“Tarih Üzerine Diyalog” Fransa’da Fernand Braudel ve Marc Bloch’un kurduğu “Annales” okulunun yetiştirdiği, Fransa tarihinin iki önemli ismi olan Jacques Le Goff ile Jean-Pierre Vernant’ın 2004 yılında Emmanuel Laurentin eşliğinde France Culture radyosu için yaptığı söyleşilerden oluşuyor. Ortaçağ uzmanı Le Goff ile Eski Yunan uzmanı Vernant yetiştikleri dönemi, hocalarını, tarihe olan bakış açılarını anlatıyorlar.
“Söyleşinin hiç kuşkusuz en şaşırtıcı yanı, bu iki tarihçinin içinde yetiştikleri toplumsal bağlama hissettikleri borcu teslim etme tarzları: Jacques Le Goff ortaya gözü pek varsayımlar atmasına imkân tanıyan 60’lı ve 70’li yılların canlı ve verimli kurumlarına şükran duyuyor; Jean-Pierre Vernant ise Yunan kenti üzerine yürüttüğü araştırmaların Komünist Parti’den kopuşuna çok şey borçlu olduğunu kabul ediyor.”
A prolific medievalist of international renown, Le Goff is sometimes considered the principal heir and continuator of the movement known as Annales School (École des Annales), founded by his intellectual mentor Marc Bloch. Le Goff succeeded Fernand Braudel in 1972 at the head of the École des hautes études en sciences sociales (EHESS) and was succeeded by François Furet in 1977. Along with Pierre Nora, he was one of the leading figure of New History (Nouvelle histoire) in the 1970s.
Since then, he has dedicated himself to studies on the historical anthropology of Western Europe during medieval times. He is well-known for contesting the very name of "Middle Ages" and its chronology, highlighting achievements of this period and variations inside it, in particular by attracting attention to the Renaissance of the 12th century.
Un interessante cavalcata attraverso diversi temi il cui nodo centrale è la storia, di due grandi studiosi del secolo scorso. Il saggio riporta la trascrizione di un intervista a Vernant e Le Goff. Lettura insolita e piacevole, anche se a tratti di difficile comprensione.
"Ritengo che certi anacronismi siano creativi, o comunque illuminanti."
"La tragedia si presenta come la problematizzazione delle azioni umane. Aristotele spiega che i personaggi non sono soggetti cattivi; pensano di fare il bene e sono distrutti dalla loro stessa azione. L’uomo diviene un problema, e non esiste risposta. Così, si mette in scena sotto l’autorità dello Stato, davanti a tutti i cittadini riuniti, uno spettacolo che, come dice Aristotele, suscita il terrore e la pietà, poiché questi uomini non sono cattivi, sono come noi."
"Penso che faccia bene leggere questi testi, in cui la morale, la concezione dell’uomo sono differenti. È l’altro che, come sempre quando lo si ha davanti al naso, cidice qualcosa su noi stessi, ci costruisce perché è diverso. Con la sua differenza, ci mette in questione."