È PASSATO DIVERSO TEMPO da quando la soglia dell'est è stata aperta, e ormai le nubi nere sotto cui si muovono i noctus hanno circondato Vanhorn. La capitale è isolata, i suoi abitanti sono nel panico e tutti si domandano come farà l'Alto a salvarli. Sorin è stato imprigionato. Ha perso definitivamente la lucidità, e solo la furia lo tiene ancora in forze. Neth è riuscito a portare una manciata di sopravvissuti nel Khyuuten, ma il prezzo è stato molto, troppo alto. Come se non bastasse, le guerriere che si fanno chiamare danzatrici sono ancora restie a prestare il loro aiuto. Shai ha finalmente compreso ciò che Frey ha sempre cercato di dirle. Devono liberarsi dal giogo del loro padre, perché solo così saranno davvero liberi. Luin, infiltrato nel Palazzo del Sole Pallido, ha una strana sensazione: sembra che l'Alto stia attendendo qualcosa. Ma cosa? E mentre tutto precipita verso la rovina, Mali dei Piangenti rinasce nell'Oltre come spirito, pronta a compiere un viaggio che la porterà al centro di tutto e le permetterà di comprendere molte verità. La fine è prossima. Ma sarà davvero la fine?
Allora,come singolo libro ha qualcosa meno rispetto ai primi 2, sia chiaro, siamo ben oltre la sufficienza, ma una cosa che proprio non mi va giù e da lì il voto è spacciare un opera per una trilogia quando è palesemente l inizio di una saga molto più grande. Va bene mungere la vacca ma ci vorrebbe maggiore onestà. Ovviamente questa è una colpa da attribuire interamente a mondadori. Insomma ci troviamo davanti a un opera prima dai connotati positivi, un dark fantasy bello forte, con certe scene anche di notevole durezza. Ma per via delle decisioni edutoriali personalmente non proseguirò.
L'inizio è stato veramente lento e con poco mordente, stavo seriamente pensando di abbandonare la lettura. Fortunatamente si è ripreso. Mi è dispiaciuto per la morte di LL, avrei voluto vederlo nei panni di un possibile antagonista in futuro. Per la storia avrei preferito che qualche indizio criptico venisse svelato, ma aspetto con fiducia altre opere, altrimenti rimane qualcosa di buttato lì e bon. In totale la trilogia mi è piaciuta e merita più di tre stelle sicuro. Singolarmente il libro è stato godibile apparte i primi pov di una lentezza esasperante almeno per me. 3 stelle e mezzo.
Come il secondo volume della trilogia, questo terzo ha una prima parte (metà del libro) molto molto lenta, poi accelera tutto insieme, e capita quasi che uno dica "qui avrei voluto qualcosina in più".
Come succede in tutte le narrazioni corali, di alcuni personaggi non te ne può fregare di meno, ma qui uno di questi (Mali) ha le parti migliori dal punto di vista dell'inventiva e dell'originalità, che quasi avresti voglia di leggere un libro ambientato esclusivamente nell'Oltre. Anche perché ho la sensazione che la sua storyline, per quanto noiosa, non si sia effettivamente chiusa.
Dopo 500 pagine e la fine della trilogia, alcuni finali aperti non me li aspettavo e non credo che ci stiano così bene. Più di 1000 pagine e ancora c'è molto in sospeso. Capisco che Butini si sia voluto lasciare aperte delle porte per magari continuare a scrivere di questo mondo in futuro, però, visto gli avvenimenti di questo libro, non era necessario, dal momento che comunque tutto è in bilico.
Alla fine, la lettura è stata abbastanza piacevole, anche se la ridondanza stilistica (ricercata dall'autore lungo tutti e tre i romanzi) mi ha portato a leggere più velocemente del normale, perché "tanto questo è già stato detto". Con una lettura più calibrata sarebbe stato molto pesante superare alcuni capitoli.
Il secondo libro è quello che ho preferito.
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I primi due li ho letti in rapida successione e, come mio solito, ho impiegato un po’ a convincermi a leggere il terzo libro. Il secondo è ricco di riflessioni, recriminazioni e dubbi. Un secondo volume tipico e costruito bene, inevitabile rallentare dopo la fine adrenalinica del primo.
Questo atto conclusivo della trilogia risente un po’ della “lentezza” del Palazzo del sole pallido. Si trascina dietro gli stessi dubbi e i personaggi ancora troppo incerti sul da farsi e tenacemente legati al passato, tanto da voler smettere di combattere (Parlo di te Neth. Non puoi continuare a riflettere e dire “Arrivo mia cara” a ogni difficoltà.) Sorin invece è la certezza, perché sai come agirà, qualsiasi cosa accada. Lui vive per la vendetta ed è disposto a tutto per averla, senza mai scendere a compromessi. Luin svela la sua ambiguità fatta di timidezza e disprezzo e si mostra per ciò che è realmente: solo e impaurito, con la voglia di regnare su tutti e rivalersi dei torti subiti.
Ho trovato ciò che mi aspettavo: sangue, combattimenti e vendetta. Sorin è così cocciuto che ti fa innervosire e ti attrae, godi della sua voglia di uccidere, di distruggere le fondamenta di un sistema marcio e al collasso. Non mi aspettavo, però, la poca lucidità degli altri personaggi. Sempre sull’orlo di una crisi, in cerca di aiuto e di risposte che non avranno. Perché questo è il punto dolente. Butini decide di non chiudere del tutto il cerchio. Il finale c’è ma le trame più interessanti restano aperte. Inoltre l’autore ci dà uno sguardo diverso del suo mondo, una dimensione onirica che racconta le origini e i perché di ciò che sta accadendo. Capitoli che ho apprezzato ma che spezzavano troppo la narrazione, inseriti in punti clou che, se non ti concentri, ti portano a velocizzare per tornare alla “realtà.”
In conclusione, la trilogia di Butini è solida, a tratti divertente e ad altri introspettiva. Ma quest’ultimo punto è troppo ricercato. Una forzatura stilistica che grava sulle parole, molte ripetute come un’eco per rafforzare un concetto, dopo un po’ stona, per me. O mostrare continuamente che il libro è grimdark, che il mondo è sporco, a tratti nauseante. Mi è piaciuta questa trilogia, la consiglio spesso. Un esordio notevole, specie il primo libro, questo terzo ha perso un po’ di abbrivio. Ora aspetto le prossime pubblicazioni dell’autore. Ci deve ancora qualcosa.
Butini rientra tra i miei autori fantasy preferiti. Era da mistborn che non leggevo una trilogia tutta d'un fiato.
Sono stato molto molto tentato di dare 4 stelle perché , dopo circa 1500 pagine di storia, lasciare dei finali ancora aperti mi ha un po' fatto storcere il naso. A mio avviso non serviva: c'era già tanto materiale con cui eventualmente scrivere altri romanzi ambientati nello stesso universo.
Detto questo, la storia procede e si arriva al climax finale. I personaggi completano la loro evoluzione e i conflitti si risolvono. Nel primo libro eravamo fermi nel villaggio di Rokthan, col secondo abbiamo viaggiato attraverso R'hor per giungere poi nel Mhawsh, a Khyuuten e a Vanhorn. Proprio qui, nel Palazzo del Sole Pallido, si svolgeranno le fasi principali della storia: conosceremo le tre casate, la struttura gerarchica dei pacificatori e dei sacerdoti, e ci avvicineremo alla misteriosa figura dell'Alto. Sorin otterrà la sua vendetta? Frey si ritroverà con la sorella? E il vecchio deleomante, che fine ha fatto? Come sono gli altri popoli di questo universo? Fino a dove può spingersi la deleomanzia? Che diamine sono i noctus? E soprattutto, cosa sta escogitando l'Alto? Ecco, queste sono solo alcune delle mille domande a cui avremo risposta con questo terzo volume conclusivo della saga.
Una cosa che ho apprezzato tantissimo da parte dell'autore è stata la sua capacità di utilizzare elementi che aveva già creato per risolvere situazioni, senza inventarsi niente di nuovo, e di aver fatto tornare dettagli dei libri precedenti in modo che influenzassero punti chiave della storia.
Mi è piaciuto leggere questo racconti corale dove la sofferenza e l'orrore protagonisti si risolvono alla fine con speranza, perdono e seconde opportunità.
Frey mio personaggio prefe.
Per concludere, consiglio questa trilogia a lettori con un po' di peli, che non si facciano impressionare troppo dalla violenza, perché qui ce n'è parecchia, sia fisica di combattimenti spietati e di torture, sia psicologica. Io personalmente era la prima volta che leggevo un fantasy così pregno di violenza, in cui potremmo dire è proprio protagonista, e, tranne alcune scene in cui ho sentito di dover riposare la mente, è stato tutto scorrevole. Posso dire che, alla fine, mi ha aperto verso un sottogenere che non avevo mai considerato.
Aspetto di leggere con curiosità i prossimi romanzi di Butini!
Buongiorno amici lettori 💙 Oggi vi parlo del terzo e ultimo volume della trilogia del Sole Pallido scritta da Andrea Butini e edita Oscar vault che ringrazio per la copia del libro 💙 . Inizio col dire che la fine non è una fina ma piuttosto una mera conclusione di alcune faccende che prevedono - in seguito e da data da definire - un ulteriore inizio, inevitabile. . Ma non sono delusa, anzi! La storia c'è stata. Tre bei libri ciccioni che ho letto con piacere e voracità. Una storia ben congenita e originale. Un world building ben strutturato con personaggi e luoghi caratterizzati benissimo. Però un finale cosi aperto non l'ho ancora digerito a distanza di giorni dalla fine😅 . In questo libro, in cui mi aspettavo la conclusione e la chiusura del Cerchio di tanti avvenimenti portati avanti nei volumi precedenti, abbiamo soltanto una piccola tregua dai noctus. Una sta-mega rivelazione su chi sia l'Alto e tante, tante uccisi0ni! . Molti personaggi a cui mi sono affezionata nel corso della narrazione sono sopravvissuti, crescendo e maturando arrivando addirittura ad una consapevolezza diversa. Altri non ce l'hanno fatta. . Per Luin un po' mi dispiace, dopo tutto quello che ha passato essere arrivato alla fine cosi, forse si meritava una seconda occasione. Sorin, bellissimo personaggio dall'inizio alla fine. Il suo dolore sordo per la perdita delle persone a lui care lo ha spinto a fare cose oltre ogni limite. Ripagandolo, forse, con altro amore, alla fine. . L'epilogo poi, con la nuova consapevolezza di Shay w la decisione da prendere, apre le porte ad un futuro che sarà tutto da scoprire! Idem per quanto riguarda il Maestro e le danzatrici ormai senza più una guida. . Che dire, una delle serie che più mi ha appassionato in questi anni. Avvincente, originale, ben strutturata, con personaggi memorabili. Se amate il fantasy, amici, quello dark, forte, potente, fatevi un regalo e leggetelo! . ❓E ora vi chiedo.. vi potrebbe piacere? Cosa pensate dei finali aperti delle serie o libri, conclusi? Avete un libro che in questo periodo vi ha stupito e che consigliate a tutti? Vi leggo volentieri nei commenti 💕 . La vostra Febe 💙
Un storia densa di oscurità che, nella sua sete di sangue, non risparmia nessuno. La follia e la brutalità dell'uomo viene chiaramente esplicata in tutti i suoi volumi e si accompagna ad una costruzione di un mondo solido, vivido e minuziosamente dettagliato. Il worldbuilding traspare nei dialoghi, dai personaggi e da quella che è una discesa verso l'oscurità dei protagonisti, verso gli abissi altamente distruttivi di un mondo che non risparmia nessuno.
Non vi parlerò della storia, quella dovrete scoprirla leggendo, ma della scommessa -o delle scommesse- che rappresenta questo libro: L'esordio di un autore nel mondo dell'editoria italiana (più oscuro di quello raccontato in questa trilogia), dominato dalle tinte pastello dei romantasy, con una saga dai toni neri e rossi. È una lotta impari ma questa trilogia si pone come Davide contro Golia, e spero che i lettori ormai stanchi della saturazione che ha preso il mercato rappresentino la pietra nella fionda dell'eroe.
È una scommessa anche quella di lasciare una traccia aperta per le prossime narrazioni, ma vi assicuro che le storie che iniziano vengono portate a complimento.
Un altro pregio di questa saga è la mano di Andrea, che non nasconde i suoi interessi e riesce a incastrarli con grande attenzione nella narrazione. Chi, come me, è un lettore assuefatto al genere potrà trovare diversi rimandi durante la lettura e dire "ah, ma anche lui ha letto questo allora!"
Un'ottima saga GrimDark, ma very dark. Quindi se siete appassionati di narrazioni oscure e dell'immaginario fantastico non lasciatevela sfuggire!
“Il Cerchio di Luce” di Andrea Butini, pubblicato da Mondadori, è l’ultimo volume della trilogia dark fantasy del Sole Pallido. Dopo una gestazione lenta, servita a costruire alla sandersoniana maniera le trame per la conclusione, dalla metà in poi del libro la narrazione procede rapida, un evento dopo l’altro e in un crescendo di hype incredibile. Le emozioni che mi ha lasciato sono state molte e diverse tra loro. Partiamo da un senso di compiutezza: i tasselli riguardanti i personaggi vanno quasi tutti al loro posto e il fatto di aver finito una trilogia intera in pochi mesi va ad aggiungersi alla sensazione. Shai e Frey mi hanno commosso, Sorin mi ha fatto male, Neth mi ha fatto esaltare e Luin incazzare. Poi angoscia: dovuta alla parte dark espressa nel libro, che si sente palese nelle morti numerose e nelle scene più tetre. Infine c’è ancora speranza per chi è rimasto, uno spicchio di luce nell’oscurità. Piccola nota negativa dovuta ad alcuni passaggi fumosi e poco chiari, finale compreso (Occhi, Oltre, Mali), ma per il resto non posso che complimentarmi con Butini per aver ideato un mondo e dei protagonisti così belli e originali. “Il Cerchio di Luce” è questo e molto altro, ognuno può vederci qualcosa di personale, ma credo che non ci siano dubbi a riguardo: arriva direttamente al cuore del lettore.
Chi vuole approfondire trova l'intervista all'autore sul canale YouTube "Scandal Wonder"!
Il libro continua con lo stile con cui Butini ci ha abituati.. ricco di cupezza e tristezza.. Il suo mondo oscuro precipita sempre più verso il baratro e la follia imperversa sempre di più.. Se il secondo volume era incentrato sull avventura, qui è tutto congeniale alla convergenza finale.. e che convergenza!!! Gli archi narrativi dei personaggi sono semplicemente perfetti.. E Butini non lesina su colpi di scena, morti brutali e tonnellate di sangue, gore e splatter.. tutto da 5 stelle!!
Perché per me solo 3 stelle allora? La prima la tolgo perché anche se capisco le motivazioni che ci sono dietro alla vicenda che spinge tutto, non vengono spiegate troppe cose importanti.. ci sono indizi disseminati in tutto il romanzo, molto criptici, troppo criptici.. così che quando si arrivano a mettere insieme tutti i pezzi, beh, mancano.. il perché ha agito così ok, ma il COME ha fatto non risulta molto chiaro.. anche il Piano finale è solo accennato in modo vago.. personalmente non mi ha soddisfatto.. La seconda la tolgo per il finale! Perché non ha un finale!! Ok, gli archi narrativi dei personaggi hanno una loro fine, e anche alla grande, ma la vicenda principale non ce l'ha per nulla! Ora capisco lasciare alcune cose in sospeso per una Possibile seconda trilogia.. ma così è tutto aperto.. se non verrà mai scritta, resto con un pugno di mosche!!! Bello, ma pur sempre un pugno di mosche!! Mi spiace, perché è stato fatto tutto alla perfezione, ci stava lasciare alcune cose in sospeso se potevano essere lasciate all immaginazione di ognuno, ma qui mancano proprio molte delle spiegazioni finali!! E per Mio gusto, non amo questo tipo di finali!!
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Il fantasy italiano ha bisogno di più Butini. Vai, Butini, impugna la zweihander del show, don't tell e massacra gli imbrattacarte nostrani!
Sì, sono reduce da una lettura quasi filata della seconda metà del libro e sono gasato.
Il cerchio di luce è diversi passi avanti il suo predecessore. Sono sempre più convinto di quello che ho scritto nella recensione de Il palazzo del sole pallido: Butini aveva in mente i libri 1 e 3 e per il 2 ha dovuto riempire buchi. Dirò di più: secondo me ha dovuto riempire buchi per una minima parte anche del 3. Superata una certa soglia, riprendono i ritmi serrati del libro 1 e questo è benissimo.
Il cerchio di luce chiude le vicende di questa trilogia. Rende evidente che ci saranno altri libri, ma le vicende di cui sono state gettate le promesse sono chiuse. Un po' alla Mistborn, solo che le prossime trilogie avranno evidentemente gli stessi personaggi. Da quello che viene detto sul finale, saranno ambientate nei 488 giorni che seguono il finale del libro 3. Personalmente la cosa non mi dà fastidio, perché quello che doveva essere chiuso è stato chiuso e i payoff sono stati soddisfacenti, anche se molto brevi. In generale Butini ha la tendenza a essere molto stringato negli epiloghi. Non sarebbe male invece se si prendesse un po' di spazio in più, specie tenendo conto che deve chiudere gli archi di molti pov.
Lo stile è migliorato. In particolare sono diminuite le frasi con i dativi del pronome personale messi a sproposito, e anche le scelte lessicali opinabili (tipo i famosi groppi di saliva che i personaggi hanno sputato per tutto il libro 2) mi pare siano sparite.
Butini ha fantasia nel creare mostri e scene mostruose, e infatti sia gli spiriti contaminati che le apparizioni dell'Incatenato sono tra le parti migliori del libro. Ho apprezzato il modo in cui è stata approfondita la figura dell'Alto, ho apprezzato l'arco di Luin, che resta secondo me il personaggio pensato meglio della serie, ho apprezzato la lunga battaglia contro Gonal. Non ho contato le pagine, ma è infinita, eppure non mi ha mai annoiato, anzi, sono felice che sia così lunga. Ha senso che lo sia. Ci sarei rimasto male se, dopo che la sua potenza è stata mostrata per tutto il libro 2 come insuperabile, la battaglia si fosse conclusa dopo tre pagine.
Come dicevo la seconda metà del libro si fa leggere con foga, è fitta di momenti immaginifici e ben mostrati, è densa d'azione, e di nuovo i personaggi compiono scelte non banali. Ho anche apprezzato che l'arco di Elin sia stato separato dalle vicende. Sarebbe stato forzato includerla nelle vicende del palazzo del sole pallido, visto l'esito che Butini le ha riservato, e dopotutto lei era un pov secondario. Benissimo così.
Però ho messo solo tre stelline. Perché?
Perché, a compensazione di questi pregi, ho trovato anche dei difetti qui e là. Tralasciando la prima parte, che come dicevo è ancora un po' riempitivo, e tralasciando che ci sono personaggi come il Maestro e Neth, che fanno poco finché non si uniscono alla battaglia finale e quindi Butini ha scelto di allungare i loro pov con cose che si potevano stringere o tagliare tipo la lunga sequenza in cui si chiudere la faccenda di Victor, che addirittura si estende su più capitoli, ci sono snodi della trama che funzionano poco. Prendiamo Luin. Come dicevo nella recensione del libro precedente, si crede astuto ma non lo è. Benissimo. Peccato che poi Nilde lo creda davvero astuto e questo sia fondamentale per il dipanarsi della sua trama. Quindi? Devo dedurre che anche Nilde è una deficiente come lui? Non ho capito. Mi aspettavo da un momento all'altro che lei gli dicesse che lo riteneva un idiota e lo stava sfruttando solo perché aveva capito che era sensibile agli elogi. Invece niente.
La faccenda del piano di Shai e Frey per incastrare Soria è ancora più incresciosa per varie ragioni. Intanto perché le gemelle non mi paiono in grado di usare la deleomanzia: la loro malattia dovrebbe essere un handicap, no? No. Hanno il corpo che si squama da solo, devono vivere in vasche di medicine, provano continuamente dolore e possono consumarsi ulteriormente il corpo senza problemi. Boh. Come poi mi è sembrato scemo che Frey e Shai abbiano in pratica costretto Soria ad aiutarli facendo combattere le gemelline, pronte a dichiararsi amiche di uno che hanno conosciuto cinque minuti prima. E se si fossero rifiutate? E se Soria, per esempio, avesse privato dei sensi Frey e Shai per consegnarli a Gonal e risparmiare le nipoti? Io lo avrei fatto. In ogni caso non era scontato che lei si schierasse dalla loro parte. C'erano soluzioni narrative semplici per aggiustare la faccenda (tipo Shai e Frey potevano avere in mente qualcosa di meno coercitivo, poi arrivava Gonal all'improvviso ed ecco che la situazione precipitava).
Per non parlare della liberazione di Sorin. In pratica i pacificatori sanno che li potrebbe uccidere tutti ma, siccome uno arriva a dire loro che si tratta dell'ordine di un capostipite, liberano Sorin dicendogli mi raccomando obbedisci agli ordini. Lui puntualmente disobbedisce e li ammazza tutti. Com'era ovvio. Pacificatori imbecilli?
Queste sono le forzature più macroscopiche, ma ce ne sono altre. Non hanno pregiudicato la piacevolezza della lettura, tutt'altro, perché Andrea Butini sa mantenere la tensione e sa tenermi appiccicato alla pagina. Non ci fossero state, sarebbe stato meglio. Questo è il genere di cosa che faccio anche io. Scrivo una sequenza e faccio succedere una cosa che mi sembra scricchiolante ma, non avendo altre idee, lascio quella. Puntualmente arriva l'amico che si legge capitolo per capitolo tutto quello che scrivo e mi dice che sì, scricchiola, per favore riscrivi. Io mi cospargo il capo di cenere, ne parliamo insieme, si trova una soluzione più sensata e riscrivo. Ho idea che sia mancato questo passaggio. Vedendo i tempi di pubblicazione, è comprensibile. Butini ha pubblicato un libro all'anno, e suppongo che abbia anche lavorato nel frattempo (dalla biografia a fine libro sembra essere lasciato intendere che fare lo scrittore non sia il suo unico mestiere). Un libro di queste dimensioni all'anno è un ritmo serratissimo. Scrittori che fanno solo quello nella vita non ci riescono. Guy Gavriel Kay pubblica un romanzo ogni tre anni, per dirne una. Jim Butcher lo fa e infatti i Dresden Files sono tristissimi (almeno il primo; a onor del vero non ho letto gli altri, perché il primo mi è bastato). Probabilmente per ragioni di contratto Butini si è trovato costretto a tenere quello che aveva fatto come lo aveva fatto perché non aveva il tempo materiale di far leggere il libro a qualcuno oppure non aveva il tempo di sistemare tutto quello che era passabile ma lungi da essere perfetto.
Ultima cosa, sono certo che Butini scriva avendo una mappa davanti. L'avrei inclusa anche nel libro. Sarebbe stato più facile seguire gli spostamenti dei personaggi e capire come si allineavano le varie timeline.
Leggerò i prossimi libri della serie. Andrea Butini mi ha convinto, e sono molto curioso di sapere come evolve la storia.
«Non conta chi eravamo prima. Conta chi siamo adesso e cosa diventeremo».
Capitolo conclusivo della trilogia dark fantasy Il Sole Pallido. Il Cerchio si chiude, l'oscurità preme su Vanhorn, i noctus vagano liberi e le soglie si aprono. C'è una tempesta di disperazione che ha stretto nella sua morsa i personaggi. _ La corruzione dilaga tra le pagine, l'odore della paura che ammorba le decisioni dei protagonisti. E la costante di violenza e crudeltà della trilogia qui è al culmine, rendendo le scene furiose, agghiaccianti, incredibili. _ La narrazione è corposa e straordinaria. Qui avvertita come un lungo taglio seghettato dove le emozioni dei personaggi fuoriescono crudi. L'autore scava portando alla luce sentimenti grezzi che feriscono e ci attirano proprio per il loro essere adombrati di oscurità. _ Ogni personaggio viene consumato da emozioni forti. Sorin è consapevole di farsi divorare dalla rabbia e accoglie questa distruzione a braccia aperte. Erin scoprirà che spaccarsi a volte fa bene (che evoluzione bellissima!). Shai abbraccia la verità diventando davvero pietra e tempesta. E Neth è colmo di una forza dissimile a quella degli altri eppure riesce ad avere sempre il suo peso. _ La storia viene fatta visualizzare con una lente di brutalità che rende tutto oppresso. La stessa emozione viene vissuta in modo diverso dai personaggi, prendiamo la rabbia, che può ardere diventando follia come quella di Sorin, oppure può bruciare nella sua freddezza agognante e calcolata del Maestro. _ C'è sempre un prezzo da pagare, le cose si ottengono attraverso il dolore e il sacrificio, un aspetto che caratterizza la trilogia evidenziando come nulla sia facile. Il coraggio di provare nonostante le probabilità non siano a favore. _ Un'avventura peculiare, ricca di emozioni spietate attraverso personaggi complessi dove luce e buio coabitano. Quanta strada abbiamo percorso dal piccolo villaggio di Rokthan? Siamo usciti dai confini e vissuto l'ignoto, che ci ha condotto il luoghi belli e disperati, attraverso personaggi diversi.
L'arco di questa trilogia è perfetto: ogni personaggio affronta una crescita personale degna di nota attraverso i tre libri e, alla fine, il cerchio si chiude nella maniera più indicata per ognuno di loro. Chi più chi meno, ai protagonisti viene dato il finale che più - a mio parere - si sarebbero meritati sin dall'inizio. Non farò spoiler a riguardo, vi suggerisco vivamente di leggere La Trilogia del Sole Pallido, ma posso dire con certezza che Andrea Butini avrà un posto particolare nella mia libreria: seppur crudo, a volte ingiusto e duro, ha dipinto una storia credibile, dove niente è lasciato al caso e la malasorte non risparmia i "buoni" solo per bontà di cuore. In una ambientazione come Vanhorn, accade esattamente quello che deve accadere (un po' come gli stregoni di LOTR, cit.), quando e come deve accadere e tutti sono costretti a far affidamento sulle proprie forze, senza poteri nascosti svelati all'ultimo per ribaltare la situazione a loro favore. L'autore è stato in grado di sviluppare tante storie singole ben strutturate e intrecciarle in qualcosa di più grande fornendo tutte le armi in egual modo e senza fare favoritismi. Ciò a cui i personaggi sono andanti incontro se lo sono costruito con le proprie mani sin dal primo momento, con le loro scelte e le loro azioni, affrontando i propri demoni e vincendo o perdendo in base alla propria forza. Chi è cambiata più di tutti è decisamente Shai: se nel primo volume aveva un ruolo quasi marginale, andando avanti si è conquistata sempre più spazio, fino a divenire uno dei pilastri del palazzo. In tutti i sensi. Ha avuto una crescita meravigliosa, che - in fondo in fondo - noi tutti speravamo avesse e che si contrappone a quella di Soria Teeles, personaggio a sua volta molto bello che fa da contrappeso giusto alla più giovane Thu'rei. Quello che le accade (o non le accade) mi è parso giusto, specie per una trilogia come questa, dove nulla è regalato e il lieto fine deve essere letto tra le righe. Anche Mali è cambiata, ma in quanto a carattere non mi ha attratto particolarmente (non perché sia scritta male, ma perché non sopporto i piangenti), sebbene grazie al suo viaggio si acquisiscano conoscenze più approfondite sul mondo attorno a loro. Mi dispiace solo non aver afferrato appieno il suo finale, mi è sembrato come sospeso in attesa di qualcosa. Luin. Che dire di questo ragazzino? Si è creduto superiore a tutti dall'istante esatto in cui il Maestro lo ha eletto a proprio allievo e da allora non si è scollato dall'idea di poter fregare il prossimo grazie alla propria astuzia. Il suo finale è perfetto, è stato segnato al momento giusto, e se lo meritava tutto. Anche qui ho un piccolo dispiacere legato a Sorin, che però mi rendo conto, da un lato, essere più appropriato all'equilibrio del complesso. Sorin che, in questo libro, si è rivelato diverso da ciò che credevo, lasciandosi guidare dalla rabbia cieca, dalla vendetta e dalle voci, per poi salvarsi un minimo in calcio d'angolo. Il suo cerchio mi ha lasciato un po' di amaro in bocca. Sinceramente, durante tutta la lettura non ho saputo in che cosa sperare: la sua storia sarebbe potuta terminare in due modi, entrambi adatti ad un personaggio come lui, ed entrambi che avrebbero dato sollievo a qualcun altro. Quello adottato da Butini ha il pro di mantenere una promessa, almeno. Infine Neth e il Maestro, ormai indissolubilmente legati nella mia testa, due facce della stessa medaglia: uno tira fuori il coraggio di andare avanti, l'altro mostra il suo lato umano nascosto fino ad ora. Sono il momento di luce nel buio di questo volume: uno "Stanlio e Ollio" adattati all'ambientazione in cui si trovano; un "Sam e Frodo" rivisitati. Si fanno forza a vicenda, rispondendo ai bisogni dell'altro e tirandone fuori il carattere celato sotto strati di corazze e traumi. Il loro rapporto da maestro e discepolo è decisamente adatto allo scopo e utile a dare informazioni senza appesantire. Per non parlare del sorriso che strappano i loro battibecchi anche nei momenti meno opportuni. Piccola menzione per Elin, una ragazzina che ha perso tutto ma che, non si sa se per testardaggine o inerzia, trova lo stesso la forza di pronunciare a voce alta una promessa non da poco e impegnativa da mantenere. Sebbene sia cambiata in modo da farmi venire l'orticaria, il suo epilogo è abbastanza centrato per lei, e lascia uno spiraglio di crescita futura che potrebbe trasformarla in una donna forte e risoluta. E chissà, magari Andrea Butini ci regalerà uno spin-off sui personaggi di Rokthan.
"Il Palazzo del Sole Pallido" ha iniziato a darci un assaggio del mondo che c'è fuori Rokthan, mostrandoci il Mhawsh, introducendoci alle dinamiche di palazzo tra le casate, accennandoci il Khyuuten. In questo ultimo volume il viaggio continua, e ci vengono date in pasto grosse fette di ambientazione. Le culture del Mhawsh e del Khyuuten, così distanti da quelle a cui sono abituati i personaggi principali, dimostrano di essere ben differenziate e ispirate a quelle di popolazioni reali. Ho particolarmente apprezzato la gelida determinazione delle Danzatrici, con il loro senso dell'onore anche troppo ferreo, ma anche l'umile quanto essenziale funzione dei Piangenti e il mondo sciamanico costruito intorno a loro. Ma anche Vanhorn e il palazzo del Sole Pallido vengono ulteriormente approfonditi: si lascia più spazio alle casate e ai loro capi, ma anche al piano dell'Alto, che si serve di tutti loro. Rispetto al secondo volume, che aveva una genetica funzione di passaggio, "Il Cerchio di Luce" è più dinamico e zeppo di azione. Non mancano gli scontri, fisici e a suon di deleomanzia, e gli spargimenti di sangue. Ma i libri di Andrea Butini hanno dimostrato, fin dalle prime pagine, di non essere pura violenza. Nonostante l'ambientazione sporca e oscura, nonostante i bassi istinti e le dinamiche grette, c'è sempre un'attenzione alla psicologia dei personaggi. Nessun gesto, nemmeno il più brutale, viene gettato a casaccio: ogni cosa appoggia su una psiche complessa e ben costruita. Ogni personaggio, dai principali ai secondari, ha avuto un'evoluzione all'interno di questa trilogia e, in coerenza con l'arco narrativo di ciascuno, cambiano anche reazioni e prese di posizione. Il risultato è un quadro molto credibile, con il quale si riesce a empatizzare facilmente. Anche le scelte più odiose da parte dei personaggi più viscidi sono così coerenti con gli stessi che il lettore non può che comprenderne le ragioni - anche laddove non le appoggi o giustifichi. Un altro elemento, già presente nei primi due volumi, che qui viene portato a un livello ulteriore è quello di una sorta di mondo onirico che si trova oltre il velo. Se ne "L'Occhio del Gufo" e ne "Il Palazzo del Sole Pallido" sembrava solo una dimensione secondaria, creata per consentire ai personaggi ad accedere a delle informazioni aggiuntive che diversamente non avrebbero avuto, ne "Il Cerchio di Luce" vediamo come sia in realtà un ulteriore livello della realtà, strettamente connesso al mondo materiale, nel quale portare la battaglia. La sua funzione, in sostanza, non è di comodo, ma ha un ruolo determinante nella risoluzione dell'intera vicenda. In questo ultimo volume, tutti i pezzi vanno al loro posto. Le premesse create nei capitoli precedenti vengono portate a compimento, l'ambientazione si completa, fornendo adeguate spiegazioni a tutti gli accadimenti, e la conclusione è epica. Il finale è all'altezza del resto della narrazione. Senza fare spoiler, l'unica cosa che posso dire è che resta leggermente aperto. Se da un lato questo può causare qualche disappunto, un'altra parte l'ho trovato interessante e inaspettato. I personaggi si riconfermano la parte migliore di tutta la saga, curati alla perfezione. Frey resta il mio personaggio preferito, ma anche Neth, Shai, Luin, Elin e tutti gli altri sono ben costruiti, mai noiosi, ripetitivi o irrealistici. In definitiva, "Il Cerchio di Luce" è un libro che completa degnamente una trilogia ben fatta, che tutti gli amanti del fantasy a tinte dark dovrebbero leggere.
Eccola qui, la mia personale opinione sulla Trilogia del Sole Pallido di Andrea Butini.
Se devo essere sincero, ho scoperto il primo volume su una pubblicità di IG, in un momento in cui ero particolarmente interessato ai fantasy di autori italiani. Dopo aver sentito parlare del romanzo un paio di volte, ho deciso di prenderlo senza indagare ulteriormente. Non sapevo cosa aspettarmi, ma questo é quello che ho trovato:
Oscurità, sudiciume, sangue, lame, vendetta e furia. La Trilogia del Sole Pallido é un dark fantasy e promette atmosfere grigie, scene forti (decisamente forti) e personaggi moralmente ambigui (o proprio stronzi?) E tutto ciò che promette ci viene dato, dall'inizio del primo volume alla fine del terzo.
I personaggi protagonisti sono diversi eppure non é difficile riuscire a costruire la giusta empatia per ognuno di loro. Tuttavia, alcuni capitoli (pochi nel complesso delle oltre 1200 pagine totali) mi sono sembrati ripetitivi e "rallentanti"
Tra i tre libri, devo ammettere che il secondo non é al livello degli altri due. Comprendo che la trilogia in realtà sia una falsa trilogia (una divisione in tre volume di una sceneggiatura completa molto più grande) e che quindi probabilmente (non mi sono fermato ad analizzarla) il secondo volume rappresenti un secondo atto di evoluzione per i vari protagonisti. Personalmente l'ho reputato lento e poco dinamico.
Per quanto riguarda il finale della trilogia, mi aspettavo (anzi, desideravo) qualcosa di diverso. A mio parere sono rimaste diverse cose in sospeso o senza una spiegazione precisa che io personalmente avrei preferito. Ma questo ovviamente, come tutto il resto, fa parte del mio gusto. L'evoluzione dei personaggi é completa in ogni loro forma.
Tutto ciò cosa significa? Significa semplicemente che, come ogni storia, la Trilogia del Sole Pallido ha i suoi difetti. Eppure continuerò a consigliarla a tutti coloro che vogliono immergersi nel dark fantasy e nelle atmosfere oscure. É scritta bene, é compatta, é complessa al punto giusto e introspettiva ai massimi livelli.
Non mi dilungherò ulteriormente, come non ho fatto per Parole di Luce e come non farò per le prossime letture. E non lo faccio per un motivo: credo che le recensioni possano influenzare di parecchio la lettura di un romanzo e io voglio tutto fuorché questo. Io voglio che lo leggiate, perché lo merita.
Sono FELICE che Mondadori abbia dato questa possibilità ad Andrea. E sono felice soprattutto del fatto che sia stato in grado di sfruttarla al meglio. Sono sicuro che il prossimo progetto di Andrea sarà anche superiore alla sua prima trilogia. Ed io sarò lì, nascosto come un ratto (come Luin) per assaltarlo e divorarlo.
Riporto una frase: "Eppure la magnificenza dell'universo non é sufficiente a distrarre gli uomini dalla loro follia" E questo Andrea l'ha mostrato alla perfezione.
Il cerchio di luce mi ha rubato l’anima. I primi due volumi mi sono molto piaciuti, ma quest’ultimo tiene incollati alle pagine in maniera ossessiva fino all’ultima. I personaggi hanno una bellissima evoluzione, soprattutto quelli femminili hanno una bella crescita. Si vede la crescita dell’autore in termini di capacità stilistiche, ma anche di gestione di tematiche difficili (fanatismo religioso, vendetta, differenza razziale) che tratta con molto realismo e maestria. Ma la cosa che più ho apprezzato è il modo in cui l’autore ha deciso di concludere perché non è una chiusura facile e richiede coraggio e fino all’ultimo Butini coinvolge il lettore a 360°. A volte nei precedenti libri ci sono state spiegazioni da parte dei personaggi che davano anche troppe risposte, ma in questo caso, mi è molto piaciuto che per alcuni fatti l’autore abbia deciso di lasciare al lettore le sue conclusioni seminando indizi che possono portare solo verso quella via, ma senza dirlo apertamente. È una scelta che ho particolarmente apprezzato perchè chi legge si sente coinvolto nel processo di pensiero. Mi è piaciuto che lo scenario del mondo rimane aperto, nel senso che il pericolo che incombe sul mondo continua ad esistere (come accadrebbe nella vita reale), ma gli eventi e gli archi dei personaggi di questa trilogia si concludono, nonostante per alcuni sia necessario leggere tra le righe. Ho apprezzato che l’autore non consideri stupidi i lettori e non ci abbia dato una chiusura esplicita per alcuni casi.
*SPOILER!* Per come l’ho interpretata io: Sorin non ottiene di propria mano la sua vendetta, ma capisce che l’ossessione lo sta distruggendo e resta imprigionato nel proprio dolore, ma con Marc a prendersi cura di lui. Neth capisce che la sua vita è necessaria, che il Maestro ha creduto in lui per gli stessi motivi per cui ci credeva Victor, e finalmente capisce come mantenere un polso abbastanza saldo per essere un buon politico. Elin supera i suoi terrori e decide di diventare più forte e forse sarà addirittura la nuova speranza per le generazioni successive, visto che viene scelta dal Maestro come sua nuova allieva. Mali… il cambiamento di Mali mi è piaciuto. Si è fatta convincere dall’Alto, e ha portato gli Occhi con sé per non far richiudere il velo. Shai e Frey sono finalmente liberi, e adoro la risposta alla domanda finale non detta apertamente, ma così ovvia. Loro sono in assoluto i miei preferiti.
Bravo Andrea Butini, sono già in fila per un eventuale prossimo libro!
🌹Finalmente ho concluso la trilogia del Sole Palido di Andrea Butini, ma alla fine avrete più domande che risposte! La storia parte da dove l'avevamo lasciata. Andrea ha creato qualcosa di pazzesco. Un mondo particolare, brut4le, 0scuro. Un mondo dove la s0fferenza fa da padrona.
🌹Pensiamo solo alla deleomanzia. Alcuni umani in questo mondo hanno dei poteri. Per sfruttare tali poteri però devono sacrificare parte del loro corpo. Come si manifesta? Con un risveglio traum4tico e dol0roso. Ho detto tutto? Assolutamente no, perché quando l'0dio prende il sopravvento, nella testa si può avvertire come uno strisciare di vermi, si sentono voci, risate e la sete di v3ndetta diventerà l'unica strada percorribile.
🌹La trilogia del Sole Pallido va letta consapevolmente, con la giusta dose di forza e coraggio.
🌹In questo terzo volume affronteremo anche la backstory della figura chiamata Alto. La superiorità. Colui che comanda. Una storia intrisa di d0lore che ho faticato a leggere con lucidità. Qualcosa si spezza tra le righe di questa storia. Perché il lettore è consapevole che quelle atr0cità non rimangono scritte solo tra le pagine del libro, ma sgorgano fuori dagli anfratti più bui e si posano sulla nostra realtà.
🌹Questa trilogia è come un cuore nero pulsante, fatto di 0scurità. A ogni battito sgorga s4ngue dalle sue fessure e gocciola inesorabile verso la fine. La fine di tutto. L'0scurità avvolge ogni pagina, ogni parola, vibra nel petto e lascia senza speranze.
🌹La penna di Butini è fuoco ardente e straziante che si insinua tra le pieghe della mente. Ti fa credere che la fine è vicina, e ti fa sperare che tutta quella s0fferenza cessi, anche nel peggiore dei modi, basta che termini. Butini è nato per scrivere d4rk.
🌹Unica pecca è la mancanza della mappa e la mancanza di una backstory che ho agognato fin dal secondo volume: quella di Gonal Thu'Rei. Andrea ci farà uno spin off? Lo prenoto subito!
🌹Nel carosello di ig troverete una piccola intervista all'autore con SPOILER!
Concludo la saga di Andrea Butini a tempo di record: letta tutta nel 2024. Considerato che le saghe preferisco dilazionarle su lunghi periodi, direi che non c'è male, la narrazione mi ha preso.
Quindi, il Cerchio di Luce. La storia iniziata con l'Occhio del Gufo arriva a conclusione lasciando più di un dubbio e più di una porta aperta, forse troppe per i miei gusti, ma nel complesso la storia iniziata in un semplice villaggio di confine assediato da creature delle tenebre giunge a compimento in un tripudio di scene di combattimento decisamente splatter (godo). Con la deleomanzia in gioco non ci si poteva aspettare qualcosa di diverso.
Scene di combattimento che a mio parere, dopo una partenza lenta, si dilungano però veramente troppo. Verso il finale c'è un combattimento contro un villain (non dico chi, ma se avete letto il secondo volume potete immaginarlo) che dura quattro capitoli. Quattro capitoli! La conclusione dello scontro è molto soddisfacente, ma a un certo punto mi sono trovato a sperare che finisse il prima possibile. In generale, le descrizioni di dettagli prendono davvero troppo spazio, e questo mi ha tolto un po' il ritmo della narrazione. Ma è uno degli svantaggi del voler scrivere con uno stile trasparente al 100%.
Andando sui personaggi, in questo volume mi sono trovato di nuovo ad apprezzare Sorin, la sua discesa nella follia è tratteggiata in maniera davvero magistrale, e Shai, che ha un arco di redenzione davvero efficace e ben giustificato. Anche Luin continua a darmi delle soddisfazioni, ma ammetto di avere un debole per i villain codardi e infidi. In generale, tutti i personaggi sono buoni. Ma questi tre li ho trovati davvero ottimi, e per quanto mi riguarda i personaggi ben fatti fanno i tre quarti di un'opera.
Complessivamente, la trilogia di Butini è una buona saga, qualcosa che non si era mai visto nel fantasy mainstream italiano. E io non posso che esserne felice.
🖤Ho trovato questa serie dark fantasy, con delle sfumature grimdark che sono quel quid in più, estremamente affascinante. Il worldbuilding attinge agli elementi classici del fantasy ma riesce ad intrecciarli perfettamente, e non senza una certa complessità, a quelli del romanzo distopico. L’elemento distopico è presente soprattutto a Vanhorn, città in cui regna il volere incontrastabile dell’Alto, una figura eterea nè giovane né vecchia e senza un genere che promette la rinascita di un nuovo mondo dove regnerà sovrana la giustizia e la meritocrazia, ma soprattutto la deleomanzia.
Dopo una partenza che tiene un po’ il freno a mano nel primo volume (L’Occhio del Gufo), un po’ per mettere suspence un po’ per introdurci in questo universo dark, la storia dalla seconda metà del libro procede a grandi falcate che non lasciano prendere fiato al lettore. Nonostante la storia si svolga di fatto nell’arco di pochi giorni, grazie all’alternarsi dei pov veniamo catapultati in un vortice di eventi frenetici e sanguinosi in un crescendo che prosegue nel secondo volume e che raggiunge l’apice in quello conclusivo. In pochi si salveranno dal vortice e, come già il vecchio buon George R.R. Martin ha provveduto ad abituarci, non dobbiamo affezionarci a nessuno. E Andrea Butini non manca di ricordarlo ai suoi lettori, servendosi di scene crude e scabrose che spiazzano non poco.
🖤La Trilogia del Sole Pallido non è per tutti. La componente dark è ben presente e alcune scene sono davvero forti, quindi il mio consiglio è di informarsi sui trigger warning prima di intraprendere la lettura. Io sono una lettrice molto fast e data la complessità della saga penso che dovrò affrontare una rilettura per tornare su alcuni passi e poterli capire appieno, quindi un altro consiglio è di prendersi del tempo per leggerla con la dovuta calma.
Un terzo libro molto bello, sul livello del primo. Il difetto più grande è il finale forse troppo aperto, quasi non un finale vero e proprio poiché molte questioni rimangono senza risposta, ma magari può essere stata una scelta consapevole pensando a un possibile sequel. Il punto forte della serie sono i personaggi: Neth è rimasto il mio preferito fino alla fine, ma sono tutti scritti bene e con un ottimo sviluppo, anche quelli che durante la lettura del primo volume sembrano un po' più secondari (ma nei due successivi non lo sono assolutamente), come Elin. Quello che mi è piaciuto di meno è il personaggio di Sorin, che a partire dal secondo libro ho trovato bloccato per troppo tempo nella sua idea di vendetta senza alcuna evoluzione, fino alle ultime 50 pagine circa di questo. Nonostante tutto, però, in questo libro non l'ho trovato irritante, a differenza del secondo. Anche il worldbuilding è ben curato, il mondo creato da Butini è interessante e ci sono ancora tanti segreti da scoprire.
Ho ultimato questa trilogia e devo dire che mi ritrovo molto soddisfatta. Il finale è aperto nel senso che non escludo che lo scrittore decida di continuare da dove ha interrotto, ma se così non fosse, nonostante io non sia una fan dei finali aperti, è comunque una trilogia completa che dà molte soddisfazioni soprattutto nella parte finale di questo ultimo volume. Come nei libri precedenti, la prima parte è molto lenta e trascinata, ma equilibrata da una seconda parte piena di colpi di scena, azione, disagio, orrore e misteri svelati. Niente da dire, nonostante non sia il mio genere preferito ho trovato questa lettura davvero piacevole (quanto disturbante a tratti ovviamente xD). Multipov eccezionale, stile di scrittura esemplare e immersività di successo: ho odiato a morte, ho tifato fino all'ultimo e ho cambiato spesso opinione sui personaggi man mano che li capivo, li giustificavo, li condannavo. Davvero fantastico! Lo consiglio vivamente a tutti gli amanti del genere, non rimarrete delusi!
Un volume molto bello, ma che rispetto ai primi due ha un paio di cose che non mi hanno convinto al 100%. In primis l'arco narrativo di Mali, troppo onirico per i miei gusti e lento, interrompeva il resto della narrazione, ammazzando un po' il ritmo. L'altra cosa è il finale, troppo aperto per i miei gusti. Sono dettagli soggettivi che ad alcuni potrebbero piacere ma mi hanno fatto dare un voto leggermente più basso rispetto al massimo. Questa rimane comunque una delle più belle saghe fantasy che io abbia letto negli ultimi anni. Grande Andrea!
Leggermente deludente rispetto ai primi due capitoli della trilogia, ma dipende più da un mio gusto personale dovuto alla gestione del finale, che purtroppo non ho apprezzato. La carne sul fuoco in questo volume era tanta, tantissima, e credo che questo abbia penalizzato il libro. Molte cose rimangono in sospeso, forse per lasciare spazio a possibili sequel, ma questo non mi ha permesso di chiudere il libro serenamente (sia per la curiosità che per il fastidio). Rimane comunque una perla di opera, Butini non ha nulla in meno di molti famosi scrittori fantasy stranieri!
A parte la prima metà, che ho trovato molto lenta e pesantuccia (e non si tratta "solo" di un centinaio di pagine), il resto è una montagna russa. L'evoluzione dei personaggi è stata qualcosa di strabiliante, ho adorato tutti, pure i "cattivi" 😂 Bellissime le rappresentazioni degli spiriti. La scoperta della natura dell'Alto mi ha lasciata di stucco. Non ho capito che fine hanno fatto alcuni personaggi, ma sono fiduciosa in un seguito o uno spin off. Una trilogia che merita tantissimo, ben ideata e ben eseguita.
Il ritmo narrativo delle prime 300 pagine è quasi irriconoscibile, una risposta a tutte le critiche sulla lentezza dei libri precedenti.
Poi la battuta di arresto. Le troppe linee dei personaggi si fanno sentire, il grande cattivo perde spessore, troppi nodi non sciolti per essere il volume conclusivo. Capisco il voler lasciare aperte le strade per altre storie nello stesso mondo, ma forse così sono un po' troppe poche risposte.
Comunque un'interessante volume di chiusura per una saga con tanti elementi originali e con una struttura del fantastico molto promettente.
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Ho trovato questo ultimo volume a tratti lento, a tratti confuso, a tratti interessante e coinvolgente, a tratti noioso... e così via fino alla fine. Di questa trilogia salvo la penna dell'autore e le descrizioni dei combattimenti. Condanno invece la troppa e spesso esagerata crudeltà e violenza. Onestamente mi aspettavo un finale diverso, ma soprattutto mi aspettavo una storia e uno sviluppo diverso.
Finale che chiude le trame iniziate nel primo libro ma che non chiude tutte le storie anzi apre la strada a sequel e spin-off collegati a questo mega universo che ancora poco è stato esplorato personalmente mi fermerò qui per ora vedremo nel futuro in ogni caso è un autore italiano fantasy e uno dei pochi che costruisce questi mondi in maniera così dettagliata e anche sanguinolenta
Un viaggio angosciante ma un po' troppo descrittivo (e io amo le descrizioni). Con questa trilogia speravo di arrivare ad una conclusione ma non è stato così. Sicuramente la storia merita per i personaggi, per il loro dolore e la loro salvezza (più o meno), ma rimanere col fiato sospeso non mi è piaciuto.
Il voto finale è a tutta la Trilogia, il terzo libro letto in 7 giorni, l' ho trovato molto più avvincente del secondo( in tutte le trilogie lette un libro più lento è la regola) ... La trilogia mi è piaciuta, mi ha emozionato, del primo libro ho amato l'ambientazione misteriosa un misto di horror Fantasy, il terzo tutta azione suspance.... Bravissimo Butini 💪