Dopo aver letto Alla ricerca del tempo perduto, l’adolescente Jacques Bartel ne è a tal punto affascinato da instaurare un rapporto ossessivo con Marcel Proust. Nel corso degli anni l’ossessione si acuisce fino a diventare malsana. Proust entra prepotentemente nella vita del protagonista, trasformandolo in una sorta di paria, incapace, peraltro, di avere un rapporto stabile con una donna. Jacques finirà col rendersi conto che l’autore della Recherche è in realtà il responsabile di ogni suo fallimento. Decide così di sbarazzarsene, ma il compito si rivelerà tutt’altro che semplice…
Pour être honnête... je ne l'ai pas fini. L'idée m'avait intriguée, mais la réalisation n'a pas réussi à me convaincre. Humour trop lourd, le personnage oscille entre parodie et autosatisfaction, et puis bon... en fait, le motif du chercheur en littérature et de ses problèmes, j'ai déjà donné, mais il s'agit juste là d'une sensibilité personnelle. Mais les déboires de ce jeune homme blanc et hétéro (le fameux "héros type, straight white male" dont nous parle tumblr... ce qui ne me dérange pas en soi, s'il y a autre chose que son nombril et sa contemplation complaisante dans le livre) me semblent déjà lus et relus, et j'ai du mal à compatir, peut-être justement à cause des moments de parodie qui nous détache du personnage : je ne suis ni touchée, ni amusée, échec. Seules les références à Proust pourraient le sauver... mais elles sont trop peu nombreuses, et ... je préfère lire Proust directement. (A noter cependant: une petite réécriture du passage de la madeleine avec un hamburger, plaisante.)
Pensavo che questo libro avrebbe parlato in modo approfondito di Proust, ma i pochi dettagli che parlano dell'autore della Recherche suggeriscono una conoscenza abbastanza superficiale, acquisibile con una veloce lettura della pagina di Wikipedia. In compenso l'autore si dilunga in ricordi della sua infanzia sfigata e si prodiga nei particolari di un'esistenza ancora più incolore e banale, appiattendo la vita a una sequenza di banalità commesse da personaggi che hanno lo stesso spessore di una macchietta. «Qual è la scadenza "legale" oltre la quale non dobbiamo più considerarci dei mostri per non aver pensato nemmeno per un attimo alla nostra ex, alla donna cui dicevamo che era bellissima anche quando la sua camicetta ci sembrava orribile» si chiede l'autore, accrescendo per l'ennesima volta una totale ripugnanza per un protagonista incapace di un sentimento che vada oltre il bello o il brutto di una camicetta. Finalista al Prix de l'Inaperçu nel 2013, il libro tratteggia un uomo che dopo trent'anni di delusioni e amarezza improvvisamente si riscuote e decide di cambiare vita: peccato che una svolta tanto clamorosa non sia conseguenza di alcun avvenimento, alcun cambiamento reale nel suo carattere, nessuna considerazione astratta sul mondo e sull'esistenza. In alcune pagine lo stile suggerisce un autore capace di scrivere ma a corto di idee, che avrebbe potuto impiegare meglio il suo talento anziché proporcene una versione sbiadita.
A young man discovers to dedicate his life to the study of the work of Marcel Proust. But when he's about 35, he realizes that he has no career prospects, no girlfriend, nothing, really, to show for 20 years of passionate devotion. So he decides to write an autobiographically inspired novel instead, which -surprise- he decides to call "Chercher Proust".
The story was not particularly original, especially the self-referential ending. But I enjoyed it, nevertheless. There was humor in the book, especially in the form of parody. For instance, there was a passage where the protagonist rewrites the famous passage about the madeleine and the tea with a hamburger. He also pokes fun at self-important literary researchers and young women who get all their ideas from women's magazines. Most of the protagonist's endeavors, such as his idea to interview a surviving friend of Marcel Proust, or his attempts to get his relationship with his ill-tempered girlfriend on an even keel, are doomed to failure, often in tragi-comic ways. I had fun following the references to Proust's work, e.g. the whole idea of how, after you've passionately longed for something, you are almost invariably disappointed when you finally obtain it.
All in all : a light romp for those who like a literary lining to their beach reads
Ce livre est tellement méprisant. Comment s'intéresser au héros, adolescent soit-disant stigmatisé par la société pour son amour de Proust (grave traumatisme qui ne l'empêche pas de consacrer sa vie à notre Marcel national). Il ne regarde que le pauvre nombril victimisé de l'auteur... pardon du héros. Une lecture très très dispensable, sauf si vous chérissez plus que tout l'histoire du "nice guy", vous savez celui qui est tellement gentil mais qui pourtant n'attire pas les femmes, qui lui refusent l'amour, ces idiotes sans discernement. Surprise, la gentillesse n'attend rien en retour (surtout pas des faveurs sexuelles) et les femmes n'ont aucune dette de principe envers les hommes (surtout pas payable en faveurs sexuelles). Je ne parle pas des clichés et remarques homophobes qui sont en droite ligne du sexime ambiant. A éviter.
La storia: durante una polmonite il quindicenne Jacques Bartel legge la Recherche e ne rimane folgorato. L’incontro con Proust determinerà tutte le sue successive scelte, professionali e di vita, ma non sarà privo di devastanti effetti collaterali. Si arriverà così all’abiura e alla catarsi attraverso la scrittura di un romanzo: “Io e Proust”, appunto. Non nego qualche trovata “carina”, anzi una sola: l’utilizzo del celeberrimo questionario proustiano per la descrizione di diversi personaggi. Ma c’è ben poco d’altro. La recensione completa su http://www.ifioridelpeggio.com/allons...