3.5
Romanzo di culto del genere horror per ragazzi, La stanza 13 è una tappa obbligatoria che ho saltato durante l’infanzia e mi sono ritrovata a recuperare sulla soglia dei 30 anni. Bene ma non benissimo, mi dicono dalla regia.
L’idea di per sé è funzionale: una gita scolastica, il mistero dell’albergo, un cittadina costiera che nasconde un segreto. A livello di narrazione, sfrutta bene le atmosfere e il mistero legato agli eventi che scombussoleranno Fliss, la protagonista. Persino le scene finali sono ben pensate e costruite, arrivando a un climax compatto e adrenalinico.
Il problema principale è che i personaggi sono irritanti da morire. Almeno per me.
Ma dopotutto sono ragazzini e io una vecchia acida pronta a menarli col bastone. Mea culpa.
Sarà che sono di molto fuori target, ma non nascondo che l’avrei apprezzato di più se fossi stata più giovane. Ad ogni modo rimane una buona lettura per ragazzi, sopratutto in astinenza di Piccoli Brividi.