Questo è il secondo libro di Fubini che leggo e apprezzo.
La cosa per cui mi sento di ringraziarlo profondamente è aver dato giustizia alla vita integerrima di un uomo la cui memoria va riabilitata.
Niccolò Introna è stato un vero e proprio eroe che ha servito l'Italia come funzionario di alto grado (diciamo "vice", per comodità) della Banca d'Italia per circa 60 anni(!).
Il libro si lascia divorare: è scritto molto bene, in maniera scorrevole, e cerca di ricostruire più vicende che hanno riguardato la Banca d'Italia e lo stato Italiano durante gli anni del ventennio e poi nella neonata Repubblica.
Se da un lato emerge chiaramente la statura di una persona incredibile, che a costo della propria vita e carriera ha sempre cercato di fare ciò che era giusto, dall'altro non può non sorgere anche una profonda amarezza per le vicende personali di quest'uomo e per come è stato trattato, di volta in volta, dalle istituzioni (ahimè, non solo quelle fasciste).
Ne risulta il ritratto di un uomo profondamente religioso (cristiano valdese!), che aiutava la propria comunità, che è stato per diversi anni il più alto funzionario pubblico italiano senza avere la tessera del partito fascista, che è stato mantenuto nella sua posizione di vice perchè era "l'unico in grado di mandare avanti la baracca", che ha cercato di nascondere l'oro della Banca d'Italia dai tedeschi, che si è dato da fare per riaverlo, che ha sempre espresso in maniera estremamente coerente, e forse ingenua, la sua visione e le sue idee da "tecnocrate" in materia di finanza, che ha salvato le macchine con cui stampare le 'nuove' lire italiane dopo la guerra e che, soprattutto, ha sempre dovuto subire l'umiliazione di non essere mai accettato per quello che era, sempre relegato al secondo posto, sempre isolato ed attaccato dalle elitè del paese.
Come accennavo in precedenza, la cosa che più lascia l'amaro in bocca è che nonostante la sua strenua "missione" lavorativa (etica del lavoro chiaramente protestante), anche le cariche della Repubblica Italiana l'abbiano poi scaricato e abbiano sconfessato il suo lavoro, anzi riabilitando e poi di nuovo blandendo, uomini (lacchè?) che avevano fatto le proprie fortuna col regime fascista.
Ancora una volta a rinconferma di un certo carattere, meglio, un certo vizio, che contraddistingue da sempre noi italiani.
Quindi, un sincero grazie a Fubini per averci fatto riscoprire una tale persona.
P.S.
Molto interessante anche gli episodi legati all'IRI, alla Banca d'Italia e a quello che è stato il più grande default dell'Italia unita. In poche parole, è stato permesso al corporativismo fascista di sopravvivere e, quindi, i 'nuovi' partiti politici hanno preso il controllo di molte industrie, anche quelle in perdità, pur di mantenere controllo di una parte della società.
Anche questo un episodio che getta luce su chi era Introna, su chi siamo stati e su chi siamo oggigiorno.