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LA CACCIA: La prima indagine di Andreina Serri

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186 pages, Paperback

Published February 23, 2024

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Profile Image for La Bibliofila Errante.
92 reviews2 followers
March 7, 2025
Il libro si presenta in un formato piccolo e anche le pagine non sfiorano le duecento, tuttavia il contenuto è tremendamente intenso e profondo, carico di emozioni. La scrittura è scorrevole, il flusso costante dei pensieri della protagonista ben si incastra con gli eventi dell'indagine e l'ambientazione che la racconta.
I personaggi sono caratterizzati in modo chiaro, le descrizioni non creano confusione e definiscono perfettamente i ruoli in cui sono stati inseriti.
Il dualismo preda/cacciatore e vittima/carnefice sono il punto focale di tutto il racconto, come anche il capovolgimento di tali ruoli che avviene in modo fluido e costante, come se l'Autore avesse accompagnato il lettore nella scoperta del ribaltamento lecito e giustificato delle parti.
Un viaggio introspettivo di chi é costretto a tornare sui proprio passi, finendo invischiato in affari che si pensava ormai sepolti.
In questa romanzo conosciamo ciò che la protagonista si é lasciata alle spalle, andando a dissotterrare verità sopite che non può piú ignorare. In un susseguirsi di confronti col proprio passato, Andreina riesce a venire a capo della sua indagine, scoprendo con amarezza cose che neppure nella sua fervida immaginazione avrebbero potuto prendere vita. Un confronto fra uomo e donna che porta a un epilogo tragico e pieno di dolore.
La vendetta è ciò che nutre le pagine del romanzo, ma sottilmente, appartato in un angolino, vi è un altro sentimento che serpeggia nel testo, quello della protezione, perché se da un lato vi è la voglia di distruggere il male ricevuto dall'altra c'è la foga di doverlo eliminare affinché altri non provino le stesse cose che hanno provato le vittime.
Andreina si scontrerà con una realtà a lei tanto vicina quanto terribilmente lontana, ma che poteva in un soffio diventare la sua e non avere più via di scampo.
Sentimenti come impotenza, dolore, umiliazione e tante altre colpevolizzazioni personali si specchiano nei suoi occhi che scrutano a fondo quegli eventi cercando un filo che li unisce e che ne dia una motivazione.
Non è un testo per tutti, per molti potrebbe apparire come un testo prettamente femminista, vista la presenza di figure martoriate del genere femminile, ma non è così. Qui si racconta una della tante realtà a cui i più girano la faccia, bollano come impossibili, ma che invece esistono e a volte ne leggiamo i titoli sui grandi giornali di cronaca nera, qualora si riesca a farli uscire allo scoperto.
Questa storia poteva essere quella con protagonisti anche degli schiavi, immigrati, tratta di organi e molto altro. I soprusi e la voglia di combatterli sono sempre quelli, cambia il tema, ma il viscidume di certe situazioni che fanno affogare nel putrido letame le vittime è il medesimo.
Ovviamente, è innegabile che al centro di tutto il racconto vi sia il tema del femminicidio e gli abusi casalinghi, una realtà tutt'oggi ancora bistrattata e messa a tacere perché "alla fine così vanno le cose". Una mentalità che purtroppo è dura a morire, del resto, agli uomini non tocca più di tanto, loro sono sempre quelli un gradino più in alto, finché una donna non gli fa lo sgambetto che meritano.
Ho trovato molto interessanti gli opuscoli finali del testo: una ricetta tipica del luogo e una leggenda che avvolge lo stesso luogo, quasi a rendere ancora più reali le vicende narrate.
Come stile mi ha ricordato molto la Ferrante nei suoi romanzi "L'Amica geniale", benché il racconto si svolga ai giorni nostri, l'Autrice è stata in grado di dargli un tempo passato, retrogrado, proprio come retrograde erano gli atti e pensieri delle persone coinvolte di quel piccolo paesino.
Profile Image for Luna Nera.
30 reviews1 follower
June 24, 2024
Andreina Serri viene rimandata in esilio a Cimento, suo paese d'origine che si inerpica tra le colline della Basilicata. Tornare vuol dire ritrovare amici e luoghi, ma soprattutto rituffarsi in quel passato da cui lei era scappata anni prima. Questa prima indagine parte dalla morte di un piccolo boss locale che però scoperchia un vaso di pandora fatto di intrighi e intrecci tra vari personaggi del paese. E qui, tra morti che non stanno mai zitti ed un passato non abbastanza sepolto la nostra Comandà fa anche un viaggio dentro se stessa per scoprire cose che mai avrebbe pensato.
La scrittura è fluida e scorrevole, il linguaggio (a volte anche in dialetto) ti fa entrare meglio nei personaggi, e la storia avvincente spinge a continuare, a voler finire il libro, per poi scoprire che vorresti non finisse mai.
Va detta una cosa, il giallo è il mio primo amore letterario, e i misteri da risolvere una passione che non finirà mai.
Il libro, come ho detto all'autrice, ha un solo grande difetto, finisce, e ora vorrei continuare a leggere della nostra Andreina e delle sue indagini, quindi, cara Angela, devi assolutamente scrivere!
Profile Image for Sipario di Carta.
53 reviews1 follower
September 16, 2024
Angela è così. Ha una penna che ti colpisce, un modo poetico e allo stesso tempo reale di affrontare le storie e i temi di cui ci parla in questo romanzo. Il suo primo romanzo. Un giallo, dove vuoi sì scoprire il colpevole, ma più di tutto vuoi capire la sua protagonista, questa Comandante diretta e scorretta.

Ma partiamo dall’inizio. Chi è Andrea “Andreina” Serri? Comandante che da Siena viene rispedita nel suo paese natale, a Cimento, in una Basilicata rurale che vive ancora come una volta, dove tutti conoscono tutti e su certe questioni è meglio il silenzio e l’omertà. Andreina, che abita nella sua casa natale, dove ha visto il rapporto malato dei suoi genitori.
Ad essere trovato morto è un piccolo boss della malavita locale, Gigin u’vierm. E così iniziano a venire scoperchiati segreti che in realtà segreti non sono.

Angela in questo suo primo romanzo vi fa guardare un film. I personaggi sono veri, sfaccettati, in questa ruralità lucana dominata dal Male. Le scene sono vividissime, e traspare l’amore dell’autrice per la sua terra, anche nell’uso del dialetto. Quest’ultima è una cosa che ho apprezzato davvero, perché credo che aiuti a rendere la storia reale e i personaggi vivi.
Il finale è amaro, ma non potrebbe essere altrimenti. Sentirete rabbia, tantissima rabbia. E piangerete.

Se vi aspettate un giallo classico, penso che non lo troverete qui. Perché sì, gli elementi ci sono, ma è l’uomo il vero protagonista, l’essere umano con le sue deviazioni, pulsioni, perversioni. Ti porta quasi a chiederti se anche tu saresti capace di fare del male, con la giusta occasione.

In sostanza, non posso che consigliare la lettura. E magari si può abbinare a Saturnia, il diario poetico di Angela. Si troveranno, credo, punti in comune che porteranno a riflettere.
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