Quanto può essere difficile fidarsi degli altri?
Maya lo sa bene, lei non si fida di nessuno, non si sente neanche bene con se stessa. A casa si sente un'estranea e, quando è con i suoi compagni, si sente diversa. Allora si rifugia nel suo mondo, quello che ha creato per sfuggire alla solitudine, un mondo fatto di parole, parole a caso che insieme creano una storia, che "riparano i sogni".
Tutte queste storie finiscono nel "paradiso delle storie pensate".
Eppure un giorno le cose cambiano grazie ad un insegnante che assegna un compito da svolgere in gruppo. Maya si ritrova insieme a Sebastiano, un ragazzo timido e taciturno e con cui nasce una bella amicizia. Entrambi con un animo delicato e non capito, riescono a confidarsi l'un l'altro, ad aprire quel lato speciale del loro carattere che nessuno ha mai compreso.
Così Sebastiano racconta di essere stato vittima di bullismo da bambino, mentre Maya le svela di non aver mai conosciuto la madre.
Dopo La panchina delle cose difficili, Linda Traversi ci racconta una meravigliosa storia di formazione, di amicizia, e lo fa con tantissima dolcezza, facendoci accarezzare l'animo di questi ragazzi che si rifugiano in posti diversi dagli altri perchè non tutti sono capaci di leggergli dentro. Molto spesso gli amici ci guardano ma realmente chi riesce a vederci?
E' un romanzo che, secondo il mio parere, dovrebbero proporre nelle scuole. Lo consglio.
"In fondo faceva solo il suo lavoro. Quando qualcuno aveva bisogno di riparare un sogno, glielo portava con molta cautela, perchè i sogni rotti o confusi,, sono molto, molto più fragili."