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Lascia stare i santi
Il 17 settembre del 1998, nella basilica di Santa Giustina a Padova, un piccolo gruppo di studiosi assiste all'apertura di una cassa di piombo, sigillata da oltre 400 anni. Dentro ci sono i resti di uno scheletro senza testa, di un uomo vissuto molti secoli fa. La sua identità, attribuita dalla tradizione, va verificata dalla scienza: sono davvero i resti di san Luca evangelista? O la reliquia autentica è custodita altrove, chissà dove? La risoluzione dell'enigma è affidata dal vescovo a storici, filologi, archeologi, e infine - fra pochi scienziati in un mare di umanisti - a Guido Barbujani, chiamato ad analizzare il dna dello scheletro e a sancirne la compatibilità con le tramandate origini del santo. Una straordinaria e divertente avventura, non soltanto intellettuale: un lungo viaggio che porterà Barbujani fino in Siria, ad Aleppo, città millenaria, tra colonnelli corrotti, campioni di sangue clandestini e inconvenienti climatici. Ma anche nei recessi, a volte prosaici, a volte entusiasmanti, del lavoro dello scienziato, tra viaggi, congressi e sorprendenti incontri con grandi ricercatori. Una vicenda affascinante, sul confine tra Oriente e Occidente, ma anche su quello tra cultura umanistica e scientifica, ove la penna del Barbujani scienziato si confonde con quella, estremamente abile, del narratore.
- GenresNonfictionScience
184 pages, Paperback
First published February 25, 2014
About the author
Guido Barbujani
24 books26 followersGuido Barbujani is professor of Genetic at Università di Ferrara.
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Community Reviews
Displaying 1 - 8 of 8 reviews
August 19, 2026
Oggetto narrativo non identificato,
come da definizione di Barbujani. E’ un libro interessante e divertente, per l’attività scientifica descritta e le avventure al contorno e il notevole brio dell’autore. E’ anche un libro amaro, perché l’autore si chiede cosa ne è stato delle persone incontrate in Siria, dove si era recato per prendere i campioni, prima della guerra: distrutti i siti archeologici, le città e il fragile equilibrio che permetteva a varie minoranze di esistere. Amare ai miei occhi le considerazioni sull’ambiente internazionale della Genetica, estremamente litigioso, ben oltre i confini dell’accettabile; questi aspetti mi fanno cadere le braccia. Divertente la contrapposizione acida delle prime donne, Sokal vs Cavalli Sforza, entrambi negli USA. Parla Sokal: Cavalli Sforza si innamora delle proprie brillanti idee ma non si cura di verificarle. Dice Cavalli Sforza: Sokal fa le pulci agli altri su basi statistiche ma non ha idee originali. Barbujani suggerisce ragionevolmente che imparare qualcosa dagli altri sarebbe ottimo. Mi è piaciuta anche molto la copertina col bue naive disegnato, anche se queste cose un lettore degno del nome non dovrebbe dirle.
come da definizione di Barbujani. E’ un libro interessante e divertente, per l’attività scientifica descritta e le avventure al contorno e il notevole brio dell’autore. E’ anche un libro amaro, perché l’autore si chiede cosa ne è stato delle persone incontrate in Siria, dove si era recato per prendere i campioni, prima della guerra: distrutti i siti archeologici, le città e il fragile equilibrio che permetteva a varie minoranze di esistere. Amare ai miei occhi le considerazioni sull’ambiente internazionale della Genetica, estremamente litigioso, ben oltre i confini dell’accettabile; questi aspetti mi fanno cadere le braccia. Divertente la contrapposizione acida delle prime donne, Sokal vs Cavalli Sforza, entrambi negli USA. Parla Sokal: Cavalli Sforza si innamora delle proprie brillanti idee ma non si cura di verificarle. Dice Cavalli Sforza: Sokal fa le pulci agli altri su basi statistiche ma non ha idee originali. Barbujani suggerisce ragionevolmente che imparare qualcosa dagli altri sarebbe ottimo. Mi è piaciuta anche molto la copertina col bue naive disegnato, anche se queste cose un lettore degno del nome non dovrebbe dirle.
June 28, 2026
Uso le parole del suo autore, che condivido, mi è piaciuto leggere questo libro per il piacere della conoscenza. In parte diario di viaggio, in parte diario personale, in parte resoconto di un esteso e complesso studio interdisciplinare, mi sono sentito abbracciato dalle parole di un autore che come me “Si identifica così tanto con un mondo che ha il difetto di sprofondare ma il pregio di essere il nostro, da lanciarsi in iniziative votate all’insuccesso, solo perché non si vede alcuna alternativa sensata” e come Barbujani mi sono sempre sentito partecipe della malinconia dell’imperatore Giuliano, impegnato in una disperata battaglia di retroguardia ma che è l’unica che oggi valga la pena combattere.
August 7, 2017
Un'appassionante saggio che si legge quasi fosse un romanzo, a cavallo tra scienza e religione, alla scoperta dell'origine di un antico scheletro attribuito a san Luca evangelista. I capitoli si leggono velocemente e i temi trattati sono assolutamente alla portata di tutti. Alcuni passaggi ai limiti della comicità rendono il saggio molto piacevole. Dopo gli ultimi avvenimenti avvenuti in Siria a causa della guerra civile fa molto effetto leggere le descrizioni che Barbujani fa delle città e del popolo siriano. Si può percepire come già al tempo della spedizione dell'autore il paese si stava già trovando sull'orlo del baratro. Saggio consigliato per tutti coloro che credono ancora che la ricerca scientifica sia noiosa e confinata in oscuri laboratori universitari.
March 24, 2020
Un saggio che è anche un racconto. Un libro scientifico che è anche una storia autobiografica. Barbujani racconta del suo lavoro di scienziato nell'indagine, commissionata da un vescovo illuminato, per stabilire se l'antico scheletro conservato nella chiesa di Santa Giustina a Padova sia quello di San Luca evangelista. Molti sono gli aspetti da analizzare, Barbujani ed un collega genetista si occuperanno dello studio del DNA e della compatibilità genetica con varie popolazioni del bacino del mediterraneo. Altri scienziati esamineranno il piombo della cassa e i suoi isotopi, le misteriose ossa di serpenti e topi ritrovate insieme allo scheletro, le pergamene e le monete, addirittura il polline presente nella cassa. Il tutto per arrivare ad una risposta valida scientificamente, e che, come in tutti i lavori scientifici che si rispettino, ha sempre un margine di dubbio. Chiaro e preciso, come si conviene ad un'opera di divulgazione scientifica, ma anche appassionante, ironico, divertente. Molto coinvolgenti le parti sulle ricerche genetiche in Siria, che si leggono volentieri anche perché fanno capire come potesse essere quel paese una ventina d'anni fa. Un ottimo libro, sai dal punto di vista scientifico che come racconto personale. Da ex ricercatrice, l'ho apprezzato moltissimo.
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August 21, 2026Ho acquistato questo libro dopo aver assistito alla presentazione al Salone del Libro 2026, inizialmente attratta dalla curiosità per l'indagine scientifica attorno alla (presunta) reliquia di San Luca. Quello che ho trovato tra le pagine, tuttavia, è andato ben oltre le mie aspettative. Oltre alla descrizione delle affascinanti indagini multidisciplinari svolte sulla reliquia, il libro mi ha accompagnata in un inaspettato viaggio tra vividi ritratti della Siria prima della guerra civile, retroscena del lavoro in un top-team di biologi, contese politiche tra imperatori del quarto secolo e rivalità accademiche tra genetisti di fama mondiale. Uno degli aspetti che ho apprezzato particolarmente è stato la riflessione sulla natura della scienza stessa, sui suoi metodi e sui suoi confini. Un bel libro, consigliato.
January 2, 2019
Libro gradevolissimo, interessante per le vicende di san Luca (soprattutto abitando a Padova), curioso per le dinamiche accademico-scientifiche raccontate, inaspettatamente brioso per la lingua utilizzata. Ho imparato cos'è uno stilita, a cosa servono i buchi in fondo alle tombe, com'era la Siria venti anni fa e che esistono i palinologi. Solo qualche divagazione di troppo alla fine, e qualche anacoluto.
August 11, 2026
Il libro è interessante soprattutto per la parte sulle reliquie. I capitoli sulla Siria sono abbastanza intricati e spiegati non benissimo, mentre quelli sulla storia universitaria dell’autore non servono all’economia del libro; infine, da storico, le conclusioni a cui giunge l’autore mi paiono alquanto azzardate.
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April 10, 2014
E’ il racconto scorrevole e piacevolmente ironico del viaggio compiuto dal protagonista alla ricerca di elementi che potessero confermare che i resti rinvenuti nella chiesa di Santa Giustina a Padova, e che la tradizione vuole appartengano a san Luca, fossero effettivamente quelli dell’evangelista. Per averne una valida prova, il genetista Guido Barbujani si reca ad Aleppo, da cui si tramanda provenga san Luca, per testare se il DNA dei resti imputati a san Luca sia compatibile con quelli degli abitanti della città siriana.
Prima del viaggio ci sono però altri enigmi da risolvere: perché nella cassa, oltre al presunto corpo del santo - privo della testa - si trovavano anche gli scheletri di diversi serpenti, di piccoli roditori e monete di vari periodi storici? Il motivo c'è e ce lo svela l'autore.
Continua su:
www.lastambergadeilettori.com/2014/04...
Prima del viaggio ci sono però altri enigmi da risolvere: perché nella cassa, oltre al presunto corpo del santo - privo della testa - si trovavano anche gli scheletri di diversi serpenti, di piccoli roditori e monete di vari periodi storici? Il motivo c'è e ce lo svela l'autore.
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