Il silenzio è un elemento che cura e ristora. Non è quindi solo un'assenza di emozioni ma è un momento di pausa e di profondità per poter liberamente scandagliare il proprio stato d'animo. Il silenzio è denso di significato ed è prezioso provare ad ascoltarlo. Il silenzio lascia intravedere in sé tracce di oscurità e di mistero, di fascinazione e di speranza. Sono molti i modi con cui la parola e il silenzio si intrecciano l'una all' c'è il silenzio che rende palpitante e viva la parola, dilatandone i significati; c'è il silenzio che si sostituisce alla parola nel dire l'angoscia; c'è il silenzio che si nutre di attese e di speranze. Ogni silenzio ha un suo proprio linguaggio che, non solo in psichiatria, ma nella vita di ogni giorno, non può non essere decifrato. Quante volte una paziente, o un paziente, si chiude in un silenzio, che è necessario interpretare nei suoi orizzonti di senso. Come è importante distinguere il silenzio, che nasce dal desiderio di solitudine, da quello che nasce dalla timidezza, o dalla depressione, nella quale la vita si oscura, risucchiata dal richiamo della morte volontaria. Eugenio Borgna ci mostra quanto è importante riconoscere il silenzio, che rinasce a causa della nostra incapacità di ascoltare, e di creare una relazione dialogica.
«La solitudine, come il silenzio, è una esperienza interiore, che ci aiuta a vivere meglio la nostra vita, e a distinguere le cose essenziali da quelle che non lo sono. Solo rientrando nella nostra interiorità, nel silenzio e nella solitudine che la contrassegnano, è possibile sfuggire al fascino inquietante della indifferenza e della noncuranza, dell'egoismo e del deserto emozionale. La solitudine ci aiuta a immergerci nella nostra interiorità, alla ricerca delle emozioni e dei pensieri, delle meditazioni e delle riflessioni, del raccoglimento e della speranza, che sono in noi. Non confondiamola con la solitudine negativa, che ci isola, e ci allontana dagli altri, inaridendone la relazione. Ci possiamo sentire soli in una famiglia, nella quale non ci sia amore, e non sentirci soli in un letto di ospedale, se il silenzio e il sorriso ci fanno essere in comunione con gli altri.»
4 ⭐️ Chi meglio di Eugenio poteva spiegare il silenzio? Leggetelo. Tutta esperienza.
L’ho finito (o come scriverebbe Borgna “lo ho”) solo perché era breve. Una cacofonia di paroloni senza riuscire ad esprimere concetti interessanti. Nonostante l’autore lo definisca come una ricerca nella poesia e nella psiche, la componente psicologica è decisamente scarsa se non nulla. Luoghi comuni espressi con lunghi giri di parole senza un effettivo arrivo. Do due stelle perché mi ha permesso di conoscere poeti nuovi che non conoscevo. In conclusione, è un libro che comprerei solo nel caso in cui mi serva un consiglio su prossime letture da intraprendere, ma sul silenzio aggiunge ben poco.
Pensavo qualcosa di diverso. Considerazioni personali sul silenzio, a volte anche piuttosto ripetitive, e citazioni di autori che trattano del silenzio in poesia e letteratura.
“La solitudine, come il silenzio, è una esperienza interiore, che ci aiuta a vivere meglio la nostra vita, e a distinguere le cose essenziali da quelle che non lo sono. Solo rientrando nella nostra interiorità, nel silenzio e nella solitudine che la contrassegnano, è possibile sfuggire al fascino inquietante della indifferenza e della noncuranza, dell’egoismo e del deserto emozionale.”
E se per noi è difficile stare in silenzio, cercarlo e abitarlo, è perché abbiamo difficoltà nell'ascoltare la voce profonda che è in noi
“Il silenzio lascia intravedere in sé tracce di oscurità e di mistero, di fascinazione e di speranza. Sono molti i modi con cui la parola e il silenzio si intrecciano l’una all’altro: c’è il silenzio che rende palpitante e viva la parola, dilatandone i significati; c’è il silenzio che si sostituisce alla parola nel dire l’angoscia; c’è il silenzio che si nutre di attese e di speranze.”
Eugenio Borgna, con la chiarezza di scrittura e con la profondità di pensiero che gli sono proprie, nel suo nuovo saggio “In ascolto del silenzio”, ricorrendo ai grandi della letteratura, aiuta il lettore a mettersi in ascolto, aiutandoci a fare nostre le parole che curano e che salvano
“Ci sono parole che curano, e parole che accrescono il dolore, e questo non solo quando un medico si incontra con un malato, ma anche nella vita di ogni giorno. Siamo responsabili delle parole che diciamo, ma anche delle parole che avremmo dovuto dire, e non abbiamo detto.”
È un libro che mi è piaciuto. Tratta la tematica del silenzio in molti campi attraverso la poesia. È interessante. Però la maggior parte del testo contiene citazioni di altri scrittori e autori (non so perché ma questo mi ha infastidito). Rimane un libro da leggere, e da rileggere. Io l'ho preso in prestito in biblioteca oggi, chissà un giorno magari lo rincontrerò e sarà mio. Come il silenzio.
ci sono molti silenzi tra gli spazi che dividono le persone e non sempre é facile capire di cosa si tratta. tuttavia, credo che questo libro si concentri molto sulle emozioni piuttosto che su un modo (clinico) di analizzare il silenzio.