della brutalità umana e non c’è modo di alleggerirla.
.
Non mi sento di entrare nei dettagli, perché è una di quelle storie che va vissuta con meno informazioni possibili. Sappiate solo che: se apprezzate le saghe familiari, la narrativa storica, le storie ricche di avvenimenti, intrighi e colpi di scena, i personaggi grigi e quelli più neri di una notte senza stelle, le emozioni talmente forti che vi fanno uscire il cuore dal petto e vi turbano i sogni, questo è il libro che fa per voi! Non spaventatevi se la prima parte è più introduttiva, ma ci sono tante basi da mettere! Fatevi forza, e buona lettura ❤️‍🩹
Profile Image for Stefania Da Forno.
Author 8 books13 followers
January 29, 2024
Parlare di un libro che tratta tematiche di questo livello mi mette sempre un po’ in difficoltà, ma ci proverò. Questo è un libro di certo non per i deboli di cuore o di stomaco, ma, per i temerari che arriveranno fino in fondo, posso assicurare che sarà una di quelle storie che restano, che arricchiscono.
Beatrice ha la capacità di narrare fatti storici e per nulla piacevoli con una delicatezza rara. Sembra quasi che in un’altra vita fosse stata testimone diretta di quanto succedeva nei campi di concentramento. Riesce a narrare senza cadere nel banale o nel già visto e con un rispetto autentico. Un libro forte che picchia duro e che sembra non regalare speranza, ma che affaccia su una finestra che mostra come si può e si deve continuare a vivere. Attaccarsi alla vita anche quando sembra non ci sia più niente da fare è una di quelle lezioni di cui avevo bisogno.
Insomma, Beatrice sa fare molto bene il suo lavoro.
«Possono davvero ridurci così? Possono…»
«Possono, Miroslaw, e possono uccidervi per una qualunque sciocchezza. In realtà non sono neanche così sicuro di poterti salvare.»
Profile Image for Pina Tozzi.
7 reviews1 follower
February 3, 2024
Intenso. È l'unica parola con cui mi sento di commentare e consigliarvi questo romanzo.
Displaying 1 - 13 of 13 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.