Devo confessare che, pur non essendo un genere che è nelle mie corde, quando leggo un bel fantasy, ne resto totalmente catturata.
la bravura della scrittrice ha fatto sì che il Regno di Elemys mi fosse ben chiaro, sono stata letteralmente trasportata nei territori fantastici narrati ed ho vissuto al fianco dei protagonisti le loro spettacolari avventure.
Vi assicuro, un risultato affatto scontato per chi non è abituato a leggere questo tipo di letteratura.
È questo il primo libro di una saga.
La pace e le regole che perdurano da tempo immemore su Elemys, grazie all’equilibro degli elementi – Acqua Aria Fuoco Terra -e all’osservanza ed al rispetto delle leggi e delle consuetudini, sono in serio pericolo.
Venti di cambiamenti stanno soffiando forte sul Regno e quel che fino ad allora sembrava perfetto, improvvisamente assume aspetti differenti.
Sta per avanzare il Caos, le Forze Oscure minacciano le Regioni della Luce.
I quattro Eredi che subentrano nella reggenza sono chiamati ad una iniziazione terribile, che prevede prove estenuanti e che mette in serio pericolo la loro sopravvivenza: ben presto si rendono conto di essere loro stessi delle pedine, manovrate da personaggi misteriosi che si muovono nell’ombra.
Ecco che quell’equilibro fin ad allora perfetto rivela tutti i suoi lati oscuri: strane alleanze, intrighi, lotte di potere e, soprattutto, cade il mito della razza pura, dei figli perfetti.
È finalmente palese che le superstizioni e le tradizioni del regno di Elemys generano in realtà schiavitù e sofferenza.
Bello, veramente molto ben strutturato, personaggi dalle personalità ben definite, un mix favoloso fra magia e miti, tanto pathos.
Tante le metafore del libro: il nuovo che scalza il vecchio, la forza delle nuove generazioni, la voglia di cambiare, la chiusura che deriva dalle superstizioni, la pericolosità degli ordini costituiti.
L’obbrobrio del mito per la razza pura: l’equilibrio si raggiunge soltanto unendo le forze di elementi diversi fra loro.