È il 1840, Enrichetta ha diciannove anni e ha da poco perso il padre, Don Fabio Caracciolo, maresciallo del Regno delle Due Sicilie a Reggio Calabria, ultimo figlio del Principe di Forino. Lei è giovane, nobile, innamorata di Domenico. Ma la famiglia di lui non approva l’unione. Sì, Enrichetta vanta ascendenze illustri, ma è priva di solidità economica e il matrimonio non s’ha da fare. Così sua madre, stanca del carattere ribelle della figlia e della sua propensione a scegliere uomini sbagliati, prende una decisione risolutiva: Enrichetta entrerà nel convento di San Gregorio Armeno, a Napoli, e vi resterà fino a quando la situazione finanziaria della famiglia non sarà risolta. A nulla servono le proteste della giovane: i mesi lì dentro diventano anni ed è costretta a prendere i voti. La costrizione la fa ammalare, Enrichetta vuole sfidare le leggi della Chiesa e tornare libera, ma persino le suppliche indirizzate a papa Pio IX vengono respinte. Eppure niente riesce a spegnere la passione che muove il suo animo. Una passione che si fa presto politica e la porta a sposare la causa della rivoluzione contro i Borbone, del sogno di una nuova patria: l’Italia.
Che lettura ricca e importante! Penso che questo sia tra i libri più belli letti finora nel 2025, ovviamente per chi come me ama il genere del romanzo storico ispirato a storie di donne e uomini che hanno lasciato una traccia nel passato. Ho scoperto solo durante la lettura che la protagonista, la monaca Enrichetta Caracciolo di Fiorino, fosse realmente esistita e che fu, a suo tempo (siamo a Napoli, a cavallo tra metà e fine Ottocento), una ferrea patriota risorgimentale ma, soprattutto, un’infaticabile sostenitrice della propria libertà nel contesto di un’Italia del Sud ancora profondamente legata alle tradizioni e superstizioni, regole sociali estremamente rigide, patriarcali e moraliste. Enrichetta per ben 20 anni combatte per cercare di sottrarsi a tutto questo, da quando viene costretta dalla madre a prendere i voti contro la sua volontà quando è ancora una ragazza (all’epoca era usanza comune che le famiglie numerose, altolocate o indigenti che fossero, spedissero alcuni membri femminili dentro le mura dei conventi, per sgravarsi di bocche in più da sfamare, matrimoni da combinare con doti da preparare o per nascondere dalla società i caratteri più ribelli e difficili da gestire e imbrigliare)…È stato appassionante percorrere tutti questi lunghi anni di Enrichetta e le sue battaglie contro le altre converse, badesse, preti e vescovi, persino la sua stessa famiglia, tra suppliche, punizioni, privazioni e sacrifici, disperazione e senso puro di abbandono…con le uniche armi della sua voce e delle tante lettere che ha scritto negli anni, alcune arrivate direttamente al Papa a Roma, per richiedere di poter abbandonare una vita monastica per cui non aveva mai provato la minima vocazione e della cui falsità e crudeltà era rimasta sconvolta, dietro le alte mura della sua clausura. Tra affetti ritrovati e nuove amicizie, Enrichetta riuscirà a collezionare un piccolo traguardo dietro l’altro, senza mai arretrare nel suo intento, fino a strapparsi dal volto quell’odiato velo monastico, conoscere l’amore di uomo a cui si legherà per il resto della vita, e con la volontà di denunciare quanto vissuto e subito nella sua vita in un’opera che divenne un vero best seller dell’epoca: “Misteri del chiostro napoletano”, che ho assolutamente intenzione di recuperare per un approfondimento. Lettura ispirante, consigliata al 100%.
Questo romanzo tratta della vera storia di Enrichetta Caracciolo, fatta monaca da adolescente, su obbligo della madre, nel convento napoletano di San Gregorio Armeno. Enrichetta, convinta che il monastero non fosse la sua strada fin dall'inizio, appare sempre ribelle agli ordini della madre e poco accondiscendente a prendere il velo. Nel romanzo infatti si insiste spesso sulle ribellioni di Enrichetta per riuscire a uscire dal convento e a farsi annullare i voti. Quando si parla di conventi, la prima cosa che viene in mente è l'ambiente chiuso: un romanzo spesso ha bisogno di spazi e non tutti gli autori sono così bravi da riuscire a rendere avvincente una storia ambientata sempre tra le solite quattro mura. Non è comunque, in generale, il caso di Enrichetta che dal convento riesce a uscire più volte, ma comunque la narrazione mi è apparsa poco avvincente e piuttosto piatta e noiosa. Lo stesso personaggio di Enrichetta mi è sembrato solamente ridondante, sempre con la sua continua insistenza per una cosa che si sapeva dal primo capitolo. Sul suo totale diniego di prendere il velo si insiste fin troppo, tanto che poi di Enrichetta, della sua personalità e di tutto il resto, anche degli altri personaggi, si capisce ben poco. Con tanta determinazione, sì, ma non ne esce fuori un personaggio memorabile.
Le vicende di Enrichetta si mescolano poi con quelle dell'Unità di Italia, la parte un po' più interessante, vista dalla città di Napoli.
Non so se il problema è stato che l'ho ascoltato in audiolibro e con gli audiolibri tendo a distrarmi di più, oppure se è proprio la storia che non faceva per me.
Il pregio di questo libro comunque è di raccontare e far conoscere un personaggio realmente esistito e che io personalmente non conoscevo: Enrichetta infatti ha scritto lei stessa varie opere e raccontato tutte le vicissitudini della sua monacazione. Se vi interessano quindi storie di donne forti e determinate, magari può piacervi.
Libro storico. Ambientato a Napoli intorno al 1840. È la storia vera di Enrichetta Caracciolo appartenente alla famiglia dei principi di Forino, costretta ad entrare in un convento di clausura per una serie di ragioni descritte nel libro. Dopo tante vicissitudini e grazie anche al suo carattere forte, riesce a diventare una donna libera e a participare attivamente alla storia della liberazione di Napoli dai Borbone. Il libro ben scritto mette in risalto questa figura femminile che con carattere è andata contro l’ipocrisia della società e l’ipocrisia del clero dell’epoca. Tant’è che Lei stessa ha scritto la storia della sua vita intitolata: Misteri del chiostro napoletano. Ho spesso percepito l’angoscia delle catene che questa povera donna portava ma anche la sua tenacia di voler diventare padrona della sua vita.
Un romanzo faticoso. Le prime 200 pagine sono davvero noiose e lentissime. Solo nella parte finale il romanzo si riprende ma senza lasciare un gran segno. Peccato perché della stessa autrice avevo letto “La nemica” uno dei miei romanzi preferiti con una bella scrittura un bell’incedere e un’ottima ambientazione storica. Questo non regge il paragone.
Questa non è la storia di una ragazza come tante, chiusa in convento dalla famiglia. È la vera storia di Enrichetta, ribelle, forte, intelligente e moderna. Una donna che lotta fino in fondo per la sua libertà e per quella della sua Patria. Una storia appassionata e appassionate che consiglio di leggere e conoscere.
La storia vera di Enrichetta Caracciolo, nell'inferno della monacazione forzata. La sua vicenda si intreccia strettamente con gli eventi del Risorgimento nel Regno delle due Sicilie. Davvero una storia affascinante e poco nota.