Le sciocchezze, che ha ricevuto il Prix Concourt 1971, è stato considerato dai maggiori critici francesi una delle opere più rilevanti degli ultimi anni per l'alto livello stilistico e per la dote, ormai rara, di raccontare una storia appassionando il lettore. Romanzo barocco e complesso, narra la vita e l'avventura interiore di un uomo libero del nostro tempo, un itinerario esistenziale che, partendo dalla rue Mogador, a Parigi, vede il protagonista entrare clandestinamente nella Resistenza nel 1940, conoscere gli ozi della Svizzera sonnolenta per ripartire alla ricerca dell'avventura, arruolarsi in Indocina, alla vigilia di Dien-bien-phu; poi a Singapore, in Africa, a Parigi, a Venezia, fino all'ultima tappa, in Brasile. Accanto a lui sempre una donna diversa, ingenua o perversa, compagna di un tratto della sua vita.
Costruito in modo originale, utilizzando vari linguaggi, Le sciocchezze sfugge a ogni definizione, anche a quella che parrebbe più facile, cioè di «romanzo picaresco», ed è un profondo e appassionato ritratto di un uomo, di un'epoca e di una civiltà che si decompongono in un caos scintillante.
Il eut été préférable de ne publier que les deux premières parties, très agréables par ailleurs, la lenteur des deux dernières parties alourdit considérablement l'ouvrage.