Tra rito di rigenerazione e desiderio di trasgressione Carnevale è la festa che ogni anno sconvolge l’ordine delle cose, scompagina la gerarchia sociale, sospende ogni regola. Niente di più adatto perciò del Carnevale alla scena di un delitto: maschere dietro cui nascondersi, costumi per assumere un’altra identità sembrano, infatti, ingredienti perfetti per la scena di un «caso». Protagonisti gli investigatori di casa Sellerio.
Senza infamia e senza lode... sono racconti, lasciano poco e sono facilmente dimenticabili. Tolti Manzini (che avevo già letto, ma di cui non ricordavo nulla) e Costa, gli altri... bah! Tre stelle accademiche.
PS: E pensare che proprio questa sera in TV è stato trasmesso l’episodio di Manzini per la serie di Rocco Schiavone, “La ruzzola de li porci”. Leggermente diverso, ma molto ben fatto. A questo punto sarà difficile dimenticarlo!
📖 Tema del mese (feb/25): Carnevale 📚 Biblioteca ✍️ AA.VV.
È la prima antologia di questa serie che leggo e che non contiene un'avventura di Montalbano. L'assenza si sente, non tanto perché la qualità sia diversa da altri volumi, ma perché rimane la sensazione di aver perso un amico.
Resiste invece il Consonni, altro mio favorito, e di cui devo decidermi a leggere i romanzi. E anche i vecchietti di Malvaldi, con un episodio davvero divertente.
Ormai le festività canoniche sono esaurite, alla Sellerio non resta che buttarsi su quelle meno famose ("Festa dei nonni in giallo", "San Patrizio in giallo"... chissà). Questa volta la classica raccolta di gialli in pillole non raggiunge la sufficienza: bene come al solito Malvaldi e Manzini, svogliato Costa (e qui il libro si è giocato la terza stella), non pervenuta Giménez-Bartlett (oh, non riesco proprio a leggerla, ma c'è qualcuno che compra i libri di questa?) e più noioso del solito Recami (onestamente la casa di ringhiera ha rotto).
Ancora una volta abbiamo un'antologia in cui si salvano due racconti - e per essere sinceri stavolta nemmeno i vecchietti di Pineta riescono a strappare più di un mezzo sorriso. L'idea alla base di queste antologie "tematiche" è simpatica, ma essendo prive di un lavoro di editing serio finiscono per raccogliere solo "compitini" da parte di autori che evidentemente hanno firmato un contratto che li obbliga a produrre racconti a tema anche qualora non fossero minimamente interessati a farlo.
Racconti che hanno sullo sfondo il Carnevale e che ne citano alcune tradizioni locali. Ho preferito il primo, spagnolo, gli altri non mi hanno molto entusiasmata ma è stato interessante leggere di tanti investigatori diversi.
Finito in tre ore di viaggio e un'ora di lettura serotina. Si fa leggere ma non prende. Non ci sono difficoltà di lettura per questi esili racconti che hanno come tema comune il carnevale. Non è la prima di iniziative simili della Sellerio. Un tema fornito come spunto per una serie di racconti da raccogliere in un volume antologico "monografico". Lo spunto del carnevale rimane abbastanza sullo sfondo ed appare spesso pretestuoso, allo stesso tempo è difficile racchiudere un "giallo" in un racconto, bisogna essere abbastanza abili nel dosare le informazioni e mantenere la suspence in una narrazione così breve.
Il racconto che ho preferito è stato quello ambientato nella casa di ringhiera, quello che maggiormente sembra contenere l'atmosfera del carnevale e mantiene un suo ritmo e atmosfere carnascialesche e surreali. Petra Delgado rimane schiacciata in quella che appare quasi una "non indagine" ma ho ugualmente apprezzato molto la capacità della bartlett di descrivere e rendere vivi e reali i suoi personaggi.
Il racconto che proprio non ho apprezzato è stato quello con protagonista Rocco Schiavone. Un carnevale forzato e decontestualizzato, che in realtà non è accessorio alla narrazione. Un racconto ambientato in una Roma che conosco bene e familiare che accoglie un concentrato di beceri stereotipi e realtà poco reali. Una Polizia di Stato certo non perfetta che esce da questi racconti assai scalcagnata e senza alcuna etica. Un racconto "aggressivo", violento, che disturba per la sua gratuità e faciloneria.
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Ancora una volta abbiamo un'antologia in cui si salvano due racconti - e per essere sinceri stavolta nemmeno i vecchietti di Pineta riescono a strappare più di un mezzo sorriso. L'idea alla base di queste antologie "tematiche" è simpatica, ma essendo prive di un lavoro di editing serio finiscono per raccogliere solo "compitini" da parte di autori che evidentemente hanno firmato un contratto che li obbliga a produrre racconti a tema anche qualora non fossero minimamente interessati a farlo.
Alicia Giménez-Bartlett - Carnevale diabolico - 3/5 Francesco Recami - Festa di Carnevale nella casa di ringhiera o «El Bombo atomico» - 4/5 Gian Mauro Costa - Mastro di Campo - 2/5 Antonio Manzini - La ruzzica de li porci - 3/5 Marco Malvaldi - Costumi di tutto il mondo - 2/5
E' sempre affascinante e divertente incontrare i nostri amici investigatori durante le feste e in occassioni diverse dal solito. Molto apprezzato il racconto di Malvaldi e quello di Alicia-Gimenez Bartlett..
Cinque racconti godibilissimi. Piacevole scoperta Manzini ed il suo Rocco Schiavone. Conferma di tutti gli altri. Recami e Malvaldi un pelino sopra tutti.