“La misura del racconto è un piccolo miracolo, un luogo della letteratura dove ‘piccolo’ non diminuisce la quantità del miracolo ma la rende esatta. In questo libro di racconti, scritto da una lettrice di racconti, poi, ci sono altri piccoli miracoli, storie inventate e raccolte all’incrocio tra l’umano e il divino, in quel punto della strada, cioè, in cui le storie quotidiane appaiono eroiche, quelle eroiche sono naturali e il destino non è altro che una delle possibili variazioni del caso. Lì, a guardare bene, c’è un pantheon in attesa di essere nelle città, nei bar, sulla spiaggia, tra le lenzuola e durante una partita di tennis. A svelare l’intersezione basta un tradimento, subìto o inferto, da sé e dall’altro; tradisce chi non riesce o non vuole aderire alle circostanze. Qui nessuno sta dove dovrebbe stare.” Valeria Parrella Tradimenti che sono essi stessi miracoli, occasioni per fermarci un momento e cogliere l’opportunità di sfuggire a noi stessi oppure di esserlo più che mai, perché nessun modello narrativo come il racconto è in grado di regalarci illuminazioni, e nessuno ci riesce come Valeria Parrella. Che torna qui al genere che l’ha vista esordire, con cui ha vinto il Premio Campiello opera prima, e di cui è amatissima maestra.
Valeria Parrella is an Italian author. In 2005, her collection of short stories For Grace Received was shortlisted for the Premio Strega and won the Premio Renato Fucini. In 2020, she was shortlisted for the Premio Lattes Grinzane. In 2008 she published her first novel, Lo spazio bianco, which won the Premio Letterario Basilicata. She has written several other short stories and novels, she collaborates with the newspaper La Repubblica and the magazines L'Espresso and Grazia.
In questo suo nuovo libro Valeria Parrella ritorna alla forma del racconto. Infatti, la scrittrice ha esordito con una raccolta di racconti, nel 2003, Mosca più balena, edito da Minimum fax, con cui ha vinto il Premio Campiello 2004 - Opera Prima.
In questi dodici racconti, Valeria Parrella è come se facesse affacciare il lettore alla finestra di dodici case diverse.
“Le finestre della cucina davano, per tutta la verticale, su quel muro. Margherita, da bambina, pensava che se avesse potuto attaccare con il nastro adesivo un pennello al manico della scopa, sarebbe riuscita a dipingerci qualcosa su. Lo pensava come le bambine pensano alle cose impossibili, senza neppure dirle ad alta voce: perché sanno che un pensiero ad alta voce può essere scambiato per una richiesta, e in genere a una richiesta si risponde no.”
E guardando in faccia l’impossibile, tra mille domande, ecco che ad un tratto si trova la risposta
“Più di tutto odiavo il compromesso, dicevo: “Ma come si fa? Ma perché? Ma percome? Ma come è possibile che perfino i miei genitori – che in fondo sono quelli che mi hanno fatto amare Buñuel – scendano a patti con i loro sentimenti e non si lascino immantinente?”. Come è possibile? Ecco come è possibile. Mamma”
Allora tra i vari affanni, tra i piccoli tradimenti in cui si incappa, ecco che ad un tratto capiti di ridere.
“E mi aveva fatto ridere. Ridere è come sollevarsi tutt’assieme sulle cose, dimenticare gli accidenti, perdersi senza paura.”
Alcuni racconti sono ambientati durante la pandemia, quello spazio-tempo sospeso in cui l’’impossibile è sempre dietro l’angolo. Però basta ridere per alleggerire la pesantezza del vivere e scoprire così che i miracoli accadono, anche se sono piccoli da poterli vedere subiti
“ Nessuno li avrebbe visti ridere laggiù, lontano, lungo il muro dei binari, dove dei ragazzi con la vernice hanno scritto:
SEI LA COSA PIÙ BELLA DOPO LA PRESA DEL PALAZZO D’INVERNO”
Incipit Era successo tutto nello stesso giorno, il giorno in cui mio marito, l’artista, aveva preparato dei segnaposti per il pranzo su cui aveva scritto il nome di tutti, tranne il mio. Continua su Incipitmania
Non sempre amo le antologie di racconti perché mi piace affezionarmi alle storie e ai personaggi. In questo caso sono felice di fare un'eccezione, perché in questa raccolta c'è un filo rosso: il confine sottile che lega l'amore al tradimento, che per questi dodici protagonisti diventa un momento di svolta e di rinascita emotiva. Il tradimento non è più come un atto vile e imperdonabile, ma come un momento di consapevolezza: si vede molto bene nella Didone moderna il cui tradimento verso il metaforico Enea non è nemmeno fisico, ma convoglia esclusivamente nell'amore e nel rispetto verso se stessa e il proprio valore. Ho trovato originali e gradevoli quasi tutti i racconti ed ho notevolmente apprezzato la scrittura diretta, veloce e a tratti cruda della Parrella di cui avevo provato a leggere solo Almarina che però non mi era piaciuto. Riproverò certamente.
Gli uomini costruiscono strade per poterci mettere le prostitute agli svincoli, fredde in inverno e sfatte d'estate, gli uomini costruiscono strade brutte perchè pensano di attraversarle di fretta, le fanno così perchè non pensano mai alla strada ma alla meta.
Racconti che colgono la vita nei suoi scarti improvvisi: amori, dolori, desideri e disincanti quotidiani. Con una scrittura rapida e incisiva, Parrella dà voce a personaggi sospesi tra fragilità e resistenza, restituendo la forza dei dettagli che spesso passano inosservati.
Plot A middle-aged woman with white hair who discovers that a young boy really likes her. A dead woman who was beautiful who now is the forbidden dream of a lot of men. A young woman who fell in love with an older tennis player but got married to a handsome but boring football fan. Two adult people who every day take care of their families, but every month are happy to travel 500 km to make love to each other like two young kids. These are stories of people who live and fight every day.
Review “Piccoli miracoli e altri tradimenti” is the latest book by the Neapolitan writer Valeria Parrella. They are short stories that she had written before and had published in newspapers. Not only are they interesting but also fun. They are stories that you can hear on a bus or in a bar. They talk about people, in particular women and how destiny can change the course of their lives. These stories also show the differences between men and women. While men are more attached to their routines, women want to change making their life more intriguing. It’s a book full of humour where you look forward to finishing the tale to discover how the characters’ lives have improved or got worse. Not always will you find an answer because it’s impossible to find out if we had chosen a different path what our life would have been. I think “Mamma”, “Caffè’”, “La sentinella”, “Il premio” and “Rivoluzione” are small master-pieces. For me the best tale is “Didone”. Valeria Parrella retells the love story between the queen of Carthage and Aeneas in a different and modern way. This time she doesn’t commit suicide as it happens in “Aeneid” by Virgilio because she can’t bear a man who doesn’t want to take risks. He isn’t able to change his life and to live with her. For her, Aenea is a politician because he places the reason of state before love.
Conclusion In conclusion “Piccoli miracoli e altri tradimenti” is an amazing book that could also be made into a theatrical piece. After all Valeria Parrella is also a very good playwright.
🆕📚Piccoli miracoli e altri tradimenti di Valeria Parrella Edizione @feltrinelli_editore
✨Racconti che parlano di vita quotidiana nelle sue molteplici sfumature. Il passare del tempo, che porta inevitabilmente un cambiamento. Una donna moglie e madre che sente la pesantezza di una vecchiaia che vede vicina. La nostalgia di una giovinezza piena d' energia. E poi si parla di tradimenti visti come un' evasione da sé stessi, un segreto da celare che ti rende vivo. La ricerca d'amore che vive nel presente e nel passato. Tutto questo è la scrittura di Valeria Parrella 😍
Ho trovato focale l' analisi della sensibilità e interiorità della donna❤️
Lo stile dell' autrice è unico e inconfondibile, diretto, ironico e a volte mesto.
📚“La misura del racconto è un piccolo miracolo, un luogo della letteratura dove ‘piccolo’ non diminuisce la quantità del miracolo ma la rende esatta. In questo libro di racconti, scritto da una lettrice di racconti, poi, ci sono altri piccoli miracoli, storie inventate e raccolte all’incrocio tra l’umano e il divino, in quel punto della strada, cioè, in cui le storie quotidiane appaiono eroiche, quelle eroiche sono naturali e il destino non è altro che una delle possibili variazioni del caso. Lì, a guardare bene, c’è un pantheon in attesa di essere colto: nelle città, nei bar, sulla spiaggia, tra le lenzuola e durante una partita di tennis. A svelare l’intersezione basta un tradimento, subìto o inferto, da sé e dall’altro; tradisce chi non riesce o non vuole aderire alle circostanze. Qui nessuno sta dove dovrebbe stare.” Valeria Parrella Tradimenti che sono essi stessi miracoli, occasioni per fermarci un momento e cogliere l’opportunità di sfuggire a noi stessi oppure di esserlo più che mai, perché nessun modello narrativo come il racconto è in grado di regalarci illuminazioni, e nessuno ci riesce come Valeria Parrella. Che torna qui al genere che l’ha vista esordire, con cui ha vinto il Premio Campiello opera prima, e di cui è amatissima maestra.
Beh, che dire? Di Anna uno si fida sempre e a prescindere - ma farmi piacere questi racconti è stata una vera sorpresa!!! QUel che la Caputo dice, toccca proprio ascoltare!!!
"pensi che quell’orizzonte è per te, sta lì per te, sta aspettando te: è il tuo. E invece no, l’orizzonte è di chi lo raggiunge, non di chi rinuncia. E tu rinunci, Enea. E io odio gli uomini che rinunciano, allora forse dovrei dire che odio tutti gli uomini perché: esistono uomini coraggiosi? Uomini non pavidi? Uomini che scelgono la strada più difficile? Esistono uomini che non rinunciano?"
Lei non credeva in dio, se l’era proprio dimenticato che potesse esistere un dio. Aveva vissuto tutta la vita senza pensarci, se ci pensava lo faceva in modo pagano, comunque: a forma di vecchietto con un triangolo in testa. Oppure, da storica dell’arte quale era, sapendone indicare tutti gli attributi divini, e la colomba e il pesce e il pane e il vino, gli affreschi più celebri, le barbe più vaporose. Avrebbe saputo pure attribuire la mano di quel pittore a quella pala d’altare e, in qualche modo dunque, riconoscerlo, quel dio. Oppure vi aveva pensato come a una trappola per terrestri, l’oppio dei popoli, uno stato straniero con sede dentro le mura di un altro stato etc. etc.
Ma poi venne il giorno delle elezioni, il candidato sindaco vinse e divenne sindaco davvero; con l’estate la trasmissione chiuse, e la città tornò a essere quello che era: con un nuovo sindaco che non ci mise molto tempo a costruire una giunta che desse l’impressione ai cittadini di essere nuova, e ai partiti che l’avevano sostenuto di essere vecchia.
Il benzinaio non vedeva mai nessuno sorridere, mai nessuno fermarsi, sedersi, parlare, eppure, senza il benzinaio, nessuno li avrebbe visti riprendere a passeggiare sullo stradone verso la metropolitana, nessuno avrebbe visto Michele offrirle il braccio, Serena appoggiarsi con fiducia. Nessuno li avrebbe visti ridere laggiù, lontano, lungo il muro dei binari, dove dei ragazzi con la vernice hanno scritto: SEI LA COSA PIÙ BELLA DOPO LA PRESA DEL PALAZZO D’INVERNO
Posso dire di aver conosciuto la Parrrella con i racconti. Non so nemmeno acquistai Mosca più balena in un'edizione con la copertina dai colori improbabili della Minimum Fax, ma da allora leggere il nome Parrella come autore mi ha sempre spinta ad acquistare il libro. E di certo non sono quasi mai stata delusa della fiducia riposta. Ora la Parrella si presenta con dodici racconti che raccontano la vita, o istantanee di vita di persone normali, forse banali, con storie che un'altra penna forse non sarebbe stata in grado di raccontare. Invece lei ci riesce e mette in scena la vita, le passioni e le bassezze di personaggi inattesi. Sin dal primo racconto ho sentito che sarebbe stata una lettura da scaldare il cuore. La donna che, dopo anni di impegno nel lavoro, nella società civile viene riconosciuta come Mamma è la descrizione reale ed efficace di come il patriarcato sia ancora in mezzo a noi di come lo subiamo senza rendercene conto. Ma anche il sindaco che vuole ricaricare le energie ma che non ce la fa uscire dal suo ruolo. La storia di Didone raccontata da lei medesima, che figura per il povero Enea. Ma anche Rosaria che viene presa ad esempio di come non si vive e non si muore. Ogni singola storia lascia il segno e squarcia il cuore per la maestria con cui è scritta..
Una scrittura sempre densa ma tagliente, precisa. C’è un mondo tra le pagine, ma accuratamente selezionato. Parrella non è mai verbosa o prolissa, sceglie con cura le parole ed elimina tutto il superfluo. Apprezzo molto come riesca a costruire delle immagini così evocative. Lascia spazio a chi legge, senza mai darsi troppo.
“Era finita con un pretesto impugnato, nel sollievo del non potersi più far male con tutta quella assenza, nell’abbraccio riposante della noia. Non so che fine abbia fatto, sono stata brava a perderlo negli anni, farne svanire le tracce, non c’è stato neppure bisogno di sostituirlo, solo accettare di vivere l’insuccesso.”
Racconti scorrevoli e scritti bene. "Tempo nostro" è un'ottima denuncia dell'indifferenza sociale. Per il resto, nella prima metà del libro predomina un certo sfogo di donna rabbiosa e frustrata (tra cui si apprezza la "Didone" moderna), mentre i racconti della seconda metà non sembrano avere veramente qualcosa da raccontare.
piccoli gioielli narrativi, con lo stile caratteristico di Valeria Parrella. Il suo stile "miracoloso" che nasconde svelamenti e rivelazioni nei dettagli. Non tutti i racconti mi sono piaciuti allo stesso modo. Alcuni bellissimi, altri abbozzati, mi sono sembrati piú studi o prove che racconti. Cosa che va benissimo, perché se non sperimenti con il racconto, quando puoi farlo?
Forse sono un po’ piena di libri di racconti e ho solo bisogno di un bel romanzone. Nonostante ciò ho amato la scrittura della Parrella, precisa e attenta e mai banale. Chissà che non sia vero che, come scrive anche Mattia Torre, il tradimento non sia altro che una scusa per cambiare e quindi, anche una forma di miracolo.
Attirata dal titolo e dalla copertina, ho acquistato questo libro in aeroporto. Non leggevo la Parrella da tantissimo tempo e è stata una bellissima riscoperta. Un libro che si lascia leggere con facilità e curiosità e che mi ha accompagnato nel mio breve volo.
12 racconti brevi; alcuni piacevoli ma che avrei voluto sapere prequel e sequel, altri disturbanti e alcuni che non mi hanno fatto impazzire. Lo stile è molto diverso a seconda dei racconti e dai temi affrontati: gioia e tristezza, sesso e amore. Per me ⭐️⭐️1/2
Non so se sia genio o pazzia. Questo romanzo è una macchina del tempo letteraria: un viaggio in mondi, storie, sentimenti così rarefatti nella loro elegante descrizione da avermi lasciata, pagina dopo pagina, senza fiato. Che stranezza meravigliosa!
Questa raccolta, attesa sin da quando avevo ascoltato in anteprima la lettura di “mamma”, si è rivelata esattamente all’altezza delle aspettative. Finalmente è arrivata!
Raccolta di racconti: alcuni più simpatici e divertenti di altri, alcuni più sinceri di altri. Soprattutto in vista dell'estate, è un libro che si può portare con sè sotto l'ombrellone.
Piccoli miracoli e altri tradimenti (Feltrinelli, 2024) è una raccolta di dodici racconti, in parte già pubblicati, scritti “in un tempo esitante e doloroso, pieno di rassegnazione e amore”: in questo modo Valeria Parrella ci consegna questi suoi scritti, nella nota dell’autrice a fine volume, e ci racconta qualcosa del suo tempo privato di scrittura, implicando, allo stesso modo, che riguarda anche noi come lettori.