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"Ogni giorno è buono per ammazzar3 naz1sti"
🐍Seppellitemi lassù in montagna è una piccola, grande novella. In poco più di cento pagine troverete partigiani queer, combattimenti sanguinosi, la resistenza, la rabbia, naz1sti zombie ed elementi del folklore regionale italiano, la mia parte preferita. Sono sempre così felice, infatti, di trovare la nostra mitologia, le nostre leggende e tradizioni regionali (che sono vastissime, ricchissime e meritano di essere raccontate e tramandate) in un libro.
L'autorə riesce a fondere con naturalezza il contesto storico all'elemento magico grazie all'utilizzo nel combattimento di reliquie consacrate agli antichi dei, creando un sistema magico che risulta interessante e credibile alla lettura. Gli dei, belli e terribili, tornano quindi a solcare la terra, combattono insieme ai loro fedeli, si fanno parte attiva del destino dei mortali, com'era normale nell'antichità.
[Punti bonus per aver inserito la festa dei serpari, riconducibile all'antichissimo rito di venerazione della dea Angizia, figura fondamentale nel libro, risalente al popolo dei Marsi (I secolo a.C.). Vi invito a cercarla perché è una festa davvero affascinante.]
🐍Non mancano certo gli elementi inquietanti. Che siano le conturbanti visioni di Veleno, animate da migliaia di serpenti, che siano le descrizioni dei naz!st! e fasc1sti, che diventano mostri ben prima di vendere l'anima a qualcosa di oscuro e gelido, che siano le lotte in cui non mancano dettagli cruenti, il lettore rimane sempre col fiato sospeso e sulla punta della sedia. Insomma, Francesca Tacchi ci delizia con una scrittura evocativa e soprattutto potentissima, un concentrato di emozioni.
🐍Lo vediamo nell'evoluzione di Veleno, un ragazzo che vuole essenzialmente distruggere tutto e autodistruggersi. Non fa piani per il futuro perché non riesce a vederne uno, tanto si è perso nell'oscurità di odio e disperazione in cui questa guerra l'ha scaraventato. In questo abisso va avanti alla cieca, e noi con lui. In questo buio solo una piccola luce: l'amore di Rame, che invece splende dei più puri ideali e sogni. Alla fine, si rivelerà sufficiente.
Ecco, consiglierei questo libro a chi in un mondo di bruttezza si ostina a tenere gli occhi puntati su quella luce. A chi brucia di rabbia e ha fame di qualcosa di più: la speranza.