Un romanzo liquido con indice di salinità elevato, di brezza che rinforza in vento, di fruscio silenzioso di barca a vela che fende l’onda.
Ambientazione stupenda.
Ah quel paesaggio di cui i nostri 7000 km di coste, con marea quasi impercettibile, sono sprovvisti
Ah quell’oceano ruggente che a bassa marea sputa e abbandona sulla battigia i suoi detriti-doni: resti nobili conchiglie, vongole, alghe o meno nobili rami copertoni, bottiglie, pesci morti
Ah quelle spiagge selvagge che sfilano a perdita d’occhio dove puoi camminare lungamente freddare le passioni e riunire i pensieri e i sospetti.
Ah quelle dune sabbiose, gobbe di cammelli che a nord si marezzano di ciuffi di quell’erba che insistente e incurante dell’acqua salmastra si incoccia a voler crescere proprio lì a pochi passi dal mare, fili verdi che l’occhio fotografico di Zina immortala
Scattava foto da ogni posizione. Di fronte, di fianco, girando attorno. Era svelta e sicura.
«Questo è un esercizio» mi spiegò.
Io la guardavo seduto sulla pedana. Quando si chinava, si inginocchiava, si allungava su un fianco o sulla pancia, io studiavo lei che studiava l’erba. Continuava a stringere l’accappatoio e a ripiegarselo fra le gambe, tirando la cintura, rimboccando le maniche. Era così aggraziata ed efficiente che sembrava danzare.
«Questi sono esercizi di composizione» mi disse. «Se sai fotografare l’erba puoi fotografare qualsiasi cosa.»
Eccola Zina quasi ventunenne, decisa, indipendente aggraziata, furba. La prima volta la conosciamo capovolta a guardare con il suo bellissimo viso Michael un ragazzo sdraiato sulla striscia di sabbia spompato da una nuotata estenuante che ha rischiato di trasformarsi in tragedia.
Zina musa ispiratrice di due uomini, e che male c’è?
C’è.
Perchè uno è un padre e l’altro è suo figlio diciassettenne, nel pieno della sua maturazione sessuale e sentimentale.
Ma prima ancora dell’innamoramento dei due maschi di casa per la stessa giovane donna c’è l’innamoramento di Michael per il proprio genitore e nell’innamoramento si nasconde sempre il seme della gelosia, e un complesso di Edipo a metà che sfocia nefasto e tragico come nel mito classico greco.
Ai suoi occhi il padre è forse troppo, giusto ma anche ingombrante: brillante, bello, alto, capelli neri, occhi verdi, sicuro di sè, velista, marito accorto e dritto, padre ammirato e mitizzato, alla fine odiato
Io osservavo sempre quando veniva presentato a qualcuno. Non gli staccavano più gli occhi di dosso. Fui felice che lei gli piacesse. Odiavo quando due persone che mi piacevano non si piacevano fra loro
Ma l’amore non è come risalire la costa della California non fila mai tutto liscio l’amore è più come risalire il Passo dello Stelvio tutto tornanti e precipizi e panorami da togliere il fiato ma non si può non si deve mai rimpiangere di avere amato qualcuno
Difetto che ho riscontrato: il quasi totale silenzio da parte dell’autore su come nasca e si evolva l’innamoramento tra il padre di Michael e Zina, istanza che l’autore non si perita di raccontare rendendolo in un certo modo meno credibile.
Affinità con Il danno di Josephine Hart , senza e, grazie a Dio, quella morbosa connotazione erotica e nera