Con l’ascesa e il successo di Beppe Grillo alle elezioni del 23 e 24 febbraio 2013 è avvenuto qualcosa di inaudito (e non solo in Italia): il prepotente ingresso della rete nella scena politica. Naturalmente, la rete era già una dimensione politica ampiamente sfruttata da anni (si pensi solo alla vittoria elettorale di Obama nel 2008). Ma con Grillo si assiste all’invenzione e al successo di un partito-sito, che considera il movimento un’emanazione del blog. Da una parte ciò mostra la debolezza delle forze politiche italiane, ma dall’altro rivela la fragilità delle cosiddette istituzioni democratiche al tempo di Internet. Il sistema politico è esposto a iniziative letteralmente “predatorie” da parte di chiunque sia capace – a partire da giuste rivendicazioni e dall’esasperazione sociale – di sfruttare le risorse della rete: in particolare la società di marketing (commerciale e politico) Casaleggio-Grillo. Il saggio ricostruisce il fenomeno Grillo a partire dalle sue idee, dalla struttura del suo movimento e dalla sua azione concreta nelle istituzioni.
Che cosa ne penso? E' un buon libro e si discosta dalle operette da quattro soldi che circolano su Grillo e il M5S nelle librerie digitali e non. Dal Lago sa scrivere proprio bene e questo permette una facile comprensione delle sue istanze. Non è una critica feroce verso Grillo ma un'analisi dell'ontogenesi di un nuovo modo di occuparsi della cosa pubblica: il marketing rende la politica alla stregua di un prodotto commerciale e i due "non leader" hanno messo in piedi un'efficace macchina di consenso. Consiglio caldamente questa lettura a chi ha un'eccessiva infatuazione per Grillo ed è allergico alle critiche sul M5S. Al prossimo libro.