Jump to ratings and reviews
Rate this book

Vita agra di un anarchico: Luciano Bianciardi a Milano

Rate this book
Ma chi è stato Bianciardi? Corrias lo racconta attraverso la ricostruzione di una Milano che non c'è più e le testimonianze degli amici a proposito di questo intellettuale anarchico, disadattato e solitario che guardava con sguardo grottesco e caustico le luci del Miracolo Economico. "Un arrabbiato vero" secondo Oreste del Buono, "l'ultimo romantico" per Giovanni Arpino. Bianciardi arriva da Grosseto a Milano nel '54 con l'intenzione di far saltare in aria la sede della società mineraria per la quale avevano lavorato, trovandovi la morte per uno scoppio di grisou, 43 operai. Lavora invece con Giangiacomo Feltrinelli a mettere in piedi la casa editrice. Fa il traduttore, lo scrittore, il lavoratore a cottimo, tormentato e angosciato sino alla morte.

251 pages, Paperback

First published January 1, 1993

2 people are currently reading
86 people want to read

About the author

Pino Corrias

27 books4 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
44 (48%)
4 stars
40 (44%)
3 stars
6 (6%)
2 stars
0 (0%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 17 of 17 reviews
Profile Image for Dagio_maya .
1,113 reviews351 followers
May 25, 2022
“Bisognerebbe fare la rivoluzione
ma non si trova seguito”


Trovo fondamentale questa biografia per conoscere Bianciardi uomo e scrittore.
A volte oscuro, disconnesso e sfuggente appare sotto un'altra luce.

Milano, Grosseto, i minatori, i personaggi dell'epoca nudi o travestiti sono sempre presenti nei suoi romanzi.
Corrias ci dice che ci sono, di fatti, ossessioni di cui Bianciardi non riesce a liberarsi:

La verità è che lui non vuole costruire nulla.
Non ci crede.
Gli interessa di più giocare con i suoi personaggi, guardarli mentre cercano una via d’uscita, muoverli nel suo teatro viola e nero, accenderli e poi spegnerli come si fa con le sigarette.



Milano è la città che disprezza per i suoi ritmi e per quella nascente filosofia arrivista che ben descrive sarcasticamente nei suoi libri.

Rapallo è invece il luogo dove si arrende vivendo tra la sua scrivania e piccole uscite in ciabatte nelle osterie della zona dando il colpo finale al suo alcolismo.

Bianciardi è anarchico nella misura in cui non è compatibile con nessun tipo di centralità e di legame che stringa e forzi.
Solo con Maria Iatosti avrà un rapporto duraturo seppur costellato da numerosi tradimenti in nome della libertà.

nessun posto ormai gli offre più asilo

Straniero a Milano, a Rapallo ma anche nella tanto idealizzata Grosseto che vede sempre di sfuggita e quando ci tornerà più stabilmente vivrà pesantemente il solco scavato dal tempo.

Straniero perchè estraneo.
Che rifiuta ed è rifiutato.

Sempre persuaso che il successo fosse solo il “participio passato del verbo succedere


Che non è compreso ma ben comprende e prevede quello che ne sarà della povera italietta.
Questi sono quarantanove anni di vita agra
Profile Image for Post Scriptum.
422 reviews120 followers
December 25, 2016
Anche questa volta mi sono commossa e incazzata, ripercorrendo la vita di Luciano Bianciardi.
Sempre fuori luogo, fuori tempo, sentiva l’odore della falsità e dell’ipocrisia. Si guardava attorno anche quando non doveva. Osservava e raccontava. Ogni parola un monito, una denuncia.
Era un uomo libero, e tale voleva rimanere. Era scomodo. Ha pagato. E pensare, che in fondo, sognava solo un mondo più giusto, un mondo migliore. E un’umanità più vera.
 
Ecco fatto. Commossa e incazzata, quell’incazzatura che t’accompagna sempre, che c’è anche quando tace, che digrigna i denti e ti morde l’anima fino all’ultimo fiato.
Ciao, Luciano.
 
P.S. Date retta, leggete e rileggete Bianciardi. Non abbandonatelo. Non lo scordate.
 
Vi lascio un passo tratto da una lettera scritta nell'agosto del '61 a Terrosi. Contiene parte del suo dolore, del suo disagio, del suo essere puro in un mondo di squali.
 
“Voltati in giro e dimmi se vedi altro che gente che tira al suo e se ne frega del prossimo. Ognuno si fa gli affari suoi e l’amore del prossimo è roba che trovi, ma sempre meno se ci badi bene, scritta sui libri. Così è per gli scrittori: fanno il loro mestiere, cercano di salire, e del resto se ne fregano. Se hanno simpatia, compassione, tenerezza, quello che vuoi, per un personaggio, l’hanno appunto per il personaggio, non per la persona. Bube è in galera, il Bube vero, non so se lo sai. Cassola ha cercato di farlo tirar fuori, proprio sfruttando il successo del libro. Gli altri letterati amici suoi gli han detto di lasciar perdere, e di scrivere un altro libro.
Il mondo va così e va male. In questi anni ho visto tre amici miei morire, due suicidi. Credi che qualcuno abbia pianto? No, li hanno scancellati, li hanno scordati il giorno dopo.
Certo, se hai bisogno di una mano qualcuno te la dà. Ma prima fa il conto: vuol sapere se tirandoti a galla, domani tu sarai in grado di dare una mano a lui. Altrimenti ti lasciano tranquillamente affogare. E dopo non si prendono nemmeno il fastidio di compiangerti. Ti potrei raccontare storie a dozzine, per dimostrartelo. E il prossimo libro che scrivo ti giuro che ce le metto tutte, e ti faccio la storia della diseducazione sentimentale in Italia, al tempo del ‘Miracolo’. Non c’è solidarietà, solo omertà, cricca, mafia, società d’affari. E forse è sempre andata così. A Grosseto forse no, o meno che quassù. Perciò io mi son fatto uno strato di pelo sullo stomaco, una memoria di ferro e marco. Per ogni gomitata che prendo, tengo in serbo un calcio nelle palle, e al momento buono lo do.”
Profile Image for Emmapeel.
131 reviews
August 11, 2017
Questo libro è bellissimo. Biografia di un grande scrittore, certo, ma soprattutto fotografia di una città, Milano, durante gli anni '60. Brera, i danée, Feltrinelli, i minatori, le segretariette pugliesi sussiegose, la fame, le sigarette: il lato b del boom che cambiò l'Italia.
Profile Image for marco renzi.
299 reviews101 followers
August 30, 2017
Davvero un'ottima biografia di Luciano Bianciardi.
Direi fondamentale per chi ama l'autore.

Corrias non si limita a raccontarne la vita, gli anni di Grosseto e poi quelli milanesi, la sconfitta più o meno perenne, la relazione extraconiugale con Maria Jatosti portata avanti fino alla fine dei suoi giorni; il lavoro di traduttore, il successo editoriale con "La vita agra". Poi, la discesa nel baratro e nell'autodistruzione.

No: qui c'è sullo sfondo anche il contesto culturale dell'epoca, la Milano del boom economico; i personaggi grossetani prima e quelli di Brera dopo. Ci sono i pochi amici e i molti nemici, la casa editrice, l'alcol e il sesso; la provincia e la metropoli, la precarietà economica. L'amore. E ovviamente la letteratura: libri scritti di getto da parte di un anarchico incazzato capace di essere profetico e incisivo ancora oggi.

Una biografia, che si fa leggere come un romanzo, che racconta di uno dei più grandi autori e intellettuali del secondo Novecento italiano, una delle menti più brillanti mai nate nel nostro Paese.

Una vera dichiarazione d'amore rivolta allo scrittore toscano.
Profile Image for Anfri Bogart.
129 reviews14 followers
September 16, 2017
Che incredibile spreco di talento è stata la vita di Luciano Bianciardi. Tutto a causa della sua ostinata determinazione a non integrarsi nel sistema (lo dico con ironia). E in tutto quel remare contro, il successo arriva comunque, irresistibile e in modo paradossale, con la pubblicazione della Vita Agra. E' lì che Luciano vacilla, perché capisce che questo sistema che lui ha sempre rifiutato e sbeffeggiato lo sta fagocitando, celebrando e inneggiando la sua opera più "contro", che a questo punto diventa inutile. Ma come, io vi critico, vi insulto, metto in ridicolo il vostro mondo, i vostri valori, il vostro modo di vivere, ci sputo sopra... e voi applaudite. E' un muro di gomma che non smette mai di stupirmi, che ho già visto in questa veste altre volte, ed è difficile sopravvivere alla beffa che travolge l'ingenuo contestatore.
Profile Image for Elalma.
903 reviews102 followers
June 16, 2012
Raramente ho trovato cos� interessante una biografia. E' riuscita a farmi ri-provare la "solenne incazzatura" che mi aveva entusiasmato nella "vita agra", mi ha fatto anche sorridere, e naturalmente mi ha lasciato addosso tristezza. Mi � piaciuta molto anche la ricostruzione della Milano di quegli anni.
Profile Image for Beatrice.
476 reviews220 followers
February 7, 2023
“Ti ho lasciato un segnalibro in un capitolo che amo molto, perché mi fa vedere la Milano di quando non c’ero” mi scrive Tatiana nella dedica al libro, scarabocchiando tutto su un post-it nel caso io voglia rivendere tutto al Libraccio e abbia bisogno di una copia intonsa. E invece questo libro rimarrà con me, perché non capita spesso di imbattersi in una biografia che in meno di 250 pagine riesca a cogliere perfettamente l'essenza del suo protagonista.

Da quel bambino che prova a leggere il Capitale di Marx per poi rendersi conto che non gli interessa e tornare fuori a giocare, al ragazzo mandato al fronte e costretto a crescere troppo in fretta (“Il mondo mi è parso meno bello di quel che credevo, ho visto che la gente è cattiva, sono diventato prudente e guardingo, in una parola più uomo. Non ho mai voglia di scherzare, soprattutto perché penso a voi lontani e desidero tanto riabbracciarvi.”). Fino ad arrivare al Luciano Bianciardi adulto, ma non per questo più risolto: continua a nutrire diffidenza verso il progetto portato avanti dal PCI, preferendogli un irreale utopia anarcoide.

“Il problema del tempo libero non si porrà più, essendo la vita intera una continua distesa di tempo libero.
Scomparsi i metalli, gli uomini avranno barbe fluenti. (…) Liberi da ogni altra cura, noi ci dedicheremo al bel canto. Grandi, barbuti, eloquenti, gli uomini coltiveranno nobili passioni quali l’amicizia e l’amore.
Non esistendo la famiglia, i rapporti sessuali saranno liberi, indiscriminati, ininterrotti e frequenti, anzi continui.
Nell’attesa che ciò avvenga, e mentre vado elaborando le linee teoriche di questo mio neocristianesimo a sfondo disattivistico e copulatorio, io debbo difendermi e sopravvivere”.


Bianciardi scrive "nell'attesa che ciò avvenga", eppure una grande parte di lui ha già il sospetto che ciò non avverrà mai. E chissà se quel sogno irrealizzabile non gli piaceva proprio perché del tutto favolistico. Chissà se quello di rintanarsi in una fantasia non era semplicemente un indice del fatto che Bianciardi non volesse permettersi di essere felice per via del suo insopprimibile senso di colpa per essere - oggettivamente - una brutta persona, e rimandasse la sua felicità a una condizione che semplicemente non sarebbe mai successa.
Anche perché tanto chissà se il suo sogno di felicità, nel tempo, sarebbe rimasto lo stesso, o Bianciardi avrebbe cambiato idea come l'aveva cambiata su tutto: Grosseto paradiso in terra rinnegata per Milano rinnegata per Rapallo; moglie insulsa rinnegata per comunista piena di vita rinnegata per moglie insulsa ma alla fine fedele come un Golden retriever e trattata ingiustamente; lavoro in solitaria rinnegato per lavoro in casa editrice rinnegato perché vivere sotto un padrone va contro ai suoi ideali.
Dopotutto Bianciardi lo sa, che "la donna è mobile", ma l'uomo irrisolto ancora di più, tanto da scrivere:

“Così è fatto l’uomo, che alle volte agogna una cosa, la chiede, l’ottiene, ma nel tempo di mezzo fra il chiedere e l’avere si scorda il suo desiderio, o anche lo rinnega.”


Luciano Bianciardi è stato un intellettuale scomodo ma soprattutto contraddittorio, pieno di quella rabbia che invece di fomentare rivoluzioni si traduce ben presto in nauseata insofferenza. Leggendo la corrispondenza con gli amici e gli scritti privati emerge chiaramente il malessere di fondo di un anarchico disilluso e disgustato da tutto.

“Bisognerebbe fare la rivoluzione, ma non si trova seguito” afferma Bianciardi, eppure il suo inconscio desiderio di autosabotaggio lo porta a trasferirsi - di tutte le città - a Milano, culla del capitalismo, a quei tempi in piena espansione economica. Lo shock culturale lascia Bianciardi annichilito.

"Voltati in giro e dimmi se vedi altro che gente che tira al suo e se ne frega del prossimo. Ognuno si fa gli affari suoi e l’amore del prossimo è roba che trovi, ma sempre meno se ci badi bene, scritta sui libri. Così è per gli scrittori: fanno il loro mestiere, cercano di salire, e del resto se ne fregano. Se hanno simpatia, compassione, tenerezza, quello che vuoi, per un personaggio, l’hanno appunto per il personaggio, non per la persona. (...)
Il mondo va così e va male. In questi anni ho visto tre amici miei morire, due suicidi. Credi che qualcuno abbia pianto? No, li hanno scancellati, li hanno scordati il giorno dopo.
Certo, se hai bisogno di una mano qualcuno te la dà. Ma prima fa il conto: vuol sapere se tirandoti a galla, domani tu sarai in grado di dare una mano a lui. Altrimenti ti lasciano tranquillamente affogare."


Forse è proprio questo il punto di forza della biografia scritta da Corrias, ovvero il fatto che al centro non ci sia solo la figura tragica di Bianciardi, ma anche la città che alla fine dei conti ne ha decretato la rovina.
Profile Image for Gibson.
690 reviews
May 22, 2025
Il Bianciardi da riscoprire

Un saggio biografico molto bello, questo di Corrias, dedicato al Luciano Bianciardi uomo e autore.
Con l'andatura da romanzo, le pagine si riempiono della vita e dei pensieri di colui che ha scritto la cosiddetta trilogia della rabbia: Il lavoro culturale, L’integrazione, La vita agra.

Aggiungo poco altro, non serve, è tutto qui dentro: Corrias, con quello che si coglie essere affetto, ha usato i toni giusti, i tempi giusti per suscitare l'interessare in chi legge verso un personaggio fatto a modo suo e verso le sue opere, che proprio nelle opere ha riversato la visione della sua vita.
Un'esposizione calda ed empatica, che inanella intelligentemente la storia di Bianciardi, estratti dei suoi scritti, lettere, e ricordi di amici e conoscenti per riportarlo tra noi come fosse oggi. E ci riesce, Corrias ci riesce, perché una volta arrivati all'ultima pagina, si resta con la malinconica sensazione di aver interrotto un'amicizia e il desiderio di riprenderla grazie alla sua bibliografia.

Consigliato anche se non siete particolarmente interessati a Bianciardi.
Profile Image for Giusy Pappalardo.
172 reviews23 followers
August 11, 2017
Bellissima biografia di Luciano Bianciardi, intellettuale postumo e incazzato. La Milano di fine anni '50 è dei primi' 60, la fondazione della Feltrinelli, il bar Giamaica a Brera, i pittori, i fotografi, gli scrittori, il cabaret, il tentativo di una rinascita e della crescita culturale. Un uomo che sa di non appartenere a nessun mondo, solo alla sua Maremma, un uomo che lavora duramente per arrivare a fine mese, un uomo che ottenuto il successo scappa da esso. Chi era Bianciardi? Una testa pensante, un cuore enorme, un disadattato culturalmente troppo avanti per il mondo. Un uomo che decide di non vivere, la cui morte è arrivata troppo lentamente ma troppo presto.
Un bel pezzo di storia italiana.
Profile Image for dv.
1,401 reviews60 followers
March 31, 2023
«Stiamo tirando le somme di questa colossale fregatura che è il dopoguerra»

Il libro-indagine del 1993 che ha avuto l'enorme merito di riportare - o forse di portare davvero per la prima volta - Bianciardi nei radar culturali, costruendo un'accurata storia della sua vita e dell'opera artistica. Un libro che ha il merito non solo di ricostruire l'unica, ingenua, tragica vita di LB, ma anche di raccontare una forse altrettanto tragica parabola, quella dell'Italia dal secondo dopoguerra agli anni '70, la "colossale fregatura" di cui lo stesso B scrive nelle lettere all'amico Terrosi. Da leggere, soprattutto per provare a capire ed evitare il rischio dell'assunzione a mito di B., senza che nessuno lo legga o capisca davvero, pur citandolo di continuo (vedi per esempio la sorte di Pasolini).
Profile Image for عبدالرحمن.
140 reviews18 followers
March 2, 2020
“Il mondo mi è parso meno bello di quel che credevo, ho visto che la gente è cattiva, sono diventato prudente e guardingo, in una parola più uomo.
Non ho mai voglia di scherzare, soprattutto perché penso a voi lontani e desidero tanto riabbracciarvi.”

“Tutto quello che ha fatto, scritto, vissuto, sofferto, se n’è andato come se ne vanno le note musicali ben suonate.”
111 reviews
September 10, 2023
Il racconto del tempo agro di L. Bianciardi. Triste ricognizione della sua storia. Ricco di ritratti dei protagonisti di quel tempo e poi trattorie, traduzioni, casini intesi come bordelli.
Si legge come un polar, per chi ama la letteratura e l'uomo, che non dovrebbe essere un'isola e spesso lo diventa, suo malgrado.
Un libro ben fatto che merita.
This entire review has been hidden because of spoilers.
60 reviews
September 17, 2023
Forte, accattivante, tragica. La biografia di un uomo che è anche uno squarcio dell’Italia del dopoguerra. Un ribelle arrabbiato, bohémien, che prende decisioni in base ai suoi ideali, al suo sentire sempre onesto con se stesso, e che segue quelle decisioni fino alla fine, anche nella morte. Un libro pieno di umanità e di storia.
Profile Image for Alice Iuri.
1 review1 follower
February 19, 2020
Bellino fino alla pubblicazione della Vita Agra, diventa un po' patetico e giudicante allo stesso tempo nel descrivere gli anni sucessivi. Un po' sbrigativi i capitoli finali.
Profile Image for Ffiamma.
1,319 reviews148 followers
August 5, 2016
bella biografia di luciano bianciardi- non solo autore di quel capolavoro che è "la vita agra" ma pure giornalista, traduttore di tanti romanzi americani, anarchico per vocazione e per scelta. corrias racconta, senza giudizio, lo spreco costante che lo ha contraddistinto, la volontà di autoannullarsi, l'alcolismo, le scelte sbagliate (sia umane che lavorative). eppure, emerge la figura fulgida di un essere umano di intelligenza e arguzia non comuni, capace di sentimenti, vigliaccherie e fragilità, con un'ostinazione quasi grottesca a non integrarsi in un sistema (la milano del boom, vissuta dalla parte degli intellettuali) fatto comunque di conformismo e regole. un contestatore che verrà schiacciato da quel sistema a cui era insofferente e che non poteva fare a meno di sbeffeggiare. bravo l'autore a tracciare un ritratto così nitido e documentato.
Displaying 1 - 17 of 17 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.