La società non è la somma di rapporti bilaterali concreti, tra persone che si conoscono reciprocamente. È un insieme di rapporti astratti di persone che si riconoscono come appartenenti a una medesima cerchia umana, senza che gli uni nemmeno sappiano chi sono gli altri. Come può esserci vita comune, cioè società, tra perfetti sconosciuti? Qui entra in gioco la cultura. Dopo Fondata sul lavoro, Gustavo Zagrebelsky prosegue la sua riflessione sui principî della Costituzione: al centro di questa riflessione stanno le idee, la loro importanza nella nostra esistenza, la gioia che possono procurare e i pericoli che ne insidiano l'autenticità. Senza idee, non c'è cultura; senza cultura non c'è società. E, senza libertà della cultura non c'è libertà della società.
Amo le classificazioni e per questo non volevo separarmi dalla parte finale, ma scelgo una citazione dalla prime pagine per dare il senso del progetto di Zagrebelsky : "Riconoscersi senza conoscersi è condizione d'esistenza d'ogni società fatta di grandi numeri. I "piccoli numeri" di persone che hanno rapporti tra di loro basati su esperienze vitali concrete comuni possono stare insieme e formare unità anche senza una cultura comune"
La citazione di Alexis de Tocqueville, da pagina 36 a pagina 38, vale da sola il massimo della considerazione. Probabilmente basterebbe per esprimere buona parte dei concetti espressi perlomeno nella prima metà del libro.