«… spero tu possa sentirti a tuo agio qui dentro, per me è molto importante, perché non c’è niente che voglia di più se non poterti saperti – si è detto – raccontare cento storie, una storia questa mentre Sabrina spira.»Roma, parco della Caffarella. Guido, un detective specializzato in oggetti smarriti, riceve un breve e anonimo «La prego di ritrovare il mio orologio. Ha un valore inestimabile. E tale sarà per lei la ricompensa». Inizia così Il lama dell’Alabama, romanzo d’esordio di Nicolò Cavallaro, la cui immaginifica scrittura intreccia sapientemente commozione e divertimento, nonsense e calembour, scherzi e tenerezze. Il lettore si ritroverà allora a muoversi per le strade di Roma insieme a Marianna Fuma e Ulisse Pulviscolo, Alice Tuttoburro e Winston Coleman, Ettore Calcestruzzo e Margherita l’Apriscatole, tra le corsie del San Giovanni Addolorata, «l’ospedale gender fluid», e il mercato di Porta Portese, in una incessante e rocambolesca ricerca. L’esito diviene infine trasparente, e la wunderkammer si apre per svelare ciò che un nucleo di dolore in attesa di essere riconosciuto e condiviso con un’umanità stralunata, confusa, sognante, resistente ma fragile, e dunque, come ognuno di noi, del tutto impreparata ad affrontarlo. A questo servono le storie, d’ a trasformare una fitta al cuore in respiro, una caduta in slancio verso il fantastico; a piegare un foglio di carta perché diventi il delicato volo di un origami.• ROMANZO SEGNALATO DAL PREMIO CALVINO 2023 •«per l’inesausta effervescenza verbale, divertente, ironica e colta».
Ma finalmente! Ma che bel libro! Ma finalmente un autore capace di scrivere, che prende la lingua italiana e la lancia in alto come se fosse un giocoliere, e fa ridere, e sorridere e pensare, Ma è anche un po' dolente, come tutti quelli che sanno far ridere. Ed è capace di raccontare una storia (minima, minimale, che ha pure poca importanza nel libro) e lo fa creando dei personaggi che rimarranno con me per un po', Alice Tuttoburro e i suoi origami in primis, ma anche Ulisse Pulviscolo o Marianna Fuma (sì, fuma). E 'mentre Sabrina spira' seguiamo il nostro investigatore per il parco della Caffarella alla ricerca di un orologio perduto.
Nicolò Cavallaro con i suoi calembour, giochi di parole, nonsense, poesie e rime baciate mi ha fatto trascorrere delle ore liete, facendomi ridere in maniera intelligente e facendomi riacquistare fiducia nella letteratura italiana: non tutto è perduto.
Ps ovviamente questo libro, che merita, non se l'è cagato nessuno. Il marketing dell'editoria non appoggia mai le buone letture (quasi mai!)
Mi viene da dire che Il lama dell’Alabama è un libro da compagnia, ci strappa più di un sorriso, ci avvolge nell’affabulazione di Guido, il narratore-protagonista, ci rende partecipi di un gioco letterario fatto di calembour, nonsense, sciarade, anagrammi e digressioni. Guido, il narratore-protagonista è un investigatore sui generis che assomiglia un po’ a Samuel Pickwick. Guido è anche il nome del suo improvvisato aiutante, saggio e lucido quanto Sam Weller, domestico di Mr. Pickwick. Durante l’infruttuosa ricerca di un orologio smarrito, mentre Sabrina spira, leit-motiv che accompagna tutta la storia, la vita intorno scorre e si ingarbuglia, snocciolando vicende improbabili quanto reali in un intreccio labirintico che si scioglie alla fine. E c’è lo spazio per un bellissimo rapporto tra Guido e la figlioletta Margherita. Lo stile è originale, anche se non è una novità, ed è gestito benissimo. Non c’è sempre bisogno di una grande storia complicata per scrivere un buon libro.
Un romanzo che mi ha sorpreso più per la scrittura che la storia in sé. Un detective deve trovare un orologio smarrito e per farlo andrà per le strade di Roma. Mi è piaciuto il fatto che lo scrittore si rivolge al lettore e alla lettrice direttamente come se volesse accompagnare a in questa ricerca. Si alternano anche delle poesia che non interrompono la narrazione e sono ben inserite.
Senza ombra di dubbio, inequivocabilmente 5 stelle!! Non vi lasciate ingannare dall'uso iperbolico del lessico: oltre ai giochi di parole (fantastici!) c'è molto di più! C'è contenuto, c'è sentimento, c'è coinvolgimento. Bravo, Nicolò!
Non leggevo un libro con questo tipo di scrittura da Salinger in lingua originale. Un capolavoro di capacità di usare la lingua italiana nella sua massima estensione. Da leggere e rileggere. Non può essere considerato da 5 stelle perché la carica emotiva con cui chiudo, doveva essere curata di più all’interno del libro, e invece arriva un po’ “a caso” e ti lascia sì con il cuore piccolo, ma non piccolissimo.
⭐️⭐️⭐️ e 1/2. La mia valutazione è dovuta al fatto che è un libro sì originale, giocoso, con una prosa che non leggeremmo da nessuna parte, ma il fatto è che non è un libro per tutti in quanto non è immediata la comprensione del messaggio che si vuole comunicare, e poi c’è qualche punto che forse poteva essere chiarito meglio. Per il resto, ripeto, è un libro che dà un po’ di freschezza al nostro mercato editoriale, e quindi ben venga che ci sia