Ancorché ispirato ad una vicenda reale, la cui protagonista è passata alla storia come la mulatta Solitude di Guadalupe, il romanzo ne trasfigura l'esistenza con una scrittura tutt'affatto originale che alterna il dato storico ad una narrazione onirica, evocativa e, in alcuni passaggi, tocca vette poetiche.
Ho letto il libro in francese, perché non sono riuscito a trovare l'edizione italiana, e forse ciò ha contribuito a restituirmi la musicalità di certi passaggi e la suggestione di un racconto impregnato di realismo magico.
La pazzia della protagonista, frutto delle malversazioni e della violenza subita fin dalla tenera età, sfuma sempre in una sorta di prospettiva magica e surreale: frequenti i riferimenti agli occhi di Solitude, di colore diverso l'uno dall'altro, tanto da meritarle l'appellativo di due-anime, ma soprattutto costante il richiamo al suo sguardo, apparentemente cieco ad una realtà aberrante, ma aperto su un mondo "altro", un mondo di ombre e fantasmi cha la accompagnano per tutto il corso della sua sfortunata esistenza.
Una lettura molto particolare, assai insolita per toni e stile, che merita assolutamente qualche ora del nostro tempo.