Mi erano mancati Roversi, Gualandi e tutti gli amici sassaresi nella Sardegna dei primi anni '60. Qui ci sono praticamente tre casi, anche se è solo uno a dare il titolo al romanzo, qualcosa che ha a che vedere con il riteovamento di un bronzetto di età nuragica. Poi ci sono le strane frequentazioni del bar di piazza d'Italia in un periodo in cui il proprietario è andato in Continente e ha lasciato il locale nelle mani della barista, Chantal, che di recente è piuttosto svagata e ha dimenticato di comprare la scorta di Punt e Mes, proprio quando il distributore resta senza scorte, costringendo i nostri amici a provare - spesso con disgusto - altri tipi di aperitivi.
Infine c'è il caso del cugino delinquente di Caterina che potrebbe mettere a repentaglio il suo matrimonio con Roversi, che, dopotutto, è un carabiniere (e, negli anni '60, deve rispettare regole molto rigide riguardo alla famiglia della sposa che si è scelto).
Francamente, a parte un piccolo particolare, avevo compreso la soluzione dei misteri, ma ciò non mi ha certo tolto il piacere della lettura, anzi, veder confermare le mie supposizioni è stato davvero piacevole.