Come costruire un essere umano è il grande racconto del dottor Frankenstein del nostro tempo: Ishiguro Hiroshi, il padre degli umanoidi, lo scienziato che sta disegnando il nostro futuro. Per la prima volta in Italia, Ishiguro– che ha da poco firmato un accordo di collaborazione scientifica con il nostro Paese racconta ai lettori il lungo viaggio in compagnia dei suoi robot umani, e come questi rivoluzioneranno per sempre il nostro modo di vivere.
Un diario di bordo di un ingegnere visionario, l'ingegnere giapponese che ha dedicato gran parte della sua vita lavorativa alla creazione di un androide il più possibile simile a una persona in carne e ossa.
Hiroshi Ishiguro è un luminare della robotica che crede possibile un mondo dove robot e umani vivano in sinergia. Un mondo ,che ai più appare distopia, per Ishiguro è una prospettiva di ricerca.
In questo libro, si seguono passo dopo passo tutte le sue sperimentazioni nella costruzione degli androidi ma soprattutto si viene coinvolti in riflessioni su ciò che ci rende veramente umani. Perché se la sfida è quella di creare un robot simile all'uomo l'interrogativo di partenza è: cosa è un essere umano che crede di essere umano?
Siamo convinti che il nostro corpo ci definisca e agiamo su questo modificando il suo aspetto esteriore, attraverso il trucco o l'abbonamento, nel tentativo di costruire la nostra identità ma in realtà il risultato è un surrogato, ciò che vogliamo gli altri vedano, esattamente quello che potrebbe essere un robot a nostro somiglianza, una sorta di alter ego guidato da remoto da noi stessi.
L'io, invece, è un concetto che nasce per distinguerci dagli altri perché la percezione che abbiamo di noi stessi è parziale. Non sappiamo come gli altri ci vedono, conosciamo solo il nostro riflesso ed è il processo più naturale possibile. Prima della fotografia in effetti in natura esistevano solo riflessi. Ecco perché siamo animali sociali: "gli altri sono come specchi attraverso cui poterci vedere" (Nulla di diverso da quanto affermato già da Pirandello).
Qui entrano in gioco le espressioni che l'ingegnere studia con precisione perché in un androide si rivelano vitali per creare empatia con l'uomo. Ma l'estrema somiglianza con il modello umano porta l'androide a incarnare una bellezza ideale, che diventa innaturale.
Ecco che fa la sua comparsa l'immaginazione. Si passa così all'umanoide minimale che ha un aspetto neutro e una dimensione ridotta ma riesce attraverso l'esperienza del tatto a far scaturire nell'interlocutore sensazioni di forte coinvolgimento. "Perché noi esseri umani usiamo l'immaginazione quando osserviamo gli altri" e da lì costruiamo l'immagine di chi abbiamo davanti.
Come costruire un essere umano è un viaggio cibernetico che punta al cuore dell'essere umano.
Abbiamo davvero un solo vero io? Se da un lato mi chiedo dove esattamente esista questo io, dall'altro non ho alcun dubbio che questo (o questi) esista. Lo sento e ne sono consapevole. Vorrei conoscere la natura di un sé che è consapevole di esistere, ma è incapace di comprendersi a pieno. Cosa è un umano che crede di essere umano?
Un testo che, oltre al descrivere minuziosamente gli studi di Ishiguro sui Robot, i suoi progressi nel progettare un prototipo identico a lui e al porre l'interrogativo su cosa significhi vivere con gli androidi, propone riflessioni importanti sulla bellezza, sull'identità dell'essere umano. Davvero apprezzato, molto godibile.