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Woobinda

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Ragazzi e ragazze pronti a uccidere i propri genitori per aver comprato il bagnoschiuma sbagliato, uomini e donne adulti che si vestono eleganti per andare a fare i turisti nel luogo di una strage, o che trasformano il proprio cellulare in un sex toy. Tutto questo e molto altro è contenuto nelle pagine di Woobinda. Un libro che dalla sua prima comparsa, nella stagione cannibale del 1996, non ha mai smesso di provocare, disturbare e divertire, raccontandoci la violenza del capitalismo e la dissoluzione umana. Come un televisore in preda allo zapping, Aldo Nove ci mette davanti a un vortice di storie esilaranti e mostruose che non concedono mai un lieto fine e sul cui fondo, come un jingle fastidioso, passa la Storia di quegli l’incidente di Vermicino, la guerra del Golfo, l’ascesa politica di Berlusconi. Un carosello di banalità e goffaggini, solitudini e crudeltà, capace allo stesso tempo di spaventare e suscitare tenerezza; di mostrare il vero aspetto di una società schiacciata tra il consumismo e lo schermo televisivo, con il pericolo di riconoscervi ciò che eravamo e chiederci che cosa mai siamo diventati.

182 pages, Kindle Edition

First published January 1, 1996

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Aldo Nove

60 books41 followers

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6 (3%)
Displaying 1 - 20 of 20 reviews
Profile Image for Carmine R..
632 reviews98 followers
March 26, 2024
L'epica della merda

"Ho ammazzato i miei genitori perché usavano bagnoschiuma assurdo, Pure & Vegetal"

"Ma quando smonto dal lavoro rientro a casa e indosso il vestito di seta che la buonanima di mia madre aveva ricamato a mano per il giorno in cui mi sarei sposata. Non mi ha sposata nessuno perché faccio schifo. Ma "Protagonisti" sa guardare nel fondo della mia anima. E allora nessuna regge al mio confronto. Quando, alle diciannove e trenta, il programma termina tra gli applausi scroscianti del pubblico ringrazio e m'inchino. In quegli istanti non vorrei lavorare mai più alla Coop, vorrei vivere sempre davanti alla televisione, perché solo la televisione è umana".

Temo sia compito arduo valutare oggettivamente un lavoro come Woobinda di Aldo Nove.
Il viaggio attraverso questi racconti brevi - sovente interrotti a metà e deliberatamente irregolari nell'esposizione - richiama lo zapping compulsivo del telespettatore medio di metà anni '90.
Diretti gli attacchi al consumismo, all'alienazione televisiva e la conseguente solitudine, con un campionario di casi umani che va a rimpinguare il più grande museo degli orrori che la letteratura ricordi.

Dalla necrofilia agli omicidi in famiglia, dalle cacate conservate nei comodini alla strage di Via Palestro esorcizzata con il Burghy; senza poi citare il feticismo per Magalli e gli esorcismi con acqua e sale per scacciare Astianatte; oppure la spesa alimentare effettuata sul ritmo delle morti di Baghdad, la fellatio da parte del gatto e il padre inculato dal figlio (sul divano).

L'approccio violento e sovversivo garantisce varietà di situazioni e soggetti; vi è però una ricorsività delle tematiche - oggi piuttosto notorie, capillarizzate nella società- da rendere la raccolta paradossalmente programmatica, meno dirompente del previsto.
Anche perché oggi, purtroppo, l'esercizio di Nove si rivela obsoleto: abbiamo perso su tutta la linea la battaglia contro la tv e e social.
Ci siamo scoperti peggiori; e siamo ancora davanti a uno schermo ad aspettare il fatidico riscatto (l'ultimo racconto, "Protagonisti", è di una tristezza esistenziale senza precedenti).
Profile Image for Leonardo Di Giorgio.
139 reviews298 followers
February 15, 2024
Woobinda, come uno zapping morboso verso l'anestetizzazione del dolore, ci mette davanti ai protagonisti della televisione, le persone normali che (amori della zia) si censurano di tutte le loro impurità e creano la commedia di una società che non esiste, un ano pulito su cui Aldo Nove bestemmia e (altre cose fisiologiche che non sto qui a scrivere)

Un libro così lo leggerei in prima serata su Rheil h1tla per creare un cortocircuito di vecchie cresciute a pane e cristianesimo che rimarrebbero tipo oh dio mio no, ma è la vita abrasione, follia del quotidiano, idiote storie senza lieto fine? e a quei gggiovani che wokatamente si scorticheranno le braccia a ogni trigger warning fino a ritrovarsi cumuli di pelle sottunghia perché no, non può esistere un libro così.

Anni 90, esisteva. Ora, potrebbe?
Per fortuna c'è chi crede di sì, grazie Il Saggiatore.
Profile Image for Pierfrancesco.
153 reviews
June 6, 2024
Storica raccolta di racconti che riesce ad essere al tempo stesso incastonata nello zeitgeist dei bulimici anni ‘90 eppure modernissima e attuale.
I personaggi mono dimensionali dipinti da Aldo Nove, che si presentano solo con nome e segno zodiacale sembrano completamente assuefatti a televisione e violenza, chiusi in una solitudine iper consumistica che non hanno scelto e di cui sono schiavi. Alcuni espedienti narrativi sono un po’ abusati ma si resta incollati alle pagine di questa discesa agli inferi piena di riferimenti pop. Figlia del suo tempo? Forse, ma la spettacolarizzazione della morte, la marcia di solidarietà che termina al Burghy e l’assuefazione totale al consumo non sembrano lontani dall’epoca attuale dove TikTok ha sostituito la TV, forse per questo il Saggiatore ci ha regalato questa riedizione?
Profile Image for Svalbard.
1,151 reviews68 followers
November 20, 2020
Dunque, di questo libro ne parlava sempre un mio amico, che poi se n’è andato via e adesso mi manca molto, e allora volevo sapere perché questo libro gli piaceva tanto, e allora l’ho comprato. Di Aldo Nove avevo già letto qualcosa, avevo letto Mi chiamo roberta ho 40 anni guadagno 250 euro al mese, quello con la ragazza sulla copertina e mi era piaciuto molto, poi ho letto che Darlene Alibigie su Anobii diceva che è un libro fazioso, e io questa cosa non l’ho capita, Santoro è fazioso, Sandro Curzi, quello di Telekabul, quando era vivo era fazioso, questo lo dicevano quelli di sinistra non faziosi che volevano distinguersi dagli altri faziosi, ma non ho capito perché dire che non è giusto guadagnare 250 euro a 40 anni è fazioso. E non so mica poi se questo libro mi sarebbe piaciuto poi se lo avessi letto prima di quello fazioso. Perché è scritto strano, ci sono dentro storie strane, tutte spezzettate, piene di riferimenti a cose della televisione e della pubblicità, c’è gente che ammazza altra gente e sembra che è contenta di averli ammazzati, fratelli che ammazzano fratelli, figli che ammazzano genitori, genitori che ammazzano figli. E poi molte storie si interrompono prima di finire, c
Profile Image for Alessandra LaSegnalibri.
14 reviews4 followers
March 2, 2019
Consigliato? Beh..Aldo Nove mi è piaciuto di più altrove, tuttavia, chi non si scandalizza per linguaggio e contenuto, saprà apprezzare lo sguardo acuto sul mondo odierno, totalmente narcotizzato dai media di ogni genere. Si concentra sulla Tv perchè scritto in piena era berlusconiana, il 1996, eppure la copertina con un doppio, giovane, Bill Gates appare profetica. Il titolo "Woobinda" richiama un telefilm anni Ottanta; è un richiamo alla generazione che ben ricorda la sigla "Woobinda aiutami, Woobinda aiutami"...quella che ricorda episodi di cronaca enfatizzati dalla Tv di allora: da Alfredino caduto nel pozzo a Fiumicino, alle morti di Fellini e Ayrton Senna, la tragedia del Ruanda, la strage di via Palestro...quella che mangiava gli smarties da piccolo, ascoltava I like Chopin di Gazebo e sapeva a memoria anche le sigle di furia, Orzowey, Sandokan. Sono 40 brevi racconti, alcuni non conclusi, divisi in lotti (come blocchi di merci)..una carrellata allucinante di confessioni di gente della porta accanto..ognuno "sindaco di casa propria"..in caseggiati simili a quelli di tutti..al centro dei loro salotti: Nostra Signora La Televisione. La si accende e si ipotizza uno zapping in loop, in cui individui, credendo di esibirsi, in un patetico confessionale stile "Grande Fratello" si presentano, uno ad uno, non dimenticando di dire anche il loro segno zodiacale. Il primo della lista esordisce confessando di aver ucciso i genitori, rei di non aver comprato il bagnoschiuma preferito, quello della pubblicità. Anonimi, disgustosi, sboccati, perversi figli del proprio tempo. Nessuna esagerazione se sfogliamo le pagine di cronaca. Aldo Nove si limita a fotografare i tanti Erika, Omar, Olindo e Rosa ecc. che ci sono piombati in casa mentre ci accingevamo a cenare tranquillamente. Certo è irritante e impietoso questo concentrato eccesso di realtà..amore, bellezza, cultura non vengono contemplate..al loro posto ci sono pubblicità, pornografia, celebrità di basso profilo, violenza e brutalità..la Tv (oggi anche i social) cavalcano il disagio e l'alienazione..tutti si sentono "protagonisti", sembrano innocui...si pongono sguaiati al centro della scena, eppure nascosti comodamente dietro all'anonimato dello schermo. L'autore è riuscito nell'intento: solitudini, omicidi surreali, analfabetismo (anche emotivo) sembrano essere realtà e normalità. Intanto, tu senti "freddo, come se la temperatura si fosse bloccata, raggelandosi dentro di noi, cupa, ottusa"...il mondo corre dritto fino alla sua fine..
Profile Image for Lauracio.
53 reviews17 followers
July 20, 2016
Com'è che l'ho letto solo ora?
Profile Image for mick_paolino.
310 reviews8 followers
July 26, 2025
Il fatto che siano passati quasi trent’anni dalla prima pubblicazione di questo romanzo non scalfisce la durezza e l’asprezza del messaggio che porta con sé.
Sarà che la nostra società non è poi così diversa da quella degli anni ‘90 o che pur cambiando le dinamiche le ossessioni rimangono quelle, fatto sta che Aldo Nove centra con un calcio il ventre molle di un’epoca mentale che perdura, come dicevamo.

Lo fa con uno stile che ricorda lo zapping televisivo e con immagini terrificanti che si sovrappongono al grigiore di vite fiaccate da una quotidianità asfissiante e che trovano sfogo in episodi di violenza improvvisa e di brutalità sconcertante.

Ci vuole il pelo sullo stomaco per digerirlo.
26 reviews2 followers
February 26, 2024
Lo zapping compulsivo dei racconti di Aldo Nove trasporta in un ritratto della superficialità moderna, costruita su consumismo, violenza, moda e pornografia.
Woobinda a volte disturba, a volte scandalizza: poi se ne capisce il gioco e diventa prevedibile.
Tuttavia, contiene lampi di genio.
Profile Image for Hex75.
987 reviews60 followers
August 16, 2017
fa impressione leggerlo la prima volta adesso. adesso che l'italia è un'altra e qualcosa che animava la noia e la solitudine di questi personaggi forse è mutato: ci vorrebbe un seguito aggiornato ai social network. o forse i social network sono il seguito di "woobinda". però mica tutti i racconti mi son piaciuti allo stesso modo, non so.
29 reviews1 follower
April 14, 2024
Innovativo, di culto, blasfemo, violento fino al gore e pornograficamente volgare.
Innovativo, di culto, blasfemo, violento fino al gore e pornograficamente volgare.

Aldo Nove fa parte di quegli scrittori "cannibali" nati negli anni novanta. Anche se lui nasce come poeta, se ne uscì all'epoca con questa raccolta di racconti brevissimi, racconti che vanno dalle due fino alle massimo cinque pagine. Che simulano lo zapping in televisione. Troviamo racconti senza alcuna punteggiatura, racconti che si interrompono proprio sul finire di una parola. Solitamente quest'ultimi sono così perché è come se lo spettatore avesse capito che il protagonista non ha più nulla di interessante da dire e quindi passa direttamente al prossimo racconto, come se fosse proprio uno zapping televisivo.
I racconti sono tutti narrati in prima persona da individui che si presentano con nome, età e segno zodiacale. La scelta di quest'ultima cosa non è a caso, dal momento che la TV da molta importanza. Per non parlare del fatto che molte persone hanno uno stile di vita sociale e psicologico personalizzato legato proprio a questi segni qui. Sono tutti soggetti soli, tristi, disperati e disgustosi. Aldo gioca molto su questi elementi appena descritti e l'importanza che essi danno alla TV. Molti di loro si lasciano influenzare, altri vivono per la TV, come unica vera forma di felicità. Si vanno a toccare anche altri temi che sono tutt'ora attualissimi nel mondo odierno dei social network: dall'idea del personaggio pubblico come oggetto senza vita privata, dal paragonarsi in un modo vergognoso con vite di cui non sappiamo nulla tranne che di un aspetto superficiale e fino al fatto che con una semplice foto, frase o un video si possa influenzare un intera popolazione e cambiare la loro percezione di quotidianità.I racconti sono tutti narrati in prima persona da individui che si presentano con nome, età e segno zodiacale. La scelta di quest'ultima cosa non è a caso, dal momento che la TV da molta importanza. Per non parlare del fatto che molte persone hanno uno stile di vita sociale e psicologico personalizzato legato proprio a questi segni qui. Sono tutti soggetti soli, tristi, disperati e disgustosi. Aldo gioca molto su questi elementi appena descritti e l'importanza che essi danno alla TV. Molti di loro si lasciano influenzare, altri vivono per la TV, come unica vera forma di felicità. Si vanno a toccare anche altri temi che sono tutt'ora attualissimi nel mondo odierno dei social network: dall'idea del personaggio pubblico come oggetto senza vita privata, dal paragonarsi in un modo vergognoso con vite di cui non sappiamo nulla tranne che di un aspetto superficiale e fino al fatto che con una semplice foto, frase o un video si possa influenzare un intera popolazione e cambiare la loro percezione di quotidianità. C'è anche un bellissimo racconto chiamato "Pam" che parla proprio di come il celebre supermercato, che è un paradiso consumista, dove hai tutto quello che ti occore, diventi all'improvviso l'inferno in terra. Che sia perché tu non riesca a capire cos'è quel prodotto che ami o perché semplicemente c'è un soggetto che disturba la tua idea di paradiso. Ovviamente questo è solo uno dei tantissimi racconti. Ce ne sono parecchi, anche se non tutti, ovviamente, non sono allo stesso livello. Non mancano i riferimenti alla cultura pop, tutta a partire dalla fine degli anni settanta fino agli anni novanta. Leggetevi questo libro perché è spassosissimo.
Profile Image for Francesco Corniola Filomeno.
3 reviews
February 20, 2024
Soprassedendo sull'imbarazzante Prefazione di questa nuova edizione de Il Saggiatore, nella quale l'Autore si scaglia contro la presunta "ideologia woke [e il] «politically correct»" che gli impedirebbe di pubblicare oggi un testo così pregno di "furia sarcastica" e scorretto, i microracconti (tutti di tre pagine massimo, in totale quaranta, divisi in "lotti") non mi hanno convinto.
Della narrativa breve di Nove mi sono incuriosito leggendo Il mondo dell'amore in Gioventù cannibale (AA.VV., Einaudi, 1996), racconto che riprende tutte le sue principali tematiche (la tonta ossessione per la TV, l'oroscopo, la violenza insensata – manca all'appello solo il feticcio consumistico per la merce) e che risulta, a mio avviso, molto più efficace e straniante di tutto Woobinda.
Sicuramente i racconti migliori sono quelli nei lotti numero cinque e numero sei, la maggior parte degli altri li si dimentica poco dopo averli letti, aiutati anche dalla brevità, li definirei insipidi.
Mi dispiace stroncare un libro che – a detta dell'Autore, sempre nella Prefazione – è diventato un cult da centro sociale, ma non mi è piaciuto, e a qualcuno interessato a leggerlo consiglierei di leggere soltanto quelle poche pagine che formano i due lotti sopracitati, o, meglio ancora, Il mondo dell'amore.

P.S.: non mi sarebbe dispiaciuto come titolo "La merce che c’è in noi", prima idea di Nove.
Profile Image for Andrea Delfino.
110 reviews
March 10, 2024
Oggi sembra indubbiamente un po' datato per temi e per stile, ma va almeno riconosciuto ad Aldo Nove il merito di essere stato il precursore di un genere di narrativa contemporanea la cui poetica è totalmente permeata dal cortocircuito fra il comportamento degli individui e i mezzi di comunicazione moderni (in particolare quello radiotelevisivo), realizzando in pratica quanto aveva profetizzato Marshall McLuhan a proposito della "narcosi" indotta dai suddetti mezzi. Certo i modi sono assolutamente eccessivi, nel passare continuamente dallo splatter, al morboso, al politicamente scorretto, ma è letteratura, e la buona letteratura non è mai necessariamente edificante. Consigliato se vi piace un certo tipo di narrativa breve contemporanea, alla Alessandro Gori per intenderci, e se non vi scandalizzate troppo per situazioni al limite del grottesco e del tollerabile.
Profile Image for Sebastiano Saraceno.
301 reviews2 followers
September 15, 2024
Cosa dire di quest'opera? E' difficile anche dargli una valutazione. Sicuramente è uno dei libri più forti, crudi, violenti e folli che io abbia mai letto. Queste piccole storie, o meglio, monologhi deliranti, pescano nella cultura di massa - specie delle televisione - degli anni 8o'-90' italiana. E questi protagonisti a una dimensione, piatti, parlano di violenza e di cose grottesche come se fossero le cose più normali del mondo. E forse è proprio questo che spiazza il lettore: se la "merda" è in televisione perchè non la si può tenere anche accanto al proprio comodino?
Personalmente il racconto che mi ha colpito di più è forse il meno crudo di tutti, ovvero "Magalli".
Profile Image for Sara Rocutto.
515 reviews9 followers
Read
August 29, 2019
...poi la mattina dopo corsi per tutti i corridoi del liceo chiedendo che effetto faceva sentirsi leggere certe pagine. Era l'inizio di un'era e me ne rendo conto solo adesso...
Profile Image for Davide Boccia.
70 reviews11 followers
February 17, 2024
La rilettura in questa nuova veste è stata fantastica.
Irriverente e grottesco woobinda è consigliato per chi è forte di stomaco e ha una grande voglia di entrare fino al collo nelle acque della disperazione.
Displaying 1 - 20 of 20 reviews

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