"I personaggi.
Alice è in corto circuito: mente e cuore la confondono, non sa che strada prendere, ma allo stesso modo ha maturato la convinzione che, sia Arthur che Claudio, al momento non sono la ricetta giusta per la sua felicità.
Così, mentre la sua vita sentimentale si appanna, andando momentaneamente in stand-by, ci pensano lo spuntare all’orizzonte di un cold case in cui Calligaris la coinvolge come ormai sua “allieva” informale e la strana scomparsa dell’Ape Regina del Santuario delle Umiliazioni – alias l’istituto di medicina legale - , a sconvolgere la sua routine.
Non solo perché, per lei, è la prima volta per confrontarsi con il modus operandi dei cold case, ma anche perché la scomparsa di Ambra Negri Della Valle, sua storica nemica, la scombussola più di quanto credeva possibile.
Un’insospettabile senso di colpa, infatti, verrà ad abitare il cuore di Alice, che si tormenta per non averla mai potuta soffrire, per non aver mai davvero provato a comprenderla, che, però, la spingerà a usare il suo “talento investigativo” e la sua tenacia per ricostruire il mistero che si cela dietro la sua scomparsa.
Come se non bastasse, però, tutta una serie di coincidenze, fanno credere ad Alice e a il fido ispettore Calligaris che le due scomparse siano collegate: l’archeologa morta anni fa, infatti, era un’amica di vecchia data di Ambra, e quest’ultima, addirittura, anni prima era stata in Palestina per incontrare l’ex di Viviana…
Allo stesso modo, l’assenza dell’Ape Regina, che aveva chiuso la sua relazione con Claudio qualche mese prima, porta Alice e CC verso un nuovo tipo di complicità. Perché sulla testa del bel dottorino – come lo chiama nonna Amalia – ora pendono accuse infamanti: in molti sospettano che lui sia coinvolto nella scomparsa della sua ex compagna.
E, allora, quale rifugio migliore se non nelle braccia della sua allieva preferita, l’unica che, nonostante tutto e tutti, crede fermamente nella sua innocenza?
Ed è così che succede. Per un breve attimo le maschere cadono. Claudio smette di essere ammantato dal suo solito splendore, la sua sicurezza crolla e, sconvolto e sotto pressione, mostra, per la prima volta da quando lo conosciamo, una parvenza di fragilità.
Preda dei rimorsi e ottenebrato dall’alcool chiede aiuto proprio a lei, che nonostante la promessa di prendere le distanze dal sentimento contraddittorio che nutre per lui, presa da uno strano moto di tenerezza si reca alla sua porta e gli offre il suo conforto.
Poi, la complicità del buio, una carezza non troppo innocente e il gioco sembra fatto…
E allora, ancora una volta, Alice diventa il ritratto di tutte noi. Perché nonostante tutte le sue buone intenzioni, come disse Pascal: “Il cuore conosce ragioni che la ragione non conosce.”
E, così, la sua promessa di restare lontana da ogni complicazione sentimentale sfuma, mostrando a lei e a noi che di fronte a un bivio, il cuore non ha padroni, fa sempre un po’ come gli pare. Forzare la strada da percorrere, affrettare le decisioni, servirà solo a combinare ulteriori disastri. E, allora, bisogna staccare la spina, spegnere i pensieri e aspettare che mente e cuore ritrovino il proprio equilibrio.
In questo, ad Alice sarà d’aiuto la “visione” di Ambra, che ha dato un taglio netto non solo alla sua lunga chioma e al suo look da Betty Boop dei nostri tempi, ma anche alla sua vecchia vita, fondata su competizione e solitudine, per tornare indietro, alla ricerca di se stessa, della sua personale versione della felicità…
Tirando le somme? Ho amato molto l’evoluzione di Claudio e Ambra, molto più “umanizzati” rispetto al solito. Anche la mia amata Alice, la “Bridget Jones” della medicina legale, sta piano piano crescendo, ammettendo i propri errori e provando a dare una svolta alla sua vita.
Per cui… chapeau!"