Dorian osserva l’Anima Nera strisciare sulla sua pelle come un tatuaggio, avvolgersi alla spalla e raggiungere la sua schiena. E’ il serpente oscuro che l’ha condannato a un inferno in terra: l’immortalità. Cent’anni prima, di fronte a un ritratto che esaltava la sua bellezza, Dorian ha osato desiderare di rimanere giovane e seducente per sempre: il suo desiderio è stato esaudito, ma il prezzo da pagare è un baratro infinito di estasi e perdizione.
Layla è tormentata da un demone che le toglie il respiro, la ragione e la volontà. E’ prigioniera di un corpo che sente disarmonico e deforme. Il suo rifugio è l’arte, e quel ritratto di ragazzo che da sempre disegna con precisione maniacale, occhi di ghiaccio e corpo perfetto, pur non avendolo mai conosciuto.
In una Roma incantevole e superba, Dorian e Layla stanno per incontrarsi e i loro destini si allineano come tessere del domino in attesa di essere sfiorate.
Caro Falconi, Sappi che il capolavoro del genio Oscar Wilde, "Il ritratto di Dorian Gray", è uno, se non il libro che più mi ha emozionata, segnata a vita direi. Il vaneggiare sull'arte e sulla bellezza, dell'eternità che si dimostra essere una meravigliosa condanna, la stoltezza della vanità e la bramosia di potere; ecco sono tutte questioni interessantissime sulle quali discutere. Ci potrei passare le ore, siriusly. Ma sto vaneggiando, torniamo al tuo romanzo. Debbo dire che all'inizio ero alquanto titubante, insomma come poteva questa rivisitazione competere, seppur minimamente, col romanzo originale? Non poteva. E invece SBAM! Letto in due giorni, pagina dopo pagina me lo sono divorato. Ho amato i personaggi Dorian(o) e Layla in primis, ma da non sottovalutare Henry e Aurora, e perchè no, anche Basilio (che personalmente non sopporto) e Giacomo (lui lo odio proprio, non mi aveva convinto e avevo ragione u.u). Ottima idea è stata anche quella degli exscurus temporali, passato presente, presente passato. E lo stile,quello stesso stile che ho adorato in Muses, poetico, e con un so che di malinconico. L'ambientazione a Roma è stata pazzesca, soprattutto la visita a San Clemente (opera dell'XI secolo circa)che è una delle mie chiese preferite. Mille volte mi ha emozionata e l'ha fatto di nuovo in questo libro. Le strade talmente ben ritratte che mi sembrava di tornare a casa. E Venezia, la bellezza di Venezia è inspiegabile a parole, e sono contenta che abbia avuto una parte in questo romanzo. Ultima cosa che mi ha fatto impazzire; la fine. Perchè io ho sempre creduto che alla fine Dorian non morisse, ma continuasse la sua esistenza. E' importante poter dare la possibilità di dare una vita migliore a Layla e la possibilità ad Aurora di redimersi. Ora finisco, davvero. Vorrei concludere solo usando delle citazioni. Una è tratta dalla canzone Demons degli Imagine Dragons. "When you look into my eyes,is where my demons hide." L'altra è tratta da un libro dello stesso Falconi. "...Sono di fronte ad un capolavoro." Perchè questo è "Gray" di Falconi, un capolavoro.
Inoltre (ultimissimissima cosa, last but not least)ho amato le corrispondenze con Muses. La citazione dalla canzone Happy Endind "no hope, no glory, no happy ending" L'Anima nera che mi sa tanto dell'Angelo nero di Alice e la frase che condivido moltissimo che fa "la vita a volte è strana, no di più, è cinica". Con questo mi dileguo, in attesa di un altro romanzo.
Per chi è da sempre fissata con Oscar Wilde..non avrei saputo chiedere di meglio! Erano anni che aspettavo un libro così. Idea originale, una storia che magistralmente si snoda su più livelli e su più epoche: sono tornata a Praga, a Parigi, a Londra in un solo pomeriggio. Resti incollato alle pagine, immerso nella storia che ti emoziona, ti fa sospirare, ti fa rattristire. "Non esistono libri morali o immorali. I libri sono scritti bene o scritti male". Gray certamente è una conferma della tua bravura. Grazie Francesco Falconi "Creatore di cose belle"
Io adoro come scrive quest'uomo! Già l'avevo apprezzato con Muses ma, ora, mi son completamente persa. Che dire, libro semplicemente fantastico. Un'ultima cosa: "Francesco, posso tenerti con me?"!!!! :D
It's not perfect, there are some cliches here and there, but overall a very good novel. Without a doubt, on writing style, the best among those I've read of Falconi.
Vorrei poter essere diretta, ma devo cominciare a parlarvi di Gray così: Sconvolta Devastata Ossessionata. Queste sono alcune delle emozioni che ho provato leggendo questo romanzo. Francesco ha una grande capacità, coinvolge il lettore, lo stimola e lo cattura (un po' come fa Gray con il suo charme). Non è facile staccarsi da questa lettura, anche se io me la sono goduta lentamente. Dorian e Layla sono due personaggi complessi, all'apparenza diversi, ma tanto simili. Pronti a tutto per amore, capaci di gesti forti che lasciano col fiato sospeso. Due personaggi che mi hanno fatto davvero penare. Continua qui http://passionescritturablog.blogspot...
Una lettura che ti cattura dalla prima pagina e ti catapulta completamente nell'ossessione, nella passione, nell'odio e nell'amore! Un susseguirsi di emozioni che ti abbracciano per tutta la lettura tenendoti con il fiato sospeso fino ad un finale che trovo a dir poco perfetto. Ogni sentimento è descritto nei minimi particolari in un modo così affascinante da lasciarti a bocca aperta. Se avessi potuto avrei dato a questa meraviglia ben più di 5 stelle! Un libro che ti chiama, sussura e si insinua piano nella tua testa proprio come l'Anima nera, ti prende e ti appassiona! Un libro da leggere!
“Gray” è il terzo libro di Francesco Falconi che finisce nelle mie mani e lo aspettavo con la calma reverenziale di chi ama e venera “Il Ritratto di Dorian Gray” e Oscar Wilde tutto. Pensavo che sarebbe stato impossibile vivere all’altezza delle aspettative, alte, altissime, e invece, Francesco Falconi mi ha stupita di nuovo. Perché invece di mantenerle, le aspettative, le ha sconvolte, settandone di nuove e creando un romanzo di una bellezza impressionante e quasi pauroso nella sua ostica verità. Da leggere, rileggere e innamorarsene un po’ di più ogni volta.
Quando si inizia una storia del genere il lettore deve essere preparato a qualsiasi cosa, anche ad affrontare il viaggio in una realtà distorta, parziale o fuori dall’ordinario. Definire è limitare. Sono i dettagli che imprigionano l’immaginazione. L’illusione è il complemento del desiderio inespresso. Niente di quello che scrive Falconi è lineare o semplice. Ogni cosa diventa un di più necessario alla comprensione, ogni evento abilmente incastonato in una trama che si regge su un presupposto e si evolve per vie insolite, inarrivabili, da decadentismo di nuova specie, come lo stesso scrittore toscano ha affermato in una intervista. La lettura allora diventa una nuova esperienza estetica, atta a sottolineare la ricerca ossessiva di una verità, la risposta a una domanda che diventa via di salvezza. Non c’è tuttavia redenzione o ottimismo spiccio, come sempre nei libri di Falconi, i finali sono imprevedibili come acquazzoni estivi che si affastellano su un castello mirabilmente costruito. Allora l'uso della terza persona che aiuta nei passaggi di prospettiva e di punto di vista è l'arma vincente per dare la dimensione del tutto, per non fermarsi alla sola dinamica di Gray. Falconi non adatta, non riscrive, usa un personaggio e inventa una nuova storia. Il Dorian di Falconi è affiancato da una coprotagonista femminile, Layla che aggiunge spessore ad una storia eccentrica e mirabile. La contrapposizione dei due personaggi si anima, e i due finiscono per diventare le due facce di una stessa moneta. Il bello e il culto del bello, l'ossessione per la bellezza fisica e il ribrezzo del proprio corpo, il soggetto e il ritrattista... un contatto casuale che diventa quasi una sorta di simbiosi. Sarebbe scontato sperare in una semplice unione. Se Gray ha vissuto appieno il vizio per più di un secolo, Layla è una ragazza di vent’anni preda del ribrezzo per sé stessa, incapace di vivere appieno le esperienze di una gioventù esaltata e libera, che mi incontra nei club affollati, accerchiata da ubriachi sudaticci e addormentati, desiderosi solo di dimenticare le proprie sventure abbandonandosi a gaudiosi sentimenti. Ma Layla è una ragazza studiosa, seria, responsabile, che si è rifugiata nel disegno per nascondere agli altri, ma soprattutto a sé stessa, la sua incapacità di essere una cittadina del proprio tempo. L’unico in grado di arrivare a lei è Giacomo, suo fratello, che prova per lei un amore viscerale e totalizzante che mal si adegua a quello tra fratelli. In una contrapposizione di dubbi e incertezze Layla incontra Dorian, all’Eternity, che farà da fulcro a tutta la colonna portante della trama e ne resta affascinata, incantata, stregata, perché ha il volto che lei continua ossessivamente a ritrarre, il suo Charming Prince. Interessante come Falconi scelga di chiamarlo così, in italiano è stato tradotto sempre come Principe Azzurro, ma la parola inglese Charming significa: affascinante, piacevole, incantevole, avvincente, seducente. Parole, queste ultime, che ben si possono applicare al Dorian che si approccia alla ragazza. Dorian è sempre stato affascinato dall’eterna giovinezza, dalla sconfitta della morte e voleva trovare il modo di mantenere la sua bellezza, l’unico elemento di forza che credeva di avere. Il prezzo da pagare per penetrare l’opacità e arrestare il precipizio verso la decadenza della morte è l’incorruttibilità della maschera. È la dedizione eterna della bugia. E allora proprio “l’incorruttibilità della maschera” è il movente che gli fa promettere qualunque cosa, pur di non lasciarsi sopraffare dal tempo che passa. Tutto diviene un lento contraccolpo di una pena che non sfugge, la sua solitudine che lo porta si a viaggiare ma lo rinchiude in un mare d’odio e di desiderio di vendetta che lo consuma. Dorian non è un personaggio positivo, è contraddittorio, pieno di negatività e di certo si lascia consumare dal peso delle sue azioni passate, da quegli atti che gli sono costati molto, tutto, anche sé stesso. Layla, che dapprima è solo un gioco diventa a poco a poco l’unico modo per attraversare sé stesso e arrivare al cuore di tutto. Uno degli aspetti che più mi hanno impressionato della storia è stato il ruolo, fondamentale, dell’arte. I ritratti che si moltiplicano, le fotografie di Giacomo, i disegni di Layla, le visite in giro per Roma, il ricorrere all’arte per sedare, modificare e in definitiva vivere. L’arte annienta la distruzione del tempo, è l’immortalità dell’immaginazione, del sentimento, del piacere. Questo è il motivo per cui la amo. In un connubio che non si spezza, ma si rinnova ogni volta per creare qualcosa di magico. Dorian viaggia per l’Italia, per l’Europa e per il mondo per mettere a segno le sue follie, ma è a Roma che si consuma la storia tra lui e Layla, è nella città eterna che in un qualche modo ci si mette a confronto con le proprie debolezze e con i propri demoni, con l’Anima Nera. Roma con la sua anima multicolore e profondamente sacra, antica, misteriosa, eterna appunto.
Il particolare da non dimenticare? Una rosa nera…
Un libro affascinante, a tratti inquietante, che non lascia la presa sul lettore, che viene spinto a leggere, leggere e leggere mentre viene trascinato in una storia oscura, che invita alla riflessione senza essere banalmente moralista. Falconi indaga ma lascia solo domande, mai risposte. “Gray” è il libro che vorresti avere cartaceo per abbracciare a fine lettura quando ti arrovelli sul finale, è il libro su cui continui a riflettere aggiungendo particolari che avevi dimenticato. Non è un libro facile da accettare, ma è una storia ricca, avvolgente e meravigliosamente decadente, che non perdona, ma sicuramente da leggere. Buona lettura guys!
E’ la prima volta che in una recensione ho così tante cose da dire che non so da dove cominciare. Questo romanzo prende sicuramente spunto dall’omonima e famosissima opera di Oscar Wilde ma non la reinterpreta soltanto, come ci si aspetterebbe, piuttosto la usa come punto di partenza per poi andare in una direzione tutta sua, riadattandola in chiave moderna e con estrema originalità. Non è un romanzo facile da capire e non è una lettura adatta a tutti. Io l’ho semplicemente adorato. Francesco Falconi ha un modo di scrivere che colpisce: le frasi che usa sono semplici, corte, sintetiche, un linguaggio a volte quasi schematico, ma nonostante ciò riesce a regalarci descrizioni precise e molto realistiche di persone, luoghi e situazioni. Ricrea in modo diretto (a volte quasi crudo) gli stati d’animo e le emozioni degli uomini, dipingendole in modo così dettagliato che ti sembra di provarle di persona. Con poche frasi descrive la psiche di tutti i personaggi, anche quelli minori, con le loro ossessioni, le loro fobie, i loro sogni e illusioni. Per non parlare poi dei riferimenti artistici e delle citazioni letterarie, sempre inseriti al momento giusto e capaci di rendere ancora più ricco e interessante il romanzo. Ora però veniamo ai protagonisti: Layla è una ragazza comune, giovane e inconsapevolmente bella, ma con una malattia con cui deve convivere da alcuni anni, chiamata “dismorfofobia”. Per colpa di questo disturbo mentale, ha una percezione completamente distorta di se stessa e del proprio corpo. Ogni volta che si guarda allo specchio o prova ad immaginarsi fisicamente, non vede la sua reale figura, bensì un mostro deforme e orrendo, tale da scatenare disgusto per se stessa, oltre che improvvisi e intensi attacchi di panico, che le impediscono di avere una tranquilla vita sociale e la costringono a convivere con un costante senso di inferiorità. Dorian invece è un ragazzo che cento anni prima ha preso una decisione importante: ha venduto la sua anima in cambio di eterna bellezza ed eterna giovinezza. Ma quello che all’inizio era apparso come un meraviglioso dono e un immenso privilegio riservato soltanto a lui, col passare del tempo si è trasformato in una condanna da cui non può liberarsi. Perché lui non può morire. Mai. Per questo motivo conduce una vita lasciva, sregolata e vende il proprio corpo dandogli un mero valore estetico. Dorian non è capace di amare ma può soltanto scatenare un desiderio quasi disperato in tutti gli uomini e le donne che lo incontrano, che restano inevitabilmente ammaliati da lui ed infine abbandonati nella loro agonia. E nel frattempo la sua Anima Nera, la bestia che dimora in lui, si nutre avida del loro amore. Poi però Dorian e Layla si incontrano, due anime tormentate, accomunate dall’amore per l’arte. Lei è schiva, introversa e restia a farsi conoscere per cui Dorian prende inizialmente il suo corteggiamento come se fosse una sfida, una delle più interessanti in cui si è cimentato fino ad ora. Poi qualcosa cambia e lui si rende conto che questa volta vuole di più, perché con lei riesce ad essere se stesso deponendo per la prima volta la maschera di finzione con cui convive da un secolo. E mentre la bestia che lo tormenta nel profondo brama sempre odio e vendetta, ciò che resta della sua anima inizia a provare qualcosa di diverso e si chiede se forse esiste ancora una speranza di redenzione e la possibilità di provare dei sentimenti veri, trovando una volta per tutte quella pace interiore che la sua Anima Nera gli ha sempre impedito di raggiungere. E poi… e poi il libro va letto, punto e basta. Questo è un romanzo che lascia il segno, che ti cattura nella mente e nell’animo e ti fa riflettere sulle mille sfumature della psiche umana, sul confine sottile che esiste tra “sanità mentale” e “follia” e sulla facilità con cui si può cambiare opinione sul concetto di giusto-sbagliato, etico-immorale, buono-cattivo, perché alla fine tutto è relativo e non esistono certezze assolute. Ogni volta poi ti lascia in sospeso con la stessa domanda, un tarlo che fa girare incessantemente gli ingranaggi della tua mente: “cosa saresti disposto a fare per ottenere ciò che desideri di più al mondo?” E alla fine ti accorgi che la risposta non è poi così scontata.
Non credevo che sarebbe successo perchè ero partita prevenuta, ma invece questo libro mi è piaciuto. E pure tanto, nonostante certi scivoloni trash agli inizi che lasciano perplessi e, in più, confondono. Se non fosse stato per quelli le stellette sarebbero state quattro, a dimostrazione che forse anche la serie di Muses, sempre di Francesco, l'ho abbandonata troppo presto perchè anche questo libro avrei voluto dimenticarmelo, all'inizio. Ma poi ingrana, arrivano le citazioni, la dimostrazione che il ragazzo conosce Roma come l'arte e, infatti, non ne tratta in modo approssimativo come succede spesso. Non è che la protagonista è un'artista perchè sa disegnare e stop, fino a che la trama non richiede di nuovo questa sua abilità (chi vuol capire intenda e chi ha letto sarcasmo verso Shadowhunters, per fare un esempio, non è a caso!). E' proprio questo che mi è piaciuto, la conoscenza di artisti magari non proprio conosciuti alle masse, le citazioni calzanti a inizio capitolo e i pezzi che pian piano vanno insieme. E la fine. Oh il finale è probabilmente la parte migliore del libro e non dirò altro, anche se magari in molti non converranno. Personalmente stimo l'Anima Nera come nessun altro nel libro, ma anche l'autore, perchè non ha fatto la scelta più facile scegliendo la bella fine che ha scelto. Non è il Dorian Grey che ho amato tanto, ma come dice Francesco nelle note finali siamo in un mondo in cui l'estetica e l'esteta sono intesi in modo diverso e così il suo Dorian. Personalmente l'ho preferito più verso la fine, sul depresso andante che all'inizio, ma dettagli. Tanto l'hanno capito tutti che il libro l'ho adorato da metà in poi!
Non so da che parte cominciare per descrivere le emozioni che mi ha dato questo libro... ma posso dire che nel confronto (viene da sé) con l'originale di Oscar Wilde il signor Falconi ne esce vincente, e non era facile. In questo libro ci sono tutti i sentimenti possibili, ma su tutti spicca l'ossessione: ogni personaggio è ossessionato da qualcosa con le debite conseguenze. Il libro è scritto benissimo, la storia mi ha tenuta incollata alle pagine fino alla fine, ma mi aspettavo un finale diverso... Sicuramente leggerò altro di questo autore. 5 stelle, oltre per la bellezza del libro, per aver citato canzoni della mia cantante preferita ;)
Dorian Gray è decisamente il personaggio, per me, più maledetto uscito fuori da una penna. Ammetto di non aver mai letto il classico di Oscar Wilde, ma conosco la storia di Dorian soprattutto attraverso il film di anni fa. Quale maledizione più grande esiste se non quella dell'eternità? Francesco Falconi ha creato con questa storia una rivisitazione di Dorian che cerca disperatamente il suo lieto fine e lo otterrà solo quando riuscirà a rispondere alla domanda fatta dalla sua Anima Nera al momento del suo patto maledetto. Cos'è l'amore? Risposta che avrà solo quando incontrerà un'altra anima, quella di Layla, ragazza che si vede orribile allo specchio e che continua a disegnare il suo Charming Prince, senza sapere che nella realtà esiste veramente. Layla che scopre presto cosa significa amare, ma anche perdere, che piano piano si riscopre e capisce quanto vale. Intorno al quesito di Dorian, gravitano altre 2 domande maledette dall'Anima Nera: cos' è il rimorso e cos' è l'ossessione. Interrogativi affidati ad altri personaggi che vengono caratterizzati molto bene nella storia proprio per rappresentare il rimorso e l'ossessione. La penna di Falconi colpisce con l'uso di frasi corte e aggettivi molto rappresentativi, soprattutto quando Dorian ci racconta le sue vite passate, caratterizzate tutte da maschere messe, di volta in volta, per nascondere la sua immortalità. Dorian è sempre accattivante, sensuale e non si può non cadere nella sua rete di corteggiamento nel 1900, come nel 2010, ma chi è il vero Dorian? Un'anima appunto maledetta che ha desiderato troppo e che ora ha raggiunto il suo limite. Questo libro mi è piaciuto moltissimo, i modi di fare di Dorian hanno ammaliato anche me, oltre alla sua storia ci sono tanti altri punti di riflessione e soprattutto, in tutti noi, c'è un'Anima Nera pronta a sedurci e fino a dove siamo pronti a spingerci per ottenere qualcosa?
Un epilogo da ciliegina sulla torta. Non posso dire di esserne una fan. Avevo grandi aspettative dovute a recensioni positive di altri utenti di goodreads ma non ho trovato Gray niente di che, una lettura scorrevole che non mi ha lasciato molto. In generale l'ho trovato un po' kitsch e poco credibile, le intenzioni tuttavia erano buone.
ammetto che, non appena ho letto il titolo e la trama del romanzo, ho immediatamente storto il naso e l’ho considerato come una brutta copia de “Il ritratto di Dorian Gray”, celebre romanzo di Oscar Wilde. Leggendo varie recensioni positive, però, ho deciso di provare e, considerata la valutazione di quattro stelline, capirete che ho dovuto ricredermi. Falconi ha preso il tema principale trattato da Wilde e l’idea basilare, sviluppandola un po’ a modo suo e adattandola ai nostri giorni. Il racconto è quindi ricco di riflessioni, frasi poetiche, periodi complessi e pensieri filosofici espressi o dai protagonisti stessi, o inseriti nelle circostanze. L’utilizzo del presente ha reso il romanzo crudo ed esplicito, le descrizioni che ho trovato fantastiche imprimono nella mente le immagini e vi è una meravigliosa esaltazione del nostro Paese. La storia è, infatti, ambientata a Roma, dunque gli avvenimenti possono essere tranquillamente contestualizzati nella capitale e addirittura, grazie alle precisazioni pignole, possiamo seguire e vedere con i nostri occhi i punti esatti in cui sono avvenute le vicende. Nel libro abbiamo una ragazza, Layla, affetta da dimorfismo, con una personalità timida, riservata e chiusa. A primo impatto sembrerebbe un cliché, la solita sfigata alle prese con i problemi adolescenziali che, nonostante i suoi vent’anni, ancora non l’hanno abbandonata. Falconi, invece, non ha reso affatto banale questo personaggio e l’ha indagato correttamente rendendola una personalità interessante e poco scontata. Layla è un’amante dell’arte, e grazie a lei il romanzo evidenzia le bellezze artistiche della capitale, sottolinea lo splendore delle opere architettoniche e per trecento pagine ci rende fieri di possedere una simile meraviglia. Dorian, invece, è rimasto vicino al personaggio ideato da Oscar Wilde, Falconi ha solamente aggiunto la rassegnazione, la rabbia per non poter morire e altre tristi sensazioni che si aggiungono al suo egoismo e al suo egocentrismo. Je suis art. è questa la frase che Dorian pronuncia più di una volta, il motivo che lo ha reso l’essere repellente e viscido che è divenuto. A completare il quadro, abbiamo Aurora, Giacomo e Basilio. Aurora è lo specchio della società attuale. Migliore amica di Layla, è superficiale, poco attenta, invidiosa ed individualista. La classica ragazza che cambia fidanzato ogni settimana e che non si fa sfuggire alcuna occasione per umiliare ed esaltare le debolezze della sua amica. Giacomo è il fratello di Layla, anch’esso appassionato d’arte e amante della fotografia, perdutamente innamorato della sorella fino a renderla una terribile ossessione. Basilio, la reincarnazione di Basil, mantiene la sua omosessualità anche in questo romanzo ed il suo ruolo è quello di essere una delle vittime di Dorian. La storia ti prende dalla prima all’ultima pagina, il ritmo è incalzante e, principalmente nella parte finale, le vicende si susseguono così velocemente da farti perdere il fiato. Ho apprezzato molto la caratterizzazione di tutti i personaggi, indagati uno per uno attraverso l’utilizzo della terza persona. Il loro evolversi durante le vicende, chi riesce a superare il baratro nel quale sta cadendo, come Aurora e Layla, e chi invece si lascia andare a Satana, come Dorian e Giacomo. Molte scene sono strazianti, vi è questa continua ricerca nel comprendere cosa sia l’amore, cosa sia il rimorso, ed infine cosa sia l’ossessione. Il motivo per il quale non ho dato il massimo della valutazione, è stato il mio attaccamento all’originale di Oscar Wilde, il primo classico che ho letto e a cui tengo tantissimo. Falconi non ha comunque modificato il carattere e il ruolo dei personaggi, ma la loro storia e il contesto nel quale sono stati inseriti non mi ha fatto impazzire. Per esempio, il ritratto viene dipinto da Basil, ed è mentre egli dipinge che Henry fa la conoscenza di Dorian, non è mai stato il suo tutore. Sybil non era incinta quando si è suicidata per amore del ragazzo e, benché Basil è sempre stato perdutamente innamorato di Dorian, non sono mai stati amanti. Infine non ho molto gradito l’importanza che è stata assegnata al ritratto. Dorian, in un impeto di rabbia, nel romanzo di Falconi, lo distrugge senza che gli accada nulla, mentre avrei preferito che fosse stata mantenuta la “credenza” originale: ovvero che quel gesto lo avrebbe ucciso. Un libro che comunque consiglio vivamente, ma ritengo che debba essere preso come un romanzo staccato dall’opera di Oscar Wilde, per chi lo avesse letto e amato come me.
Non credo ci sia un modo migliore per cominciare a parlarvi di questo libro. Gray ha suscitato in me, una marea di emozioni contrastanti. Ho sorriso, ho pianto, mi sono arrabbiata con i personaggi… ho vissuto con loro, ogni passo di questo meraviglioso romanzo. Non credevo veramente di emozionarmi così eppure la mano di Francesco, ha saputo smuovere qualcosa nel mio cuore. È riuscito dove molti altri non riescono. Io credo che noi donne siamo davvero difficili nella lettura, io stessa mi ritengo anche un po’ cattiva, se un libro non mi colpisce dal primo istante, lo abbandono. Ovviamente non è questo il caso, perché Francesco ha una mano delicata e profonda, una scrittura che ti imprigiona dal primo istante.
Una goccia d’acqua scivola su una foglia. Si illumina come un diamante. Vola nell’aria. E si infrange su un volto. Il ragazzo si asciuga una guancia, le dita della mano cariche di anelli d’oro. Solleva appena la testa, socchiude gli occhi, le labbra si piegano in un sorriso.
Qui siamo solo all’inizio e io era già ammaliata. Lui è Dorian. Chi non conosce realmente la storia di Dorian Gray? Lui che baratta la sua anima al diavolo per avere la bellezza eterna. E voi? Vendereste la vostra anima per essere belli, perfetti e per non invecchiare mai? Dorian sceglie questa strada, è sicuro di sé, bello, giovane e sensuale. E soprattutto ha voglia di assaporare i suoi vent’anni, senza lasciarsi scappare neanche un secondo. Osserva il suo ritratto: è perfetto. Su quella tela c’è la purezza, la seduzione, nessun difetto compare sul suo volto.
Fin dove ti spingeresti, Dorian? Cosa faresti pur di avere la bellezza eterna? Tutto ha un prezzo. Ma per Dorian non c’è nulla che valga più dell’eterna bellezza. Venderesti anche l’anima al diavolo?
Quel sì ha scatenato tutto. Dorian attraversa gli anni, vive in epoche, gode della sua vita, del suo corpo perfetto. Si lascia andare in relazioni di poco conto, sfrutta le sue prede per il solo gusto di provare piacere. Dorian è un ventenne sempre pieno di vita e sensualità, un giovane ballerino che non immagina quanto qualcuno possa cambiare il corso degli eventi. La semplicità può essere l’arma più forte. Ed è qui che entra in scena Layla, una ragazza semplice e insicura. Studia Beni culturali e vive con sua madre (che vorrebbe monopolizzare la sua vita) e suo fratello Giacomo che “sembra” sostenerla… non vi dirò di più. Sappiate solo che mi è stato sulle scatole dal primo istante. Layla disegna… è la sua passione. Dal secondo anno di liceo ritrae un ragazzo dai lineamenti dolci, ma decisi. Un ventenne dalla corporatura magra ma definita, riccioli biondi e occhi di un azzurro splendente. Non ha mai incontrato nessuno del genere, lo immagina e lo disegna continuamente. Finché un giorno incontra il suo “Charming Prince” (è così che lo chiama) in una discoteca. Lui è lì, sul palco e balla. L’incontro è strano, Dorian sembra non essere interessato, ma ben presto quell’interesse diventa quasi ossessione. Lui vorrebbe comportarsi come ha sempre fatto con le altre “prede” ma Layla è diversa. Lei ha qualcosa che coglie Dorian in modo inaspettato. Vorrei potervi spiegare quanto Dorian sia affascinante, quanto il suo modo di fare, di porsi, è tremendamente seducente. Quanto, volendo, sappia essere anche romantico e dolce. Ho versato lacrime, più di una volta. La prima uscita, il primo bacio, la loro prima volta insieme e la devastante parte finale del romanzo. Tante emozioni vissute sulla pelle, trasmesse tra quelle righe scritte in maniera divina. Non ci sono scene troppo spinte, ma c’è una sensualità che prende fin da subito. È questo che tiene incollato il lettore, è questo che riesce a trasportare nelle pagine. Una storia bellissima, da leggere d’un fiato, senza interruzioni né altri pensieri, non ne avrete, ve lo posso assicurare. Consigliatissimo
Chi non conosce l'opera originale? Dorian Gray stringe un "patto col diavolo" per rimanere per sempre giovane e bello, questo però ha un prezzo: la sua anima. Mentre il suo corpo rimane immutato e perfetto, la sua anima e il suo spirito (che si mostrano poi sul suo famoso ritratto) degenerano fino a trasfromarlo in un mostro. Nel romanzo di Falconi il principio è lo stesso. Dorian visitando un cimitero con il suo tutore (mercante di arte) nel lontano 1910, desidera che la sua bellezza sia eterna. Viene esaudito, perché lui è disposto a pagare qualsiasi cosa per veder diventare realtà il suo desiderio. Di capitolo in capitolo affrontiamo le storie all'inizio indipendenti di Dorian e Layla. Come ho detto, all'inizio i due protagonisti sono indipendenti, poi però le loro storie si incorciano. Prima che i due si trovino, i capitoli di Dorian parlano spesso delle sue "vite precendenti" e di tutti i cuori che ha infranto per vendetta, la vendetta verso tutti coloro che riescono ad amare. Le parti di Layla sono tutte incentrate al presente, invece. Si parla molto dei drammi e delle paure che affronta quotidianamente, perché lei, il suo mostro se lo porta dietro sempre, anche se in cambio non ha l'eterna giovinezza. Dorian vuole disperatamente spezzare la maledizione da quasi un secolo, perché questo è, una maledizione. Capisce come spezzarla (rispondendo a un semplice quesito: "Cos'è l'amore?"), ma non ci riesce. Lui pensa di sapere cos'è l'amore, ma ha davvero qualche speranza di liberarsi? L'Anima Nera, il "mostro" che gli ha esaudito il desiderio, lo tiene avvinghiato a sè e lo tortura per anni. Ed è così infatti che Dorian pensando di non riuscire a rispondere, decide che se lui non proverà mai amore, allora tutti quelli che sono fortunati da provarlo nei suoi confronti sono destinati a soffrire. Layla è una ragazza timida e introversa, studentessa all'università di Roma. Da anni è perseguitata dal mostro che le consuma l'anima. Non riesce a guardarsi allo specchio, né tantomeno a pensare di se stessa come una bella ragazza. Rinchiusa nelle quattro mura che sono la sua vita, non si lascia mai andare, finché una sera, esasperata dalla madre assente, ma allo stesso tempo pressante, decide di andare in una discoteca con quella che considerava la sua migliore amica. Lì i due si incontrano, in quello che all'inizio sembra un incontro del tutto casuale e ordinario. Molte coincidenze li porteranno a vivere una storia distruttiva e ricca di passione. Mi ha emozionato moltissimo. In alcuni passaggi ho avuto i brividi (anche se ero in spiaggia con circa 40 gradi), perché è questo l'effetto che fa. Ti coinvolge e ti fa immergere nella storia. Mi è piaciuto tantissimo l'originalità con cui ha creato i drammi dei personaggi e le complessità che li avvolgono. La loro storia è molto passionale, sin dai primi gesti, che siano carezze o solo parole non dette. La scrittura dello scrittore è perfetta, anche il tipo di linguaggio, che non a tutti può piacere, perché alcuni discorsi sono abbastanza complicati. Ho adorato le citazioni di Oscar Wilde, studiate ad arte per incastarsi perfettamente nel racconto. Sono rimasta un po' male sul finale perché mi aspettavo qualcosa di diverso. Non potrei immaginarci un seguito dopo, ma se ci fosse non mi dispiacerebbe leggerlo. Ultima cosa e poi "passo e chiudo", molto sensuali le scene dove Dorian si "concede" (suona male pure nella mia testa eh, ma forse l'autore mi ha un po' contagiato) e le descrizioni che non sono affatto volgari, come può capitare spesso e volentieri.
"- I sentimenti sono fragili. L'amore s'incendia con la passione e si congela con l'abitudine. L'arte è la vera bellezza, è un bacio invisibile che non conosce il tempo, lo spazio. Va al di là di ogni cultura e religione, si esprime in mille modi, stili e colori. E poi d'improvviso ti colpisce il cuore e lo brucia all'istante. - E ti ritrovi immobile, a contemplare una scultura o un quadro, rapita da una musica. E piangi per una poesia, per un romanzo vivi negli occhi di quei personaggi o degli attori. Non c'è altro attorno a te, come se il mondo fosse annientato..."
Posso dire che ho letto un bel romanzo? Gray mi ha incantata sin dalle prime pagine, penso maggiormente per la curiosità di capire quanto ci fosse del romanzo di Oscar Wilde in questo. Poco, e questo è un pregio, prendere spunto per sviluppare la propria storia mi è piaciuto. Intorno ai personaggi si districa una figura che non ha un proprio volto, se non distorto dalle paure, dalle ansie e dai timori della vita. Prima Dorian, con il suo giuramento si lega indissolubilmente alla sua Anima Nera, che lo trascina in un mondo di lussuria, peccato, estasi, Layla (a meno che non mi sia sfuggito) fugge, non si lascia completamente dominare da essa, che si presenta nei momenti di maggior insicurezza e il suo corpo si trasforma, si deforma, diventa orrendo e dietro un'immagine sfuocata che la perseguita, lei si nasconde. Un ragazzo, occhi di ghiaccio e un tatuaggio dietro la schiena, D... Quando finalmente Dorian e Layla si incontrano ne nasce un'intesa, una curiosità reciproca di scoprire cosa c'è oltre quella facciata, quella maschera che cela segreti reconditi. Dorian è affascinato da quella ragazza, così chiusa, che si lascia trasportare solo dall'arte, che si chiude in un mondo tutto suo, Lyala è diversa, è un mistero e quella voglia sul collo, lo attrae, vuole capire perché lei, perché l'Anima Nera, il serpente che gli avvolge il corpo lo spinge verso una donna che non corrisponde esattamente ai suoi canoni. Un mistero, un puzzle, una ricerca che porterà a sorprese incredibili, a coincidenze mai pensate e tanto meno volute. Lyala, non è sciocca, sa che non è normale l'attrazione tra lei e Dorian, ma si lascia andare, varca quel confine che nessuno ha mai oltrepassato e lascia che il cuore palpiti per quel giovane che gli sta pian piano rubando l'anima. Le sue paure sono immense, sono profonde e si scontreranno con una dura realtà, legata a ricordi di una infanzia mai dimenticata e che si presentano come se niente fosse per chiederne il conto, per guardare finalmente una realtà per troppo tempo distorta, nascosta, taciuta. Un fantasy a volte cupo, a volte luminoso, e in questo scambio c'è una fervida immaginazione dello scrittore, che ha caratterizzato e definito personaggi come Dorian che hanno fatto parte di una storia letteraria particolare, non credo siano pochi coloro che hanno letto Il ritratto di Dorian Gray, ma qualora non lo avessero fatto, non credano di trovare un similare in questo romanzo, storie parallele, spunti di una trama, ma null'altro. Una scrittura pulita, una contemporaneità affascinante nei luoghi e nei dialoghi. Intrigante, interessante, passionale un romanzo che ti cattura, per i salti temporali e devo dire curioso per le rivelazioni che ne vengono fuori! http://labibliotecadellibraio.blogspo...
Fin dove ti spingeresti Dorian? Tutto ha un prezzo. Sono queste le premesse con cui comincia Gray, romanzo che si ispira al famoso Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde. Attenzione però, non approcciatevi al libro con l’intenzione di leggere una riscrittura del famoso predecessore, perché, come ci viene detto dall'autore stesso nei ringraziamenti, la sua storia è sì un omaggio all'opera di Wilde, in cui i suoi personaggi sono dei doppelganger di quelli originali, che si muovono in base alle idee di Falconi. E comincia presentandoci subito i protagonisti: da un lato Dorian, ragazzo bello e dannato (letteralmente), che gode nel far innamorare uomini e donne di sé, e nel distruggere con le sue mani quello stesso amore che ha fatto nascere nei loro cuori. È un ragazzo freddo, senza scrupoli morali o di altra sorta, perseguitato da l’Anima Nera. L’unica cosa che sembra avere ancora un significato importante per lui è l’arte, che Dorian ama nella sua essenza più pura e che si rappresenta sotto varie forme: fotografia, pittura, scultura e via dicendo. Attraverso dei flashback dei ricordi passati vissuti in prima persona da Dorian stesso, scopriamo alcuni delle tappe importanti della sua vita e della sua immortalità, come ad esempio il suicidio di Sybil, l’unica donna che sia mai riuscito ad amare veramente, di quando apprende la notizia della morte del suo tutore Henry, oppure quando decide di distruggere la tela con il suo ritratto per liberarsi finalmente della persecuzione dell’Anima Nera. E poi c’è Layla, studentessa universitaria di Belle Arti di Roma, timida e riservata, afflitta da una fobia che le impedisce di osservarsi riflessa in uno specchio senza vedere il suo viso e il suo corpo brutto e deforme, imperfetto. Una fobia che le scatena attacchi di panico che hanno costretto la ragazza a rinchiudersi in se stessa, a non uscire mai e ad avere pochi amici (ha una sola amica, Aurora, con cui tra l'altro è in crisi). Con un padre che l’ha abbandonata anni fa e una madre che non approva la scelta della sua facoltà, l’unico appoggio è suo fratello Giacomo, che ultimamente sta diventando troppo intimo nelle sue carezza e gesti d’affetto. E, infine, l’arte: Layla ha scoperto che disegnare la aiuta a rilassarsi e a schiarirsi la mente, e tra i suoi soggetti preferiti c’è il Charming Prince, un ragazzo bellissimo e assolutamente perfetto. L’incontro tra Dorian e Layla avverrà quasi per caso, e alla ragazza non parrà vero ai suoi occhi di ritrovarsi in carne e ossa il bellissimo ragazzo che vede ritratto nei suoi disegni.
Dorian osserva l’Anima Nera strisciare sulla sua pelle come un tatuaggio, avvolgersi alla spalla e raggiungere la sua schiena. E’ il serpente oscuro che l’ha condannato a un inferno in terra:l’immortalità. Cent’anni prima, di fronte a un ritratto che esaltava la sua bellezza, Dorian ha osato desiderare di rimanere giovane e seducente per sempre: il suo desiderio è stato esaudito, ma il prezzo da pagare è un baratro infinito di estasi e perdizione.
Layla è tormentata da un demone che le toglie il respiro, la ragione e la volontà. E’ prigioniera di un corpo che sente disarmonico e deforme. Il suo rifugio è l’arte, e quel ritratto di ragazzo che da sempre disegna con precisione maniacale, occhi di ghiaccio e corpo perfetto, pur non avendolo mai conosciuto.
In una Roma incantevole e superba, Dorian e Layla stanno per incontrarsi e i loro destini si allineano come tessere del domino in attesa di essere sfiorate.
Confesso che, dopo aver letto per la scorsa challenge "Orgoglio e pregiudizio zombi", ero partita prevenuta per la rivisitazione di un classico, però devo ammettere che é stato scritto in maniera scorrevole che rende la lettura molto veloce
Devo ammettere che avevo molti pregiudizi su questo libro perché non amo i classici e il fatto che fosse un riadattamento ai giorni nostri del Dipinto di Dorian Gray, mi faceva storcere un po' il naso. Ma mi sono ricreduta:il libro è ispirato al famoso classico ma vuole mandare un messaggio diverso, infatti affronta tantissimi temi importanti, cosa molto pericolosa perché poteva diventare superficiale e dispersivo, invece io ho trovato che Falconi approfondisse gli argomenti giusti nei momenti giusti e desse solo un accenno ad altri temi che non avevano bisogno di essere trattati perché parlavano già da soli. In questo libro ci sono varie storie d'amore, l'amore verso il proprio amante, l'amore verso un genitore, un fratello ma prima di tutto per se stessi. Veramente un bel libro.
Ero molto indecisa se leggere questo libro perché ho amato troppo Oscar Wilde. Dopo poche pagine però ho capito la direzione del romanzo che non è una riscrittura di Dorian Gray e ho apprezzato moltissimo questa scelta. La scrittura è magnifica, complimenti all'autore. La storia mi ha presa dalla prime pagine, mi sono ritrovata immedesimata molto in Layla. Anche Dorian è davvero coinvolgente. L'anima nera che unisce i personaggi principali, Layla dorian e Giacomo, l'ho trovata geniale. Un romanzo davvero da non perdere.
Non riesco nemmeno a trovare le parole giuste per recensirlo. Falconi ha un modo di scrivere, raccontare che mi incanta,mi cattura e mi travolge. Avete presente Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde? E se gli cambiassimo il finale e supponessimo che Dorian, ancora in salute, continui a vivere la sua immortalità, alla ricerca di qualcosa che lo aiuti a sconfiggere il male che è dentro di lui e la sua dannazione eterna? Come ve lo immaginereste? La risposta è in questo libro. CONSIGLIATO
Un libro assolutamente affascinante! Intrigante, originale e in grado di tenere con il fiato sospeso. Bravissimo l'autore che ha saputo prendere un meraviglioso classico intramontabile come "il ritratto di Dorian Gray" e trarne spunto per creare un bel romanzo in grado di catturare il lettore e tenerlo incatenato all' "anima nera" del suo romanzo! 4 stelle e mezzo senza dubbio!! La mezza stella mancante è per il finale... non può lasciarci così!! ;)
Arte e bellezza, amore e passione: Gray è un romanzo capace di raccogliere e combinare questi elementi in maniera eccelsa; il risultato si concretizza in una storia che porta con sé energia, spirito di cambiamento ed innovazione, senza però tralasciare ciò che è stato tramandato dal passato e, in particolare, da una delle figure più importanti della letteratura inglese come Oscar Wilde. Falconi ha scritto un romanzo che deve assolutamente trovare un posto sullo scaffale della vostra libreria.
Questo libro mi ha veramente stupito; ogni capitolo mi ha lasciato dentro qualcosa e mi ha fatto rimanere letteralmente incollata alle pagine. Devo essere sincera la prima volta che l'ho avuto di fronte sono stata titubate, Muses non mi aveva particolarmente colpito, al contrario di Gray che mi ha veramente stregata. Ottima trama, costruita davvero benissimo, e anche la caratterizzazione dei personaggi mi è piaciuta molto... Si merita proprio di finire nella mia lista di libri preferiti !!!
Ho sempre seguito questo autore fino dai suoi esordi.... ma mi ha catturata definitivamente con Muses. con questo libro supera se stesso. Ogni pagina generava in me sensazioni contrastanti, specialmente Dorian che ho adorato ed odiato al tempo stesso..... Finale soprendente e inaspettato!!
Bellissima storia e per nulla scontata. L'ho trovato originale e legato al "Ritratto di Dorian Grey" in modo naturale. Gray poi è ahshjdxcbv!!! Bravo Francesco! P.s. Il cagnolino Virgola è troppo carino!!