Mettiamo di mezzo il cosiddetto 'caso'. Una pagina Instagram ne parla annunciandone la vendita, un'asta eBay che parte da 1€. Me lo sono aggiudicato per 3,50, a fronte dei 49 proposti dalla suddetta pagina. Perché Noi e il nostro grasso (liberissima traduzione di Fat is a Feminist Issue) venne portato in Italia dalla defunta Savelli Editore nel lontanissimo 1979 e dopo di allora mai più ristampato. Quindi è raro, ricercato ed eccezionale è stato il suo arrivo a casa mia e conseguente mio accertamento della validità ancora oggi del testo. Sì, ancora oggi fa paura. In quarantadue anni non è cambiato nulla, qualsiasi sia l'età e la professione si ha sempre la tendenza ad additare il/la ciccion* di turno come semplice mangione. Anche e soprattutto dai medici, che presi altezza e peso distribuiscono diete e raccomandazioni. Non è così, c'è sempre un motivo dietro, una storia, sul perché una persona aumenta di peso. Può essere un senso di inadeguatezza, rabbia, una manovra atta a proteggersi o un episodio del passato che per il soggetto è stato traumatico e punto di partenza per lo schizzare dell'ago della bilancia.
Susie Orbach negli anni '90 era la psicoterapeuta di Lady Diana (per chi ne fosse all'oscuro, la principessa soffriva di bulimia) e nel 2015 ha preso in moglie la scrittrice Jeanette Winterson (Scritto sul corpo, Non ci sono solo le arance). Scelte di vita e padronanza delle parole si fondono in un saggio intriso di desiderio di comunicare quanto appreso inizialmente attraverso un corso di "Alimentazione compulsiva e immagine di se stesse" a cui lei in persona partecipò nel 1970, poi assieme alla curatrice in campo medico. Il risultato è uno dei saggi pionieristici sul grasso ma dal punto di vista interiore, che sicuramente a volume chiuso il lettore sarà in grado di individuare sotto i suoi strati e metabolizzare. Il motivo per cui tantissime diete falliscono oppure si riprendono i kg perduti nel giro di non molto (un altro mio libro indicava cinque anni come tempo sufficiente a verificare se il soggetto rimane o meno magro) è che a livello psicologico la persona obesa lo è anche se dall'esterno si direbbe l'opposto. Le comuni diete non vanno certo ad indagare su ciò che ha portato il paziente ad aumentare di peso no, basta mangiare meno di quel che si consuma! E invece la cosa più importante da estirpare non è la pelle in eccesso ma il motivo che ha spinto l'individuo a trovare riparo sotto il cappotto. Ugual discorso per chi rifiuta il cibo o si alimenta pochissimo, il meccanismo è lo stesso ma risponde in due modi differenti. La Orbach esamina ogni situazione vivisezionandola con racconti delle sue pazienti, esercizi e anche attraverso disegni, per una veloce e completa comprensione.
È incredibilmente attuale perché la magrezza è tutt'oggi accettata in una donna, il perno di tutto quanto. La donna deve essere moglie, madre, massaia, amante MA magra. Fa piacere trovare citato l'italianissimo Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti, testo sacro al femminismo per spiegare la condizione in Europa. Un peccato che libri di così grande insegnamento siano trattati come sola merce e non se ne possa sfruttare il potenziale in biblioteca o con internet, a meno che non ve la caviate con l'inglese. Sembra che in tutto il territorio sia disponibile per la consultazione in un'unica biblioteca, e una versione in pdf non esiste. Non fosse per la difficoltà del reperire una seconda copia, è un testo da leggere più e più volte, assimilare, imparare e mettere in pratica. Le diete non servono a nulla se non viene annientata la motivazione che ha portato a questa condizione di obesità/sovrappeso. Susie Orbach quattro decenni in anticipo sul dott. Nowzaradan, che a un certo punto li invia tutti, a ragione, dallo psicologo.
Unica pecca è il font utilizzato, minuscolo e le già ridotte dimensioni del libro rendono impossibile da fotocopiare.
Se lo trovate in giro non commettete l'errore di lasciarlo lì! È una seduta psicologica gratuita, e dimagrirete oppure vi avvicinerete un po' di più al vostro peso forma, garantito da Susie. Io lettrice mangiatrice compulsiva non posso che confermare. Grazie Francesco!