«Il desiderio è il convitato di pietra di queste pagine, è una forza magnetica di attrazione verso qualcuno, senza il quale, ci sentiremmo esclusi da un’area fondamentale della nostra esistenza» Dalla prefazione di Mario Desiati
Un giovane medico torna nei luoghi dove è cresciuto per partecipare al funerale di una cara amica, Edith, della quale aveva perso le tracce da tempo. La sorella minore di questa, l’enigmatica Lidia, entra così nella sua vita imponendogli un nuovo assetto all’equilibrio matrimoniale e professionale. E se al lavoro l’uomo segue le ultime giornate dei suoi pazienti malati di Alzheimer, cercando di far vivere quanto più pienamente possibile quel che resta delle loro vite, nel privato qualcosa precipita, risucchiato dal vortice dei ricordi e dalla tentazione indicibile della giovinezza. Una nebbia fredda sembra dominare su tutto, come uno stato di dormiveglia, di semi-incoscienza, che ha a che fare con la fragilità della memoria, la precarietà degli affetti e il turbamento della morte. Dopo L’assedio e Agosto prosegue, con Il Comando, la riproposta dell’opera di Rocco Carbone, autore umbratile e inquieto tra i più significativi e penetranti della narrativa contemporanea.
Originario di Cosoleto (Reggio Calabria), si laurea in lettere a Roma presso l'Università degli Studi La Sapienza, con una tesi su I Malavoglia di Verga e vince un dottorato di ricerca presso l'Università di Parigi I Panthéon-Sorbonne.
Si dedica quindi con fortuna alla critica letteraria per poi approdare, poco più che trentenne, alla narrativa. Nel 1993 esordisce con il romanzo 'Agosto', nel quale si caratterizza subito per una prosa lucida e straniante, che coinvolge i lettori senza mai cedere a compiacimenti o puntare a facili artifici letterari. Nel 1996 viene pubblicato 'Il comando', seguito nel 1998 da 'L'assedio', nel 2002 da 'L'apparizione' e nel 2005 da 'Libera i miei nemici', sofferta analisi psicologica che declina il tema del terrorismo con quello più privato di un complesso rapporto tra fratelli. Pubblica articoli e racconti sulle riviste Nuovi argomenti, Linea d'ombra, Paragone e L'indice. Collabora alla Repubblica, L'Unità e Il Messaggero.
Una precisa scelta etica lo aveva portato nel 1998 alla decisione di rinunciare alla carriera universitaria per insegnare presso la scuola femminile del carcere romano di Rebibbia, un'esperienza che lo coinvolgerà profondamente, e che in parte emergerà anche nei suoi romanzi.
Mentre sta preparando l'uscita del suo ultimo lavoro, 'Per il tuo bene', muore a Roma in un incidente stradale a bordo del suo motorino nella notte tra il 17 e il 18 luglio 2008. Il romanzo uscirà poi postumo nel 2009.
Dal «Quotidiano del Sud» del 25/02/2024 - Rubrica "Romanzi".
Dopo L'assedio e Agosto Rubbettino continua la riproposta dell'opera di Rocco Carbone, l'autore reggino scomparso a Roma nel 2008 a soli 46 anni, tra gli scrittori più significativi ed emblematici della narrativa contemporanea. II co- mando, questo il titolo della nuova edizione, pubblicato per la prima volta nel 1996, è un esempio unico di concisione stilistica e profondità narrativa. Mario Desiati, premi .o Strega nel 2022 con Spatriati, nella prefazione al romanzo, scrive così di Carbone: «I suoi libri sono pervasi dalla solitudine, dall'ossessio- ne per il mistero della morte, e da una sensualità elegante ma pervasiva, quasi soffocante, mai respingente» . II comando racconta la storia di un giovane me- dico senza nome che torna nei luoghi dovè cresciuto per partecipare al fune- rale di una vecchia amica, Edith; da qui l'intreccio scorre attraverso una tra- ma di pochi ed essenziali personaggi, la sorella minore di Edith, Lidia, Nora e Logoteta che sembrano vivere quasi in un «mondo sommerso», un mondo nel mondo. Accanto a loro, silenzioso, si affaccia, quasi sempre in punta di piedi, un io narrante inquieto, turbato, timido, incerto. Un uomo che si prende cura dei suoi pazienti malati di Alzheimer, con una spiccata sensibilità, certo, ma che in- spiegabilmente non ha bisogno di farsi riconoscere dal lettore. E come se la scrittura stessa, nei suoi costrutti, nei periodi brevi e asciutti, perfetti e funzio- nali nella loro eleganza tutt'altro che scontata, restituisse questa identità a chi legge. I tratti d'inquietudine che accompagnano l'immaginario quotidiano di Carbone invitano alla ricerca di un sé senza troppe illusioni, a un'indagine at- tiva di una memoria passiva, fallibile e fin troppo fragile, ma la continua tensio- ne che traspare da ogni singola parola, il continuo elastico emozionale a cui Car- bone costringe il lettore, resta una tra le più grandi forze relazionali contenuta in una narrazione. «Il "comando" - scrive ancora Desiati - che dà il nome al libro, è un transfert del protagonista, un oscuro atto protettivo, una brama spaven- tosa», ma forse è anche un imperativo, per chi legge, di fermarsi, respirare e ri- flettere. G.S.