Quando nel 1996 uscì Forme d’onda nella collana “I Narratori” di Feltrinelli si ebbe da subito la sensazione di trovarsi di fronte a un capolavoro. E a un capolavoro ben strano, fatto di frammenti incantevoli. Voltolini era al terzo libro ed era già molto stimato, ma fu con Forme d’onda che si affermò definitivamente. Laurana rende di nuovo disponibile questo titolo con orgoglio, accompagnandolo con il consiglio dato da Marco Drago di “non divorare il libro in un boccone ma di leggere uno o due racconti al giorno, per poterci pensare su. Ognuna delle prose contenute in Forme d’onda contiene un’infinita sapienza ritmico-linguistica e un nucleo di senso che tende a venir fuori solo a lettura terminata”. In appendice, una lettera inedita di Matteo Galiazzo a Dario Voltolini.
È autore di numerose raccolte di racconti, romanzi, volumi illustrati, radiogrammi, testi di canzoni e libretti per il teatro. È stato docente e direttore della “Scuola Holden – Storytelling and Performing Arts”, curatore della collana di libri “Holden Maps” per Rizzoli, della collana di narrativa italiana Pennisole per Hopefulmonster editore, collaboratore dell’“Indice dei libri del mese”, di “Pulp” e della “Stampa” (“Tuttolibri” e “TorinoSette”), cofondatore dei blog letterari “Nazione Indiana” e “Il Primo Amore”.
Piuttosto deludente È vero che sono passati quasi trent'anni, ma ho trovato pochissimo dell'autore che mi ha sorpresa tanto positivamente con Invernale. Di tutti i racconti, alcuni brevissimi, me ne sono piaciuti solo un paio, per il resto tante parole in libertà e la sensazione prepotente di un gelido artificio, di esercizio per uno stile ancora da trovare.