In queste prose morali, scritte tra il 1890 e il 1892, è sinteticamente racchiusa la concezione etico-politica-religiosa di Leone Tolstoj sui rapporti sessuali fuori e dentro la vita matrimoniale, e sui "piaceri viziosi" più diffusi nel mondo contemporaneo: l'alcool, il tabacco e le droghe. Sebbene rivolte ai suoi compatrioti, e nonostante talune punte estremistiche, le osservazioni del grande scrittore russo assumono tuttavia valore universale e offrono, soprattutto al giorno d'oggi, non pochi elementi di riflessione.
Lev Nikolayevich Tolstoy (Russian: Лев Николаевич Толстой; most appropriately used Liev Tolstoy; commonly Leo Tolstoy in Anglophone countries) was a Russian writer who primarily wrote novels and short stories. Later in life, he also wrote plays and essays. His two most famous works, the novels War and Peace and Anna Karenina, are acknowledged as two of the greatest novels of all time and a pinnacle of realist fiction. Many consider Tolstoy to have been one of the world's greatest novelists. Tolstoy is equally known for his complicated and paradoxical persona and for his extreme moralistic and ascetic views, which he adopted after a moral crisis and spiritual awakening in the 1870s, after which he also became noted as a moral thinker and social reformer.
His literal interpretation of the ethical teachings of Jesus, centering on the Sermon on the Mount, caused him in later life to become a fervent Christian anarchist and anarcho-pacifist. His ideas on nonviolent resistance, expressed in such works as The Kingdom of God Is Within You, were to have a profound impact on such pivotal twentieth-century figures as Mohandas Gandhi and Martin Luther King, Jr.
Breve apologo tolstoiano che, nel solco del suo periodo di riscoperta dei Vangeli, cerca di incarnare una qualche missione educativa o financo civilizzatrice che cerca di approcciare quasi psicologicamente il problema dei problemi viziosi, intesi come quelli che oggi identificheremmo come usi e abusi di alcool, tabacco, sostanze e sesso. L'idea di fondo, certo un po' naif ma per sommi capi ragionevole, è che ogni uomo sia fondamentalmente spaccato in due: i due compartimenti sono, rispettivamente, quello razionale (delle prescrizioni, dell'etica, della deontologia, della coscienza) e quello irrazionale (degli istinti, delle pulsioni, dello spirito primigenio, dei sensi) e sono sempre in contrasto l'uno con l'altro. Per sopire il sentimento doloroso che sorge negli uomini di fronte alla discrepanza tra le due dimensioni suppliscono gli stupefacenti, in senso lato ovviamente. Il saggio però, un po' urticante nelle posizioni pedagogiche o peggio moralistiche, non chiarisce quale possibile alternativa si potrebbe opzionare e, soprattutto, non chiarisce se la condanna è da rivolgersi all'abuso o addirittura al semplice uso che, però, viene valutato complessivamente piacevole.
Tolstoj esplora con lucidità e un pizzico di durezza le debolezze umane legate al desiderio, alla dipendenza e all’eccesso. Mette a nudo la fragilità morale con uno sguardo severo ma profondamente realistico: più che condannare, sembra voler scuotere il lettore e invitarlo a riflettere sui limiti dell’autocontrollo e sul senso della vera libertà.