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La casa delle orfane bianche

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Per aiutarsi reciprocamente tre donne di mezz’età decidono di ritirarsi in una casa di paese con le rispettive anziane madri, bisognose di assistenza. La convivenza, sulla carta, è un incastro perfetto: cosa c’è di meglio della rusticità dei bei tempi andati per dividere spese, pensieri, incombenze, e magari risanare quel legame intimo tra madre e figlia, di accudimento e amore, che al momento è invertito? Ma il nido si mostra assai presto per quello che è: un covo di immaturità, risentimento, egocentrismo e disperazione che sfocia in un tragicomico delirio collettivo: la casa si rivolta contro le inquiline e il loro desiderio, soffocandole tra immondizie, un cane infido e l’odore nauseabondo di una papera guasta.
La situazione precipita quando arriva nella casa, teoricamente come badante, una suora fasulla e inferma, che si piazza in poltrona e pretende d’essere servita e riverita. Lo scompiglio che ne segue getta le protagoniste nello sconforto totale finché, come in ogni dramma che si rispetti, esse saranno costrette a smascherarsi, e a dichiararsi orfane bianche.
Un piccolo miracolo profano si compie: ma nessuno guarisce, e la porta della casa delle orfane bianche si chiude su un lieto e bizzarro banchetto funebre, a base di uova tonnate e pizze di Pasqua.
A fare da cerimoniere in casa, e assistere il lettore durante lo svolgersi di questo mistero pasquale, c’è un narratore in smoking: distaccato, compassato, divagante – un flâneur da sala piegato alla cronaca, o un videocronista con ambizioni letterarie – che si immerge sempre più intensamente nell’infelicità delle orfane bianche, a mostrare come quell’agnizione aspiri a essere una categoria poetica, prima ancora che una condizione psicologica.

376 pages, Paperback

First published January 31, 2024

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Fiammetta Palpati

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Displaying 1 - 27 of 27 reviews
Profile Image for lise.charmel.
526 reviews196 followers
April 5, 2024
Questo romanzo racconta la decisione di tre donne non più giovani di andare a vivere tutte nella stessa casa insieme alle tre madri non autosufficienti. Si aspettano che l'unione faccia la forza, che la gestione delle incombenze risulti organizzata e semplificata.
Ma nel corso del romanzo scopriamo che nulla è come sembra e che si nasconde una realtà inaspettata sotto la patina. Non per niente le tre donne continuano a estrarre ciarpame dalla cantina: vecchiume su vecchiume, con la prospettiva di ricavarne un appartamentino per una badante. Una badante che non arriverà mai...
Perché non arriva mai quello che si aspettano: attendono la badante e arriva una specie di suora maleodorante, aspettano i carabinieri e arriva la guardia medica, il vicino di casa, la pedicure, financo la consegna dei pulcini ordinati in un momento di ottimismo fatto di "orto e galline".
Sotto il ciarpame la verità non è comunque una rivelazione piacevole: si scoprono madri terrificanti, che non sono mai state madri, le cui figlie hanno alle loro spalle infanzie infelici da rinfacciare...
Palpati è brava a non cadere nel melodramma, scegliendo invece un tono da commedia grottesca. Commedia nel vero senso della parola: il romanzo in due atti con un intervallo galante (così si autodefinisce), si svolge per il lettore in un unico spazio: il grande salone ingombro, anche a causa delle grandi poltrone autoregolabili per le tre madri. Tutto ciò che succede altrove non si vede, viene riportato, raccontato, come appunto in un'opera teatrale.
Il romanzo si svolge nell'arco di un paio di mesi e si conclude a Pasqua con una sorta di grande banchetto di cui non vorrei svelarvi la natura.
Il finale è aperto e non lascerebbe di per sé intuire se la vita per le donne della casa andrà a migliorare, ma la scelta dell'autrice di concluderlo a Pasqua, simbolo di rinascita, di nuova vita, fa ben sperare il lettore...
Brava Palpati a scegliere un registro insolito per un tema già visto, brava Fremen/Laurana a scovare nel panorama italiano opere originali e fuori dalle strade già battute.
Profile Image for Chiara Carnio.
438 reviews14 followers
March 27, 2024


“Questa casa doveva essere un nido. È diventata un covo.”

Non nascondo di partire sempre scettica con le letture di autori italiani - mea culpa, ho spesso fatto scelte sbagliate, prendendo cantonate terribili -, ma devo ammettere che le scelte editoriali della collana Fremen di Laurana (checchè ne dica qualcuno qui dentro) mi lasciano sempre allibita. Per il coraggio, per l’audacia di proporre testi insoliti ed originali.

Questo romanzo di Palpati ha un’arguzia e una sottigliezza incredibili. Oltre ad una scrittura fresca, energica, incisiva, con un taglio narrativo indicato come “romanzo in due atti e un intervallo galante”. Una tragicommedia, dove lo spettatore/lettore, dal suo salotto, non sa se ridere o se piangere, grazie ad un narratore esterno che si presta ad arguzie e sagacie per raccontare, in quel modo talvolta ironico, una storia altrimenti straziante.

È la storia di tre donne, e le relative anziane madri, che decidono di coabitare per suddividersi le incombenze di assistenza alle tre genitrici. Attraverso la quotidianità e l'abituarsi a vivere sotto lo stesso (anch’esso vecchio) tetto conosciamo le sei figure femminili, il cane (si scoprirà femmina anch’esso) e una damigiana. Durante la quaresima arriva, non si sa da dove, una settima donna che millanta di essere una suora. Malata, lercia, emaciata, inattesa - aspettavano una badante, a dirla tutta- rivela alle figlie di essere delle orfane bianche.
Con l’espressione “orfani bianchi” si intendono quei bambini che non sono rimasti senza genitori, ma
i cui genitori sono lontani.
E le tre figlie sono delle vere e proprie orfane bianche, a causa del difficile rapporto che hanno avuto con le loro madri; è come se i ruoli si fossero ribaltati, le figlie sono state sempre le madri delle loro madri, non solo ora che le anziane hanno bisogno di sostegno e cure continue. Ma questa è una storia tutta ribaltata: le figlie sono madri, le madri sono figlie, la suora è un’impostora, il cane (femmina) è infido. La damigiana… non ve lo dico.
La Pasqua alla fine arriva, nel borgo, ed è morte e mestizia, la morte è rinascita, si fa primavera, ma poi non sappiamo più nulla delle sei donne perché il finale è lì. Sospeso. Aperto. Misterioso.
Come misterioso è, in fondo, il misticismo che pervade il racconto, non solo per il periodo quaresimale e per una pseudo suora che potrebbe essere stigmatizzata, ma anche - per estensione - per le esistenze difficili delle orfane, le prove che hanno attraversato, la passione (in senso evangelico) delle madri, lo strazio dei corpi che contengono menti instabili.

Ecco, sì, la storia di queste sei vite potrebbe essere straziante, drammatica, potrebbe far piangere. Invece l’autrice è riuscita a raccontarcela con un tocco lieve, senza farci crollare addosso la tristezza. Facendoci comunque riflettere col sorriso.
Perché non è necessario essere drammatici per raccontare storie drammatiche.


Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews631 followers
March 11, 2025
«Il mio desiderio di non essere, non aveva, non ha a che fare con il desiderio di morte. La morte prevede la vita. E un dopo la vita. Un ritorno nel corpo. Ma io sentivo di esistere già. Dovevo desiderare l’inesistenza di Dio. L’idea di resurrezione della carne, di eternità, di vita eterna, mi sembrava non una consolazione, ma una condanna. La peggiore disgrazia per l’essere umano. Neanche la morte mi avrebbe liberato da te. Saremmo state attaccate per sempre».

Romanzo d’esordio di Fiammetta Palpati si presenta come un “Romanzo in due atti e un intervallo galante(godibile in platea o nel comodo del vostro salotto)”, nel quale la lettura del testo teatrale romanzato è avvincente e al tempo stesso godibile.
Al centro della narrazione un tema sociale attuale: come prendersi cura dei genitori (madri) anziani?



🏆Premi
1) Libro vincitore del Premio Campiello Opera Prima 2024
2) Proposto da Gioacchino De Chirico al Premio Strega 2024 con la seguente motivazione:
«La casa delle orfane bianche è un regalo prezioso. Con un titolo che sembra riecheggiare Stephen King, Fiammetta Palpati scrive una storia molto vicina a tutte le donne che si trovano il carico dell’accudimento dell’anziana madre. Ma nulla di lamentoso e di patetico attraversa il romanzo, che si fa ancora più forte e interessante grazie a una scrittura di altissimo livello, precisissima, che transita disinvoltamente dal letterario al popolare, dal vernacolo al pop. La fantasia geniale della scrittrice mette insieme tre vecchiette e le rispettive figlie di mezza età, le “mescola”, le “scambia” e le fa agire come se la casa fosse una festosa alternativa utopistica al mondo conservatore della cura nelle istituzioni. Come tutte le utopie, però, la festa degrada rapidamente; tanto che le tre donne sentiranno l’urgenza di ricorrere a una badante. A bussare alla porta sarà in realtà una suora fasulla che si scopre poi essere una barbona interessata solo al cibo, portatrice non di salvezza ma di un estremo bisogno. Un bisogno nel quale le tre donne si rispecchieranno scoprendo di essere appunto «orfane bianche», figlie di madri-bambine, e a loro volta mai state compiutamente figlie. Non c’è un vero lieto fine, ma piuttosto una danza collettiva, una sarabanda dolorosa, ma necessaria e perciò benefica, dalla quale le tre protagoniste usciranno finalmente adulte.»
Profile Image for Elisa.
89 reviews4 followers
August 6, 2024
Romanzo che merita stelle aggiuntive se si conosce la sua storia editoriale: rifiutato per sette anni, trova collocazione nella collana editoriale del curatore Giulio Mozzi, responsabile della bottega di narrazione in cui questa storia ha incominciato a crescere. Piccolo e tenace baluardo contro l’omologazione letteraria.
Fiammetta Palpati gioca con la lingua, lo stile e i generi (una sorta di romanzo-piece teatrale) tenendo tutto abilmente sotto controllo. La trama viene sviluppata nei toni del grottesco sottolineando gli aspetti più turpi e sudici delle situazioni, ma nonostante questo, ci ritroviamo teneramente avvinti ai suoi personaggi odorosi e sconvenienti.
Profile Image for Nelliamoci.
742 reviews116 followers
January 29, 2025
Si parla così tanto del diventare madri che nessuno pensa mai al dovere di essere figlie, del momento in cui la figura materna torna piccina e diventa una vita da accudire, come un bebè.

La casa delle orfane bianche è una piccola comune in un paesino sperduto dell'Umbria, dove tre donne di mezza età si ritrovano sole con le proprie madri anziane. In queste quattro mura, dove si cerca di affrontare la quotidianità della campagna più cruda, si prova anche a superare una fase decisamente più complicata, quella in cui il proprio giudizio deve andare oltre quello del genitore. Un universo prettamente femminile cerca di darsi delle regole per poi romperle, tenta di supportarsi, sapendo che ciò è impossibile senza l'apertura e la condivisione delle esperienze precedenti e del passato più cupo.

La scrittura di Fiammetta Palpati, che riprende in parte i canoni del teatro, rende la lettura scorrevole, il tono di voce ironico smorza i passaggi più tristi e rende questo romanzo una storia piacevolmente inaspettata.
Profile Image for Laura Cecchetto .
174 reviews3 followers
January 9, 2025
Ben scritto e ben concepito! Senso del dovere filiale, rabbia, solitudine, ansia.. tanti sentimenti abilmente descritti
Profile Image for Scassandra.
420 reviews14 followers
May 11, 2025
“Perché non solo il bene a dividerlo moltiplica, anche il male.”
Profile Image for Andrea.
145 reviews42 followers
October 15, 2024
Niente da dire, i due romanzi che ho letto della serie Fremen delle Edizioni Laurana (questo e Ferrovie del Messico) sono davvero interessanti, due esordi con tanta voglia di dire, per certi versi entrambi strabordanti, ma in senso buono. Anche la Palpati in questo libro butta dentro tutto quel che può (e probabilmente tutto quel che è) senza lesinare nessuna idea, anche stilistica, con sprezzo del pericolo encomiabile. A questo punto l'attesa della prossima uscita della serie, Lo splendore, per quanto ne ho letto romanzo già di culto a priori, si fa notevole.
Profile Image for Orlis.
30 reviews
August 15, 2025
«E se mai dovessi perderti nella lettura, tieni d’occhio il cane».
Con questa frase presa dalle avvertenze iniziali del testo, una brillante ex collega di libreria e fervida lettrice mi suggerì questo libro.
Un’opera ardimentosa nella sua ricercatezza di forma e contenuto ma in grado di incuriosirmi per il suo inusuale congegno narrativo e autoriale.
Cosa succede, infatti, se si mettono sotto lo stesso tetto tre donne di mezza età con le rispettive anziane madri? E se a raccontare il tutto è un narratore giudizioso, ironico, dalle eccessive licenze letterarie, ad una platea di spettatori di un teatro?

Con una scrittura sperimentale - a tratti barocca - l’autrice ci porta dentro una scenografia immutabile di un salotto e di una cucina dove queste sei figure cercano un nuovo equilibrio tra i propri legami problematici. E anche dentro sé stesse. Altri personaggi bizzarri appaiono e, incredibilmente, rimangono incastrati insieme alle nostre malcapitate protagoniste dando vita ai quei pochi, pochissimi avvenimenti in grado di dispiegare poi il “non” finale della storia.
Perché il bello - o il brutto - dell’opera di Fiammetta Palpati è proprio l’assenza di uno sviluppo degli eventi che accadono alle sei donne. Senza incappare infatti in fastidiosissime anticipazioni, La casa delle orfane bianche è un ambizioso e raffinato tentativo di mettere in scena la tragicomica banalità di sei persone.
La vita di tanti di noi - la vita vera, quella straziante ordinarietà fatta di traumi, equivoci, pettegolezzi -, è fatta soprattutto di momenti di normalità per niente interessanti. Uno spazio ed un tempo nei quali le persone rifiutano, mostrano, sperano. Il “cosa” è nascosto tra i gesti e silenzi dei personaggi, i quali diventano osservati speciali di un museo del quotidiano contemporaneo. Di cui noi siamo visitatori inopportuni e intrusivi, a volte imbarazzati e a volte divertiti per la pochezza di quello che vediamo - e forse ci saremmo aspettati di vedere - per mezzo del narratore-regista.

«Ma tu cosa vorresti da tua madre?»
«Essere sua figlia, per una volta. Prima che muoia».
«E tu, dalla tua?»
«Vorrei che fosse madre, per una volta. Prima che muoio».


La casa delle orfane bianche ci racconta di donne nevrotiche, immature e infantili, delle sfide di una convivenza “forzata” e il lato nascosto della condivisione tra regali, pulizie e stranezze. Ma anche le dinamiche di potere femminile e di auto-affermazione tra generazioni sui temi della maternità, del rapporto madre-figlia, della cura. È una messinscena quasi novecentesca dove si aspetta che accada qualcosa di imprevedibile e rivelatore a queste protagoniste. E questo “miracolo” tanto atteso da personaggi e lettore-spettatore è tutto fuorché aulico e romantico quanto reale e lontano dalle attese. Proprio come nelle giornate di ciascuno di noi: se capita l’imprevisto affiorano i drammi, entrano in crisi le nostre convinzioni, i nostri vissuti, le nostre dinamiche interne. Altro che lampi di genio o insperati colpi di fortuna a salvarci da noi stessi.
Un senso di perplessità mista a piacevole insoddisfazione può rimanere alla fine del libro nel lettore, perché ha assistito a consapevolezze tardive e sorprendenti “rivelazioni”, a tentativi di riappacificazione e promesse sottese tipiche di persone straordinariamente normali.

«Il perdono è nell’incontro».


Rimane quella voce esterna che prende sempre più corpo - e spazio - tra le pagine del racconto. Come a voler suggerire una prospettiva oltre l’umano in grado di trovare qualcosa di mistico tra le storie di queste sei protagoniste. E come si legge nella postfazione di Alessandro Zaccuri, «per sapere come va a finire, bisognerebbe contemplare questa ogni altra storia con uno sguardo diverso, che è lo sguardo di Dio, il più atteso tra gli ospiti inattesi».

La casa delle orfane bianche è una lettura non convenzionale e creativa nello stile ma proprio per questo capace di porsi come opera originale e unica. Ha il pregio di non essere un mero esercizio intellettuale, e il limite di non essere una lettura accessibile e facilmente comprensibile a molti.
Come la vita di ciascuno di noi lontano dai riflettori di un palcoscenico.
Profile Image for Valentina.
55 reviews1 follower
November 12, 2025
Nonostante i toni della farsa, questo libro mi ha davvero intristito – e anche un po' annoiato.
L'assurdità degli avvenimenti ha mal celato il gravoso problema di fondo: la cura; in questo caso la cura per figure materne mai veramente diventate madri (il desolato stato di salute mentale e fisica di queste vecchiette mi ha profondamente avvilita).
Solitamente siamo portati a empatizzare con il malato e la sua pena, ma qui ci si rende conto di quanto sia infelice e sgradevole la situazione di chi si prende cura del malato. Sorgono diversi interrogativi, tra tutti ci si chiede cosa sia la cura realmente: istintivamente diremmo un atto d'amore – tanto più che si tratta di madri e figlie – ma forse non esattamente. Quasi più certamente è un atto di dovere, un obbligo a cui ci sentiamo chiamati perché quella persona, infondo, è colei che ci ha dato la vita. Dall'altra parte è anche una specie di castigo che ci autoinfliggiamo per toglierci ogni colpa o – nel caso specifico di un'orfana bianca – una specie di vendetta nei confronti del malato per dimostrare la propria capacità di prendersene cura, più di quanto il malato abbia mai fatto nei confronti del figlio.
Tutta la vicenda avviene in un unica ambientazione, in cui prevale l'accumulo, la sporcizia, il disordine e cose, animali o persone estranei che inficiano la qualità dell'aria e della vita. Durante tutta la messa in scena, le tre orfane non fanno altro che creare disordine e cercare poi di riparare, senza riuscire a trovare una quadra, proprio come nella loro vita.
L'opera è scritta in una forma che ricalca quella teatrale ed è stato questo ad annoiarmi. Anche se l'autrice scrive indubbiamente molto bene, questa modalità di narrazione non è quella che preferisco. Inoltre, mi sono chiesta se fosse in grado di scrivere in un altro modo, ma devo dire che alla fine mi sono ricreduta poiché c'è un'occasione in cui smette i vestiti del narratore per assumere quello delle figlie e lì dà prova di saper adottare un altro stile, più da romanzo.
La struttura è quella tipica teatrale, con prologo, coro (divertente che il coro siano le voci delle vecchiette di paese), atti e intermezzo ed è interessante la figura del narratore: ironico, super partes ma anche parecchio stupito da tutto quello che accade in scena. I personaggi hanno vita propria, non seguono un copione, e a sprazzi escono pure dalla parte che devono interpretare.
Davvero un buon libro che, però, non ha incontrato appieno il mio gusto.
Profile Image for Amanda Rosso.
337 reviews29 followers
March 23, 2024
Un romanzo vibrante e spericolato quello di Fiammetta Palpati. Un ritratto disincantato e tragicomico del rapporto fra madri e figlie scritto con una lingua rocambolesca e affabulatoria, dalla precisione inafferrabile.
Un altro gioiello della corona nella collana Fremen di Laurana Editore, che dopo le ferrovie di Gian Marco Griffi ci regala un altro, indimenticabile, romanzo. Da leggere, ma soprattutto da rileggere per ritrovare e ricostruire i dettagli di questa Passione infinitesimale, questa pièce teatrale, questa cornucopia di corpi e di fluidi, di nevrosi e idiosincrasie, dei percorsi accidentati della memoria attraversati con il vestito della festa.
106 reviews1 follower
June 1, 2025
Un romanzo scritto con uno stile che richiama un copione teatrale; la trama all'inizio è difficile da interpretare (i nomi delle protagoniste lo saranno per tutto il romanzo, almeno per chi scrive; impossibile ricordare chi è figlia o madre di chi, o chi si comporta in certo modo o svolge il tal lavoro), ma bisogna lasciarsi trasportare dalle immagini e sensazioni fino ad arrivare ai 2/3 del romanzo, dove la trama affiora e colpisce per la tenera durezza della vita confessata dalle protagoniste.
Un libro scritto bene, con lessico ricercato ed elegante, una narrazione fresca con uno stile nuovo e particolare. Consigliato
Profile Image for Maria Luisa.
322 reviews8 followers
October 14, 2024
Valutazione 2,5
Non sono riuscita a entrare in sintonia con il libro. Non ho saputo cogliere le sfumature d'ironia che mi attendevo. Ho trovato una storia triste, dove non c'è spazio per la pietas o per la compassione. Situazioni e personaggi sempre sopra le righe descritti con una scrittura che forse voleva essere singolare o spumeggiante ma che per me è stata fonte di irritazione e, a volte, di disgusto. Gli unici personaggi che salvo sono le tre povere madri, vecchie e acciaccate, fonti per le figlie di pesantezza e di disturbo.
Profile Image for Leggo Quando Voglio.
371 reviews101 followers
June 23, 2024
Libro diverso da qualunque altro abbia letto è al contempo facilissimo e difficilissimo. La postfazione alla fine mi ha aiutata a capire cose che intravedevo durante la lettura ma non avevo catturato completamente. Libro divertente e struggente, positivo e nichilista, leggero e con tematiche difficilissime. Mi ha fatto provare tutto, prima di tutte stima letteraria per l’autrice, che non conoscevo. Non mi stupisce sia edito Laurana, ho sempre più stima per questo editore!

8.5/10
Profile Image for Roberta.
210 reviews14 followers
April 17, 2025
Che brava Fiammetta Palpati! Riesce a raccontare i disagi (e le brutture) della vecchiaia in chiave ironica, tragicomica. Riesce a far percepire il conflitto e l’amore tra madri e figlie senza sdilinquirsi in sentimentalismi inutili. Riesce a descrivere la forza che ci vuole e le difficoltà che deve affrontare un care giver con un mezzo sorriso. Bello!
Profile Image for Fede Tironi.
134 reviews3 followers
August 13, 2025
una scrittura particolare che scambia il lettore per uno spettatore a teatro. La vita delle orfane e delle loro povere madri sarà scombussolata da Suor Modestina e dalle sue proverbiali piaghe in tempo di Pasqua saranno rivelatrici della sua natura .....una Santa forse? Una storia al femminile tenera tragica dolce
75 reviews1 follower
October 26, 2024
Sono un po' incerta nello scrivere questa recensione. La prima parte l'ho trovata quasi angosciante, il narratore molto più che onnipresente, a volte frastidioso.. Man mano però il racconto ha preso una nuova piega e mi ha trovata coinvolta nella lettura.
Profile Image for Ombretta.
113 reviews1 follower
December 7, 2024
Sono in difficoltà: ho fatto molta fatica inizialmente a leggere questa storia, per poi, nonostante il forte disagio, essere curiosa di arrivare alla fine. Penso il primo (e spero ultimo ) caso in cui un libro non mi è piaciuto ma mi è piaciuto. 🫢
Profile Image for Alessandrov.
15 reviews
May 24, 2025
Idea del romanzo appassionante e intrigante, esecuzione meno. La scrittrice ha grande talento ma non perde occasione di dimostrarlo, soffocando un po' i personaggi (che cercando di scappare dall'autore).
Profile Image for Daniela Torrisi.
117 reviews1 follower
July 19, 2024
"Il perdono è nell'incontro.
Uno fa un passo: chiede perdono. L'altro fa un passo: dà il perdono. Un dono più grande."
31 reviews
August 12, 2024
Se si supera la difficoltà del fatto che è un testo teatrale e si riesce ad entrare nell’ ambientazione, diventa interessante e divertente visto anche il tema che tratta,molto attuale almeno per me.
Profile Image for Lauro.
48 reviews2 followers
September 14, 2024
Geniale, originale, tragico ed ironico. La casa delle orfani bianche è un raro gioiello, trovato per caso in libreria quando mi andava di leggere un libro così, senza ancora saperlo ovviamente.
Profile Image for LauraT.
1,392 reviews95 followers
October 10, 2024
Divertente, ma troppo confuso. Interessante il "trucco" della scrittura teatrale, ma ci sono troppe cose che, forse volutamente?, rimangono oscure. Chi è questo narratore imperfetto? E soprattutto che ruolo ricopre? E da dove viene la mitica Suora? Come finisce tutta la storia? Troppi punti in sospeso che lasciano un po' l'amaro in bocca alla fine di questo libro tutto sommato notevole e "diverso", divertente, gradevole, attento alla società della provincia a noi vicina, che potrebbe sembrare fuori dal mondo ma che invece ancora c'è, ben presente, in Umbria ma non solo

Costruite pure il vostro giardino. Avrete goduto, almeno, del lavoro delle mani. Un toccasana (soprattutto per coloro che se ne sono affrancati)

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