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L'agenzia matrimoniale (Piemonte in noir)

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L'agenzia matrimoniale. Ivan, Rebecca e Yorick sono belli, uniti, in simbiosi, figli di ricche famiglie di una Torino appartata. Sono più di un sono una trinità, come ama dire Ivan.

Sono amorali, ribelli, spensieratamente criminali. A un certo punto, però, la loro storia deraglia. Sulla testa di Ivan dondola la spada di Damocle di un’accusa d’ se vuole evitare la galera, deve accettare un percorso rieducativo di sedute settimanali con la psicologa del tribunale.

Ma proprio la psicologa, Mara Gardin, affascinata da Ivan, bello e sfrontato, scopre di avere ambizioni mai rivelate neppure a se stessa. Ivan coglie l’attimo e con Mara apre un’«agenzia matrimoniale», un paravento per far soldi illegali, con l’aiuto di Yorick e Rebecca.

«I soldi sono lì, devi immaginarli al centro di un prato. Si tratta di arrivarci per primi. Ci sono molti prati e ogni prato ha il suo sacco di soldi al centro. Ci sono molti modi per arrivare al centro. E ci sono molti pretendenti disposti a tutto per arraffare per primi la grana. Armi e droga, per esempio. Ma li escluderei. Il rischio è enorme e la concorrenza è spietata. C’è chi si butta sulle truffe, ma ci vuole tempo e preparazione, molto tempo, molta preparazione. E comunque, anche lì ci sono rischi. Restano due strade, le migliori, per quanto ne religione e sesso. Sono le vie più sicure. Fondare una religione è molto redditizio, ma è un processo lungo. Sono sicuro che tu, per esempio, che hai studiato la zucca degli esseri umani, sapresti come fare per convincere gli adepti a credere in un nuovo fantastico essere con superpoteri e farsi spennare. Però è un lavoro lungo, perché bisogna lavorare su ogni singola persona. Il sesso, invece, è la via più semplice, la più breve.»

Tutto sembra funzionare, ma la burrasca incombe. In poche ore, tutto crolla e Ivan si trova ad affrontare l’inferno, a cercar di salvare la sua risicata libertà, a tentare di dare un senso alle misteriose e sconvolgenti coincidenze che iniziano a piovere su di lui, a lottare per riunire la trinità.

Un finale incandescente porrà fine alla valanga di tragedie che si è abbattuta in pochi giorni sull’agenzia matrimoniale. E si faranno i conti con la verità. Un devastante fuoco di fila di sorprese, al centro del quale ci sarai tu, lettore. Massimo Tallone riscrive la sintassi della suspense. In un romanzo in cui al male sembra non esserci mai fine.

414 pages, Kindle Edition

Published January 19, 2024

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Massimo Tallone

53 books4 followers

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Profile Image for Rosanna .
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July 5, 2024
L’AGENZIA MATRIMONIALE
Non sono una gran lettrice di ‘gialli’, pur appassionata del genere, ma a un autore come Tallone, che seguo da moltissimi anni, non rinuncio. Non rinuncio alla sua ottima scrittura, alle sue idee, al fatto che opera su di me un certo ‘effetto sorpresa’ che mi delizia.
Così è stato anche stavolta, nonostante non abbia potuto leggere il libro d’un fiato e nonostante alcuni dubbi che ho avuto.
E’ facile manifestare il proprio entusiasmo per un autore o per un testo, difficile è esporre i momenti di perplessità provati durante la lettura. Farlo in modo corretto, dico. Ci provo, da lettrice semplice e solo per i miei ‘spuntappunti’.
La mia piccola opinione è che sia un giallo, come dire…’filosofico’, ci sono davvero alcune piccole chicche che mi sono annotata per rifletterci su, ma l’’Io’ narrante a volte è ‘troppo’, ci sono molte ripetizioni degli stessi concetti (potevano essere evitati alleggerendo la mole del libro?) e la scena finale nel castello, che svela e sorprende, dovrei rileggerla, troppi i piccoli particolari. Non dirò altro sulla trama, solo che l’autore è sempre quel piccolo genio di questo genere, per trovate, trucchi e narrazione. Ecco, mi ripeto pur’io.
Una domanda vorrei rivolgergli: ma il cane…?!

pag. 101
Il sesso era un ideale infantile, un obiettivo da adolescenti, e che la felicità, compresa quella di tipo erotico, era annidata nella capacità di ridere, anche a comando se necessario, perché ridere era il miracolo della specie umana, la dotazione in più, figlio della parola, è vero, ma capace, più di quella, secondo lui, d’indirizzare dritto verso un Eden composta di nebbiolina verde smeraldo dove si poteva forse ritrovare una specie di amore, ma di tipo nuovo, rarefatto, a patto di non smettere di ridere.

pag. 121
Se proprio bisogna esistere, e non è un obbligo, dato che anche il niente ha il suo fascino, se proprio bisogna esistere, allora è meglio esistere in forma organica, anziché in questo impasto putrido di sangue e cellule, e parole, parole, soprattutto, che generano la sensazione orribile di ESSERCI.

pag. 174
il tatto non ha memoria, è sempre disponibile al piacere, lo è ogni volta, accoglie il piacere come fosse la prima volta, anche il più noto.

…se non è saggio l’uomo che scrive ciò, chi…?
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