Una storia di amicizia tra quattro ragazzi di provenienza diversa e che devono imparare a conoscersi se vogliono sopravvivere in un mondo post-apocalittico freddo e spietato. Un graphic novel dalla potenza visiva inusitata. Una storia fresca, dai canoni narrativi difficili da etichettare e che proprio in questo trae la propria forza. Emanuele Amato e Williams Obrou Zouzou attingono al proprio vissuto e alle proprie esperienze per regalarci un titolo destinato a tracciare nuove strade per i graphic novel a venire.
Più che una storia di fantascienza è una storia di amicizia, d'amore e di sentimenti inespressi, dove l'elemento post-apocalittico fa semplicemente da sfondo ai personaggi. A me questa è sembrata una scelta stilistica volta a dare maggior universalità al racconto, decontestualizzandolo da una realtà nota. Detto questo, secondo me è davvero un'ottima opera prima che tende un po' anche a sviare il lettore. Da un inizio un po' cupo si dipana una storia delicatissima, non priva però di tanti momenti sdrammatizzanti. È la storia di un gruppo di ragazzi che cresce in un mondo un po' strano. In fondo però il mondo è sempre un po' strano dalla prospettiva di un adolescente, è sempre un posto a cui ci si deve adattare seguendo regole stabilite da altri. È una vita in equilibrio fra gli amici e la famiglia, tra la voglia di esprimersi e la paura di imparare a conoscersi davvero. La morbidezza dei disegni e l'iper-espressività dei volti sottolineano la forte emotività degli adolescenti che non hanno ancora delle personalità granitiche come quelle degli adulti, ma sono ancora fluidi, indefiniti e ricchi di contraddizioni.
In un mondo post-apocalittico, Chibu, Temi, Zeze e Addis affrontano la difficile transizione dall’infanzia all’adolescenza. Tutto ha avuto inizio il 21 giugno 2018, la data che ha stravolto l’ecosistema terrestre: la natura ha preso il sopravvento, le città sono sprofondate nel caos e le piante hanno riconquistato gli spazi dell’uomo. I quattro ragazzi, provenienti da realtà molto diverse, si ritrovano uniti sotto il nome dei “Gatti”. Per loro crescere significa imparare a fidarsi, conoscersi davvero e affrontare insieme un mondo ostile e in continua trasformazione. Ma il cammino non è semplice: i legami con le famiglie d’origine, spesso carichi di incomprensioni e conflitti, rischiano di diventare un peso nel difficile percorso verso la ricerca del proprio posto nel mondo.