Perché si torna nei luoghi anche sapendo che non si può tornare indietro? Forse una parte di noi crede davvero che il passato se ne stia lì, ancora e ancora e in eterno, e che lo possiamo riacciuffare, per sapere che c'è, che ancora vive. Ma il passato smette di vivere mai? Chiara e Samuele rimettono piede sull'Isola a distanza di anni dal loro ultimo incontro. Anni che hanno reso pesanti i loro cuori. Prima che tutto cadesse in pezzi, Chiara e Samuele non erano soltanto cugini quasi fratelli, erano una cosa sola, talmente mescolati l'uno dentro l'altra da non capire dove iniziasse lui e dove lei. Ed era stato sempre così, da quando, bambini, si erano ritrovati a passare le loro estati a casa della nonna, la meravigliosa villa sull'Isola, un nido maestoso e accogliente che li aveva coccolati e fatti sentire protetti, felici nel loro isolamento. Poi però l'incontro con Siria aveva cambiato tutto, rendendo visibili le crepe del legame tra loro due, tra loro e la nonna, e soprattutto dell'idea che avevano dell'amore.
Un amore in cui tutto - così era nella loro famiglia - si il nero e il bianco, l'accoglienza di un abbraccio e gli sguardi di ammonimento, la sconfitta e la vittoria, la gelosia e l'unicità. Tutto, perché l'amore era questo, no?, la più grande contraddizione da risolvere, una guerra che non vinci e non perdi, che ti tiene vivo più di ogni altra cosa e che, alla fine, non si risolve mai.
Ora però, dopo essersi feriti e persi, sono costretti a rivedersi e a rivivere il loro passato, facendo i conti con le fragilità, i sensi di colpa, le frasi pensate e mai dette. Separarsi, per loro, potrebbe essere stato un modo per ritrovarsi, anche se forse la parola giusta è trovarsi.
L'unica possibile per chi, come loro, si era mischiato fino a perdersi.
un libro che parla di diventare grandi e cambiare molte moltissime volte, un libro che parla di affrontare la vita con meno paure e di capirsi
un libro che parla di amore: l'amore di una nonna che forse è stato, forse, troppo opprimente in alcuni casi, l’amore di Chiara e Samu, due cugini che hanno sempre vissuto l'uno per l'altro fino a fondersi e a diventare una sola persona l’amore per una ragazza da parte di entrambi, amore che li ha portati a separarsi, che ha portato a rinunciare di vivere la proparia vita liberamente senza pensare di ferire l'altro
le ultime 10 pagine mi hanno fatto dire "colpito e affondato" . sono bastate poche pagine per far sì che tutto quello che ho letto mi colpisse... devo ancora metabolizzare tanto, è stato per alcuni aspetti un libro "pesante" , un libro che mi ha comunque segnato, un libro che ha smosso qualcosina e anche se non mi ci sono rivista al 100% Marzia ha il potere di farmi smuovere sempre qualcosa.
“ A chi lo sa bene, quanto i nonni possano cambiare una vita “
Samu e Chiara, due cugini legati da un rapporto viscerale. Un rapporto di amore fraterno. Due cugini che ogni estate condividono tutto sin dall’infanzia: gioia, felicità, paura e dolore. Il collante del loro rapporto è la nonna materna di entrambi.
Samuele durante l’anno vive con la nonna nel Vomero. Samuele è orfano di madre e il padre è fuggito quando era appena nato perché tossicodipendente. La nonna l’ha cresciuto come fosse suo figlio.
Chiara, invece, vive a Roma con entrambi i genitori con i quali non ha praticamente nessun tipo di rapporto.
Ogni estate Samu e Chiara si recano sull’Isola, a casa della nonna. La nonna possiede una villa di fronte al mare, con una spiaggetta privata. La nonna viene descritta come una figura materna molto apprensiva. Sin dall’infanzia i due cugini facevano di tutto per non farla soffrire. La paura più grande della nonna era di poterli perdere.
Se da una parte Samuele pensava che Chiara fosse la preferita della nonna, dall’altra parte Chiara pensava lo stesso di Samuele.
I due cugini passavano ogni secondo del loro tempo in simbiosi: il dolore di uno era il dolore dell’altro; la gioia di uno era anche la gioia dell’altro.
Samu e Chiara si sono sempre percepiti come un’unica persona e non come due entità distinte, tanto che il loro amore arriverà poi a devastarli ed inevitabilmente a farli soffrire.
La strada verso la separazione tra i due cugini inizia un’estate sull’isola quando Chiara fa la conoscenza di Siria. Siria sarà colei che distruggerà il loro rapporto. Sarà colei che darà il coraggio ad entrambi a ribellarsi alla nonna apprensiva e, sopratutto, sarà colei che li dividerà e che darà un taglio al loro amore.
Siria comincia a frequentare i due cugini. L’amicizia durerà poco perché Samu si innamorerà di Siria e in men che non si dica i due si fidanzano. Chiara viveva il loro amore come aspettatrice esterna: ascoltava i racconti amorosi di entrambi, li osservava insieme, li osservava quando si scambiavano effusioni amorose.
Chiara ha sempre messo la felicità di Samu davanti alla sua ma per la prima volta non riusciva a gioire per la felicità del cugino.
Samu è sempre stato un bambino e, successivamente, un ragazzo molto debole. Samu ha sempre sofferto della sindrome dell’abbandono, sicuramente dato dalla perdita dei suoi genitori. Un ragazzo emotivamente dipendente da qualsiasi persona alla quale si attaccava, partendo dalla nonna. Un ragazzo che ha sempre voluto conferme; un ragazzo pronto a distruggersi l’anima; un ragazzo sempre in preda alla malinconia e alla disperazione più totale per la sola e unica paura di essere abbandonato. Insomma, un’anima in pena. Siria, in questo senso, sarà quella che gli avrebbe dato il colpo finale.
Ma torniamo a Chiara. Come dicevo, Chiara ha sempre messo la felicità di Samu davanti alla propria per paura di ferirlo. Chiara ha sempre saputo di essere diversa da Samu: non era bella come lui, non era amata dalla nonna come lui. In sostanza, Chiara era sempre meno di Samu. Sapendo della sofferenza endogena che il cugino si portava dentro sin da bambino, Chiara è sempre stato il capo saldo della coppia in questo rapporto simil amoroso tra i due cugini.
Allo stesso tempo, Chiara sapeva di essere diversa. Diversa dalle altre ragazze. Se in adolescenza le sue coetanee cominciavano a sperimentare i primi amori, Chiara non ci riusciva. Il solo pensiero le dava una nausea.
La conferma alla sua tesi arriva una sera, quando un ragazzo prova a baciarla. Chiara non sente niente, non sente quel brivido che avrebbe dovuto provare e non perché il ragazzo non fosse di suo gradimento ma, semplicemente, perché a Chiara piacciono le donne. Non tutte le donne, però. A Chiara piaceva Siria. Anzi, ne era proprio innamorata.
Bel guaio! Siria era la ragazza di Samu e sapeva che non avrebbe potuto confessargli nulla.
Durante gli anni Chiara si porterà dentro questo amore segreto e tormentato per lungo tempo.
Avrà il coraggio di rivelare a Samu la sua omosessualità ma non gli dirà mai la verità rispetto a Siria.
Ogni estate Siria, Chiara e Samu si ritrovano sull’isola. Passano tutta la giornata insieme e Chiara si limita ad osservare Siria e a tentare di soffocare quell’amore che la stava distruggendo dal primo momento che L’aveva incontrata.
Ma ecco che arriva il bello perché i drammi sono sempre dietro l’angolo.
Una sera, mentre i tre stavano assistendo alla proiezione di un film in un cinema all’aperto, Siria tenta un approccio amoroso con Chiara. Chiara, inizialmente incredula perche mai avrebbe pensato che Siria potesse essere come lei, ricambia.
Da quel momento comincia una relazione segreta tra le ragazze. La nonna se ne accorge. La nonna, signora tutto d’un pezzo non approva, ma Prega Chiara di interrompere la Relazione per evitare di far soffrire Samu.
Un’estate Samu rivela a Chiara che le cose tra lui e Siria stavano cambiando, o meglio, Siria era cambiata. Samu affermava che la ragazza non era più innamorata di lui. Pur soffrendo le pene dell’inferno, Samu decide comunque di rimanere con Siria, perché il pensiero di perderla l’avrebbe distrutto. Ma il suo dolore trovava pace solo quando cucinava. Durante le estati trascorse sull’isola, Samu aveva appreso dalla nonna L’amore per cucinare.
Decide così di partire per la Puglia per lavoro. L’amore per Siria e la tremenda paura di essere lasciato, lo portano lontano dall’isola per un po’ di tempo.
Ovviamente Siria E Chiara continuano la loro relazione a discapito della nonna e di Samuele.
Poco tempo dopo Samuele torna dalla Puglia. Le due ragazze sono costrette a fingere, a far finta di nulla. Ma nel giro di poco, pochissimo tempo samu scopre tutto. Entra in camera di nascosto e le sente parlare. Sente parlare del loro amore, sente che Siria stava dicendo a Chiara di amarla.
Da lì il declino della relazione tra Samu-Chiara, Chiara e Siria.
Samu scappa a Torino da suo papà. Negli anni il padre aveva scritto svariate lettere al figlio per chiedergli scusa. Si era disintossicato e stava vivendo una vita pulita. La nonna però, gli aveva sempre nascosto tutto. Samu comincia a vivere con suo papà a Torino, trovando lavoro in un ristorante. Interrompe i rapporti con Chiara, Siria e la Nonna. L’odio verso la nonna era forse più forte di quello provato per Chiara, perché la nonna sapeva della relazione tra le due ragazze e non aveva rivelato nulla a Samu.
A Torino Samu incontra altre ragazze ma non riesce mai a istaurare una relazione, per la solita paura di essere tradito, abbandonato. Siria gli aveva spezzato il cuore, un cuore fragile per un’anima in pena come lui.
Chiara nel frattempo chiude con Siria. Torna a Roma. Prova a contattare Samu senza successo e si reca a Torino. Samu non riesce a perdonarla. Ci prova, tenta, Ma non riesce. Chiara è affranta: prova un dolore inconsolabile dato sia dalla separazione da Siria e dalla separazione da Samu.
Chiara torna sull’isola. Rivede Siria. Inizialmente la rifiuta ma poi decide finalmente di inseguire i suoi sogni. Decide di intraprendere la relazione con Siria. Le due si amavano. Lei ha sempre messo davanti Samu a sé stessa ma Samu avrebbe fatto lo stesso per lei?
Con il tempo Samu riuscirà a perdonare entrambe, la nonna morirà, e Siria e Chiara riusciranno a vivere la loro relazione alla luce del sole.
Voto 7/10. Lettura facile. Il romanzo non è proprio il mio genere. Argomenti abbastanza scontati. Il personaggio di Samu non mi è piaciuto. Troppo vittimismo. Il libro si legge in pochissimo tempo.
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"𝖣𝗼𝘃𝗲 𝙨𝗂 𝗇𝖺𝙨𝖼𝗼𝗇𝖽𝗼𝗇𝗼 𝗹𝗲 𝗹𝖺𝖼𝙧𝗂𝗺𝗲" è il penultimo romanzo di Marzia Sicignano, autrice nota per la sua capacità di esplorare le emozioni umane con delicatezza e profondità, spesso con uno stile che mescola prosa e poesia. Il libro ci introduce a Chiara e Samuele, due cugini legati da un profondo affetto, quasi fraterno, cresciuti trascorrendo le estati nella villa della nonna, un luogo per loro "l'Isola", simbolo di protezione e felicità. Un nido che li ha visti mescolarsi fino a perdersi l'uno nell'altra. Tuttavia, l'arrivo di Siria ha incrinato quel legame, facendo emergere fragilità, sensi di colpa e segreti taciuti. Anni dopo, Chiara e Samuele sono costretti a rimettere piede sull'Isola, affrontando il loro passato e i sentimenti irrisolti. Il romanzo è un viaggio nella memoria, che si dipana tra passato e presente, alla ricerca di una possibile riconciliazione con i fantasmi di ciò che è stato. La domanda centrale che il libro sembra porsi è: "Perché si torna nei luoghi anche sapendo che non si può tornare indietro?". Marzia Sicignano mantiene il suo stile caratteristico, toccante e intimo, che permette al lettore di immergersi nelle profondità dell'animo umano. Attraverso le vicende di Chiara e Samuele, l'autrice esplora temi universali come la fragilità dei legami affettivi, la complessità dell'amore (anche quello familiare), il dolore della perdita, la ricerca di sé e la necessità di affrontare il passato per poter rinascere. La prosa è spesso descritta come scorrevole e capace di emozionare, trasportando il lettore nella storia e invitandolo alla riflessione. Ho letto molte recensioni che lo descrivono come un libro "bello, scorrevole e veloce da leggere", "toccante" e capace di far "emozionare". Molti apprezzano come l'autrice riesca a esprimere i sentimenti in modo profondo e realistico, rendendo la storia vicina all'esperienza emotiva di ognuno. Alcuni lo considerano un romanzo che, pur affrontando vari temi importanti, potrebbe avere nella parte centrale un ritmo più lento. Seguo da anni l'autrice e ne riconosco la scrittura avvolgente, che ti trasporta nella storia, pur potendo aspettarsi uno sviluppo leggermente diverso della trama rispetto alle aspettative create. A mio parere, l’autrice ci conferma un romanzo che mira a toccare le corde più profonde dell'animo, invitando a riflettere sui legami, sul passato e sul difficile, ma necessario, percorso verso la scoperta di sé.
Chiara, detta Chià, e Samuele, detto Samu, sono cugini ma il loro legame é molto più forte: é fraterno, totalizzante e viscerale. Sempre uniti fin da appena nati, ogni estate insieme nell'isola insieme alla nonna amata ed odiata, con il suo amore protettivo e soffocante.
Poi qualcosa é cambiato: forse sono stati loro a cambiare o forse é stato l'incontro con Siria, amata da entrambi, certo é che si sono allontanati ma senza mai recidere totalmente il loro legame. Galeotto per farli re incontrare sull'isola che gli ha visti crescere é la morte della nonna e l'eredità lasciata ad entrambi.
Inizia cosí questo romanzo che parla di legami familiari e amore, tra passato e presente viene raccontata la loro vita, la loro infanzia e la loro crescita, il loro rapporto e quello complicato con la nonna. A poco a poco ci viene rivelato cosa li ha portati ad allontanarsi, l'elemento che ha intaccato il loro rapporto fraterno e come si sono riconciliati verso un nuovo inizio.
La prosa é leggera e ti accompagna pagina dopo pagina, si legge in fretta ma di fatto non é niente di che: é una narrazione piuttosto blanda. É apprezzabile che tratti temi come l'amore familiare tossico, quello oppressivo e soffocante, ma mi é parso tutto molto superficiale ed approssimativo.
Questa lettura è stata in qualche modo un toccasana. Cercavo una storia leggera ma allo stesso modo intensa, e questo libro rispecchia proprio questa descrizione. Due cugini, Samuele e Chiara, hanno vite complesse e la loro anima è nata già "rotta" per vari motivi, ma esiste un luogo in cui tutto quello che li tormenta sembra non riuscire ad arrivare: l'isola. Tutto il libro si concentra sull'isola e sulla casa della nonna, che è una terza protagonista nascosta. Proprio in quei luoghi cresceranno, ameranno, si perderanno per poi ritrovarsi. È un libro che fa riflettere e proprio per questo mi è piaciuto, peccato che alcuni punti, come il finale, li abbia trovati troppo velocizzati. Consigliato a chi voglia leggere qualcosa di non troppo lungo, ma comunque ricco di emozioni.
Ormai per me Marzia è una garanzia, leggo i suoi libri da quando non ero ancora una lettrice accanita, dall’ epoca di Io te e il mare ed ho quindi potuto apprezzare (e amare) la sua crescita. Questo libro affronta tantissimi temi e li affronta tutti con tantissima delicatezza ma al tempo stesso con una crudeltà tipica della vita vera di tutti i giorni. Sono crollata negli ultimo capitoli anche nel ricordo di mia nonna che non c’ è più.
La lettura di questo libro è stata molto scorrevole. L’autrice usa un linguaggio ed un sistema di dialoghi molto spontaneo che ti tiene incollato alle pagine con leggerezza nonostante parli di emozioni molto forti e travolgenti. Mi è piaciuta l’evoluzione volta alla crescita personale di entrambi i protagonisti e ho apprezzato molto anche l’autenticità nella descrizione dei sapori e dei profumi di casa, di famiglia.
Legami tossici tra giovani componenti di famiglie disfunzionali, amori tradimenti e inevitabili riconciliazioni. Genere che nella narrativa italiana contemporanea pare inflazionato, e di cui questo esemplare non brilla né per originalità né per profondità né per qualità della scrittura. Dimenticabile.
Il mio libro preferito dell’estate 2024. Un racconto di crescita personale e di una forte unione,. La potenza di una nonna e quello che l’amore riesce a fare. È vero certe volte si odia, ma solo perché si ama tanto e certe volte si piange perché si ha paura, solo perché teniamo davvero tanto a qualcosa
Una trama originale che narra di due cugini con un rapporto davvero speciale, legati dalla figura di una nonna che ha saputo essere lo sfondo giusto per questo legame. Le vicende della vita poi li separeranno in qualche modo, ma saranno abbastanza intelligenti da non buttare via quello che hanno costruito in tanti anni.
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Scadentissimo. Lettura banalissima, noiosa e soprattutto non vedo la genialità della scrittura. Mi dispiace dirlo perché il titolo mi aveva ispirata a comprarlo così come la trama che sembrava interessante. Ma non c’è genialità artistica proprio. Non ti fa sognare, non ti fa immaginare. Niente di niente. Scritto malissimo per me.
La scrittura di Sicignano è sempre una cura al cuore e una riflessione profonda sui sentimenti e la quotidianità. Una trama leggera e comune, con colpi di scena in parte prevedibili, che fa in parte perdere il potere delle parole di Marzia.