«A nostro modo non eravamo che una sorta di coppia a delinquere, la piú solida società affettiva possibile fra due sessi diversi». Tra i vicoli di Gaeta e nelle pagine di questo libro, Goliarda Sapienza è ancora viva. A rievocarla è l'uomo che l'ha amata pazzamente, e che ora, in anni meno pazzi, torna nei luoghi della loro felicità. Sentendo risuonare all'improvviso quella voce roca nei bar dove lei scriveva L'arte della gioia, mentre guarda le onde del mare e le fotografie ingiallite dal tempo, Angelo Pellegrino ci regala i suoi ricordi più nascosti, e tuffa nel passato uno sguardo pieno di gentilezza per ripescarne mille tesori. Potente e irrequieta, radiosa e febbrile, Goliarda rinasce attraverso le parole luminose del marito, che disegna della sua «Iuzza» un ritratto nuovo, vivissimo e privato.Angelo Pellegrino, marito di Goliarda Sapienza e depositario della sua eredità letteraria, viene contattato da una giovane fotografa che gli chiede di accompagnarla a Gaeta, il luogo più significativo e intimo della loro vita insieme. Angelo accetta e, immerso nel sole di quella piccola città di mare, insieme a Judith si abbandona al la casa dove Goliarda terminò L’arte della gioia e in cui morì, i loro bar e le trattorie, la spiaggia da cui guardavano l’orizzonte, l’isolotto che raggiungevano a nuoto. E le vecchie foto, Goliarda bambina, Goliarda che sorride in quell’occasione particolare, Goliarda rannicchiata sul letto… Le memorie, gli aneddoti, la figura ormai mitica della moglie diventano tutt’a un tratto presenti e la sua esperienza di staffetta partigiana in giro per Roma, l’estate selvaggia a Palmarola, i giorni del carcere e quelli della scrittura senza sosta, gomito a gomito, in silenzio. E la sera d’autunno in cui si conobbero, Goliarda più grande di oltre vent’anni, lui giovane e destinato a sopravviverle. Il viaggio di Angelo e Judith diventa così una chiave per raccontare l’esistenza di Goliarda, ma soprattutto è il gioco di prestigio con cui un uomo innamorato riesce ad aggirare il tempo. Con delicatezza e garbo antico, Angelo Pellegrino si guarda indietro e ci fa dono di un romanzo profondo e venato di nostalgia, quello di chi ha avuto il privilegio di vivere accanto a una donna unica.
È bello finalmente poter ascoltare per intero la voce di Angelo Pellegrino, che avevo conosciuto come tantə nelle splendide prefazioni all'opera di Goliarda Sapienza. È un libro che parla di morte e di rinascita, un libro bello e dolce come la strana storia tra Iuzza e Angelo. Sicuramente interessante per chi ha già amato l'opera di Sapienza, non mi sento di consigliarlo a chi non ha letto "l'arte della gioia". A tratti molto emozionante, a tratti poco convincente nella struttura. In ogni caso mi è piaciuto!
Ho letto questo libro in una manciata di giorni trascorsi a Gaeta: è stato un buon modo per sentire Goliarda più vicina. Ho percorso le sue strade, mentre Angelo narrava – che peccato non aver trovato tutti i luoghi di cui racconta.
Il libro in sé è carino, non il grande ricordo che mi aspettavo, purtroppo. La cornice del racconto della vita di Sapienza è interessante, ma oscurato dalla luce di lei: non dev’essere facile per Pellegrino lasciarsi ascoltare da chi, sua moglie, la venera davvero come una dea.
Per me è un grande no. L'unica cosa che mi è piaciuta è la copertina. Peccato, perché mi aspettavo tutt'altro, invece sembra il diario personale (e scritto a mio parere male) di Angelo Pellegrino. Non so se la figura della ragazza universitaria che lo cerca per fare un libro fotografico su Sapienza sia reale o un escamotage per ripercorrere i luoghi e le tappe della sua vita, ma l'ho trovata mal sviluppata e pretenziosa.
Un curioso aneddoto di Pellegrino è il punto di partenza per raccontare il suo incontro con Judith, una delle tante lettrici salvate dal vangelo secondo Goliarda Sapienza, da quel libro "L'arte della gioia" che insegna nuovi modi di essere e vivere. Un volume acquistato per interessi accademici e letterari, una lettura piacevole.
Nelle ultime settimane si sta parlando pressoché incessantemente della serie tv “Mare fuori”, ambientata a Napoli.
Ebbene, vorrei spostare l’attenzione dal Vesuvio all’Etna, segnalandovi che dovrebbe uscire – spero a breve – una serie tv ambientata a Catania, “L’Arte della Gioia”, diretta da Valeria Golino e ispirata all’omonimo romanzo di Goliarda Sapienza, importantissima scrittrice siciliana.
Lessi questa notizia il mese scorso, quando mi procurai questo memoir che ho terminato poco fa, scritto da Angelo Pellegrino, marito di Goliarda Sapienza, ultimo compagno di vita della scrittrice nonché curatore della sua opera omnia.
Più che una biografia della moglie, Angelo Pellegrino regala un tributo letterario alla donna – più grande di lui di ben 22 anni – con cui ha vissuto non solo un grande amore, ma anche un intimo sodalizio intellettuale. Leggendo queste pagine intense si va a ritroso nel tempo, in un’Italia che non esiste più: è tutto ammantato da un manto nostalgico che però non nasconde una profonda vena d’amarezza. Goliarda Sapienza, infatti, non vide mai il suo genio riconosciuto mentre era in vita, e trascorse gli ultimi anni in indigenza, seppur dignitosa. Consacrò la sua arte alla Letteratura, quella con la L maiuscola, e scrisse romanzi potentissimi al di fuori delle logiche commerciali, purtroppo ripetutamente rifiutati dalle case editrici dell’epoca.
I suoi libri sono stati portati alla ribalta piuttosto recentemente grazie agli sforzi del marito, Angelo Pellegrino, che tanto si è prodigato per far conoscere il talento di sua moglie, anche al di fuori dei confini nazionali. Dopo un incredibile successo postumo in Francia, adesso in Italia tutte le opere di Goliarda Sapienza sono pubblicate dalla casa editrice Einaudi. Esattamente come questo libro, “Goliarda”, un amoroso omaggio alla memoria di un’autrice straordinaria del ‘900 italiano.
Un racconto intimo sulla vita trascorsa da Pellegrino con la moglie Goliarda Sapienza. Un viaggio nel passato che l'autore sembra dirci ad una certa età sarebbe importante che ognuno di noi trovasse l'occasione di intraprendere anche se può risultare faticoso, doloroso o persino nostalgico. Forse un modo per chiudere senza terminare un periodo della propria vita e per riconciliarsi con momenti rimasti sospesi o incompresi o forse incompiuti. Un dialogo con la scrittrice Sapienza che diviene anche un suo ritratto non convenzionale e molto diretto per quanto affettuoso.
Lendo os maridos das mulheres #1: Este é um livro de memórias escrito por Angelo Pellegrino, sobre seu relacionamento com a Goliarda Sapienza, uma das minhas escritoras italianas favoritas.
Jolie lecture mais elle m’aurait été encore plus agréable s’il n’avait pas sans arrêt parlé de son crush sur la photographe genre vasy retire la main de ton froc quand t’écris papi