La favola nera di Tuono Pettinato. Si parla dell'assassinio di un bambino, si parla di come importi in sostanza molto meno del circo mediatico che gli si costruisce attorno, si parla del relativismo dei concetti e delle maschere necessarie alla società. A tratti TP sa essere davvero acuto, però la sua scelta narrativa, che va verso la semplificazione, è di sicuro apprezzabile nel tratto, che mantiene quella carica bambinesca quanto mai adatta a raccontare, per contrasto, l'orrore. Ma quando si va verso la caratterizzazione dei personaggi, è come se non si riuscisse andare al di là di un primo livello, piacevole ma tutt'altro che coinvolgente. Tutti i protagonisti, dal giornalista all'Hannibal de no artri, fino alle singole comparse, si fanno troppo didascalici. Sembrano cartonati di personaggi. E la storia si sgonfia.