La storia di un matrimonio perfetto. Una felicità rimandata. Una doppia confessione.
«Sono stato una brava persona per tutta la vita. Ho sempre fatto il mio dovere.»
«Io non c'ero. Anche se c'ero, eccome. Ci sono sempre stata. Ho sempre fatto il mio dovere. Ma qual era il mio dovere? Davvero, qual era?»
Mariano ha sempre fatto il suo di figlio, obbediente; poi di studente, serio e determinato, salvo una breve sbandata; di collaboratore, affidabile; e ancora di dirigente, di imprenditore, capace di portare una piccola azienda a competere sui mercati internazionali; e anche di marito e di padre, che, seppur assente, nulla ha mai fatto mancare alla famiglia. Lisa, pure, ha fatto il suo dovere, di brava ragazza, ma soprattutto di moglie, e poi di madre, che si è accontentata del secondo posto dietro la carriera nella vita del marito, ha cresciuto i figli, ha curato la splendida villa sul lago. Lisa e Mariano sono sposati da più di trent’anni e, ora che finalmente lui andrà in pensione, potranno vivere insieme la vita che a lungo hanno desiderato. Ma dopo tutto questo tempo la distanza tra loro è silenziosamente cresciuta, e il peso delle rinunce, dei desideri spenti e delle cose non dette ha aperto un vuoto popolato di ombre minacciose... Alternando le voci di Lisa e Mariano, Patrizia Emilitri racconta con sensibilità e precisione di sguardo la storia di un l’avvincente doppia confessione di un uomo e una donna che si sono persi quasi senza accorgersene, anteponendo il dovere alla felicità, credendo che fosse giusto e illudendosi che il primo avrebbe garantito la seconda.
Lisa e Mariano si conoscono da giovanissimi. Lui, imprenditore in erba; lei, cassiera di una rinomata boutique d'abbigliamento. Accecati dall'amore, i due protagonisti intraprendono un percorso di vita assieme: Mariano si arricchisce sempre più, grazie ad un lavoro che lo porta in giro per il mondo, mentre Lisa lo aspetta a casa con i figli i quali, con la loro crescita e le loro esigenze, movimentano le sue giornate. Raggiunta l'età adulta, i due figli lasciano la casa e Mariano, da uomo giramondo e perennemente impegnato, si ritrova in pensione. Quest'ultimo evento destabilizza molto Lisa che, non abituata ad averlo attorno, si sente stranita e privata della sua quotidianità. La convivenza tra i due, dunque, appare sin da subito molto difficoltosa e, col passare del tempo, l'amore che li legava da sempre, si trasforma lentamente in fastidio reciproco e in reciproca insofferenza. Il finale, completamente inaspettato, lascia perplesso il lettore che, pur aspettandosi un colpo di scena, non immagina nulla di così forte. Le ultime 10 righe stravolgono l'intero romanzo e lo rendono davvero molto interessante. Lo stille di scrittura è molto gradevole; l'alternanza delle due voci, quella del marito e quella della moglie, rende il breve romanzo molto scorrevole e semplice. In generale si tratta di una lettura interessante, per nulla noiosa e molto curiosa. La lettura di questo libro è stata una piacevole sorpresa.
Ho apprezzato l'originale struttura , data da un'alternanza delle voci di Mariano (il marito) e di Lisa (la moglie) e il conseguente spostamento del punto di vista dall'uno all'altra. Sicuramente ben scritto e col pregio di un0 stile semplice, proprio perché espresso in prima persona dai protagonisti stessi. Ma l'ho trovato di una tristezza.. Quale messaggio vuole passare al lettore? La vita di Mariano rimanda alla frase del Vangelo: "Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la propria vita/se stesso/la propria anima?" Se siete inclini alla depressione NON leggetelo.
Che dire?. Questa autrice è veramente brava!. Per chi ha qualche annetto sulle spalle questa storia è assai verosimile.Notevole il costrutto e il colpo di scena finale.