Fausto, Siro e Gian sono tre spiriti inquieti, eternamente incerti sulla direzione da far prendere alla propria esistenza. Vivono alla giornata, tra sgomberi di cantine, piccoli restauri e mercatini di antiquariato. Si muovono tra le osterie nei caruggi e i palazzi nobiliari di una città sensuale e metafisica, feroce e crepuscolare, in cui sono in agguato i pericoli ma anche le occasioni, e dove il confine tra l'immaginazione, i sogni e la realtà è labile e sfuggente. I moti celesti è un'opera di esordio intrisa di meraviglia, un racconto di formazione sull'amicizia e il senso della vita.
Al suo esordio, Michele Peroncini dimostra una maturità sor prendente tanto nella capacità di osservazione quanto nella grazia con cui mescola il suo ampio e variegato patrimonio visivo, riportandolo al suo personalissimo stile. I moti celesti è un piccolo romanzo picaresco sull’amicizia, che riesce a bilanciare avventura, divertimento e una so bria malinconia. E la storia che racconta, con la sua vo glia di avventura e di bellezza di fronte alle fatiche del quotidiano, è un dono per tutti i lettori, siano fanatici del fumetto e della narrativa senza figure
Romanzo a fumetti consigliato a tutti niente meno che da Manuele Fior. Epica cavalleresca contemporanea. Non c’è arco narrativo, ma il racconto delle scorribande degli eroi protagonisti tra spacconate, amori, scontri e sogni. I personaggi si muovono rapidissimi tra interni ed esterni straordinari dettagliati dall’artista che maneggia ritmo e pause magnificamente.
Finalmente una casa editrice pubblicizza un fumetto come "uno dei migliori esordi dell'anno" e non tradisce le tue aspettative. Peroncini ha una maturità artistica avanzatissima per essere uno alla sua prima opera. Si riescono a leggere chiaramente gli influssi dell'autore (oltre a tanto cinema neorealista come esplicitato dall'autore, io ci ho visto anche tanto Manuele Fior e una certa tradizione di fumetto francese) ma vengono elaborati in maniera originale e propria. E poi le tavole, l'uso incredibile dei colori... Da consigliare a tutti!
Graficamente e’ stupendo: il tratto e’ irregolare ma elegante, l’uso dei colori e’ espressionista, grande spazio riservato alle zone d’ombra e in generale riesce a dotare di una forte personalità tutti i luoghi che attraversano i protagonisti. Stessa cosa vale i personaggi, sia quelli protagonisti (Siro, che assomiglia un po’ al marito de la carica del 101, ha una fisionomia squadrata e infatti e’ il più incazzoso, Fausto e’ il latin lover col nasone stile Cyrano) che quelli secondari. Questi in particolare toccano sfociano anche nel grottesco, come accade per il Don romanaccio e il cartomante. Non c’è una storia vera e propria, ma seguiamo questo trio d’amici che vive alla giornata incontrando le persone più disparate e infilandosi in situazioni sempre particolari. Questa scelta funziona grazie al fascino delle singole scene, come quella col cartomante, o il sogno di Fausto con la fiera e il cavaliere o la scazzottata in stile Batman di Adam West, con tanto di onomatopee e sfondi sgargianti. Eccessivamente criptico il finale.
La trama è (volutamente?) poco significativa: tre amici svuota cantine che campano tra piccole avventure in una languida Genova di qualche decennio fa. Niente di originale. L'interessante è altro: i sogni e le fantasticherie, che inframmezzano il loro barcamenarsi e la loro stanca ricerca di senso. A volte i toni sono un po' troppo retorici, ma in generale il racconto è affascinante, soprattutto visivamente. I disegni sono variopinti e sorprendenti, incantano nel descrivere mondi onirici e crepuscolari. È la solita storia di uomini persi che hanno solo la loro amicizia, però il modo immaginifico in cui viviamo il loro perdersi vale la lettura.
Uno dei migliori esordi che abbia mai letto. Personaggi ben delineati che si muovono in un'Italia passata viva e reale come non mai. I dialoghi sono pochi e essenziali: é il disegno a raccontare, come in ogni romanzo grafico fatto come si deve.
Il tratto ha un che di Nejib e di Fior, caricaturale ma anche pittorico: spiccano in qualità soprattutto la scelta dei colori e la composizione delle tavole. La storia sembra un racconto di Pavese, e il fulcro è rapporto tra questi tre giovani inetti che cercando di tirare avanti e di capire il proprio "senso".
Peroncini é già uno del mestiere e non vedo l'ora di leggere altre sue opere!
Una stupenda opera prima, una storia da rileggere più volte per poterne assaporare la stratificazione, per poterne ammirare le tavole e godere dei lunghi silenzi che la riempiono. Davvero uno dei fumetti più belli letti quest' anno.
Fausto, Siro e Gian sono tre uomini che vivono alla giornata, si occupano di sgomberi di cantine e restauri. Loro hanno tre personalità molto diverse, ma tutti e tre sono alla ricerca di altro, di qualcosa di più importante, qualcosa di più "alto" che dia un senso alla vita.
Questo fumetto rappresenta uno spaccato di vita, poche giornate dei tre uomini che però riescono a mostrarci bene la loro quotidianità, il rapporto che li lega, ma anche un pochino del loro passato. I personaggi quindi sono ben strutturati, pieni di sfaccettature, con sogni e paure. E poi c'è anche un tocco di amore, relazioni finite o altre che sembrano un grande sostegno.
È un lavoro maturo, che porta il lettore per le strade più nascoste di una bellissima città, dove si fanno incontri non molto piacevoli o dove una serata con uno sconosciuto può portare a nuove riflessioni.
Le illustrazioni sono ricche di dettagli, viviamo davvero con i protagonisti, vediamo le strade di notte, paesaggi che stupiscono, collezioni meravigliose di opere d'arte. Un viaggio nella loro quotidianità che però riesce a portare il lettore lontano!