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Lo chiamavano Tempesta: Storia di Giacomo Matteotti che sfidò il fascismo

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Con la fine di Matteotti, sequestrato e ucciso da cinque sicari il 10 giugno 1924, comincia per l'Italia la dittatura fascista. In queste pagine viene raccontata la vita del deputato socialista - di carattere tanto energico, combattivo e rigoroso da essere chiamato "Tempesta" - che ha difeso la nostra libertà minacciata.
Dalle prime esperienze nel Polesine alla lotta per la giustizia sociale, dall'amore per la moglie Velia a quello per lo studio, la scuola e la pace, Matteotti si è sempre speso senza risparmio. Tra i primi a comprendere la vera natura del fascismo, non ha esitato a denunciarne la violenza, i soprusi e il malaffare, divenendo il più temibile avversario di Mussolini.
L'autore qui ricostruisce passo dopo passo il piano squadrista per eliminarlo, assieme agli eventi successivi che hanno fatto da spartiacque nella storia del nostro le reazioni politiche e l'Aventino, le indagini sul delitto e il processo-farsa, fino all'assunzione di responsabilità di Mussolini e la soppressione dei diritti.
Un libro che celebra il coraggio di Giacomo Matteotti, ma soprattutto una grande e attuale lezione di etica e di educazione civica per tutti.

173 pages, Kindle Edition

Published March 26, 2024

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Andrea Franzoso

8 books5 followers

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Silvia.
160 reviews3 followers
February 6, 2025
Franzoso si conferma abile narratore di storie edificanti. Didascalico in modo asciutto e onesto. Ricostruisce la storia di un uomo che non deve essere dimenticato, riportando puntualmente le fonti e chiarendo qualsiasi elemento possa risultare oscuro per un pubblico giovane.
Un lavoro prezioso che dovrebbe entrare in moltissime classi di scuola secondaria di I grado (ma anche II). Conoscere è necessario.
Profile Image for Maria Elsa.
21 reviews
August 25, 2024
Con una scrittura scorrevole, coinvolgente e mai retorica, Andrea Franzoso guida per mano il suo lettore nella scoperta di uno dei simboli delle democrazia e della resistenza: Giacomo Matteotti. L'autore riesce a far conoscere prima l'uomo e poi il politico, dimostrando che, se si vuole, si può sempre essere tempesta che con tenacia resiste anche a un nemico avvolto nelle tenebre come il fascismo.
6 reviews
October 2, 2024
Franzoso è riuscito a raccontare la storia eroica di Giacomo Matteotti in maniera commovente e con grande ammirazione nei suoi confronti. Ognuno dovrebbe conoscere le imprese di Matteotti e la sua lotta instancabile contro il regime fascista, che gli è tragicamente costata la vita. Il libro di Franzoso è un ottimo modo per prenderne coscienza.

L’autore ci guida attraverso la vita di Matteotti, iniziando a raccontarci della sua infanzia e adolescenza, per poi proseguire con la sua carriera politica e il suo lodevole impegno per numerose cause, come l’istruzione per tutti e una maggiore attenzione all’ambiente. Viene poi dato spazio all’omicidio, di cui vengono narrati la pianificazione, l’esecuzione e le conseguenze, per concludere infine con la sorte dei complici.
Profile Image for Aldo Rita.
Author 1 book
May 30, 2025
Nel libro si racconta la storia di Giacomo Matteotti. Nacque nel 1885 a Fratta nel Polesine. Proveniva da una famiglia agiata, suo padre possedeva un emporio, aveva fiuto per gli affari ed era diventato un proprietario terriero. La zona da cui proveniva era caratterizzata dal sottosviluppo economico, c’era una povertà diffusa, un alto tasso di analfabetismo, disoccupazione, quindi un alto tasso di emigrazione. Malgrado le sue origini sociali Matteotti a 16 anni aderì al Partito Socialista. Nel libro si racconta la Storia della nascita del Partito Socialista e della sua diffusione nel Polesine ad opera soprattutto di Nicola Badaloni. Si ripercorre la vita di Matteotti e si parla delle sue idee. Quindi la laurea in Giurisprudenza, l’attività di Consigliere Comunale e Provinciale, a Fratta e in altri Comuni del Polesine, l’opposizione alla Prima Guerra Mondiale che non ebbe tentennamenti e lo portò ad una condanna penale, annullata in Cassazione, per le sue affermazioni. Poi l’elezione a deputato nel 1919, nel 1921 e nel 1924. Matteotti dava molta importanza alla Scuola come strumento di emancipazione delle classi lavoratrici, che doveva essere rigorosa e non orientata esclusivamente alla formazione lavorativa e professionale. L’atteggiamento pacifista fu coerente e senza cedimenti. Apparteneva all’ala riformista del Partito Socialista, riteneva che il potere avrebbe dovuto essere conquistato con metodo democratico attraverso libere elezioni, il cambiamento doveva avvenire attraverso riforme graduali e l’educazione delle classi lavoratrici. Nel libro si racconta anche la storia d’amore tra Matteotti e quella che diventerà sula moglie, Velia. Dopo la Prima Guerra Mondiale contrastò duramente il fascismo ne denunciò la violenza, i soprusi e le illegalità. In un frangente così drammatico il Partito Socialista si spaccò in tre tronconi. Nel gennaio del 1921 al Congresso di Livorno uscì dal Partito l’ala sinistra che fondò il Partito Comunista d’Italia. Nell’ottobre del 1922 l’ala riformista fu costretta lasciare il Partito e fondò Il Partito Socialista Unitario di cui Matteotti fu nominato Segretario. Le elezioni del 1924 si svolsero con una nuova legge elettorale, la legge Acerbo, che dava i due terzi dei seggi alla lista che avrebbe ottenuto almeno il 25% dei voti. Le elezioni si svolsero in un clima di illegalità, violenze, intimidazioni, brogli che ne inficiarono la validità. Tutto questo fu denunciato da Matteotti in un discorso alla Camera il 30 maggio 1924. Il 10 giugno fu sequestrato e ucciso da un commando della Ceka una polizia segreta costituita nel gennaio del 1924 che aveva lo scopo di colpire gli oppositori del fascismo, diretta da Cesare Rossi capo ufficio stampa della Presidenza del Consiglio e Giovanni Marinelli segretario amministrativo del Partito Nazionale Fascista. A livello operativo era guidata da Amerigo Dùmini che fu a capo del commando e che materialmente uccise Matteotti. Il piano era stato preparato qualche tempo prima. Matteotti era ritenuto particolarmente pericoloso per il suo parlare senza peli sulla lingua e la sua inflessibile opposizione al fascismo. Inoltre, l’11 giugno avrebbe dovuto tenere un discorso alla Camera e si temeva che potesse denunciare un caso di corruzione che aveva come protagonista una società petrolifera la Sinclair Oil Co, la quale aveva ottenuto una concessione per fare ricerche petrolifere dietro pagamento di somme di denaro ad un giornale vicino al regime, somme che erano finite nelle tasche di esponenti del regime stesso, tra cui i fratelli Arnaldo e Benito Mussolini. Il mandante del delitto fu lo stesso Mussolini. Nel libro si parla delle vicende successive al delitto, l’Aventino, il ritrovamento del cadavere di Matteotti, l’istaurazione della dittatura con il discorso di Mussolini del 3 gennaio 1925. Il processo per il delitto in queste condizioni fu una farsa e quando fu fatto un nuovo processo dopo la Seconda Guerra Mondiale non si andò oltre la condanna degli esecutori materiali.
Matteotti può essere considerato un modello ed un esempio per tutti, per la sua onestà, per il suo coraggio nel denunciare violenze, soprusi e illegalità, per il suo tentativo di difendere la libertà e la democrazia pagando un prezzo altissimo, fino al sacrificio della vita.
Il libro è molto bello, la vicenda è narrata in modo avvincente e nelle intenzioni dell’autore è destinato ai ragazzi delle Scuole Medie e Superiori come strumento di Educazione Civica, ma può interessare ed essere utile a chiunque vuole approfondire queste vicende storiche visto che a Matteotti i manuali dedicano poche righe. L’autore nel testo esprima la sua grande ammirazione per Matteotti. La lettura del libro è stata per me un’esperienza molto positiva.
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