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Bella ciao: Controstoria della Resistenza

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Il 25 aprile chi va in piazza a cantare “Bella ciao” è convinto che tutti i partigiani abbiano combattuto per la libertà dell’Italia. È un’immagine suggestiva della Resistenza, ma non corrisponde alla verità. I comunisti si battevano, e morivano, per un obiettivo inaccettabile da chi lottava per la democrazia.
La guerra contro tedeschi e fascisti era soltanto il primo tempo di una rivoluzione destinata a fondare una dittatura popolare, agli ordini dell’Unione Sovietica. Giampaolo Pansa racconta come i capi delle Garibaldi abbiano tentato di realizzare questo disegno autoritario e in che modo si siano comportati nei confronti di chi non voleva sottomettersi alla loro egemonia. Quando si sparava, dire di no ai comunisti richiedeva molto coraggio. Il Pci era il protagonista assoluto della Resistenza. Più della metà delle formazioni rispondeva soltanto a comandanti e commissari politici rossi. Bella ciao ricostruisce il cammino delle bande guidate da Luigi Longo e da Pietro Secchia sin dall’agosto 1943, con la partenza dal confino di Ventotene. Poi le prime azioni terroristiche dei Gap, l’omicidio di capi partigiani ostili al Pci, il cinismo nel provocare le rappresaglie nemiche, ritenute il passaggio obbligato per allargare l’incendio della guerra civile.
La controstoria di Pansa svela il lato oscuro della Resistenza e la spietatezza di uno scontro tutto interno al fronte antifascista. E riporta alla luce vicende, personaggi e delitti sempre ignorati. Pagina dopo pagina, prendono vita i protagonisti di un drammagonfio di veleno ideologico. A cominciare dagli “spagnoli”, i reduci delle Brigate internazionali nella guerra di Spagna, presenti in tutte le bande garibaldine, inchiodati a un comunismo primitivo e brutale. Pansa ce li presenta anche nei loro errori di rivoluzionari senza onore, pronti a uccidere chi li contrastava. E nel metterli a confronto con i partigiani che si battevano per un’Italia libera da qualsiasi dittatura rievoca una pagina di storia che la sinistra ha finto di non vedere. Bella ciao verrà ritenuto un libro scandaloso dai gendarmi della memoria resistenziale. E questa sarà la conferma che Pansa ha fatto un importante passo in più nel suo percorso di narratore revisionista.

432 pages, Hardcover

First published January 1, 2014

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About the author

Giampaolo Pansa

70 books19 followers
Italian journalist and writer.

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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Sergio.
1,356 reviews134 followers
April 7, 2020
Anche questo libro come altri precedenti di Gianpaolo Pansa riesce a catturare attenzione e coinvolgimento emotivo narrando gli orrori pubblici e privati che costellarono la guerra civile successiva all'armistizio del settembre 1943: ogni volta che è uscito un libro di questo scrittore successivo a "Il sangue dei vinti" ho pensato che egli avesse ormai raschiato il fondo dei "fatti e misfatti" accaduti durante Resistenza e nell'immediato dopoguerra in Italia e invece bisogna ammettere che al peggio non c'è mai fine. Impossibile anche stavolta, durante e dopo la lettura delle oltre 400 pagine, non provare sentimenti di pietà ed empatia per tutti coloro che rimasero coinvolti per scelta o loro malgrado nei fatti narrati, vincitori e sconfitti, morti e sopravvissuti, comunisti e fascisti, ma nello stesso tempo altrettanto biasimo e condanna per quanti hanno tenuto e continuano a tenere nascosta la verità su quegli anni terribili.
Profile Image for Edmond Dantes.
376 reviews31 followers
February 4, 2015
Pansa ha sicuramente un gran dono quello di scrivere bene, in maniera accattivaante e di invogliarti a sfogliare le pagine. Questo vorrebbe essere un libro di storia e un Pamphlet contro la storia "ufficiale" della resistenza e della "storia sacra" e "messa cantata" del PCI. All'inizio si scaglia contro l'uso di documenti solo di parte per evvalorare questa storia e dice che occorre leggere le fonti della RSI - Peccato che leggendole acriticamente si ricade nell'errore opposto...
Quindi, invece di un libro di storia si ha l'ennesimo pamphlet che, alla lunga stanca e (commercialmente) neppure vende...
Il vero storico legge entrambe le versioni e dubita di entrambe...
sulla storia della guerra civile vista dalla RSI consiglio il libro di Ganapini La repubblica delle camicie nere.
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