Alberto Moravia, born Alberto Pincherle, was one of the leading Italian novelists of the twentieth century whose novels explore matters of modern sexuality, social alienation, and existentialism. He was also a journalist, playwright, essayist and film critic. Moravia was an atheist, his writing was marked by its factual, cold, precise style, often depicting the malaise of the bourgeoisie, underpinned by high social and cultural awareness. Moravia believed that writers must, if they were to represent reality, assume a moral position, a clearly conceived political, social, and philosophical attitude, but also that, ultimately, "A writer survives in spite of his beliefs".
Per me è stata una grande sorpresa. La prosa di Moravia da giovane è sapida, ricca, scattante, piena di creatività. Quanto quella dell'ultimo Moravia appare, al confronto, giornalistica e trasandata. I migliori racconti sono proprio i primi, scritti quando l'autore, ventenne, lavorava a Gli indifferenti.
Essendo una raccolta di racconti che spazia per oltre venti anni è difficile dare un giudizio. Ci sono racconti molto belli, e altri assolutamente dimenticabili e un po' noiosi. Interessante notare la quasi ossessione di Moravia per l'ignorare il fascismo il più a lungo possibile. La parola fascismo appare solo in un racconto successivo alla caduta del regime, e il comunismo invece solo nell'ultimo. Moravia sembrava molto più interessato ai rapporti di coppia e alla degenerazione morale che a tutto ciò che gli succedeva intorno, e infatti anche la guerra è al più uno sfondo per parlare di come una donna provi un conflitto interiore all'idea di prostituirsi con i militari, o dei tentativi di stupro di soldati di colore.
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