Al di sotto dell’oceano c’è un altro oceano che giace dormiente, e le isole narrate da Nicolas Jaar sono i sogni che emergono dalle sue profondità sepolte, raccontate con una lingua musicale e al contempo profondamente visiva.
Immagini cristallizzate nel tempo impossibile delle favole, delle rivelazioni, delle allucinazioni, del mito; mondi in cui nulla è mai ciò che sembra e tutto si dipana in una trama sotterranea che risuona di significato come in un sogno che ci si sforza di ricordare: i pozzi mormorano nella lingua di Dio, l’estasi si annida tra le assi di un pavimento di legno, la pelle diventa la carta a cui affidare i propri messaggi e dagli amplificatori – la più preziosa arma contro le atrocità degli oppressori – risuonano spari simulati e canti di resistenza.
Musicista e produttore di successo al suo esordio letterario, Nicolás Jaar crea un mosaico cangiante in cui le immagini scorrono e ritornano come loop, si sovrappongono come samples, riverberano come echi in una trama minimale e prismatica i cui frammenti svaniscono e riemergono trasfigurati. Così la fiaba cede il posto alla rivelazione; il resoconto storico alla poesia; la preghiera alla pièce teatrale.
Esplorare queste isole vuol dire immergersi in un abisso di simboli che sembrano non potersi mai esaurire, sfuggevoli frammenti di significato che lasciano un segno profondo nella nostra memoria, come i riflessi degli specchi magici di Recimo, le cui placide distorsioni contagiano le menti con una misteriosa quiete che assomiglia a un incantesimo, o a una maledizione.
L’esordio letterario di Nicolàs Jaar, famoso produttore di musica elettronica, è un’opera mutante, in movimento come una corrente d’acqua, si sposta dalla prosa alla poesia, dalla poesia alla diaristica, dalla diaristica al disegno, inscenando increspature d’onde che si infrangono sulle rive della nostra mente.
Quattro racconti che si compenetrano e richiamano a vicenda; racconti di fuochi e mari, specchi e cavità, algoritmi e clonazione, miti e leggende. Racconti popolati da personaggi straordinari. Storie che alternano atti di grandissima umanità ad atti di ottusa insensibilità e violenza verso il prossimo: c'è per esempio un'isola in cui al confine tra due città vengono innalzati muri filo spinati, sorvegliati da file di soldati addestrati a sparare a vista con l’ordine di mirare al volto di chi dovesse avvicinarsi.
Storie di popoli e personaggi fuori dal comune: il popolo dei Kavali, seguace del Dio del futuro, che scrive sul proprio corpo le incombenze che deve affrontare durante il giorno; gli abitanti di San Recimo, isola che prende il nome dal creatore degli specchi, capace di creare opere che colgono le qualità racchiuse nei riflessi dei suoi clienti che una volta ammirati abbandonano ogni sorta di attività, vivendo in maniera frugale e “mangiando ciò che trovavano a terra e dormendo sul ciglio della strada”; gli abitanti di Quarxiño, fondata in nome di Xiño, un'artista fuggita da San Recimo, ideatrice dell'opera che cerca di catturare il centro delle persone (“c’è un punto del suo corpo in cui le sue cattive intenzioni incontrano le sue buone intenzioni”).
Isole è un testo di narrazioni inusuali tra parole che si gonfiano di suoni, si trasformano in preghiere che debbono essere cantate, riflessioni sulla morte (si può essere traumatizzati dal pensiero della propria morte?) sulla rivoluzione e il cambiamento (si cita Hannah Arendt, qui), sul senso del confine, dell'identità e dell'isolamento.
Leggendo, vi troverete a chiedervi e ripetere “il tempo è il centro?”.
que livro interessantíssimo. por já amar muito as músicas de Nicolas Jaar, relaciono suas palavras escritas às construções sonoras, sua poética viva manifestada em suas criações. fico com a sensação de um livro belo e que mexe comigo, de certa forma fragmentado e conectado, com espaços de silêncios e repetições. termino também curiosa, com a sensação de que não entendi tudo que eu poderia entender, mas senti muito mais do que imaginava.
quello su Hennle: «A quarant’anni si innamorò di Hennle Hotke, una trentunenne americana che incontrò durante il suo primo viaggio a New York. L'esperienza però fu mitigata dalla consapevolezza che la sua opera e la missione a cui la sua esistenza sembrava destinata gli precludevano quelle relazioni che per chiunque altro sarebbero state normali, e dopo un paio di autunni si separarono. Sarebbe stato l'unico vero amore della sua vita. Recimo tenne un diario per gran parte della sua vita adulta, scritti che riflettono il suo curioso modo di pensare. Nella maggior parte delle annotazioni si rivolge a Hennle, anche a decenni di distanza dalla fine della loro relazione» (p. 49).
Arcaico e ancestrale in un primo livello, così descrittivo della contemporaneità che viviamo nei livelli più profondi. Isole è una raccolta di racconti che possono esser letti come fiabe antiche, provenienti da mondi lontani, di fantasia, ma che parola dopo parola sembrano dire tantissimo di quello che viviamo oggi, di quello che (a volte nostro malgrado) siamo diventati. È un libro pieno zeppo di riferimenti nascosti, leggeri, in cui Nicolas Jaar sembra volerci lasciare libero di leggere quello do cui abbiamo bisogno in quel momento, accompagnandoci storia dopo storia con una scrittura poetica e delicata. Sarebbe perfetto come sceneggiatura originale per un film di Matteo Garrone.
Artista cileno-palestinese di musica elettronica, Nicolás Jaar fa il suo esordio letterario con un testo particolarissimo, che mescola prosa, evocativa ed eterea, a poesia – oltre a memorie, litanie, visioni.
Questi racconti, distinti ma tutti strettamente connessi da concetti e ambientazione, sono incentrati sul tema dell’identità, dell’appartenenza, delle lotte ideologiche tra uomini, di una chiusa e austera autonomia.
Emblematico il titolo e il concetto di “isola”, presente in tutte le storie, che sottolinea proprio la distanza e incomunicabilità che gli uomini sanno mettere tra loro e cosa questo causa.
Sembra di leggere tanto una vicenda passata, di un’epoca indefinita, quanto collocata in un futuro altrettanto remoto.
Durante la lettura di questo libro è indispensabile ascoltare i pezzi dell’autore musicista in sottofondo. Solo così tutte le immagini esploderanno nella vostra immaginazione potenziandosi. Questo libro è un visual messo su carta scritta, evoca sensazioni e mondi profondissimi e immaginifici. Che viaggio magnifico ♥️
storie sospese, scollegate, aperte. un filo (forse) c'è ma non si vede. va bene così, sono riuscito ad immergermi in ogni storia. mezza stellina in piu