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La separazione del maschio

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Il maschio che parla in questo romanzo è un poligamo recidivo e impenitente, ma anche un padre capace di tenerezza e attenzione, un marito allegro e appassionato. Il sistema in apparenza è semplice, basta scomporre le giornate in segmenti, per cercare di vivere molteplici frammenti di tempo, storie parallele, frazioni di felicità possibile. Per non parlare del sesso, che è un pensiero un'ossessione e una consuetudine, un linguaggio, un modo per entrare in contatto con il mondo esterno. Piú ancora della seduzione e della conquista, piú dell'amore che in forme diverse è parte fondamentale di ciascuna relazione. Ascoltando il suo racconto ci ritroviamo a ridere, sorridere e pensare, e mentre inorridiamo delle sue malefatte siamo costretti a riconoscere quanta verità ci sia nelle sue parole. Un romanzo scandaloso e disarmante come una confessione.

204 pages, Kindle Edition

First published October 7, 2008

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About the author

Francesco Piccolo

50 books143 followers
Francesco Piccolo was born at Caserta, in 1964. His novels and short story collections include “Allegro occidentale”, “E se c'ero dormivo”, “Il tempo imperfetto”, “Storie di primogeniti e figli unici” (all published by Feltrinelli), “L’Italia spensierata” (Laterza) and “La separazione del maschio” (Einaudi). With “Storie di primogeniti e figli unici" he won two literary prizes: the Premio Giuseppe Berto and the Premio letterario Piero Chiara. His latest works are “Momenti di trascurabile felicità” and “Il desiderio di essere come tutti”, published by Einaudi.

In cinema, he has developed the screenplays “My Name Is Tanino, Paz!“ (based on cartoons by Andrea Pazienza), “Ovunque sei”, “Giorni e nuvole” and “Nemmeno in un sogno”, as well as “Il caimano” (for which he, Nanni Moretti and Federica Pontremoli were awarded the 2006 David di Donatello for Best Script), “Caos calmo” and “Habemus Papam” directed by Nanni Moretti.

He writes for varied newspapers and periodicals, including la Repubblica and Diario. Piccolo lives in Rome, where he runs the screenwriters’ laboratory for the DAMS course at Roma Tre.

Francesco Piccolo è nato a Caserta nel 1964. Si è laureato in Lettere con una tesi su "Le teorie comiche nel teatro del Settecento". Vive e lavora a Roma e collabora alle pagine culturali del “diario della settimana”. Nel 1993 è stato finalista del Premio Calvino con il romanzo inedito "Diario di uno scrittore senza talento". Con la casa editrice Minimum fax ha pubblicato nel 1994 "Scrivere è un tic. I metodi degli scrittori", tratto da alcune lezioni di creative writing sui metodi di scrittura.

Ha scritto romanzi e raccolte di racconti: “Allegro occidentale”, “E se c'ero dormivo”, “Il tempo imperfetto”, “Storie di primogeniti e figli unici” (tutti pubblicati da Feltrinelli), “L’Italia spensierata” (Laterza) e “La separazione del maschio” (Einaudi). Con “Storie di primogeniti e figli unici” ha vinto il Premio Giuseppe Berto e il Premio letterario Piero Chiara. Il suo penultimo libro, edito da Einaudi, si intitola “Momenti di trascurabile felicità”, una raccolta di aneddoti sulla felicità delle piccole cose quotidiane. Nel 2013, ha pubblicato “Il desiderio di essere come tutti”.

Ha lavorato anche per il cinema scrivendo sceneggiature, tra cui “My Name Is Tanino, Paz!” (tratto dai fumetti di Andrea Pazienza), “Ovunque sei”, “Giorni e nuvole” e “Nemmeno in un sogno”, oltre a “Il caimano”, “Caos calmo” e “Habemus Papam” con reggia di Nanni Moretti.

Collabora con riviste e quotidiani. Attualmente vive a Roma e cura il laboratorio di sceneggiatura al D.A.M.S. della terza Università di Roma.

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Community Reviews

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4 stars
151 (30%)
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167 (33%)
2 stars
100 (19%)
1 star
25 (4%)
Displaying 1 - 30 of 54 reviews
Profile Image for Roberto.
627 reviews1 follower
August 7, 2017
Dunque, la morale di questo libro abbastanza divertente dovrebbe essere che per l’uomo, a differenza della donna, esiste una “separazione” abbastanza netta tra sentimento amoroso e rapporto sessuale.

Io invece dal libro ho capito che:

1) buona parte di uomini e donne ha rapporti sessuali frequenti al di fuori della coppia
2) uomini e donne lo fanno nel modo più godurioso possibile (le descrizioni di sesso di questa Valeria sono stratosferiche, altro che lui...)
3) uomini e donne non si pentono e non si sentono minimamente in colpa per i punti 1 e 2
4) Le donne forse tendono ad essere più selettive. Dico forse perché il protagonista sembra esserlo molto, in quanto ha il naso fino e criterio di accettabilità strettissimo in base al fondoschiena
5) Gli uomini sembrano avere performance da pornstar (magari...). Le donne pure
6) Il rapporto della coppia base è importante e indipendente dai legami extra, sesso incluso (a me questo sembra fantascienza…)

In altre parole il libro secondo me sottolinea quanto uomini e donne alla fine siano simili, non quanto siano diversi.
Libro ben scritto, divertente, certamente “esplicito” (a tratti forse troppo), leggero ma interessante.

“Perfino sapere cosa stava per dire mi piaceva: quella complicità profonda che la consuetudine di un amore crea in modo naturale”
Profile Image for Sarinys.
466 reviews174 followers
July 21, 2015
Questo romanzo racconta la deriva matrimoniale di una coppia quarantenne con una figlia piccola, insistendo sul tema del tradimento. È caratterizzato da due elementi: la voce del protagonista, marito e narratore inaffidabile, e la costruzione della trama, che centellina i pochi nodi salienti prolungando la suspense il più a lungo possibile. Francesco Piccolo interrompe spesso il racconto con flashback e riflessioni, proprio in prossimità dei colpi di scena principali. La tattica sembra ricalcare quella di uno dei personaggi, Valeria, che ritarda l’orgasmo molte volte durante un rapporto sessuale, ottenendo così un piacere maggiore alla fine. Dal punto di vista letterario il meccanismo non sempre funziona, e dalla metà in avanti il romanzo risulta talora verboso e ripetitivo a causa dell’eccessiva dilatazione.

La storia viene raccontata attraverso il punto di vista del protagonista, traditore incallito, capace di mantenere numerose relazioni allo stesso tempo. Convinto di non essere mai stato scoperto dalla moglie (idea probabilmente sbagliata, fa capire Piccolo tra le righe), spiega al lettore come lui ami tutte le sue donne e come le relazioni extra lo rendano una persona meno sgradevole nella vita familiare. Piccolo lo usa per estremizzare l’ipocrisia di certi equilibri matrimoniali, alternando ai momenti che il protagonista passa con la figlioletta una serie di scene erotiche, che descrivono una sessualità iperattiva ma contemporaneamente banale e modesta nelle fantasie e nei cliché. La bambina è l’unico essere di sesso femminile col quale il padre si relazioni a prescindere dall’attrazione sessuale, e il loro rapporto è rappresentato con grande positività.

Non è altrettanto buona la relazione tra moglie e marito, costellata di incidenti e mortificazioni. La voce del protagonista non riesce mai a spiegare (né si domanda) perché la moglie lo ami e se desideri davvero stare con lui, mentre il personaggio fornisce una descrizione del sé domestico che lo presenta come insopportabile. Sono emblematiche le dissertazioni sulle gite nel fine-settimana: l’uomo continua a boicottarle, ma talvolta arriva a proporle lui stesso nel tentativo di recuperare punti con la moglie, salvo poi rendersi odioso quando la gita diventa un fatto concreto al quale deve partecipare, controvoglia come sempre.

Piccolo mostra il meccanismo di egoismi e frustrazioni che possono avvelenare la vita di coppia.Il suo protagonista si dichiara incapace di provare sensi di colpa, ma in realtà non sembra esserlo davvero; è semmai un’idea che fa parte della sua mitologia matrimoniale. Ogni giorno torna a casa tremando al pensiero di essere scoperto, perché la sua condizione cambierebbe ma anche perché dovrebbe affrontare il dolore dei familiari.

Il poliamorismo del personaggio è volutamente ipocrita, costruito sulle menzogne e non sulla condivisione. Non riesce a mostrarsi con onestà, e allo stesso modo non riesce a riconoscere nemmeno la realtà che lo circonda, anzi, la rifiuta anche quando si trova l’evidenza davanti agli occhi, come viene puntualizzato nelle ultime pagine del romanzo.

Il libro è interpuntato dal motivo delle piccole cose del quotidiano, quelle che mutano (poche) e quelle che rimangono uguali, ma sembra più un vezzo dello scrittore che un vero e proprio strumento di riflessione. La storia è costruita bene perché riesce a sfruttare pochissimi punti salienti al massimo delle loro possibilità, tolti alcuni momenti in cui la tensione cala un po’ troppo. Al romanzo manca qualcosa per essere eversivo, ma evidentemente non era quella l’intenzione di Piccolo, che semmai usa lo strumento della provocazione per rendere la vicenda, di per sé semplice, più appassionante, portando in effetti a casa il risultato – il libro si legge d’un fiato, scorre via con momenti da page turner. L’analisi della vita matrimoniale rimane però sempre in superficie, lasciando al lettore un senso di inconsistenza.
Profile Image for Serena.
81 reviews18 followers
March 7, 2017
“Tutti gli amori sono così – parlo di tutti gli amori veri. Sono fatti di cose buone e cose cattive, di momenti belli, noiosi, sconfortanti, allegri, tristi. Sono fatti di tutto.”
Questa è l’unica frase sensata che ho trovato in questo libro… si trova a dieci pagine dalla fine.
Ufff che fa-ti-ca!!!
Deludente, molto deludente. A parte che, personalmente, non amo i libri scritti in questo modo, questo saltare da un discorso ad un altro mi infastidisce proprio. Potrebbe anche essere scritto bene se non fosse che è ripetitivo e di conseguenza noioso. Tanto noioso. Il protagonista è un uomo sposato, poligamo. Si, ok, ci sta che sei un poligamo fiero e contento, ma almeno il buon senso di non parlare ogni dieci righe di quanto ami tua moglie sarebbe stato apprezzato. Il continuo parlare d’amore in una situazione come quella descritta dà, a tratti, sui nervi. Ecco, credo che il mio disappunto sia dato da questo voler far coincidere a tutti costi l’amore e la poligamia. Sarò fatta male io, non lo metto in dubbio, ma sono due cose che credo non possano, per logica, stare nella stessa frase. Gli unici momenti in cui parla di amore, reale, si trovano da metà libro in poi e riguardano il rapporto con la figlia (già citato sin dall’inizio, ma sempre accostato a ragionamenti puramente egoistici), ed è l’unico rapporto che agli occhi del lettore lo rende Uomo. Per il resto l’autore ha ritratto l’uomo-stronzo-medio e sinceramente non ne avevamo bisogno.
Profile Image for La mia.
360 reviews33 followers
January 28, 2013
Bello innanzitutto perchè scritto bene, ma proprio bene. Bello perchè vale anche solo per le storie sul cacao sul cappuccino, sul voltaren, sul topexan. Bello perchè se sei un maschio che ha più di trent'anni, qualcosa di te (io molto!) ce lo ritrovi. Bello perchè se sei padre ti ritrovi nel padre protagonista, soprattutto quando afferma che diventare padre è la prima cosa meravigliosamente irreparabile che ti succede. Bello perchè, come nella realtà, il finale non è lieto e non è nemmeno tragico, è e basta.
Profile Image for ★Loredana★.
99 reviews8 followers
April 6, 2013
Il titolo sa quasi di crittografia mnemonica, per chi mastica un po' di enigmistica, dove la parola "separazione" assume due significati, entrambi efficaci... quella apparente, e più superficiale, la separazione di un uomo dalla moglie, la fine di un matrimonio, e chissà, ma anche no, di un amore ... e il significato più intrinseco, quello che vien fuori leggendo, anche abbastanza velocemente, dato che trattasi di un unico monologo, molto serrato, e molto scorrevole, in verità... la "separazione" che il maschio, l'uomo, applica tutti i giorni nel suo inconscio, nella sua vita, nei suoi sentimenti, nelle sue pulsioni, nei suoi istinti più primordiali. Accade così che il protagonista "io narrante" riesca (così crede lui, almeno) a far coesistere dentro di sè il marito innamorato, il padre affettuoso e attento (però un giorno ha dimenticato di mettere la merendina nello zainetto della figlia), e il "maschio" vero e proprio, l'animale uomo, con donne in ogni porto, con cui fa solo sesso, donne che lui tiene solo per il sesso, donne che lui considera degne della sua considerazione (sessuale, per l'appunto) solo se proprietarie di un bel culo (su su, non fate quella faccia... il fatto è che, nonostante quella parte del corpo femminile abbia nomi ben più soft, il nostro autore la definisce morbosamente, irritantemente, esclusivamente, sempre e soltanto CULO). Un uomo, un "maschio" con una doppia, tripla, quadrupla vita, che lui ha l'illusione di gestire con grande maestria, che si fa forte e grande del riuscire ogni volta a non farsi scoprire, ma... ma, come ben si sa, la vita decide sempre per conto suo...
Mi è piaciuto un commento letto su aNobii: "ci vuole onestà per leggerlo, come ce n'è voluta per scriverlo"... non c'è dubbio... è un libro senza ipocrisia, senza tabù... è un libro per chi vuole, e sa andare oltre l'apparenza, oltre la perfezione, oltre la devozione, oltre il "io e te per sempre mano nella mano"... perchè, pur non condividendo l'atteggiamento eccessivo e troppo sopra le righe del protagonista, non si può fare a meno di apprezzarne la dissacrante sincerità... e nonostante tutto io, da donna, non riesco a odiarlo... forse perchè, con una punta di veleno, lo ammetto, penso che il punto di vista descritto e sviscerato in questo libro potrebbe essere facilmente trasposto al femminile... con altrettanta efficacia.
Profile Image for charta.
306 reviews5 followers
September 17, 2012
Un titolo siffatto, volutamente con il termine maschio in evidenza, una copertina allusiva et voilà una buona fetta di lettori è garantita.
In estrema sintesi il personaggio fa pena. Non tanto per la scarsa credibilità delle situazioni, non tanto per la possanza sessuale che nemmeno vagonate di viagra sembrano giustificare e neppure per un amor filiale che appare sincero invece è solo costruzione cerebrale (incapacità di superare il senso di dimenticanze in apparenza banali come la merendina) ma per una vita fatta di compartimenti stagni e di emozioni minuscole, soffocate dalla fisicità, dalla ricerca della rispondenza rigorosa e precisa a canoni dati.
Non è uno di quei rari esseri umani provvisti di identità tale da avere realmente più di un rapporto e, giovandosene, giovare agli altri (mi viene in mente De Sica padre).
Di primo acchito sembra, nella sua imperturbabilità alla condivisione anche da parte delle partner, tra quelle di lungo corso e quelle occasionali, un uomo realizzato e solido, nave transoceanica e porto sicuro.
Invece teme continuamente la mannaia, la perdita, vibra di senso di colpa ogni qual volta sta per varcare la soglia di casa, segmenta la propria esistenza in tempi fortemente rituali dedicati alla moglie, alla figlia, alle amanti, tutte diverse ma tutte poliandriche.
Rabbia o fastidio verso questo misero campione d'umanità spacciato come campione del maschio è difficile provarne, tanto patetica è l'immagine che trasmette, tanto improbabile l'esistenza in termini di tempo e suddivisione di esso.
Da membro dell'altro sesso, di questo pseudo prototipo posso sorriderne, comporre la bocca in una risata di incredulità nel leggere la certosina attività di cancellazione delle prove del reato, soprattutto impietosirmi per la ostinata convinzione di essere, etimologicamente parlando, un amante, ovvero un dispensatore di sinceri affetti.
E' davvero raro che l'amore fra due individui sia di lunga durata. Non per la corrosione operata dal noto, né per il logorio dell'abitudine, nemmeno per il fascino dell'ignoto, ma, soprattutto perché col tempo si cambia e l'altro potrebbe non risuonare più alla persona che ora noi siamo
Ma questa creatura del Piccolo, autospacciantesi per l'uomo, pardon il maschio, del XXI secolo opera esclusivamente per sostituzioni e sovrapposizioni, non vede gli altri per ciò che realmente sono e cerca, nonché trova, quasi sempre il simile, l'esatta corrispondenza.
E' un libro davvero triste, la cui utilità risiede soprattutto nel modo in cui viene percepito quale spiraglio verso la conoscenza dei mondi interiori altrui.
Profile Image for piperitapitta.
1,052 reviews471 followers
July 25, 2015
anatomia di un rapporto

laddove per rapporto s'intende un rapporto sentimentale arrivato ormai al capolinea e più di uno spunto di riflessione interessante sulle dinamiche che muovono la coppia.
laddove per anatomia s'intende quella che l'autore deve aver parzialmente studiato per descrivere in maniera ginecologica i rapporti sessuali e le peripezie (sempre sessuali) del suo protagonista.
se avete voglia di addentrarvi nel maschil d'amor pensiero e passare un paio di giorni ad analizzare le sue avventure sessuali come se vi trovaste a sezionare cadaveri sul lettino dell'anatomopatologo fate pure!
ironia della sorte (!) il protagonista di mestiere fa il montatore*: nomen omen.

*cinematografico, che avete capito!
Profile Image for Noemi.
10 reviews
February 18, 2021
Ma meno male che non mi sono fidata del numero di stelline date qui su Goodreads. Non capisco perché le persone che hanno dato una o due stelle non riescano, e mi dispiace, a fare quello scatto di empatia in un mondo di finzione, dove per una volta si può anche riuscire ad indossare i panni paradossali della cattiva condotta e viverla umanamente. A me è piaciuto anche, addirittura, portare queste scarpe per la durata del libro.
Profile Image for Svalbard.
1,142 reviews67 followers
July 4, 2022
Finalmente!

Molti anni fa, assieme alla mia ragazza di allora avevo visto il film di François Truffaut “L’uomo che amava le donne”. La storia è nota, ed è tutta nel titolo: un uomo che amava (al passato, perché poi muore) le donne. Non una donna. Non alcune donne. Tutte le donne, indistintamente. E le amava, mica le scopava e basta. Finalmente, mi dissi, un film che ha il coraggio di scoperchiare l’intimità maschile, di andare a vedere cosa significa essere uomini, in potenza e per vocazione, al di là di facili definizioni di comodo tipo gallismo, dongiovannismo, satiriasi od altro. Ovviamente, quando dissi alla mia ragazza di allora che io mi sentivo emotivamente (purtroppo solo emotivamente – ma questo non lo dissi, non so come avrebbe accolto il purtroppo) molto vicino al protagonista del film – single, grande lettore, col quale condividevo pure il segno zodiacale – lei, senza guardarmi, mi disse che la cosa la preoccupava molto. Il discorso comunque finì lì. Peraltro mi sono sempre chiesto perché la letteratura e la cultura, in senso generale, non abbiano mai proposto una riflessione profonda, un’autocoscienza sull’identità maschile, affine a quella che le donne praticano su quella femminile da molto tempo, almeno da Simone de Beauvoir in poi. Ed è per questo che mi sono accostato con molta curiosità a questo libro, di cui ho saputo su internet e di cui ha parlato piuttosto bene un’anobiana. E la mia curiosità non è andata disillusa. Perché questo romanzo, densissimo e scritto bene, è proprio quello che volevo leggere: un’autocoscienza del proprio essere uomo, o meglio, del proprio essere maschio. La storia è detta in breve, perché è ridotta all’essenziale, proprio come il titolo del film di Truffaut: un uomo, io narrante, sposato con una donna che ama, dalla quale ha avuto una figlia che ugualmente ama, ama anche altre donne. Almeno tre, ma senza porsi vincoli sul numero e sulla natura dei suoi sentimenti. I quali sono proprio quello: amore. Un amore di cui, ovviamente, il sesso è parte necessaria, ma – e proprio qui sta la novità – non è così scorporata da tutto il resto, e in particolar modo non va rubricata come gallismo, smania dongiovannesca o, peggio ancora, misoginia. Il protagonista del libro – che si dichiara amputato dei sensi di colpa, ed è evidente, dato che in soggezione agli stessi non potrebbe certo permettersi di vivere quello che vive con la pienezza con cui lo vive – è consapevole, e lo dimostra con i suoi ragionamenti, che l’amore che porta alle sue donne si autoalimenta proprio nel numero, nella molteplicità, nella multiformità. Ma il paradosso esplode proprio lì dove lui meno se lo sarebbe aspettato: la moglie non lo lascia perché scopre le sue molteplici relazioni parallele, come lui temeva che sarebbe potuto avvenire mettendo fine al suo ménage multiplo, ma perché è lei ad avere una relazione extraconiugale. Una storia non importante, già finita al momento in cui ne parlano. Ma bastevole a darle motivo di mettere termine alla loro relazione: se è successo, vuol dire che non ti amo più. Quindi, fine, basta, stop, kaputt, chiuso, finito. Con tutti di dovuti distinguo e le dovute cautele, credo proprio che, nel profondo, la differenza della sessualità e dell’approccio che uomini e donne hanno all’altro sesso stia tutta qui: assolutismo contro molteplicità. Né credo che esistano uomini monogamici per vocazione. Quelli che lo sono, lo sono per convenienza, per rassegnazione, per ossequio al contratto sociale, per incapacità. Ma riconoscersi uomini, sinceramente e spassionatamente, sono convinto significhi riconoscersi come il protagonista di questo libro, o del film di Truffaut (che era ancora più estremista, visto che rifiutava anche il matrimonio e la famiglia: “Ecco due che credono a Babbo Natale…” era il suo commento passando davanti ad una chiesa dove si celebrava un matrimonio. Tutta la sala del cinema esplose dal ridere. L’unica che non rise fu la mia ex ragazza). Ho apprezzato anche le non poche descrizioni di rapporti sessuali, che mi permettono di rubricare a pieno titolo “La separazione del maschio” nell’ambito della letteratura erotica: belle, coinvolgenti, esplicite ma non volgari. Entusiasmante quella in cui una sua amante bisessuale coinvolge un’altra ragazza. Abitualmente, quando decido di leggere un libro non vado a leggermi preventivamente tutte le recensioni di Anobii; magari do fiducia ad un anobiano o anobiana che ne parla bene, e poi solo dopo vedo cosa ne pensano gli altri. Adesso lo farò; già mi pregusto isterismi e stizze varie riferite a questo maschio ipocrita, falso, maneggione, profittatore, auto indulgente. Se non ne troverò, farò ammenda e ammetterò che Anobii è un posto migliore di quanto pensassi.
Profile Image for La Stamberga dei Lettori.
1,620 reviews146 followers
Read
May 2, 2011
Appena chiuso il libro viene da pensare alla fantascienza, un mondo parallelo ma soltanto immaginato, col protagonista che passa le sue giornate facendo, sognando, pensando e rifacendo sesso, come un'ossessione, come un vorace fuoco che lo consuma. Oppure dici "va bene, è fantasy: i draghi non esistono e anche il protagonista è solo invenzione letteraria, plausibile ma trovalo nella realtà reale". Nella realtà reale Francesco Piccolo squaderna come in un murale un intero sogno, i contorni senza fine del desiderio maschile...



http://ghettodeilettori.blogspot.com/...
Profile Image for Winston Smith.
41 reviews2 followers
August 7, 2017
Finché un Piccolo scrittore scrive trascurabili libri, con quel pizzico di ironia che non guasta, riesce ancora a fare la sua porca figura. Quando invece tenta di scrivere un romanzo, non riesce nemmeno, nonostante ci metta tutto il suo impegno, a fare una figura porca. La narrazione, tutta in prima persona, sembra un'eterna seduta dall'analista. Per aggiungere un po' di brio, la arricchisce con l'elencazione delle performance sessuali del protagonista con parecchie donne. Sembra di sentire un coatto al bar dello sport che millanta le sue strepitose avventure, mutuate più dalla pervasiva frequentazione di Pornhub che non da esperienze reali, tra le risate appena trattenute dagli astanti.
Profile Image for Federica Colli Vignarelli.
74 reviews2 followers
November 14, 2022
Da leggere per condurre esperimento sociale immediato: se il protagonista vi infastidisce, disturba, persino repelle, allora siete persone normali, direi anche delle belle persone, e chi vi ha intorno è oltremodo fortunato.
Se invece non solo apprezzate il notorio talento di Piccolo nel montare sapientemente fotogrammi dell'esistenza in ordine sparso e tuttavia lineare, inserendo la realtà in una sceneggiatura così credibile da sembrare fittizia, non solo il protagonista non vi repelle, ma quasi, nella sostanza, empatizzate con lui, fino, quasi, a comprenderne le ragioni, chiamatemi che mettiamo in piedi un gruppo d'ascolto.
Profile Image for emanumela.
500 reviews
June 28, 2025
La separazione di un maschio, ossia di un marito e padre dall'essere un fedifrago seriale e privo di sensi di colpa; ontologicamente maschio in quanto evolutivamente basilare. Ma è positiva questa sua animalità perché è impudica e cristallina e onesta.
Tanti piccoli pezzi di vita e di affetto gli permettono di raggiungere l'equilibrio e il sesso è veicolo di conoscenza, approfondimento e consolidamento dei rapporti.
Scrive bene Francesco Piccolo, molto bene. Eppure ho trovato questo suo romanzo ripetitivo, prolisso nella parte finale.
Perfetto l'assioma che sul cappuccino giammai andrà il cacao!
Profile Image for Giacomo.
370 reviews25 followers
September 18, 2023
Caro Francesco Piccolo, tu sei un gran para...orecchio. Parti pure bene per poi sfilacciarti e svaccare totalmente in un finale veramente assolutorio verso il Maschio, ma molto assolutorio....
l'unica cosa che apprezzo sono alcuni passaggi sulla separazione e sui culi.
la presa in giro definitiva è che l'unico personaggio assolutamente positivo, unico ispiratore del maschio e unico punto fermo è la figlia settenne che si chiama....Beatrice...alla Dante capito?
un libro molto pd comunque. ero partito con grandi aspettative e son rimasto delusetto.

Profile Image for Martina.
6 reviews2 followers
March 21, 2020
Scritto bene, personaggio odioso ma credibile. La decostruzione del maschio.
Profile Image for Sara.
87 reviews30 followers
July 22, 2021
2.5
Ho molto apprezzato “La separazione del maschio” dello stesso autore ma questo è stato davvero difficile da portare a termine. Non avevo mai voglia di leggerlo e il significato ultimo del libro si riassume in due righe. Non lo consiglio.
Profile Image for Ludovica Ciasullo.
197 reviews18 followers
November 12, 2019
La premessa importante è che ho letto questo romanzo in un momento un po' particolare della mia vita, in cui la mia stima nei confronti dell'umanità era ai suoi minimi storici. Le pagine di Piccolo non hanno certo aiutato in questo senso.

Comincio con una nota polemica. Io sarò sempre infastidita dall'uso innecessario che tanti fanno della volgarità quando scrivono. Forse la mia nozione di "innecessario" in questo senso è rigida, ma percepisco proprio fisicamente il momento oltre il quale il beneficio marginale di descriverci un altro incontro amoroso è senza dubbio negativo: ho colto che il nostro protagonista è un amante appassionato, posso solo essere disturbata da questa ricchezza di particolari quasi pornografica.
Nonostante questo, Piccolo si fregia di una penna potentissima, lucida, fine, pungente. Il modo in cui descrive sentimenti umani complessi, momenti "minuti" di vita quotidiana e caratteristiche sottili dell'animo umano è veramente affascinante.

Quello di cui parla io non lo comprendo perché non mi appartiene: non riuscivo nemmeno a concepirlo un narcisismo così estremo. Eppure, questa lettura mi ha spiegato il meccanismo dissociativo che permette ad un uomo di essere un marito premuroso, un padre eccezionale, e un fedifrago impenitente. Il nostro protagonista non conosce rimorso né soddisfazione, e queste pagine ci portano dritti dentro la sua complicata testa. Di impressionante dolcezza le pagine che coinvolgono la figlia: era necessario sforzarmi di ricordarmi attivamente il resto per continuare a detestarlo.

Ho serie difficoltà a immaginare l'amore senza monogomia persino quando questa scelta è condivisa, figurarsi quando una delle due parti ne è inconsapevole vittima. Pertanto, mi è impossibile assolvere il protagonista, pur dopo averlo compreso. Tuttavia, a volta serve qualcosa che ci ricordi che se difficilmente le cose possono essere etichettate in fretta, le persone quasi mai.

Una postilla. Da alcuni pareri online mi è parso di scorgere una certa pretesa di universalità della psiche del protagonista. Ecco, spero che nessuna lettrice cada nel banale errore di identificare il maschio di questo romanzo con i maschi in generale. Personalmente, rifuggo completamente la tentazione di affibbiare tout court una caratteristica, qualunque essa sia, ad un genere, qualunque esso sia. Il protagonista rimane un esemplare abbastanza prototipico di riprovevole maschio bianco.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Eleonora Marocchini.
20 reviews2 followers
June 19, 2012
Decisamente stomachevole. Mi aveva spinto a leggerlo la firma di Piccolo, che conoscevo soltanto per i suoi "Momenti di trascurabile felicità" (a mio giudizio decisamente apprezzabili). Questo libro, invece, è un saggio di perversioni del maschio che ha paura di amare perdutamente e di invecchiare, di maschilismo e di menzogne. Adatto a chi sotto l'ombrellone non disdegna le descrizioni dettagliate di incontri sessuali, in genere narrate con termini piuttosto volgari (spiccano tra gli altri il verbo 'scopare', unico termine con cui è indicato l'atto sessuale, 'figa', 'culo' e 'cazzo'). Peccato per le pregevoli divagazioni sulle piccole manie del protagonista e sui dettagli della quotidianità che finiamo per amare (che mi hanno fatto sorridere ricordando con una lieve amarezza i "Momenti di trascurabile felicità") e per le tenerissime descrizioni di alcuni attimi vissuti con la figlia, e le riflessioni fatte in relazione a lei. Un libro che lascia, nel vero senso della parola, solo ed unicamente il tempo che trova.
Profile Image for Frabe.
1,201 reviews56 followers
August 8, 2020
Sia chiaro: il protagonista del romanzo di Piccolo è 'un maschio', non 'il Maschio'; lo accomuna a molti altri del suo genere la fissa del sesso, ma lo distingue dai più - che si contengono - l'indole a praticarlo come un gioco d'azzardo da condurre, anche contemporaneamente, su vari tavoli, senza sensi di colpa o freni imposti, se non altro, dal timore delle possibili conseguenze sugli affetti famigliari. Questo maschio è fatto così, gode molto nel presente e non pensa al futuro.
Il romanzo scorre bene - ci sta pure un po' di porno - e si chiude con il protagonista che paga un pegno... sorprendente.
Profile Image for Sofia Fresia.
1,246 reviews25 followers
January 13, 2019
La separazione del maschio è fondamentalmente la storia di un fallimento, quello del progetto di vita della voce narrante maschile che assiste al disgregarsi della propria famiglia e del proprio matrimonio. Si tratta di una sorta di diario che procede per sbalzi temporali disomogenei, avanti e indietro, e che ha come fil rouge la dipendenza del protagonista dal sesso. Sarà questa continua ricerca del piacere a portarlo alla rovina, ma non per i motivi che lui o il lettore si immaginano.
9 reviews
March 28, 2019
Quando si parla di amore non si scappa: si sbaglia sempre e si ha sempre ragione. E commentare ulteriormente un libro che parla di amore (che sia per la moglie, per altre donne, per la propria figlia ecc) non è difficile, è semplicemente un esercizio che non voglio fare.
Quindi leggetelo (perché si fa leggere in modo onesto) e prendetelo come l'ennesima voce del coro più eterogeneo che esista.
Profile Image for dv.
1,401 reviews60 followers
September 21, 2017
Storia maschiocentrica che oscilla tra la rappresentazione della mancanza di senso di colpa e quella dell'atto sessuale. Riuscendo, grazie alla semplicità della scrittura e alla messa in scena di una particolare forma di poligamia, a non risultare spiacevole.
Profile Image for Livia.
70 reviews2 followers
January 19, 2024
"Anche io sono cosi: voglio continuare ad amare tutte le persone che amo, nessuno deve fare niente per me, nessuno deve dimostrarmi niente. Deve amarmi, tutto qui.
La maggior parte del tempo degli amanti, dell’attenzio¬ne delle persone, è occupato dalla preoccupazione che la persona amata non ami qualcun altro. Non che ami me, ma che non ami altri. Questo a me è sempre sembrato sia impreciso, sia troppo poco. Se Teresa, quando si sveglia la mattina, ha negli occhi il suo amore per me, non voglio dire che non ha importanza se ama anche qualcun altro, non voglio arrivare a sostenere questo, se altri lo sentono forzato, ma voglio almeno dire che mi basta. E vorrei che bastasse anche a lei il mio amore, ho sempre voluto questo. So che è difficile avere questo pensiero in una coppia, ma la verità è che è l’unico pensiero sensato. E semplice."

"È come se qualcuno si fosse dimenticato di mettere nell’impasto dei miei composti genetici il senso di colpa. Come se mancasse una vite minuscola ma quella vite che manca sembra estranea, perché tutto si regge bene lo stesso, anche quando si è scoperto a cosa serviva. La questione è che senza quella vite, non soltanto sono in piedi e funzionante; ma sto meglio."

"Ma comprendo che la mancanza di senso di colpa è forse anche il risultato della mancanza di ossessione per l’ostentazione della rettitudine e dell’innocenza. Non ho mai perseguito questi ideali, e nella sostanza non sono questi gli ideali e gli insegnamenti che sto cercando di trasmettere a Beatrice – del resto, come si potrebbero trasmettere degli insegnamenti su qualcosa in cui non si crede e che per questo motivo, nella sostanza, non si conosce. Da un certo punto in poi, ho abbandonato il senso del giusto in favore della verità."

"Quindi non hai più possibilità di stare fuori, di giudicare da fuori. Ti manca ormai la possibilità di comprendere se tu e Teresa eravate fatti l’uno per l’altra, ti manca cioè la possibilità di vedere te e Teresa prima che l’amore cominciasse. Quel prima, ormai, è irrintracciabile.
Per questo motivo, avrei voluto dire a Teresa, due persone che si amano non devono lasciarsi mai. Per nessun motivo. Devono solo camminare e camminare. Essere infelici, in attesa che tornino i momenti di felicità; o felici, sapendo che torneranno i momenti di infelicità."

"Allora io restavo a guardarle e mi chiedevo: di cosa ha bisogno un essere umano appena nato? Di mangiare.
Per poche settimane avrebbe avuto bisogno di mangiare e di dormire e di nient’altro, e avrebbe mangiato e dormito e nient’altro. Sarebbe stata felice al cento per cento. Dopo qualche settimana, sarebbe diventata come tutti noi: molto felice o molto triste, un po’ felice o un po’ triste, ma la felicità assoluta, il riempimento di tutte le caselle della felicità, quello non l’avrebbe ottenuto piú."


"Ecco come faccio, come ho sempre fatto: ho temperato qualsiasi emozione frammentandola dentro la moltitudine. È il mio modo di bilanciare e controllare ogni cosa. Tutta la mia vita è composta da una quantità di eventi contemporanei che sono un baluardo contro qualsiasi assoluto. Non ho mai dato in mano a nessuno nemmeno il destino di una sola giornata - ma l’ho sempre affidato a più mani. Se mi innamoro, continuo ad amare e a scopare con altre. In questo modo, l’innamoramento è più sopportabile. In questo modo, la vita è più sopportabile, sono più sopportabili i dolori, le emozioni, le giornate difficili, le cattive notizie. Sono più sopportabili le separazioni e perfino i ricongiungimenti. È il mio modo di vivere, è la mia difesa contro tutto, perfino contro un eccesso di felicità."
Profile Image for Nyodene C.
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October 2, 2023
La separazione del maschio by Francesco Piccolo

Era da un po' di tempo a questa parte che non mi imbattevo in un personaggio-protagonista-narratore moralmente abietto ma allo stesso tempo degno di comprensione (si, non sto delirando) e di una malsana fascinazione, e non mi sto riferendo a tutto quell'immaginario che ha a che fare con cose in latex, losche, pericolose o adrenalitiche, no e ancora no, mi riferisco all'ineguagliabile fascino della libertà più sfrenata: il poter dire-fare-baciare tutto quello che si vuole, quando si vuole, come si vuole, con chi si vuole e senza dover rendere conto a nessuno se non alla propria coscienza (sempre di averne una):


Ma comprendo che la mancanza di senso di colpa è forse anche il risultato della mancanza di ossessione per l'ostentazione della rettitudine e dell'innocenza. Non ho mai perseguito quesi ideali, e nella sostanza non sono questi gli ideali e gli insegnamenti che sto cercando di trasmettere a Beatrice - del resto, come si potrebbero trasmettere degli insegnamenti su qualcosa in cui non si crede e che per questo motivo, nella sostanza, non si conosce. Da un certo di punto in poi, ho abbandonato il senso del giusto in favore della verità [...] .


Quando è stata l'ultima volta che ci siamo sentiti veramente liberi? e silenziare il gruppo WhatsApp dei colleghi di lavoro non conta minimamente come atto liberatorio propriamente detto, e allora quando è successo? se volessimo veramente praticare la nobile arte, non tanto del pensiero-libero (almeno se non posso essere libero posso conquistarmi la pace e la solitudine della mente), quanto dell'agire-libero, dovremmo compiere dei piccoli gesti simbolici di disobbedienza civile e quindi, in qualche modo, uscire al di fuori del circuito della civiltà e gravitarne ai margini perseguendo una forma tutta personale di anarchia:


In realtà, non avevo affatto più vite parallele, ma una, complessa e articolata, modulata in molti segmenti che non sempre comunicavano tra loro (alcuni segmenti non sapevano dell'esistenza di un altro segmento, per essere più precisi), in cui ero sempre me stesso. Una persona che aveva delle colpe ma non provava senso di colpa; una persona che si comportava in un modo che non sarebbe stato compreso se si fosse riuscita a guardare la totalità della sua vita. Ma ero io. Non so se bastava, ma di sicuro rendeva vero e concreto ogni segmento e l'insieme che ne veniva fuori. E funzionare


Abdicare alla propria libertà è un fatale atto di resa, questo è sicuro, ma è anche l'unico modo per fronteggiarsi ad armi pari in un un terreno fatto di doveri, persone, responsabilità e sentimenti e poi chissà che dall'incontro di due libertà mutilate possa fiorire l'ideale di una libertà condivisa.
Profile Image for Lorenzo Giovinazzo.
20 reviews6 followers
August 21, 2020
Dopo aver letto “L’animale che mi porto dentro”, ancora una volta lo stile di Piccolo mi ha stupito... a mio avviso il suo modo di raccontare, il suo essere saldo e ripetitivo (a volte troppo, ma secondo me è un pregio della sua scrittura) su determinati argomenti ti portano inevitabilmente a riflettere, in questo caso sulla personalità del protagonista, del “maschio”:

un uomo che, nonostante sia sposato e innamorato della sua bambina Beatrice, riesce a trovare il suo piacere, la sua felicità solo nel suo tormento, nell’ossessione del sesso. “In questo modo, la vita è più sopportabile, sono più sopportabili i dolori, le emozioni, le giornate difficili, le cattive notizie...È il mio modo di vivere, è la mia difesa contro tutto, perfino contro un eccesso di felicità.”

Per quanto sia sconvolgente, mi è piaciuto perché Piccolo è in grado di far entrare il lettore nella dimensione del protagonista, nelle sue vite parallele e paradossalmente a trovare un barlume di saggezza nei suoi infimi pensieri.

“Se il desiderio si insinua nell’animo umano, non c’è soluzione”

Quindi lo consiglio, si tratta di un libro molto scorrevole(198 pagine, scritto in grande).
Ho dato quattro stelle perché mentre leggevo questo libro, spesso trovavo analogie con “L’animale che mi porto dentro” che, a parer mio, ho trovato più completo e più interessante.

Pertanto per chi non ha mai letto Piccolo, vi direi di iniziare da questo, “La separazione del maschio” così da avere un primo approccio con lo scrittore e lo stile e poi passare ai libri successivi.
Profile Image for Naty.
2 reviews2 followers
August 19, 2021
"La separazione del maschio" poteva essere un buon libro, ma se l'unico modo che l'autore ha trovato per affrontare un tema complesso come la poligamia, è quello di trasformare un romanzo di narrativa in un Harmony, il risultato è che si appiattisce e si banalizza una tematica che necessita di spessore e tridimensionalità per essere affrontata come si deve.
.
In più, le reiterate (e, chissà per quale arcano motivo, indispensabili) scene di sesso dettagliate fino all'esasperazione, non hanno apportato alcun valore aggiunto: annoiano a morte! Non ho mai letto un trattato di anatomia, ma credo che siano quanto di più simile: sono una sequenza di minuziose descrizioni, incasellate ogni venti pagine una dietro l'altro. Quando riuscivo a terminare il paragrafo senza addormentarmi, la domanda era sempre la stessa: e quindi?!
.
Un romanzo onesto nel raccontare un lato della natura umana socialmente non accettato, tuttavia il modo in cui è stato affrontato, per quanto mi riguarda, è un grandissimo autogol.
Profile Image for Simone Pescina.
21 reviews
August 21, 2025
C'è un uomo qui, un maschio più o meno comune e quarantenne ma privo dei contrappesi razionali ed emotivi che tipicamente è dato avere agli individui della nostra evoluta specie. Ciò che rimane, ciò che lo muove nella vita, é quindi solo la sua meschina mascolinità, l'istinto primordiale, quello per cui la natura lo ha programmato. Tutto il resto non conta, non esiste. Lui, solo lui, al centro di tutto. Lui, potente, in controllo, in grado di gestire ogni cosa, al meglio. Lui, nel suo giusto. L'unica persona in grado di trovare davvero spazio e amore, quello vero, nel suo mondo è Beatrice, sua figlia, fragile faro nel mare burrascoso della vita. Una vita che deve rimanere così, perché è così che la vuole. Però, purtroppo, o per fortuna, la realtà contempla anche il volere degli altri.

A tratti spassoso. Crudo, vero, sincero e -a mio modo di vedere- mai volgare durante gli innumerevoli frammenti a tema sessuale.
Profile Image for Valentina Zoi.
4 reviews
November 1, 2025
Un modo per affrontare la difficile tematica della separazione da un punto di vista insolito .
In questo libro diventiamo spettatori curiosi della coppia di protagonisti , della loro ascesa e della loro distruzione. Non improvvisa ma silenziosa . Quel distacco che avviene giorno dopo giorno , fatto di gesti , di piccolezze cui non diamo peso per poi trovarsi schiacciati . Il punto di vista “ maschile “ è un po’ la novità . Non sentimentale , non straziante , non poetico . C’è invece tutta la crudità, il pragmatismo e la lucidità . Una dissezione chirurgica di ciò che si prova quando una storia piano piano sfugge dalle mani come sabbia bagnata .
Una finestra su sentimenti che normalmente non siamo abituati a trovare nelle letture che affrontano questi temi ma che di fatto sono i sentimenti più comuni e più reali…. E più umani .
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