Politically correct, identity politics, woke, cancel culture, diversity management, pink- o rainbow-washing sono formule ormai diffuse e sciorinate in tutto il mondo occidentale, importate dagli Stati Uniti dove da molti anni rappresentano croce e delizia della comunicazione, dei posizionamenti etico-politici, dei codici sociali, educativi e comportamentali. In questo quadro, differenza, marginalità e specificità identitaria costituiscono i nodi primari delle battaglie culturali combattute in nome di genere, etnicità, classe, corpo e orientamento sessuale, contro ogni rimozione o omologazione del “particolare” nel discorso politico, istituzionale, pubblico. Mimmo Cangiano ci accompagna nella ricostruzione storica di questi movimenti ed evidenzia le stratigrafie ideologiche, i piani simbolici e le contraddizioni pragmatiche intrecciate nelle “guerre culturali” progressiste che, senza riuscire a sbrogliarsi dai vincoli del sistema neoliberista, rischiano spesso esiti ambigui, derive individualistiche o manipolazioni funzionali. Una trappola dalla quale si esce, secondo l’autore, solo se le lotte in questione riconoscono e contrastano la sfera materiale in cui si originano e quella della struttura economica capitalista che, con le sue modalità di produzione, lavoro e consumo, genera oppressione a partire da forme (sempre meno evidenti) di sfruttamento. Soltanto così, se cioè la marginalità non si scinde dalla classe, il proteiforme neoliberismo, capace di mettere a profitto per i propri scopi anche le direttive ideologiche progressiste e i sistemi di inclusione delle differenze, potrà essere smascherato con la domanda di una vera alternativa, “di un diverso modo di vivere che chiuda davvero con sfruttamento e oppressione”.
Unica nota negativa, se proprio va detta: mi è sembrata un po' scarna la bibliografia, non per le opere quanto per i concetti citati (non so se mi spiego) che in più punti vengon dati per scontati rischiando di far perdere il filo del discorso alla lettrice(io). Questo si aggiunge anche al fatto che la scrittura non è sempre linearissima.
Detto questo, comunque, il Prof Cangiano vi ripete lo stesso concetto in tutte le salse possibili immaginabili, quindi non ci sono scuse: se perdete un passaggio tranquilli che lo recuperate al successivo.
Consigliatissimo, grazie Prof ci insegni ancora xf ne abbiamo bisogno
Non ho capito tutto ma sono d’accordo con quello che ho capito. Ci vorrà una seconda lettura con appunti per una valutazione più giusta e una recensione più dettagliata.
Riletto ma abbandonato durante la seconda lettura. La mia critica principale sarebbe il presupposto che l’ideologia queer/femminista intrinsecamente non prenda atto di relazioni di classe. Un’altra cosa - è talmente denso da essere impossibile da capire senza una magistrale in dottrine politiche.