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HO UCCISO STEPHEN KING

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Cinque storie ai confini della realtà.

Chi ha ucciso Stephen King e perché? C'entra forse l'infermiera psicopatica di "Misery"?
Cosa succede se Jake viaggiante viene assalito da Cujo, se Carrie sale su Christine, se Pennywise ammalia Holly?

In “Post mortem” (primo posto al concorso letterario Giancarlo Molinari nella sezione "Racconti") un uomo, sospeso in un limbo senza spazio e senza tempo, racconta la sua vita e le circostanze della sua morte.
Ne “Il parto del fauno” due donne organizzano un’escursione in montagna e s’imbattono in uno strano abitante dei boschi.
Ne “Il pifferaio magico” due bambine scompaiono poco prima di entrare a scuola.
In “Stephen King non deve morire” le rappresentazioni teatrali sono vere, il sangue e la violenza sono reali e non finzioni sceniche.
Ne “I due Talismani” una famiglia in vacanza viene sconvolta da una serie di eventi inspiegabili.

Il libro rende omaggio a Stephen King, con continui rimandi a tutte le opere del re, da “Shining” a “La zona morta”, da “It” a “L’ombra dello scorpione”, da “Insomnia” a “Rose Madder”, fino alla saga della “Torre Nera”.

126 pages, Kindle Edition

Published January 28, 2024

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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for G.A..
Author 8 books34 followers
May 4, 2024
Direi di partire con il titolo di questa raccolta: per me riuscitissimo! Invoglia chiunque a prendere in mano questo libro e dargli almeno una possibilità. Perché, per quanto bistrattato da alcuni, il RE che scrive dal Maine, almeno di nome è conosciuto da tutti e tutti sono portati a dare almeno uno sguardo quando il suo nome appare in copertina.
Passiamo al contenuto del libro: 5 racconti, tutti con una sana vera horror, tutti da gustare rigorosamente al buio.
Partendo dal trittico Post mortem-Il parto del fauno-Il pifferaio magico, sono tre racconti che si intrecciano tra loro, e capito l'intreccio ci si trova a sorridere per l'ingegnosità e lo studio che ha portato a scriverli.
'Stephen King non deve morire' quarto breve racconto della raccolta, per me è il migliore. Davvero originale e idea degna di un romanzo a sé stante.
Chiude la raccolta 'I due talismani', il racconto da cui poi, l'autore stesso, dice di aver preso spunto per il titolo. Per gli amanti di King sarà una vera scoperta e un ritorno alle atmosfere e ai personaggi di RE. Da kinghiano di vecchia data mi sono trovato spesso a sorridere per tutti i personaggi/vicende riportate.
Davvero consigliato!
Profile Image for Puffettacle.
178 reviews2 followers
November 12, 2025
Quest’oggi vi porto un libro che più che una semplice raccolta di racconti è un vero e proprio omaggio al Re dell’horror, Stephen King.
Giuseppe Pensieroso ci regala infatti cinque storie ai confini della realtà, capaci di intrecciare ironia, mistero e atmosfere inquietanti, fino a farci domandare se la fantasia non sia, in fondo, solo un’altra forma di verità.

Il titolo, Ho ucciso Stephen King, è una provocazione che funziona: incuriosisce, spiazza e, soprattutto, invita a scoprire cosa si cela dietro questo “delitto letterario”. Ma tranquilli, King è salvo… almeno per ora! 😏

I racconti che compongono l’antologia – Post Mortem, Il parto del fauno, Il pifferaio magico, Stephen King non deve morire e I due Talismani – si muovono tra sogni e incubi, realtà e follia, in un crescendo di tensione e fantasia.
I primi tre, più brevi, sono legati da un filo sottile che il lettore riconosce solo dopo qualche pagina, e una volta colto l’intreccio non può che sorridere per l’ingegnosità con cui l’autore ha costruito l’intreccio.

Il racconto Stephen King non deve morire è, a mio avviso, uno dei più originali della raccolta: qui le rappresentazioni teatrali diventano reali, il sangue e la violenza non sono più finzione scenica, e la linea tra spettacolo e incubo si dissolve completamente.
A chiudere l’opera, I due Talismani, il racconto più corposo e – per certi versi – il più ambizioso. Un concentrato di citazioni e rimandi alle opere di King: da Carrie a It, da Shining a La Torre Nera. È come un gioco per veri appassionati, pieno di easter egg da scovare e collegamenti da interpretare.

Lo stile di Pensieroso è scorrevole, diretto e sempre attento a non prendersi troppo sul serio: il suo modo di raccontare è graffiante, sardonico e intelligente. Si percepisce la passione per King, ma anche la voglia di creare qualcosa di personale, non una semplice imitazione.

In conclusione, Ho ucciso Stephen King è una lettura che sorprende, diverte e inquieta.
Un omaggio intelligente e pieno di rispetto verso il maestro dell’horror, ma anche una prova di grande creatività da parte di Giuseppe Pensieroso.

🔪 Se amate le atmosfere alla King, i racconti brevi che lasciano il segno e quel pizzico di follia che vi fa dire “ok, non leggerò mai più al buio”, questo libro fa decisamente per voi.

4/5 ⭐️
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