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Le parole la notte

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Italian

240 pages, Paperback

First published June 18, 1998

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Francesco Biamonti

16 books7 followers

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Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,466 reviews2,440 followers
August 12, 2024
VENTO LARGO

description
Mare largo

Una scrittura che io ho trovato spinosa, legnosa: ma è odorosa, profuma. Di legno d’olivo, di salice, di sorbo, di rosa, di vite, di leccio, di pini d’Aleppo, di mandorlo, di tutti gli alberi che Biamonti nomina.
Una scrittura molto costruita, forse fin troppo, al punto che ho percepito le impalcature: ma sono come quelle impalcature di tubi innocenti con i ponteggi per gli esperti di restauro davanti agli affreschi, sembrano farne parte, diventano belle.
Scrittura scabra. Carsica, per quanto sottende, nasconde, elude e lascia intuire.

description

Non sempre, però, non tutto è così.
Il personaggio di Veronique, antica e giovane insieme, nell’insistenza per il suo seno, per la sua bellezza, mi appare un po’ fuori luogo, ogni tanto questa donna sembra uscita da un film di Citto Maselli.
L’occhio verso i personaggi femminili rimarca sempre la loro avvenenza, quando c’è, e si porta dietro echi di senilità.
Certe vaghezze sembrano civettuole, di maniera.
I personaggi paiono tutti anelare al silenzio, e forse perciò tendono a parlare con frasi lapidarie, ma, parlano tanto, il dialogo è intenso.


San Biagio della Cima dove è nato Francesco Biamonti (1928 – 2001) che debuttò romanziere a 55 anni.

Ciò nonostante, è una comunità che conquista, vien voglia di farne parte: suonano di tempra umana nodosa, aspra, tuttavia accogliente, aperta pur se legata alla terra, tollerante pur se contadina. Saggezza d’esperienza, profondità d’esistenza, valori temprati dal vento, nutriti dalla pioggia, rafforzati dal sole.


La rosa a sei punte, o rosa celtica, detta anche fiore dei pastori, che si trova spesso incisa sulle case della zona.

Muretti a secco, pietraie, ciottoli, crete bianche, vanghe e zappe, aroma di ginestre lentischi rosmarino, stelle ferme come pietre. Biamonti dei paesaggi, del mare e della campagna, dei monti e delle colline coglie prima di tutto l’aspetto di pace irrequieta, la bellezza dei colori dell’inverno.
Luoghi che s’accendono di colori reali, ma sono immaginari: Argela, Vairara, Vallone del Gorgo, Passo del Cardellino… sono posti che non esistono, da immaginarsi sopracosta della via Aurelia, sopra e lontano dalla riva chiassosa del mare, in quell’estrema Liguria che va a diventare Francia.

description
Alpi Marittime

Una terra di nessuno dove le genti passano, attraversano, come ombre, accendono un fuoco per scaldarsi, e al mattino non ci sono più, di loro è rimasta solo la cenere, via, diretti verso una frontiera che non è confine, cercando di evitare le guardie, e ancor di più i nemici di sempre (per esempio, gli arabi per i migranti curdi, e sempre gli arabi per i neri d’Africa).

Leonardo ha una certa età, come la maggior parte della gente che popola queste pagine, soprattutto se di genere maschile: e questa età certo non è più giovane. Zoppica, si regge a un bastone, ma non è per il tempo accumulato: prima che inizi la storia gli hanno sparato, lui dice con un fucile a mirino telescopico.

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Il pittore Ennio Morlotti (1910-1992) fu grande amico di Biamonti. Eugenio, il pittore in questo romanzo, dipinge un quadro che viene descritto come questo qui sopra, per il quale Veronique posa nuda, ma i corpi son dipinti d’argilla.

Una ragazzina curda s’è rotta una gamba, la moglie del medico l’accudisce, la prende in casa. Una notte qualcuno la rapisce, e uccide il nonno.
Leonardo vuole ritrovarla, passa lunghe sezioni di notti appostato sui sentieri a cercarla. Così capisce chi lo ha preso (letteralmente) di mira per sfuggente motivo.

Non gli piaceva interrogare, se non se stesso. E ne aveva di interrogazioni da porsi.
E il mare fa il suo giro.

description
Luca Cambiaso (1527 – 1585), pittore ligure, viene definito da Eugenio, il pittore in questo romanzo, “notevole pittore di notturni”.
Profile Image for Emmapeel.
131 reviews
August 11, 2017
Difetti: un sospetto di manierismo nell'eccesso descrittivo e una contrapposizione un po' troppo manichea fra la parca eleganza di gesti e di parole degli anziani e il mondo sguaiato e volgare dei ggiovani d'oggi, signora mia. Detto ciò, l'attenzione, la cura e direi l'amore con cui Biamonti ha scelto e inanellato ogni singola parola, il legame profondo con un territorio scabro e isolato come l'entroterra ligure, che nel suo essere 'di confine' si fa specchio dei limiti e delle solitudini umane, la scelta di narrare per accenni, elusioni, silenzi, danno alla sua prosa quella qualità montaliana, argentea e impalpabile, delle foglie d'ulivo mosse dal vento verso sera.
Profile Image for Amaranta.
591 reviews265 followers
August 18, 2022
Un lungo racconto in cui le parole sono più importanti del resto, affascinano il lettore e lo
conquistano. Finalmente un libro che soddisfa il gusto e tanto mi basta.
Profile Image for Frabe.
1,201 reviews56 followers
December 12, 2018
Francesco Biamonti è (era) maestro di atmosfere rarefatte, con la natura della sua Liguria di confine dominante sulle piccolezze umane. Ho un bel ricordo di “Vento largo”. In questo “Le parole la notte”, ultimo romanzo che – nel 1998 – l'autore vide pubblicato, le atmosfere sono quelle, sempre apprezzabili, ma la storia è davvero scarna, fatta di pochi personaggi e pochissimi accadimenti, appena tratteggiati. Sullo sfondo – ma non troppo –, qualche decennio fa come oggi, l'ammassamento dei “clandestini” al confine italo-francese, disperati in cerca di speranza.
Profile Image for Bart.
4 reviews1 follower
February 21, 2018
Una storia di silenzi, di vento, di ombre, di buio. Biamonti non descrive, dipinge; Biamonti non racconta, evoca. E ogni parola è un sussurro, come se ci parlasse all'orecchio. E' ancora prosa la sua, ma è quasi poesia.
Profile Image for Leonardo Panelli.
65 reviews2 followers
October 31, 2021
Liguria. Nei paesini arroccati sulle terrazze a picco sul mare vicino al confine con la Francia. Volgendo lo sguardo al mare si intravede il promontorio di Cap d' Antibes.
Ed è sempre questa la direzione dello sguardo di Leonardo, il protagonista del breve romanzo di Biamonti. Tra gli ulivi che proteggono, con le loro radici ben piantate nel suolo e le loro foglie argentate rivolte al cielo, Leonardo contempla l' orizzonte e sogna, pensa al passato, ascolta i colori e osserva le mestizie dei pensieri.

È un narrare fuori dal tempo quello di Biamonti, in un aldilà del tempo. Tutto fluttua davanti ad un orizzonte lontano che è un altrove anch'esso sotto il quale vive un mare che smemora.
Tutto il volgo, la confusione, la quotidianità è un formicare staccato dietro le colline alle sue spalle..

Biamonti dipinge:
"certe sere: sale un cielo che riflette il mare, la notte non riesce a spegnerlo."

E si percepisce l'attesa della fine.
È ancora viva la meraviglia della natura che rifiorisce ogni istante in un immortale ciclo mentre sussurra un corpo che lentamente degenera.

"Ma come passi adesso le giornate? – Sono loro che passano. Quasi non me ne accorgo."

Non ricordo bene..forse fu Pitagora che alla domanda perché l' uomo è al mondo?' rispose per guardare il cielo e le stelle'..e cosi Biamonti:
"Guardare il mare, guardare il cielo di là degli ulivi non era un’attività che si potesse dire..."

L' opera dell' uomo rimane, posta a fianco della natura..
"la sensazione dell’eterno che s’intravvedeva là fuori, delle armonie che legavano le cose: i vicoli, le costruzioni, le montagne, gli alberi."

E poi ci sono queste presenze inquietanti. Giù, nella selva, tra gli arbusti le rocce e i dirupi. Pronti al duello. Sono in fuga dalle loro terre. Sono gli immigrati. In loro la vita è estrema, urgente, dolorosa, al limite. E nei personaggi della storia si genera la paura di essere spiati che fa tenere la pistola sempre con sé e il fucile in vista.

E Veronique... Erotico guscio che contiene un' anima affine..ma tutto è rovina e l' amore non lenisce.

E il tempo che fù in stridore ai rumori del presente che si presenta in piccoli frammenti arroganti ..
"Una volta la musica era fatta per scivolare, non per martellare il suolo"
"Troppi giovani insieme apportavano un senso di disperazione. Chissà perché! Trionfo animalesco del numero. O forse per quell’aria tronfia e vuota, da usurpatori. Ma usurpatori di che? Avevano l’aria di volere un mondo che non valeva piú la pena di essere conteso."
Profile Image for Svalbard.
1,141 reviews66 followers
November 18, 2020
Un altro libro di Biamonti, forse il più bello dei suoi che abbia letto fino ad oggi. Consueti gli scenari, quelli dell'entroterra ligure al confine con la Francia. Come sempre, personaggi accennati in punta di pennello - dipinti, così come gli splendidi paesaggi che spesso, accuratamente descritti ed evocati, si fanno essi stessi protagonisti della narrazione - che si esprimono con poche parole, e spesso sono le stesse della poesia. Solo in Biamonti sono possibili personaggi che parlano, e si capiscono, per versi ed immagini poetiche; nella realtà, apparirebbero folli, o quanto meno strani... Per la prima volta, in questo libro c'è una sorta di dimensione "sociale" un po' più accentuata (e perfino un po' di sesso, anch'esso appena accennato): il protagonista, Leonardo, incontra e si frequenta con alcuni personaggi, come lui sperduti sul confine tra due Paesi, e due mondi - da un lato la natura, gli ulivi secolari, il passato e la sua storia; dall'altro un mondo nuovo, violento e incomprensibile, fatto di torme di migranti che sul far della notte si affannano ai valichi di frontiera, e di speculatori russi che maneggiano beni e vite lungo la costa - e non solo, come sempre, con immagini fuggevoli di uomini del passato, presenze fantasmatiche destinate alla sparizione. Inutile, come sempre, cercare in questi libri una narrazione forte, consequenziale: le cose, quando succedono, sembrano succedere per caso. Perfino il proiettile che ferisce Leonardo ad una gamba all'inizio del libro, fa sospettare intimidazioni da parte di chi vorrebbe prendersi la sua terra, o un avvertimento da parte di chi non gradisce interferenze nei traffici di esseri umani lungo il confine; ma la spiegazione sarà molto più banale, perfino scontata... Di Biamonti resta ormai solo il rimpianto che non abbia potuto scrivere di più, e più a lungo. Le sue terre, quelle ci sono ancora; ma non so se anche per loro potrà esserci una rinascita di natura, cultura ed umanità che prosegua il loro passato. Per il momento, il rischio è quello di una gentrificazione ad opera di ricchi nordeuropei; certo, immagini, architetture e cartoline saranno conservati; ma la loro verità e l'anima?
Profile Image for dv.
1,401 reviews60 followers
April 1, 2024
Al secondo libro di Biamonti ne riconosco lo stile, che qui produce un riuscito incastro fra una natura descritta come personaggio a tutti gli effetti - fra lentischi, ginestre e continue variazioni del cielo - e un coro ammaliante di voci, personaggi principali e di contorno, che costruisce un unico dialogo che sa di decadenza, nostalgia e perdita. Sempre, sullo sfondo ma incisivo, un vero tema politico (qui: i migranti al confine fra Francia e Italia). I difetti di Biamonti restano quelli che avevo già riconosciuto: dialoghi troppo costruiti e letterari (che però qui non stonano rispetto allo spirito generale del libro, tutt'altro) e una figura femminile stereotipata. Ma Biamonti si fa perdonare con il fascino delle atmosfere che sa costruire.
Profile Image for Tiziana Sesti.
68 reviews4 followers
February 15, 2018
Ho scoperto per caso questo libro e mi ha sorpreso: il titolo è già una poesia, il racconto è potente, i luoghi sono simboli, le parole si susseguono precise, le descrizioni cariche di malia.
Più di così ...
Profile Image for Mary.
299 reviews5 followers
May 18, 2018
Libro carino : il paesaggio tra la Liguria e la Francia è il tema principale , di facile lettura . manca però una vera struttura e la narrativa che avrebbero dato un tocco in più al romanzo.
Profile Image for gianluca.
22 reviews17 followers
May 14, 2020
true poetic literature from ventimiglia
Displaying 1 - 11 of 11 reviews

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