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Le statue giuste

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C’è un’alternativa tra accettare passivamente o distruggere per sempre le statue che, nello spazio pubblico, rendono visibile un pantheon di eroi e di esempi? Esistono statue ‘giuste’? E quali sono?

Tenere su un piedistallo nella piazza – centro della polis e dunque luogo politico per eccellenza – un personaggio, significa indicarlo come modello di virtù civili. È l’equivalente della santificazione: «guardatelo, prendetelo a esempio, fate come lui». Naturalmente questo messaggio arriva quando c’è un nesso ancora vivo tra il personaggio e la comunità che lo celebra, nel bene e nel male. Non è dunque un discorso sul passato, ma una contesa sul presente e un confronto di progetti sul futuro. Se masse oppresse in tutto l’Occidente si rivolgono contro statue e monumenti è perché sono tuttora umiliate e sconfitte. La loro battaglia non riguarda la storia, ma il futuro. Ed è sacrosanta. È giusto che le memorie materiali siano al centro di un conflitto: sarebbe un tragico errore cancellarle, ma lo sarebbe anche impedire che la società di oggi ne cambi il senso. L’ultima cosa che dobbiamo fare è usare l’arte e la storia contro la giustizia e l’eguaglianza.

152 pages, Paperback

Published January 1, 2024

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About the author

Tomaso Montanari

53 books38 followers
Sono nato nel 1971 a Firenze, dove vivo. Studio l’arte dell’età barocca e la storia del patrimonio culturale.

Mi sono formato alla Normale di Pisa, ho insegnato a lungo alla Federico II di Napoli e ora sono professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università per Stranieri di Siena.

Sono convinto che gli storici dell’arte servano a fare entrare le opere d’arte nella vita intellettuale ed emotiva di chi si occupa di tutt’altro.

Penso anche che l’amore per la storia dell’arte non debba essere un fatto privato (o peggio un’evasione, o un modo per non pensare), ma pubblico e ‘politico’. L’articolo 9 della Costituzione ha, infatti, mutato irreversibilmente il ruolo del patrimonio storico e artistico italiano, facendone un segno visibile della sovranità dei cittadini, dell’unità nazionale, e dell’eguaglianza costituzionale, perché ciascuno di noi (povero o ricco, uomo o donna, cattolico o musulmano, colto o incolto) ne è egualmente proprietario.

Ma tutto questo è assai difficile da capire, perché oggi la storia dell’arte non è più un sapere critico, ma un’industria dell’intrattenimento ‘culturale’ (e dunque fattore di alienazione, di regressione intellettuale e di programmatico ottundimento del senso critico). Strumentalizzata dal potere politico e religioso, banalizzata dai media e sfruttata dall’università, la storia dell’arte è ormai una escort di lusso della vita culturale.

È per questo che oggi non basta fare ricerca e insegnare, ed è per questo che ho scritto A cosa serve Michelangelo? (Einaudi 2011), La madre dei Caravaggio è sempre incinta (Skira 2012), Le pietre e il popolo (minimum fax 2013), Istruzioni per l’uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà (minimum fax 2014), Privati del patrimonio (Einaudi 2015), e (con Vincenzo Trione), Contro le mostre (Einaudi 2017).

Tra i miei libri di ricerca recenti: La libertà di Bernini (Einaudi 2016) e Costituzione italiana. Articolo 9 (Carocci 2018).

Ho ideato e condotto due serie televisive dedicate a Bernini e a Caravaggio per Rai 5 e la serie Favole, forme figure per Loft, la tv del Fatto Quotidiano.

Scrivo sul Fatto Quotidiano, per il quale ogni lunedì tengo la rubrica Le pietre e il popolo. Ho anche una rubrica sul Venerdì di Repubblica: Ora d’arte.

Ho provato (direi inutilmente) a rimettere in piedi una sinistra in Italia, e sono presidente dell’associazione di cultura politica Libertà e Giustizia. Ho dedicato un piccolo libro all’impegno civile degli intellettuali: Cassandra muta (Gruppo Abele 2017).

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Displaying 1 - 14 of 14 reviews
8 reviews
July 28, 2024
È emblematico come "le statue giuste", nella piccola libreria riminese dove l'ho acquistato, fosse situato nello scaffale "Arte", una scelta d'inventario basata probabilmente sul fatto che abbia "statue" nel titolo e sia scritto da uno storico dell'arte. In realtà il tema è tutt'altro, anzi si potrebbe arrivare a dire che l'autore vuole distogliere l'attenzione rivolta unicamente sulla statua in sè e puntarla invece su quale storia stia raccontando e di quali valori la sua presenza nello spazio pubblico sia portatrice.
Il saggio infatti si affaccia ad un dibattito molto attuale, tra una certa forma di attivismo iconoclasta e un campo ad esso contrapposto di chi condanna senza appello la "cancel culture" e chiunque voglia "cancellare la storia". Perché cosa altro si potrebbe star cercando di fare, quando si abbatte a furor di popolo una statua? Questo libro restituisce a questi eventi di attualitá tutto il contesto che meritano, e inscrive queste forme di attivismo, da moltissimi sommariamente condannate, in una riflessione tutt'altro che scontata su come l'iconografia e la toponomastica possono essere strumento di occultamento, se non di manipolazione e revisionismo storico e persino strumentalizzazione politica.
Tutto ciò in uno stile propriamente accademico per il numero e la precisione dei riferimenti bibliografici, ma anche schierato con fermezza nel campo dell'antifascismo, e proiettato ad un attivismo appassionato e ben informato. Un libro fantastico, insomma.
Profile Image for Antonio Sordillo.
139 reviews
March 20, 2025
Una statua in una piazza che raffigura un personaggio storico vuole mostrare, di quel personaggio, le sue virtù. Ma se quel personaggio è uno schiavista, ha senso concederle quello spazio pubblico? Oppure andrebbe "relegata", quella statua, in un museo? O ancora, andrebbe cancellata?
È il caso della statua di Colston, filantropo di Bristol ma anche schiavista, che ha compiuto opere di misericordia con la ricchezza accumulata nel vendere schiavi.
Ci sono statue giuste? E cosa farne di quelle sbagliate? Questo libro illumina sul tema della cancel culture da un punto di vista inedito, forse un po' parziale, ma pieno d'amore. L'amore è quello per l'umanità, la preoccupazione non è solo per la storia, per il passato, ma anche per il futuro, e non può non essere apprezzato per questo.
Un libro che cerca di capire come riscrivere lo spazio pubblico e i suoi segni, ma che non vuole cancellare la storia. Un libro però che denuncia anche il rischio non di chi vuole dimenticare la storia, ma di chi la falsifica o la strumentalizza a favore del potere.
Un libro, infine, che propone una terza via: né cancellare, né conservare tutto com'è. Lasciare un commento, verbale o visivo, ma obbligatorio per la risemantizzazione dell'opera.
Profile Image for Linda Marsili.
34 reviews3 followers
February 2, 2025
Le statue giuste ha il pregio di portare il lettore o la lettrice, più o meno esperti, direttamente al centro del dibattito attuale sul patrimonio culturale, non dimenticando di inquadrare la radice storica di alcuni fenomeni. In questo libro Montanari non solo si occupa di approfondire dei temi che per molti di noi potrebbero essere lacunosi (ad esempio il passato fascista e colonialista italiano), ma citando esempi concreti con una forte chiarezza espositiva, rende il suo libro un manifesto sulle responsabilità individuali e collettive quando si tratta di patrimonio culturale.
Profile Image for Ilaria Lorio.
2 reviews
January 29, 2024
Libro essenziale in questo momento. Adatto a tutti, offre molto a cui pensare. Affronta temi che attualmente vengono fatti passare come eccessivi o inutili e che invece sono necessari e urgenti.
Profile Image for Marta Palumbo.
65 reviews
March 22, 2024
"usare le opere d'arte come vive sentinelle nella lotta per la sopravvivenza umana significa provare a cambiare la storia ancora da scrivere: cioè permettere che ci sia ancora una storia da scrivere".

Libro recentissimo che ripercorre a volo d'uccello alcune delle operazioni più significative di abbattimento o usi non consueti verso opere d'arte o monumenti nello spazio pubblico.
Un'ode alla cittadinanza estetica e civica, che si riappropria dei suoi spazi. Soprattutto, la dimostrazione che non esiste la cancellazione della storia, o meglio la cultura della cancellazione. Chi compie questi gesti prende molto sul serio il potere delle immagini.
Profile Image for Siu.
29 reviews1 follower
June 6, 2024
Sull'idea di fondo, quella della necessità di risemantizzare determinati monumenti e porzioni dello spazio pubblico, sono anche d'accordo.
Quello su cui non sono d'accordo è l'uso strumentale e politico (ma nel senso peggiore) della maggior parte dei casi studio: la dedica di un parco ad un gerarca fascista diventa equivalente alla bocciatura al tentativo di rinominare una scuola ad un pedagogo giapponese (tra l'altro connivente con il colonialismo coreano, ma vabe').
La citazione berlusconiana della costituzionalizzazione dei fascisti viene sapientemente privata della parte finale e decontestualizzata in modo da darne una lettura differente alla realtà e io poi mi chiedo perché, visto che si sarebbe potuto benissimo attaccare la figura di Berlusconi su altre metriche (esistenti: mafia, neoliberismo) rispetto a quella (inesistente) del fascismo.
E ancora: Carlo Giuliani diventa, magicamente, protagonista di una narrazione a senso unico in cui è martire (e non anche facinoroso e in virtù di cui sia lo stato italiano che la corte europea hanno riconosciuto Placanica innocente).
E allora salta fuori che è tutta una demagogia: l'aspetto decostruttivo del pensiero di Montanari si applica solo agli altri e non ai "nostri". Ma riproporre sostituire il mito di "italiani brava gente" che prova a smontare con "Amici di sinistra brava gente" lo rende un cavaliere della buona coscienza e io questi proprio non li sopporto

Profile Image for SusyG.
356 reviews76 followers
March 7, 2024
L'argomento delle statue mi incuriosisce sempre e ho trovato questo testo molto interessante, mi ha fatto scoprire alcune cose del nostro paese che non sapevo. Montanari parla dei monumenti ed edifici in Italia che ancora glorificano parti della nostra storia che di glorioso non hanno nulla, come il fascismo e il colonialismo ad esempio. C'è anche un capitolo sulle forme di protesta degli attivisti per il clima che si intreccia con l'arte. Chiaramente il libro non approfondisce tutto ma c'è un'ottima bibliografia sul fondo. È un volume che porta a delle riflessioni, anche sulle stupidaggini della inesistente "cancel culture".
Profile Image for Alessandro Basso.
120 reviews
August 23, 2025
L'idea di fondo può funzionare (intesa come il dire "conosco quello che vedo nella mia città? Conosco quale storia lo ha generato?"), così come può funzionare il fatto di dichiarare in anticipo che il suo sarebbe stato un punto di vista "orientato".
Però fa tutto troppo, e il testo diventa pesante da leggere, farcito di odio misto a senso di superiorità morale.
Ma credo che, se si vuole discutere/ragionare con qualcuno, odio e superiorità morale siano le prime due cose da lasciare fuori.
Questo libro è un'occasione sprecata, peccato.
Profile Image for Aránzazu.
15 reviews
November 11, 2024
Un saggio molto interessante che esamina non solo la storia più oscura dell'Italia fascista, ma anche la sua persistenza nell'attualità attraverso la materializzazione patrimoniale. Ci fa riflettere e, soprattutto, propone una prospettiva critica.
Profile Image for Federica Volpera.
154 reviews2 followers
October 8, 2025
"Ma quanti storici dell'arte sarebbero oggi pronti a sottoscrivere le parole in cui Francis Haskell dichiarava di non essere disposto 'ad ammettere che lo studio dell'arte implichi una rinuncia ai valori etici più che lo studio del comportamento morale?'".
Profile Image for Andrea.
1,141 reviews56 followers
March 12, 2024
Un testo di una superficialità stupefacente.
7 reviews
April 17, 2024
Molto più interessante di quanto pensassi, leggetelo !
Profile Image for Antonio Fanelli.
1,030 reviews207 followers
February 3, 2024
Il buon senso, la passione pacata e la cultura di Montanari sono quello che ci vuole in questo momento per comprendere la questione delle statue che, tra gli opposti fanatismi, sembrava una ridicola faccenduola di bassa politica.
Purtroppo l'attuale classe politica sembra interessata solo ad affollare le televisioni dove urlare volgarità sgrammaticate all'indirizzo degli avversari.
Profile Image for Romina Villa.
3 reviews
March 23, 2024
Una profonda riflessione sul patrimonio culturale e sul messaggio che porta con sé, anche dopo secoli. Per certi versi, mi ha aperto gli occhi. Consigliato!
Displaying 1 - 14 of 14 reviews

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